Princesse Firouzeh
www.webalice.it/zini.daniela
www.firouzeh.splinder.com
firouzeh@splinder.com
Je ne suis rien.
Je ne serai jamais rien.
Je ne peux vouloir être rien.
A part ça, je porte en moi tous les rêves du monde.

Fernando PESSOA
Je suis Belle des Mortels comme un rêve de pierre,
Et mon sein où chacun s’est meurtri tour à tour
Est fait pour inspirer au Poète un Amour
Eternel et muet comme la matière.

Je dors dans les bras des Anges,
Et je rêve de Toi.
Mais un jour, je dormirai dans Tes bras,
Et je rêverai des Anges.
creazione del sito: 21 gennaio2007
aggiornamento del sito: 6 agosto 2009
aggiornamento della homepage: 10 settembre 2008
webmistress: A. Daniela Zini
copyright: A. Daniela Zini

AVVERTIMENTO
Tutti Diritti Riservati
Tutti i diritti di riproduzione o di diffusione dei testi e immagini del sito Princesse Firouzeh sono riservati per tutti i Paesi.
Il Codice della Proprietà Intellettuale e, più generalmente, i Trattati e Accordi internazionali, comportano le disposizioni relative alla protezione dei Diritti d'Autore, vietano,
quale che sia il procedimento utilizzato, integralmente o parzialmente, la rappresentazione, la riproduzione o la modifica, per un uso che non sia privato, senza l'autorizzazione espressa dell'Autore.

AVVERTISSEMENT
Tous Droits Réservés
Tous les droits de reproduction ou de diffusion des textes et images du site Princesse Firouzeh sont réservés pour tous les Pays.
Le Code de la Propriété Intellectuelle et, plus généralement, les Traités et Accords internationaux, comportent des dispositions relatives à la protection des Droits d'Auteur, interdisent,
quel que soi le procedé utilisé, intégralement ou partiellement, la représentation, la reproduction ou la modification, pour un usage autre que privé, sans l'autorisation expresse de l'Auteur.

DISCLAIMER
All Rights Reserved
LA ISLA


Amor, amor, oh separada mía
Por tantas veces mar como nieve y distancia,
Mnima y misteriosa, rodeada
De eternidad, agradezco
No sólo tu mirada de doncella,
Tu blancura escondida, rosa secreta, sino
El resplandor moral de tus estatuas,
La paz abandonada que impusiste en mis manos:
El día detenido en tu garganta.


Pablo NERUDA (1904 – 1973)
LA ISLA


Adiós, adiós, isla secreta, rosa
De purificación, ombligo de oro:
Volvemos unos y otros a las obligaciones
De nuestras enlutadas profesiones y ficios.

Adiós, que el gran océano te guarde
Lejos de nuestra estéril aspereza!

Ha llegado la hora de odiar la soledad:
Esconde, isla, las llaves antiguas
Bajo los esqueletos
Que nos reprocharán hasta que sean polvo
En sus cuevas de piedra
Nuestra invasión inútil.

Regresamos. Y este adiós, prodigado y perdido
Es uno más, un adiós
Sin más solemnidad que la que allí se queda:
La indiferencia inmóvil en el centro del mar:
Cien miradas de piedra que miran hacia adentro
Y hacia la eternidad del horizonte.


Pablo NERUDA (1904 – 1973)
Vi è un significato più profondo nelle fiabe che nella verità quale è immaginata dalla vita.

Friedrich SCHILLER
E' di me che parla la Fiaba...
SONETO LXVI


No te quiero sino porque te quiero
Y de quererte a no quererte llego
De esperarte cuando no te espero
Pasa mi corazón del frío al fuego.

Te quiero sólo porque a ti te quiero,
Te odio sin fin, y odiándote te ruego,
Yla medida de mi amor viajero
Es no verte y amarte como un ciego.

Tal vez consumirá la luz de enero,
Su rayo cruel, mi corazón entero,
Robándome la llave del sosiego.

En esta historia sólo yo me muero
Y moriré de amor porque te quiero,
Porque te quiero, amor, a sangre y fuego.




