Casa, dolce casa!        

 Progetto di autonomia Persone con Sindrome di Down, a cura dell'AIPD di Milazzo, "Casa Dolce Casa", in collaborazione col Comune di Montalbano Elicona, Messina, Sicilia.

Montalbano Elicona, panorama, Messina SiciliaL’AIPD Milazzo per il triennio 2004-5 ha organizzato un Corso di Educazione all’Autonomia rivolto ai ragazzi maggiorenni con S.D., afferenti nell’area territoriale di Milazzo e Provincia. Il progetto prevede momenti di distacco dai genitori con periodi di vita fuori casa (week-end). A tale scopo chiediamo al Sig. Sindaco di Montalbano Elicona, dott. Giuseppe Simone, la fruizione gratuita di una struttura arredata capace di ospitare n° 4 ragazzi con S.D. ed altrettanti operatori nei giorni di Sabato e di domenica. Gli operatori ed i volontari, scelti dall’AIPD e dal Comune, si impegnano a condurre un programma prestabilito per il raggiungimento di tappe abilitative nella sfera dell’autonomia. Tale progetto ha lo scopo di accompagnare i giovani down e le loro famiglie in un percorso graduale di distacco, di crescita personale che può essere considerato importante nel panorama delle problematiche al dopo di noi.

 

 

 

Progetto di autonomia

 

“Casa, dolce casa”: un’esperienza di vita indipendente”

 

“Casa, dolce casa è la casa dove persone con S.D. trascorrono, in piccoli gruppi, di tre o quattro partecipanti, dei week-end nel corso dell’anno con la possibilità di gestirne la totale organizzazione.

Il progetto nasce per permettere ai giovani ed adulti con S.D. di partecipare all’uscita dalla famiglia di origine, in maniera graduale, imparando ad interagire con il gruppo, acquisendo abilità minime necessarie per vivere fuori casa. Permette di accogliere anche gli adulti, che per problemi socio-culturali ed economici, non possono vivere nessuna esperienza di socializzazione ed autonomia al di fuori del nucleo familiare. Noi dell’AIPD pensiamo che “Casa, dolce casa” possa avere un ruolo fondamentale nelle persone con S.D. come passaggio tra la vita in famiglia e la vita indipendente che non sia necessariamente legata alla perdita improvvisa della famiglia d’origine.

 

 

Obiettivi:

  • Sperimentare concretamente che cosa vuol dire vivere senza i genitori in un contesto di quotidianità.
  • Provarsi in abilità quali cucinare, pulire un’abitazione, ricevere ospiti.
  • Far crescere e rafforzare nelle persone con la S.D. consapevolezza che, pur avendo un handicap si diventa “grandi” e si possono vivere esperienze da adulti al di fuori della famiglia.
  • Dare risposte concrete alla crescita delle persone con S.D., valorizzando l’importanza delle relazioni in un “gruppo di pari”.

 

A chi è rivolto il progetto.

 

Il progetto è rivolto a quattro persone con S.D. in età compresa tra i 20 ed i 30 anni, desiderosi di andare a vivere da soli, con l’emozione e la gioia che un pensiero come questo può far nascere. Le persone con handicap crescono e fornire risposte concrete a questa crescita significa dar loro reali possibilità di vivere la loro vita e vedere accolte le loro esigenze, soprattutto fare in modo che l’adulto con handicap non si trovi da solo, che gli vengano offerte ancora occasioni di cambiamento e di amicizia. Crediamo che il progetto, al di là delle possibilità che dà di acquisire strategie per vivere in modo autonomo, possa significare, per alcune persone, trovare uno spazio ricco di stimoli affettivi, di amicizia ed amore nel quale stare bene. Conoscendo molto bene la natura dei ragazzi con S.D. sappiamo quanto sia presente la loro voglia di fare “da soli”, di potersi confrontare con situazioni nelle quali sia importante che loro stessi scelgano, esprimano le loro preferenze, i loro gusti, le opinioni. Molto spesso quando le persone con S.D. non manifestano l’esigenza di uscire da casa e vivere esperienze di questo tipo è perché probabilmente sono rimasti chiusi nel loro mondo che non prevede questa opportunità.

