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Recensioni
Barisera 27 settembre 2010
Un caleidoscopio di notizie e informazioni sul passato di Bari
STORIE BARESI, RITRATTO DI UNA CITTÀ DA SCOPRIRE
Vito Antonio Melchiorre ricostruisce con meticolosa attenzione le tappe più importanti e le figure emblematiche del capoluogo
Non è facile, né semplice, presentare il recentissimo ponderoso libro di Vito Antonio Melchiorre, “Storie baresi” (Levante Editori), che per i numerosi argomenti trattati, potrebbe definirsi il dizionario dei fatti baresi.
Vito Antonio Melchiorre, classe 1922, due lauree, a Bari lo conoscono un po’ tutti, non solo attraverso le sue numerose pubblicazioni (un centinaio), pubblicate con rinomate case editrici, che rappresentano un po’ la Bibbia dei baresi, ma anche perché per lunghi anni è stato un alto funzionario del Comune di Bari (segretario comunale, capo di Gabinetto e, per un certo periodo, comandato anche presso la Regione Puglia). Da lungo tempo in pensione, assiduo frequentatore dell’Archivio Storico di Bari e di quello di San Nicola, non ha mai smesso di occuparsi attivamente di storia locale, redigendo anche una rubrica settimanale sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno.
Nell’elegante volume, inserito nella collana “La Puglia nei documenti”, lo storico di Bari, riporta in massima parte il frutto di quanto pubblicato sul citato quotidiano, al quale collabora da tanti anni, con note sulla storia locale, insieme a tante altre notizie note e meno note che hanno riguardato Bari.
Si tratta di ben 1520 argomenti, trattati in forma breve e succinta, con foto storiche di Bari, fruibili da chiunque abbia voglia di sapere o approfondire il passato della nostra bella città. E così sappiamo che nel 1663 ci fu a Bari un sequestro di persona, o del patriottismo dei padri di S. Antonio, o dell’origine dei quartieri di Bari, di Garibaldi a Bari, del tesoretto comunale, della polizia urbana, di Bona Sforza, della peste del 1690-92, dei malviventi, della chiesa di S. Espedito, dei “gettatelli” (i bimbi frutto di relazioni illecite e poi abbandonati in istituti), dei Monasteri, della riparazione delle strade, di dazi e gabelle, dei problemi relativi alla vendita del pesce, della Madonna Addolorata, dei pirati, delle immunità riservate a certi personaggi della città, dell’Abate Elia, delle gabelle sul grano e sul pesce, dei teatri baresi (Petruzzelli compreso), della delinquenza, dell’Unità d’Italia, degli Ufo (siamo intorno al 1095), della Vidua Vidue (la cacciata dei saraceni da Bari da parte della flotta veneziana che venne in aiuto ai baresi), dell’usura (anno 999), dei litigi tra vicini e, come oggi, anche della libertà di stampa. Nel 1820, infatti, un decreto reale del 26 luglio accordava la libertà di stampa, abolendo la censura. Melchiorre ricorda anche il cosiddetto “morgincap”, strana parola proveniente dal diritto consuetudinario barese di provenienza longobarda, e che rappresentava la quarta parte dei beni che lo sposo contraente era tenuto a donare alla sposa dopo l‘avvenuta consumazione delle nozze, validamente attestata davanti ad un notaio con l’assistenza di testimoni (?).
Non potevano mancare note storiche relative al nostro San Nicola, alla Madonna Odegitria, a San Paolo, San Sabino, alle Chiese di Bari vecchia. Insomma un caleidoscopio di notizie e informazioni sul passato della nostra città. Melchiorre nel richiamare alla vita della memoria alcuni personaggi della storia barese di nome Cassano, non manca di ricordarsi dell’omonimo calciatore Antonio, augurandogli di farsi sempre onore.
La pubblicazione con un appendice di “Storie baresi per immagini”, si avvale delle testimonianze di Antonio Castorani e di Giovanni Paparella rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia e di Giuseppe Poli presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Bari – che, insieme, hanno promosso l’iniziativa. Sono anche presenti introduzioni di Giovanni Girone, già Rettore dell’Università di Bari, e di Giuseppe Patruno, preside della Facoltà di Economia dell’Università di Bari.
Vito Antonio Melchiorre, non manca di evidenziare nella sua premessa, che la realizzazione di questa interessante pubblicazione è andata felicemente in porto, grazie alla grande sensibilità mostrata da Irene Cavalli, coadiuvata dai fratelli Raffaele e Gianni, titolari della casa editrice Levante, fondata dal padre don Mario, benemerito pioniere della editoria pugliese.
L’autore dichiara che la pubblicazione intende rappresentare, soprattutto, un deferente atto di omaggio verso la terra e la città di Bari, e sicuramente i baresi serberanno molta gratitudine a Melchiorre per la sua inestimabile opera, che permette di entrare nell’affascinante storia barese, affrontata da angolature diverse ed inedite.
Del maestro Carlo Fusca la bella copertina, i bozzetti ed i risguardi, che rappresentano un maestoso San Nicola insieme a Gioacchino Murat e Niccolò Piccinni, personaggi molto noti e che ben rappresentano Bari.
Vito A. Melchiorre; Storie baresi
Levante Editori, Bari pagg. 1.108 + 36 - € 88