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Circolo Unione Bari, giovedi 17 novembre 2011
tratto da: http://comanacosaellalde.forumattivo.com
Ringrazio il Circolo Unione, nella persona del suo vice presidente, il dott. Giacomo Tomasicchio, ed il prof. Francesco De Martino, ordinario di Letteratura greca dell'Università di Foggia, per l'invito rivoltomi a partecipare a questa speciale serata sulle Baresità in un luogo così prestigioso.
Per Baresità si intende tutto quello che riguarda Bari, dialetto, tradizioni, folclore, cucina, monumenti, chiese, modi di dire, comportamenti, proverbi, soprannomi, usi e costumi, teatro dialettale, poesie e, ovviamente, il nostro San Nicola.
Uno dei padri della baresità per quanto riguarda il dialetto può considerarsi Francesco Saverio Abbrescia, primo poeta dialettale, insieme a Gaetano Savelli, che ha tradotto in barese La Divina Commedia. Giovanni Panza, alto funzionario del Ministero dell'Agricoltura, poeta e attento osservatore di cose baresi, che ha lasciato un notevole numero di poesie e, soprattutto, il volume "La checine de nononne", un best-seller della cucina tradizionale barese, al quale si aggiunge "La uerre di Troia", del quale vi parlerà il prof. Francesco De Martino. Alfredo Giovine, autore di varie pubblicazioni su Bari e sul nostro vernacolo. Domenico Triggiani, protagonista del nostro dialetto, autore di commedie dialettali, scritte sia in vernacolo che in lingua, il che denota la notevole preparazione e la sua padronanza della lingua dei nostri nonni. È anche autore, insieme alla moglie Rosa Lettini, del primo ed unico romanzo storico-satirico in dialetto barese "Da Adàme ad Andriòtte", del quale vi parlerà anche il prof. De Martino. Lorenzo Gentile, autore, insieme alla figlia Enrica di un recente "Nuovo Dizionario dei baresi". Quest'ultimo è il primo vocabolario bilingue italiano-barese e barese-italiano. Vito Maurogiovanni, prolifico scrittore, giornalista e commediografo, considerato la memoria storica di Bari, che ha lasciato ai baresi una notevole produzione teatrale e letteraria. Da ricordare: "Jarche vasce", "Cafè antiche", "Il Teatro", "Come eravamo", "Cantata per una città". Recentemente, è stato pubblicato il volume postumo "Teatri", curato magistralmente dal prof. De Martino. Vito Antonio Melchiorre, storico di Bari, che ha lasciato centinaia di pubblicazioni sulla nostra città, l'ultima delle quali ha per titolo "Storie baresi", pubblicata nell'anno 2010 da Levante.
Tra le Baresità sono da citare anche le storiche case editrici Adda, Laterza e Levante. Quest'ultima merita una particolare menzione dal momento che molti titoli delle sue edizioni sono legate a Bari ed al suo dialetto.
Per il teatro dialettale ricordo Vito Signorile, Nicola Pignataro, Gianni Ciardo, Gianni Colaiemma, Nino De Bartolomeo e Rosaria Barracane, Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone, Felice Alloggio ed Emanuele Battista. Questi ultimi, commediografi in lingua e in dialetto barese, sono anche registi delle loro opere. Non sono stati certamente richiamati tutti i personaggi, ma citati o non citati, va il nostro ringraziamento per quello che hanno lasciato alla nostra città.
A proposito di Baresità mi piace ricordare Franz Falanga, un architetto barese trapiantato al nord, autore di varie pubblicazioni, tra le quali "O Dadò o Dadà", una sorta di lessico ragionato dei termini in dialetto barese, e del volume "La Terra dell'U", ovvero una storia di giovani e del Jazz a Bari, la cui foto di copertina è stata scattata in questo bel salone.
La Baresità è anche pittura e scultura ed in questo caso è doveroso ricordare alcuni artisti baresi, Francesco e Raffaele Spizzico, Gennaro Picinni, Mario Piergiovanni, Anna Maria Di Terlizzi, Carlo Fusca, Michele Damiani, che in alcune loro opere hanno inserito barche, vele, sole, chiese, cattedrali, santi, uomini e donne, tutte cose legate alla nostra città.
Vi sono poi le "altre baresità" rappresentate dalla città vecchia con la Cattedrale, la Basilica di San Nicola, il Castello, il Fortino e tutte le chiese e le edicole votive, la Fiera del Levante, il Maggio di Bari, i Teatri Petruzzelli, Piccinni e Margherita, la Chiesa Russa, l'Università, "Il Sottano" (Caffè Scaturchio), ritrovo di personaggi della Bari culturale di un tempo, il Gran premio Bari di formula 1, la spiaggia di "Pan'e pemedòre", lo Stadio della Vittoria e quello di San Nicola, la "tiedde de rise patane e cozze", la "fecazze", "u ccrute" (frutti di mare, polpi arricciati, seppioline, allievi, ecc.), u ragù con le brasciole, le recchietedde, le strascenate, ecc. E nella baresità trovano posto anche i quotidiani La Gazzetta del Mezzogiorno, Barisera, Quotidiano di Bari, Puglia, il Giornale di Puglia, e questo storico e prestigioso Circolo Unione.