
Dow Jones Logarithmic Chart from 1929 to 1932
Il movimento compreso nell’ellisse evidenzia il primo crollo dell’ottobre-novembre 1929 che, con dinamiche quasi del tutto
simili alle attuali, condusse l’indice Dow Jones (allora lo S&P500 non esisteva ed era da poco stato creato uno
S&P Index, più allargato del Dow Jones stesso, ma assai più ristretto se comparato allo Standard&Poor’s
attuale) a perdere circa il 45% in poco più di un mese.
Il minimo in chiusura fu fissato allora a 198.69 punti e fu segnato il 13 novembre del 1929, appunto.
Considerando che i massimi assoluti dell’indice erano stati realizzati appena pochissime sedute prima – a settembre – con una chiusura
a 381.17, significava complessivamente una perdita del 47.87%.
Se compariamo il tutto ai massimi ultimi del 2007 di Dow Jones a 14,164.50 e considerando che il minimo del novembre 2008
è stato a 7,552 punti, ci accorgeremmo che la perdita complessiva è anch’essa assai simile, essendo qui del 46.68%.
Tuttavia non voleva essere questo il focus dell’intervento attuale, ma ben altro!
Assodata in ogni caso la similitudine, almeno per entità e struttura, dei due ribassi – già riportata peraltro in precedenti update
del sito – dal minimo di quel periodo trascorsero ben 227 sedute, prima di vederne uno nuovo (freccia rossa), il che mi aveva indotto
a parlare di un possibile inizio di 2009 all’insegna di un rimbalzo, prima di una nuova
discesa.
Nella recente fase (ottobre-novembre 2008, per la quale si vedrà grafico dello S&P500) invece ora, già dopo “sole” 59 sessioni
(19 febbraio 2009... ma guarda caso!!!...),
l’indice Dow Jones era sotto quei minimi, non confermati però ancora dallo S&P500 stesso.
Oggi invece, dopo 65 sessioni, entrambi gli indici si trovano sotto i minimi di novembre.
È del tutto evidente che la situazione appaia di una gravità senza pari ed è inutile nascondersi dietro a un povero e incolpevole “dito”!
Dunque, quali conseguenze ora?
Questo è difficile dirlo!
Sicuramente non ci aspetta un futuro roseo e basti osservare per comprenderlo i grafici di Citigroup (da 57$ a 1.5$!), di Bank of
America e di General Electric, solo per citare tre nomi “eccellenti”.
Un’ultima notazione – ma non meno importante – riguarda il “peggio” contenuto nel titolo: in effetti, può desumersi che se
l’accelerazione al ribasso sarà confermata, ci troveremmo di fronte a un’entità di ribasso mai prodottasi in uno “spazio-tempo”
così breve e quindi a una situazione dalla drammaticità inusitata.
Tuttavia non verificandosi (come appunto nelle premesse) quel movimento a due onde di 227 sessioni (limitandosi a circa 60,
come già veduto), indicato dalle frecce verde e rossa,
l'intera struttura ribassista (più esattamente corrective), potrebbe altresì esaurirsi in un tempo minore di quello
impiegato nel ciclo terribile 1929/32, quando appunto dopo il primo minimo descritto seguirono almeno ancora 6 affondi
devastanti che condussero a una perdita (dal bottom di 198.69!!!) successiva di oltre il 79%, per una perdita totale
dello 89% che trovò il suo final bottom solo nel luglio del 1932, come può arguirsi dal grafico.
In ogni modo, tenterò di portare chiarezza all’analisi aiutandomi con le proiezioni inserite nel grafico successivo.

Daily Chart from Sept. 2008 to-Date, with Probably Wave 5 Projections
Dalle mie proiezioni puntuali, adesso deriva un target molto importante – giacché confermato da ben due proiezioni
fondamentali – a quota 595 punti di S&P500, il che significherebbe, dai livelli attuali, un ulteriore deprezzamento
dei corsi pari a circa il 20%.
Vi è un'area intermedia a 670 punti, cui per ora attribuisco scarse probabilità di potere tenere.
Anche in questo circostanza la discesa potrebbe essere molto veloce e consumarsi poi nel breve volgere di poche sedute e, per
questo specifico caso, ho un setup spazio-temporale che conduce verso il mercoledì 18 marzo, vale a dire 13 sessioni da
quella di venerdì appena conclusa che ha sancito la violazione di area 740, solamente da confermare, nei primissimi
giorni della nuova ottava.
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Se in questa pagina trovate qualcosa che suscita la vostra curiosità, appagatela!
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Per ogni quesito, Scrivetemi
Pavia, 2009 March, the 1st
DISCLAIMER
N.B. I pareri espressi in questa sede sono solo fonte di studi attribuibili unicamente al sottoscritto
e, tantomeno, menchemeno, più o meno, rappresentano raccomandazioni di operatività sui mercati.
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