 

Tempi e luoghi dei week-end

 

“Casa, dolce casa” è un appartamento situato in una città o in un paese dove i partecipanti, in numero di quattro, accompagnati da un’assistente sociale, due operatori e due volontari si recano il sabato mattina fino alla domenica sera per trascorrere il week-end insieme con la possibilità di gestirlo ed organizzarlo in completa autonomia, coinvolgendo tutti nelle attività, nel rispetto delle esigenze ed anche del carattere e della personalità di ognuno.

 

Come si trascorre il week-end

 

Durante i week-end viene proposto alle persone con S.D. di gestire le attività che normalmente si svolgono in una casa: preparare le stanze, rifare i letti, fare la lista della spesa, uscire per gli acquisti del sabato e della domenica, cucinare, prendere i mezzi pubblici, soprattutto organizzare il tempo libero che spesso è gestito dalla famiglia. Ogni week-end sarà diverso dall’altro proprio perché ogni gruppo darà un differente significato al tempo libero scegliendo fra numerose attività che di solito i giovani amano fare. Si vivrà il tempo libero all’insegna del divertimento, termine che non sottende alcun significato intenzionalmente educativo, e le cose “normali” che i partecipanti sceglieranno, verranno vissute in modo che essi siano i protagonisti. Pensiamo che debbano esserci momenti diversi all’interno del fine settimana ed, in alcuni di questi, c’è una intenzionalità nel fare apprendere nuove abilità ad esempio imparare ad accendere il gas, o andare da soli dal fornaio. Pensiamo che una persona con handicap non debba essere sempre sollecitata a migliorare le proprie capacità, ma abbia diritto, come tutti, ad avere un tempo per fare delle cose per il piacere di fare, semplicemente divertenti e “Casa, dolce casa” ne tiene conto.

 

Perché “Casa, dolce casa” è sita in città o in paese.

 

Il fatto che “Casa, dolce casa” sia in città o in paese è frutto di una scelta di comunità con la quale intendiamo far vivere il progetto ai partecipanti. Possono così inserirla nella loro vita del sabato o della domenica, senza rinunciare alla scuola. Dal momento che “Casa, dolce casa” è la loro casa, è aperta anche agli amici e questi, con invito dei partecipanti, possono raggiungerli per una serata insieme, ma anche continuità nella realtà cittadina, per imparare ad orientarsi un quartiere ed utilizzarne i servizi, i negozi, e poter mantenere una serie di abilità acquisite come andare a casa da soli.

 

Come partecipare a “Casa, dolce casa”.

 

Per partecipare a “Casa, dolce casa” inizialmente sarà necessario un incontro con la persona con la S.D., i suoi familiari e l’operatore responsabile del progetto in cui avverrà un colloquio per la preparazione di una “scheda d’ingresso” dove saranno raccolti i dati utili alla conoscenza degli utenti ai fini del progetto (dati anagrafici, competenze didattiche di base, autonomia personale ed esterna, informazione sugli interessi della persona, problemi particolari). Le prenotazioni dei week-end avvengono su richiesta dei familiari e vengono accolte in base ad un criterio di valutazione degli operatori che tiene conto dell’età, del carattere, di particolari problemi fisici e psichici, delle esperienze precedentemente avute. Dopo ogni week-end viene compilata una scheda di osservazione per ogni partecipante in modo da verificare la funzionalità del gruppo ed il grado di partecipazione del singolo, dati che vengono usati anche per la scelta dei week-end successivi.

 

Figure professionali presenti.

 

Le figure professionali presenti in questo progetto sono:

  • Direttore responsabile del progetto
  • Un’assistente sociale che coordina le attività, organizza i gruppi, mantiene in modo diretto i rapporti con le famiglie e gli utenti
  • Due operatori formati in associazione, responsabili del fine settimana
  • Due volontari come supporto agli operatori.

 di Vittorio Cannata - Coordinatore AIPD Milazzo

 
 
   

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