SONETTO LXVI


Non t'amo se non perché t'amo
E dall'amarti a non amarti giungo
E dall'attenderti quando non t'attendo
Passa dal freddo al fuoco il mio cuore.

Ti amo solo perché io te amo,
Senza fine io t'odio, e odiandoti ti prego,
E la misura del mio amor viandante
È non vederti e amarti come un cieco.

forse consumerà la luce di Gennaio,
Il raggio crudo, il mio cuore intero,
Rubandoti la chiave della calma.

In questa storia solo io muoio
E morirò d'amore perché t'amo,
Perché t'amo, amore, a sangue e fuoco.


Pablo NERUDA (1904 – 1973)
Bienvenue!
En ce lieu où se croisent des sentiments, des émotions, des mots, des images à partager...
Nikos Kasanzaki l'a dit et je le suis:
Je n'ai en mon pouvoir que vingt-six petits soldats de plomb, les vingt-six lettres de l'alphabet:
je décréterai la mobilisation, je lèverai une armée, je lutterai contre la mort.

Nikos KASANZAKI
Si c'est ici le meilleur des mondes possibles, que sont donc les autres?

VOLTAIRE
MON BLOG
www.firouzeh.splinder.com
Chers Amis et Visiteurs, conseillez mon Blog à Vos Parents et Amis et venez me voir chaque jour, il y aura du nouveau !
-5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100
-5100
A theme! A theme! Great nature! Give a theme; let me begin my dream!!!
{ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1000} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002}
Da dove io vengo
Nessuno lo sa;
Dove io vado
Tutto va.
Il vento soffia,
Il mare urla...
Da dove vengo
Nessuno lo sa.
Where I come from
Nobody knows;
Where I'm going
Everything goes.
The wind blows,
The sea flows...
Where I come from
Nobody knows.
-5100 -5100
LA MACEDOINE
Per me non esiste al mondo posto più bello della Macédoine, tra queste amene colline, che il tramonto incendia.
La Macédoine è un paradiso dalle porte spalancate.
Ah! I miei cari boschi della Macédoine!
A quest'ora sono pieni di ronzii!
Le vespe e le mosche, che succhiano i fiori di tiglio e di sambuco, fanno vibrare la campagna come un urugano e gli uccelli non cantano più, a mezzogiorno stanno sui rami, cercando l'ombra,lisciandosi le penne e spiando tra le foglie con i loro occhi mobili e lucenti.
Undicenne già sentivo che quel tripudio animale apparteneva a un mondo più puro e più sacro di quello in cui gli uomini fanno soffrire altri uomini.
Stamattina al risveglio, mi sono chiesta se valga la pena portare avanti questo verbale, disadorno e egocentrico, che mi distoglie dal libro che dovrei affrettarmi a terminare. La fredda e ventosa fine di giornata sembra aver trasformato il paesaggio.
L'ombra delle nuvole oscura i campi.
Aurora che, ogni mattina, ricostruisci il mondo!
Ho dinanzi a me, dietro di me, la notte eterna.
Milioni di anni ho dormito, milioni di anni mi accingo a dormire.
