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La Madonna Odegitria

Recensioni

Barisera 13 settembre 2010


LA MADONNA ODEGITRIA ED I SUOI ORNAMENTI

Un filo immaginario collega la Turchia all'Italia. Infatti non solo San Nicola viene dall'Oriente, ma anche la Madonna Odegitria. Bari non poteva offrire un segno migliore delle sue connessioni con l'Impero bizantino di quello offerto dalla icona della sua Cattedrale, la "Madonna di Costantinopoli" o "Odegitria". Il titolo di "Odegitria" è stato dato nel nostro secolo (anni '30) e confermato in occasione della settimana "pro Oriente christiano", svoltosi a Bari nel 1936. Il titolo precedente era quello di "Madonna di Costantinopoli", attestato per almeno quattro secoli ed il cui ricordo è ancora molto popolare, come testimoniano le edicole del centro storico della città vecchia e venerata ancora oggi nelle Chiese dell'arcidiocesi e della provincia.L'immagine della Madonna Odegitria, venerata nella Cripta della Cattedrale di Bari, è un'opera cinquecentesca, compiuta su un modello più antico e ritoccata due secoli dopo. Il Dipartimento Geomineralogico dell'Università di Bari con il contributo finanziario della Fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia ed in collaborazione con l'Arcidiocesi di Bari-Bitonto, hanno pubblicato nel 2008, a cura di Eugenio Scandale, per Claudio Grenzi Editore, il bel volume "La Madonna Odegitria di Bari ed i suoi preziosi ornamenti".

Il volume, illustratissimo, attraverso gli scritti di mons. Gaetano Barracane, Rita Mavelli, Nicola Melone, Alessandro Monno, Marianna Santigliano, Eugenio Scandale e Gioacchino Tempesta, presenta un'accurata analisi mineralogica, storica ed artistica della bella icona. In esso si fa, in sostanza, la storia dell'icona, lo studio delle gemme in essa incastonate, l'analisi dei preziosi ornamenti, gli approfondimenti mineralogico-gemmologici (identificazione, valutazione dei colori e dei tagli delle gemme,ecc.). Una serie di schede dei minerali e degli ornamenti ed un'ampia bibliografia completano l'elegante edizione.Monsignor Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto, nella prefazione sottolinea come "I centotrentasette 'rubini' incastonati nella veste della patrona della nostra Chiesa locale sono come la sua preziosa 'merlatura', ma sono anche le 'gocce di sangue' della passione del Figlio e della sua passione, e sono anche le fatiche e i travagli dei tanti fedeli che nel corso dei secoli l'hanno venerata e pregata".

Corrado Petrocelli, Rettore dell'Università degli Studi di Bari, nella sua presentazione sostiene che "Attraverso questa iniziativa si rinnova il Sodalizio, anch'esso antico e prezioso, fra il Mecenate e lo Studioso, che tanto spesso viene invocato in un Territorio così scarso di risorse finanziarie, ma così fortunatamente ricco di testimonianze storiche, artistiche e religiose di interesse assoluto e di competenze scientifiche di alta qualificazione. La 'Scientia' dei Saperi, tante volte accusata di arroccarsi nella 'Turris eburnea', s'è avvalsa, con discrezione, del Sapere della Scienza, per dirimere dubbi e fare luce sulle credenze popolari". Antonio Castorani, presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia, evidenzia come "La ricerca condotta sapientemente dal prof. Eugenio Scandale ha messo in luce aspetti inediti e poco indagati di opere presenti nella Città di Bari e fornisce utili informazioni per coloro che si accingono a osservare e studiare, ad esempio, l'icona della Madonna dell'Odegitria". Eugenio Scandale, ordinario di Mineralogia nella nostra Università e responsabile del Progetto , sottolinea che "La realizzazione del Progetto Culturale complessivo, è stata resa possibile grazie ad una esemplare ed innovativa collaborazione tra Istituzioni diverse: Università, Fondazione, Diocesi, Soprintendenza PSAE - ognuna delle quali si è assunta delle responsabilità. La volontà di collaborazione espressa è segno forte della acquisita consapevolezza della comunità barese dell'importanza della valorizzazione del patrimonio storico ed artistico e contribuisce ad accrescere ed a rafforzare la propria identità culturale" Infine è il caso di sottolineare che la Biblioteca Nazionale di Bari, è forse il luogo presso cui sono conservate le principali testimonianze superstiti della tradizione documentaria e letteraria, manoscritta e a stampa, sulla vicenda della traslazione della icona raffigurante la Madonna col Bambino dalla città di Costantinopoli a Bari.





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