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LEuropa della tv digitale
 

Il passaggio dalla televisione analogica a quella digi­tale sta avvenendo con un approccio coordinato per la liberazione dello spettro radio da parte della Com­missione europea che è la prima sostenitrice del digitale. Viviane Reding, commissaria Ue per le Telecomunicazio­ni e i Media, ha dichiarato: “Un numero sempre crescen­te di cittadini europei beneficia della tv digitale. Diversi stati membri dell’Ue sono chiaramente leader mondiali nel passaggio dalla tv terrestre analogica a quella digi­tale… L’Europa nel suo complesso sta operando questo passaggio secondo i piani ed è in fase avanzata, soprat­tutto rispetto ad altri paesi. Sono certa che nei prossimi due anni altri paesi dell’Ue si uniranno al primo gruppo dei paesi passati all’era digitale. Ciò significa che una quota importante di spettro sarà disponibile per nuovi servizi televisivi e senza fili, se l’Europa adotta rapida­mente le decisioni giuste. Decisioni coordinate sull’uso del cosiddetto dividendo digitale sono fondamentali per una rapida ripresa economica dell’Europa”.

L’Europa è oggi leader mondiale nel passaggio alla televisione digitale con migliore qualità di imma­gine, miglior suono, migliore ricezione mobile, più canali tv e radio disponibili e più servizi di informa­zione. Le radiotrasmissioni verranno utilizzate in manie­ra più efficiente con la possibilità di nuovi usi, quali tv ad alta definizione e comunicazioni mobili o banda larga senza fili in aree rurali. Il settore delle telecomunicazioni e dei media dovrebbe trarre molte opportunità di cresci­ta da questo passaggio, opportunità che si dovrebbero tradurre in stimoli per la ripresa economica.

Da Bruxelles giungono commenti di soddisfazio­ne poiché i paesi dell’Unione europea si stanno quasi tutti dirigendo all’abbandono definitivo dell’analogico per approdare all’era della televisione di­gitale. L’introduzione della tv digitale comprende a oggi 21 stati membri: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimar­ca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Fran­cia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Fin­landia, Svezia, Slovenia, Regno Unito. Questo passaggio è già avvenuto in ma­niera completa per gli stati membri che si aggiudicano la posizione di primi della classe: Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi, mentre entro il 2010 è attesa una fase avanzata del passaggio per Austria, Estonia, Dani­marca, Spagna, Malta e Slovenia. Entro il 2012 complete­ranno l’offerta anche Cipro, Irlanda, Polonia, Portogallo e Slovacchia. Belgio (Vallonia e regione di Bruxelles ca­pitale), Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Grecia, Francia, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia, Portogallo, Roma­nia, Slovacchia e Regno Unito prevedono l’abbandono dell’analogico tra il 2010 e il 2012. La Polonia resta in coda con previsioni entro il 2015. La Commissione eu­ropea dichiara in una nota di volere “…garantire che i cittadini dell’Ue possano beneficiare dei vantaggi della televisione digitale, compresa una gamma crescente di servizi televisivi interattivi (quali la televisione o i video ad alta definizione su richiesta) disponibili su piattafor­me di trasmissioni multiple comprendenti le reti terre­stri, via cavo, via satellite, tv su internet e tv mobile”.

• Iskra Naydenova


digitale terrestre, romani rilancia
la patata bollente sky all’ue

“Siamo vicini alla soluzione”, con queste parole il ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani ha affrontato per la prima volta nel 2011 la questione relativa all’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre. Il bando, che prevede una selezione ‘qualitativa’ dei soggetti in gara, sarà presentato nei prossimi giorni e, ha precisato Romani, “non c’è stato alcun ricorso dell’Italia su Sky, ma la verifica sulla compatibilità di Sky con il mercato italiano”. Il network di Rupert Murdoch ha ottenuto dall’Ue il lasciapassare per trasmettere sul Dtt nostrano prima del termine precedentemente stabilito. La decisione ha suscitato il malumore dei competitor già presenti sulla piattaforma, Rai e Mediaset, e del governo stesso. Le parole di Romani, dunque, confermano l’intenzione di non spalancare le porte del digitale tricolore al magnate australiano: “Abbiamo accettato la decisione della Ue anche se ci sono ancora alcuni particolari che vanno precisati nel bando di gara”, ha dichiarato Romani. La palla, dunque, ancora una volta all’Ue.



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