Mi stiro al sole, sul guanciale del piacere, in un mattino che non tornerà. Mi verso una tazza di tè. Non ho fame ma mangio volentieri le fette di pane tostato con il miele. Questi cibi, che la Natura ci offre già pronti, sono più invitanti di tutte le pietanze di un cuoco alla moda e costosissimo.
Qui non mi muovo, non parlo. Studio e scrivo.
Il parco, recintato da alti muri, mi appariva così grande e vario che non finivo di esplorarlo. Grattando la terra, impastando il fango, gualcendo foglie e corolle, pelando le castagne d'India, schiacciando con il tallone le galle piene di aria, facevo mio quello che non si insegna sui banchi di scuola. Riconoscevo il botton d'oro, il trifoglio, il flox zuccheroso, l'azzurro fluorescente dei volubili, le farfalle, la coccinella, il verme lucente, le tele di ragno e i fili della Vergine.
Appresi che il rosso dell'agrifoglio è più rosso di quello del lauro-ciliegio o del sorbo, che l'autunno indora i grappoli di uva e fa diventare il fogliame color rame, che il sole sale e scende nel cielo senza che mai si veda muoversi.
La profusione dei colori e degli odori mi esaltava.
Dappertutto, nell'acqua verde delle pescherie, nell'ondeggiare delle praterie, sotto le felci taglienti, nelle forre dei boschi cedui, si nascondevano tesori che ardevo scoprire.
Ho vissuto alla Macédoine lunghi anni di una vita vagabonda e smarrita, di conquiste e di scoperte, quando, da bambina, lasciavo la città e mi trasferivo tra gli animali e le piante, nella natura dalle innumerevoli pieghe, e il giorno in cui dovrò abbandonarla proverò un grande dolore. In apparenza ideata, si direbbe, per lo spazio di un'estate, durerà infinitamente più di me e, un giorno, andrà in mano di estranei.
Bisogna perdonarmi se mi soffermo sulla Macédoine, ma l'ho molto amata.
Vi rivedo dei volti gai in stanze troppo grandi. Avevo voluto che fossero grandi perché le risa vi risuonassero alte, senza timore di risvegliare ricordi che è meglio lasciare dormire. Il passato, per poco che vi si pensi, è una cosa infinitamente più stabile del presente, e come tale assume un'importanza ben maggiore.
E' una debolezza, certo, e bisognerebbe non amare nulla.
Nulla in particolare, per lo meno.
LA POESIE QUE J'AIME
RUMI
HAFEZ
الا یا ایها الـساقی ادر کاسا و ناولـها
که عشق آسان نمود اول ولی افتاد مشکل‌ها
بـه بوی نافه‌ای کاخر صبا زان طره بگـشاید
ز تاب جعد مشکینش چه خون افـتاد در دل‌ها
مرا در منزل جانان چه امـن عیش چون هر دم
جرس فریاد می‌دارد که بربندید مـحـمـل‌ها
بـه می سجاده رنگین کن گرت پیر مغان گوید
کـه سالک بی‌خبر نبود ز راه و رسم منزل‌ها
شـب تاریک و بیم موج و گردابی چنین هایل
کـجا دانـند حال ما سبکـباران ساحـل‌ها
همـه کارم ز خود کامی به بدنامی کشید آخر
نـهان کی ماند آن رازی کز او سازند محفل‌ها
حضوری گر همی‌خواهی از او غایب مشو حافظ
مـتی ما تلق من تهوی دع الدنیا و اهملـها
صـلاح کار کـجا و مـن خراب کـجا
