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Successo di pubblico per 'Baresità' di Vittorio Polito
Scritto da Lia Mintrone
Mercoledì 18 Maggio 2011
L’Auditorium della Scuola Media “G. Laterza di Bari”, dove ha sede l’Università della Terza Età “Puglieuropa”, è stato teatro per la presentazione del volume del giornalista e scrittore Vittorio Polito “Baresità, curiosità e…” (Levante Editori). Il volume si avvale della prefazione di Corrado Petrocelli, Magnifico Rettore dell’Università di Bari e della copertina del maestro Michele Damiani.Franco Minervini, presidente dell’Università della Terza Età “Puglieuropa”, si è detto lieto di ospitare il giornalista Vittorio Polito, considerato amico dell’U.T.E., dal momento che segue da lungo tempo le attività e le programmazioni dell’Associazione, anche attraverso opinioni, pareri ed articoli giornalistici.
Felice Alloggio, attore, regista e commediografo, ha salutato gli astanti e presentato il relatore, l’autore ed i poeti presenti. È intervenuto quindi Nico Veneziani, cardiologo ed esperto di tradizioni popolari, che ha presentato il volume, attraverso una magistrale dissertazione dei contenuti: dal dialetto barese, alla baresità e ad alcune tradizioni della nostra città.
«Il libro di Vittorio Polito – ha detto Veneziani – per apprezzarlo e valutarlo bisogna averlo tra le mani per determinare il suo valore in tutti i sensi, elogiando in modo particolare le edizioni della casa editrice Levante, senza tralasciare la fantasmagorica copertina del maestro Michele Damiani insieme ai delicati disegni all’interno del volume. Polito - ha proseguito - con il suo libro trasmette non solo la cultura del nostro territorio, ma è nello stesso tempo testimone e provocatore affinché attraverso le poesie riportate nel volume e con i racconti che vengono fuori, passa nella memoria collettiva, e speriamo nel tempo, quella che è la città di Bari, ancora oggi alla ricerca della sua identità.
Veneziani ha fatto sotto certi aspetti anche la storia di Bari, parlando di Bari vecchia, del Castello e del Catapanato. Il volume in sostanza è una somma di notizie, apparentemente di curiosità, ma in sostanza segue un percorso attraverso il quale egli rifà le vicende di Bari. La sua attività di bibliotecario ha molto sviluppato in lui la passione per la ricerca bibliografica, per la biblioteca e per il modo in cui bisogna organizzarsi nel momento in cui si costruisce una pubblicazione. Non si può essere dilettanti sempre, bisogna avere una professionalità, altrimenti quello che viene fuori è un aborto.
Va detto che l’autore, che è un giornalista (collabora con “Barisera”, “Giornale di Puglia”, “Magazine” della Confcommercio ed anche con “L’Ira del Tacco”, quando tratta un argomento è, in verità, sempre elegante, mai triviale, non si limita solo a esporre i vari aspetti, ma dà anche, secondo lui, anche soluzioni e consigli».
Sostanzialmente il libro di Polito è un testo che coniuga storia e tradizioni che insieme alle corrispondenti poesie in dialetto barese, alla fine diventa un documento culturale. Va anche detto che Polito ha pubblicato anche il volume “Baresità e… maresità” (Levante), altro libro-documento, con la prefazione di Vito Maurogiovanni.
Veneziani ha parlato anche di Lorenzo ed Enrica Gentile e del loro “Nuovo Dizionario del baresi (Levante), del grande Giovanni Panza e del suo libro “La checine de nononne” (Schena), un best-seller che è in vendita dal 1982, di Franz Falanga e del suo libro “La terra dell’U” (Menabò), di Linda Cascella e del suo capitolo sulle donne, inserito nello stesso libro di Polito, di Pasquale Sorrenti e della sua libreria, frequentata da intellettuali baresi, di quanto ha scritto lo stesso Alloggio nei suoi capitoli inseriti nello stesso volume.
Veneziani ha parlato anche della goliardia, del jazz a Bari, della teatralità del dialetto barese, delle tabacchine e di Bari contemporanea, tutti argomenti trattati nel volume. È stato evidenziato anche l’accurato inserimento di poesie dialettali, tutte inerenti i temi trattati, le notizie storiche, i comizi in dialetto barese di Vito Barracano. Insomma un lungo lavoro di ricerca. Il volume di Polito è stato definito da Francesco De Martino, docente nell’Università di Foggia, “circolare”, nel senso che si può leggere partendo da qualsiasi punto. Non ha inizio e non ha fine.
Sono state declamate anche poesie in dialetto barese tratte dal volume da Liliana Cucinella Gioia, Rosa Lettini Triggiani, Emanuele Battista e Peppino Zaccaro, molto gradite dal pubblico.
Felice Alloggio, attore e regista, ha presentato e moderato egregiamente la serata, declamando “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, tradotto e commentato in dialetto barese dal poeta Giuseppe De Benedictis (Giudebbe). Gianni Grazioso del gruppo folk “Barincanto”, con la sua chitarra ha suonato e cantato alcuni brani musicali dedicati a Bari ed al suo dialletto.