Diagnosi Prenatale Invasiva: Amniocentesi
CONSIGLIO PER AMNIOCENTESI - PRELIEVO DI LIQUIDO AMNIOTICO
Serve soprattutto per identificare alterazioni numeriche e di struttura dei cromosomi.

- Etˆ materna uguale o superiore a 35 anni alla data del concepimento
Incidenza di anomalie cromosomiche a 15 settimane di gravidanza:

35-37 anni = 1,4 %

38-40 anni = 1,8 %

40-44 anni = 4,7 %

>44 anni = 8,5 %

Il rischio di anomalia cromosomica neonatale alla nascita ? pressocch? dimezzato essendo feti affetti da anomalie cromosomiche ad elevato rischio di aborto spontaneo o di morte intrauterina.

- Rischio aumentato rilevato con triplo-test superiore a 1:250
- Precedente figlio con anomalie cromosomiche ed altre.
Esami complementari:

Alfafetoproteine del liquido amniotico: per la diagnosi di difetti del tubo neurale o della parete addominale del feto.
Ž necessario confrontare il rischio dell' esame con il rischio della incidenza della anomalia che si cerca.

- Ripetizione del prelievo per errori di laboratorio o per difficola' tecniche = ca 3 % .
- Errori diagnostici = rarissimi
- Dubbi sull' esito dell' esame sono di piu' frequente riscontro e si riferiscono a risultati difficilmente interpretabili dal punto di vista clinico (ca. 1%).
Complicanze

- Aborto tardivo = ca 1 % .
- Perdita di LA dopo il prelievo (ca. 2%.)
- Infezioni endouterine = rarissime
- Lesioni fetali = rarissime
Epoca gestazionale per il prelievo: 15, 16 settimane compiute, sotto controllo ecografico. Puntura con ago sottile attraverso la parete addominale. Non ? necessaria l' anestesia. Non occorre essere digiuna.

Verrˆ richiesta la firma per il consenso informato.

La gestante dovrˆ portare copia del gruppo sanguigno documentato da un laboratorio.

Verrˆ eseguita la Profilassi anti D alle gestanti Rh negative.
Dopo il prelievo la gestante e' invitata ad attendere nel Centro per ca 30 minuti. Il giorno dopo il prelievo la gestante puo' tornare alla normale attivita' lavorativa evitando una intensa attivita' lavorativa, rapporti sessuali, viaggi lunghi o attivita' sportiva per almeno una settimana.
Consigliamo un giorno di riposo a domicilio con astensione dalle attivitˆ lavorative.
Nella settimana seguente l'esame si possono eseguire le normali attivitˆ laorative ma consigliamo astensione da viaggi lunghi, gite, attivitˆ sportiva, rapporti sessuali.
Il giorno stesso dell' intevento ? possibile una lieve dolenzia del punto di introduzione dell' ago o qualche contrazione uterina.
Consigliamo di rivolgesi al proprio ginecologo o in mancanza di esso al Pronto Soccorso dell'Ospedale nei casi di:

perdite di sangue dalla vagina,
contrazioni uterine forti,
crampi addominali o in caso di
febbre (T>=38 C).
Il liquido amniotico verrö esaminato nel laboratorio di citogenetica dell' Ospedale di Bolzano o presso il laboratorio TOMA. Il periodo di incubazione, la cultura delle cellule (cute, vie urinarie etc.), e il mappaggio durano almeno 15 gg.

Risultato

Vera' comunicato telefonicamente e per lettera anche al ginecologo curante non prima di 15 giorni dalla data del prelievo.
Si prega di contattare il Centro Aurora
Consiste in una somministrazione intramuscolare di anticorpi anti D. Si fa a tutte le gravide con fattore Rh negativo e con test di Coombs indiretto (TCI). negativo dopo amniocentesi, prelievo di villi coriali o funicolocentesi, cio? dopo tutti gli interventi invasivi, nonch? dopo un parto o dopo un aborto.
Dopo la profilassi il test di Coombs (TCI). diventa sempre positivo e lo rimane generalmente per ca 2 mesi.
Il test di Coombs serve per dosare gli anticorpi anti D che vengono somministrati con la profilassi o che nei rari casi di isoimmunizzazione RH vengono prodotti dalla gestante stessa. Tali anticorpi somministrati alla gestante distruggono i globuli rossi del feto che possono essere passati nel sangue materno e impediscono la immunizzazione materna contro il fattore Rh. Se la gestante stessa produce anticorpi anti D questi passano la barriera placentare e posssono distruggere i globuli rossi nel feto causando col progredire della gravidanza una anemia fetale che in alcuni casi dovrˆ essere curata con trasfusioni intrauterine.
Pazienti e persone che non esercitano le professioni sanitarie sono vivamente consigliate di rivalutare le informazioni, contenute in queste pagine e le pagine connesse, assieme ai loro curanti.

Ultima revisione 10 ottobre 2010
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