بـبین تـفاوت ره کز کجاست تا به کجا
دلـم ز صومعه بگرفت و خرقـه سالوس
کـجاسـت دیر مغان و شراب ناب کجا
چـه نسبت است به رندی صلاح و تقوا را
سـماع وعـظ کـجا نغمـه رباب کجا
ز روی دوست دل دشمـنان چـه دریابد
چراغ مرده کـجا شمـع آفـتاب کـجا
چو کحل بینش ما خاک آستان شماست
کـجا رویم بـفرما از این جـناب کـجا
مبین به سیب زنخدان که چاه در راه است
کـجا همی‌روی ای دل بدین شتاب کجا
بـشد کـه یاد خوشش باد روزگار وصال
خود آن کرشمه کجا رفت و آن عتاب کجا
قرار و خواب ز حافظ طمع مدار ای دوست
قرار چیسـت صبوری کدام و خواب کـجا
اگر آن ترک شیرازی بـه دسـت آرد دل ما را
بـه خال هـندویش بخشم سمرقند و بـخارا را
بده ساقی می باقی که در جنت نخواهی یافـت
کـنار آب رکـن آباد و گلگـشـت مـصـلا را
فـغان کاین لولیان شوخ شیرین کار شـهرآشوب
چـنان بردند صبر از دل که ترکان خوان یغـما را
ز عشـق ناتـمام ما جمال یار مستغنی اسـت
بـه آب و رنگ و خال و خط چه حاجت روی زیبا را
من از آن حسن روزافزون که یوسف داشت دانستم
کـه عـشـق از پرده عصمت برون آرد زلیخا را
اگر دشـنام فرمایی و گر نـفرین دعا گویم
جواب تـلـخ می‌زیبد لـب لعـل شـکرخا را
نصیحـت گوش کن جانا که از جان دوست‌تر دارند
جوانان سـعادتـمـند پـند پیر دانا را
حدیث از مـطرب و می گو و راز دهر کـمـتر جو
کـه کس نگشود و نگشاید به حکمت این معما را
غزل گفتی و در سفتی بیا و خوش بخوان حافـظ
کـه بر نـظـم تو افـشاند فلک عـقد ثریا را
صـبا بـه لطـف بگو آن غزال رعنا را
که سر به کوه و بیابان تو داده‌ای ما را
شـکرفروش کـه عمرش دراز باد چرا
تفـقدی نـکـند طوطی شکرخا را
غرور حسنت اجازت مگر نداد ای گـل
کـه پرسشی نکنی عندلیب شیدا را
به خلق و لطف توان کرد صید اهل نظر
بـه بـند و دام نـگیرند مرغ دانا را
ندانم از چه سبب رنگ آشنایی نیست
سهی قدان سیه چشم ماه سیما را
چو با حـبیب نـشینی و باده پیمایی
بـه یاد دار مـحـبان بادپیما را
جز این قدر نتوان گفت در جمال تو عیب
کـه وضع مهر و وفا نیست روی زیبا را
در آسمان نه عجب گر به گفته حافـظ
سرود زهره به رقص آورد مـسیحا را
دل می‌رود ز دستـم صاحـب دلان خدا را
دردا کـه راز پنـهان خواهد شد آشـکارا
کشـتی شکستگانیم ای باد شرطه برخیز
باشد کـه بازبینیم دیدار آشـنا را
ده روزه مهر گردون افسانه است و افـسون
نیکی بـه جای یاران فرصـت شـمار یارا
در حلقه گل و مل خوش خواند دوش بلبـل
هات الـصـبوح هـبوا یا ایها الـسـکارا
ای صاحـب کرامـت شکرانـه سلامـت
روزی تـفـقدی کـن درویش بی‌نوا را
آسایش دو گیتی تفسیر این دو حرف است
با دوسـتان مروت با دشـمـنان مدارا
در کوی نیک نامی ما را گذر ندادند
گر تو نمی‌پسـندی تـغییر کـن قـضا را
آن تلخ وش که صوفی ام الخبائثـش خواند
اشـهی لـنا و احـلی من قبله الـعذارا
هنـگام تنگدستی در عیش کوش و مستی
کاین کیمیای هسـتی قارون کـند گدا را
سرکش مشو که چون شمع از غیرتت بسوزد
دلـبر کـه در کف او موم است سنگ خارا
آیینـه سـکـندر جام می اسـت بنـگر
تا بر تو عرضـه دارد احوال مـلـک دارا
خوبان پارسی گو بـخـشـندگان عـمرند
ساقی بده بـشارت رندان پارسا را
حافـظ بـه خود نپوشید این خرقه می آلود
ای شیخ پاکدامـن مـعذور دار ما را
Nima YUSHIJ
Titolo ...E tu gallo perché non voli?
Prezzo € 20,00
Anno 2008
Editore Serendipità
كرم ابريشم


