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Scudetto 1955 - 56

La formazione vista in un modo un po' più " nostalgico " stile anni '50.
Julinho in una delle sue sgroppate all'ala destra con il suo stile ondeggiante

Miguel Montuori, un giocatore che non uscirà mai dalla mia memoria, un idolo anche come persona
Non c'era la TV in quei tempi
e stavi in casa con la radio accesa (non c'erano neanche i transistor) per
sentire una radiocronaca e dopo davano i risultati delle altre partite (non
c'era neanche tutto il calcio minuto per minuto).
Mi ricordo della mia prima gita a Firenze, una città diversa dalla
mia, tanta arte, tanti palazzi antichi, un chiosco pieno di tifosi fermi lì
per sentire i risultati delle partite ed io lì in mezzo fino a quando
me lo concesse mio padre che si stava riposando dopo la camminata artistica
della mattina. L'insieme calcio, arte, storia, letteratura, città,
hanno creato in me una corazza indistruttibile fatta di amore per Firenze.
Ogni tanto riesco a venire per risciacquare
gli occhi in Arno, ci abbino
una partita e torno a casa gonfio di felicità. Dico questo perché
forse, per chi è di Firenze, a volte certe cose non si apprezzano a
pieno, ma per chi viene di rado è come vedere la ragazza dopo aver
fatto la naja.
Qui in Ancona sono l'antigobbo per eccellenza e in casa di gobbi non ne ho,
ho anche vietato l'uso di parole come bianco
nero, si dice chiaro - scuro.
Capito !!
Molte volte leggo o mi sento dire: "come fa a uno di Ancona a tifare
Fiorentina" e rimango esterrefatto perché per me è una
cosa naturale, e perché allora tifare Milan o Inter o altro di peggio,
perché quando uno si innamora crede e la nostra è una fede e
quando ero ragazzino la Fiorentina è stata immensa, con record ancora
imbattuti e penso imbattibili, tipo i 95 goals segnati in un campionato, o
l'aver partecipato, prima squadra italiana, a una finale di Coppa dei Campioni,
o l'essere stata la prima squadra italiana a vincere una coppa internazionale.

Questo collage è dedicato a " Uccellino ". Grandissimo nel gioco e leale in campo.
Altro mito indimenticabile

Coppa delle coppe 1960 - 61

Coppa Italia 1960 - 61

Coppa Italia 1965 - 66
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Coppa Italia 1965 - 66
foto con dedica
Questa foto originale, scattata all'interno dell'Olimpico quella sera, mostra come una volta, anche dopo una finale persa, ci fosse amicizia tra le squadre che posano felici insieme. Non so se questa scena idilliaca oggi si potrebbe ripetere. La foto mi è stata gentilmente concessa da Simone Schiavoni, grande tifoso Viola che a sua volta l'ha avuta da Edmondo Lorenzini che è il giocatore del Catanzaro evidenziato e che è nativo di Ancona.
Si, è vero, poi c'è
stato il calo fisiologico, ma l'amore era nato e se è vero che "l'amore
non è bello se non è litigarello", la Fiorentina del suo
ce n' ha messo abbastanza (specialmente con le squadre cosiddette piccole),
molto di più però ce ne hanno messo le ingiustizie, i torti
subiti, i diversi metri di giudizio. Se a qualcuno devi dare, da qualche parte
devi prendere
Per fortuna arriva il secondo scudetto che non posso dimenticare perché
studiavo a Bologna ed ero veramente a un tiro di schioppo, anche con la mitica
Vespa ci sono andato!!

Enrico Albertosi, altro mito, pensate che porto la scrima dei capelli a destra perché così la portava lui.
Quando giocavo in porta mi sognavo di avere il suo stile, forte sia nelle uscite che tra i pali.
L'ho incontrato di recente a Viareggio, prima che stesse male e mi sono ovviamente fatto fare l'autografo.

Giancarlo DeSisti, detto " Picchio "
Altro mito, sia come giocatore che come allenatore, ci prese in crisi come siamo ora e nel giro di un paio di anni ci portò al quasi scudetto. " Il geometra " lo chiamavano, metodico, preciso, gran corridore, non sprecava mai una palla. Con lui abbiamo vinto il secondo scudetto. Decisamente faro del gioco.

Scudetto 1968 - 69