در پيله تا به كي بر خويشتن تني؟
ـ پرسيد كرم را مرغ از فروتني ـ
تا چند منزوي در كنج خلوتي،
در بسته تا به كي، در محبس تني؟

در فكر رستنم ـ پاسخ بداد كرم ـ
خلوت نشسته ام زينروي منحني.
فرسوده جان من از بس به يك مدار
برجاي مانده ام چون فطرت دني.

همسال هاي من پروانگان شدند
جستند از اين قفس، گشتند ديدني.
يا سوخت جانشان دهقان به ديگران،
جز من كه زنده ام در حال جان كندني.
در حبس و خلوتم تا وارهم به مرگ
يا پر برآورم بهر پريدني.

اينك تو را چه شد كاي مرغ خانگي!
كوشش نمي كني، پري نمي زني؟
پا بنده ي چه اي؟ وابسته ي كه اي؟
تا كي اسيري و در حبس دشمني؟



IL BACO


“Fin quando il tuo corpo avvolgerai nel bozzolo?”,
Domandò, ossequioso, l’uccello al baco,
“Per quanto resterai in disparte in quell’angolo remoto?
Fin quando resterai nell’involucro, dal corpo imprigionato?”

Rispose il baco: “Ho in animo di prendere il volo
Da questo alveo dove in solitudine mi sono ritirato.
A lungo ho esaurito la mia vita in una sfera,
Dove sono rimasto seguendo la mia umile natura.

Si mutarono in farfalle i miei coetanei,
Da questa gabbia volarono via
Per essere ammirati o arsi vivi dal colono,
Altri ma non io, che sono vivo e mi affanno
In prigionia e in solitudine fino al mio tempo
Per morire o mettere le ali per volare.

A te, invece, o uccello domestico, che accadde!
Non tenti di volare?
A cosa sei legato? A chi assoggettato?
Fin quando resterai nella prigione del nemico segregato?”


traduzione dal persiano di A. Daniela Zini
Nader NADERPUR
Ahmad SHAMLU
Sohrab SEPEHRI
A MON LECTEUR
"Io voglio che il mio lettore, chiunque egli sia, pensi a me solo, non alle nozze della figlia o alla notte con l'amante o alle insidie del nemico o al processo o alla casa o al podere o al tesoro; e almeno finché legge, voglio che sia con me.
Se è preoccupato dai suoi affari, differisca la lettura; quando si avvicinerà a essa, getti lontano da sé il peso degli affari e la cura del patrimonio...
Non voglio che apprenda senza fatica ciò che senza fatica non ho scritto."

Francesco PETRARCA
Fam., XIII, 5, 23


On ne trouvera ici ni un recueil de fables, ni une collection de légendes. L’auteur a entremêlé des pensées, qui furent pour lui des théorèmes de la passion, de récits qui les illustrent, les expliquent, les démontrent, et souvent les masquent. Peut-être en est-il de ce site comme de certains édifices qui n’ont qu’une porte secrète et dont l’étranger ne connaît qu’un mur infranchissable. Derrière ce mur se donne le plus inquiétant des bals travestis : celui où quelqu’un se déguise en soi-même. Si le lecteur est destiné à comprendre et à aimer l’ordre auquel obéit cette architecture humaine, ces colonnades pour lui s’ouvriront d’elles-mêmes comme des fleurs. S’il ne possède pas la clef d’une expérience analogue, on peut tout au plus lui promettre de deviner, de la fête ou du massacre intérieur, quelques lueurs de torches à travers les fissures des pierres, quelques cris, quelques rires sans cause, quelques bouffées de musique peut-être discordante, et de fracas de cœurs brisés.
Pour moi, c’était bien choisi. Au fond, ce bref détour vers l’institution universitaire n’est peut-être qu’une manière de différer une décision, qui marque 2003.
Quoi qu’en disent et pensent les autres, je vais rejoindre le groupe vaguement louche des saltimbanques et bohêmes en tous genres, comme aurait sans doute marmonné ma grand-mère : je serai écrivain.
Me destinée litteraire est ancrée dans ce que j’ai désigné tout au long de ma vie comme mes projets de la vingtième année.
A vingt ans, j’avais prévu à peu près trois ou quatre de mes livres, et j’avais commencé à barbouiller beaucoup de papier. Alors bien entendu, je m’étais chargée d’un fardeau que je ne pouvais pas porter. Est-ce par souci de retrouver, à posteriori, à la fois une unité et une origine dans une sorte d’implosion première d’où tout procéderait ?
Sans doute.
On m’envie ma Liberté qu’on exagère du reste ; la vie fait bientôt de recréer des liens, prenant la place de ceux dont on se croyait débarrassé ; quoi qu’on fasse et ou qu’on aille, des murs s’élèvent autour de nous et par nos soins, abris d’abord, et bientôt prison.

Princesse Firouzeh
COMMENTAIRES
-5100
creazione del sito: 21 gennaio 2007
aggiornamento del sito: 6 agosto 2009
aggiornamento della homepage: 10 settembre 2008
webmistress: A. Daniela Zini
copyright A. Daniela Zini
VISITATORI: