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P.A.C. Idea
A Proposito di Timing...


We will We will Give You Some Time...


 

Questo Sentiment vuole essere sintomatico della grande incertezza regnante sui mercati e in ispecie a proposito dei tempi di risoluzione della correzione in atto.
In ragione di ciò oggi è quanto mai difficile scegliere un perfetto timing d’ingresso sui mercati, per coloro che comunque vogliono assumere posizioni rialziste anche di lungo termine... anzi proprio per quest'ultime lo è ancor di più... il “difficile”!
Si possono fare induzioni, proiezioni etc. etc. ma la verità vera, e con essa la risposta, ce la fornirà soltanto il mercato.
Ho recentemente “ammonito” (parzialmente, qui, in questa sede) che anche un errore di pochissimi mesi potrebbe richiedere anni di differenza per “rivedere” i propri prezzi d’ingresso.

Dunque coloro che hanno la “trista sventura” di conoscermi personalmente sanno che è da inizio dell’anno scorso (pur mantenendo all'epoca una view ancora possibilista) che predico – soprattutto per investimenti nei paesi emergenti, quali Cina e India – la strategia del P.A.C. (Piano Accumulo Capitale), quale formula più prudente e anche più profittevole (nel lungo termine) per investire sul mercato azionario, diluendo così nel tempo il rischio legato allo stesso, in particolar modo in periodi come questi.

Ai tempi in cui iniziai io, verso la fine degli Anni Ottanta, vi erano solo “formule rigide” di P.A.C. in Fondi Comuni d’Investimento.
Risultava anche molto costoso sottoscriverli e il “freno” dell’investitore era “digerire” soprattutto le spese iniziali, giacché era subito applicata metà della commissione calcolata sull'interezza del PAC sottoscritto, che poteva essere a 72, 132 e (non sono più sicuro al 100%) a 192 versamenti, di cui i primi 12 in un’unica soluzione, all’atto della sottoscrizione.
Eppure avevo clienti che li sottoscrivevano ugualmente!

Oggi, fortunatamente, le cose non sono così rigide ed esistono anche gli E.T.F., assai meno costosi, in quanto a spese di gestione (ma non è forse la cosa più importante) e sui quali si può intervenire real-time proprio con la formula del PAC, senza attendere i due o tre giorni per la determinazione del NAV di un fondo o i giorni di valuta che la legge impone per investimenti e disinvestimenti.

Ma non sono solo le differenze normative etc. a far favorire un investimento in un P.A.C.
Una delle caratteristiche fondamentali – da molti sottovalutata – è la ELASTICITA’.

A questo punto, anche qui, è necessario porsi alcuni obiettivi già in partenza:

• Quanto dovrà essere l’importo totale da destinare a tale tipo d’investimento;
• Entro (più o meno) quale scadenza si vorrà ultimare l’investimento;
• Come diluire (o frazionare) i versamenti nel piano stesso
(es. 120 versamenti ogni 15 giorni di 750€ ciascuno, ed ecco la somma dei tre punti).

Nell’esempio riportato sopra appare evidente che la somma prescelta sia 90,000€ in totale, da far confluire nel PAC ogni 15 giorni, per cinque anni, con singolo versamento unitario di 750€.
E questa null'altro è che la FORMULA RIGIDA...

Ora invece si vedrà quale potrà essere una FORMULA ELASTICA.

Qui invece sarà fondamentale stabilire quali criteri adottare per far sì che il nostro P.A.C. assuma questa caratteristica, specificando che, una volta determinati i criteri, l'unica “variabile” diverrà il TEMPO, poiché si tratterà di anticipare o ritardare i singoli versamenti, a seconda del verificarsi delle condizioni poste.
E anche in questo caso, ognuno dovrà porre condizioni adatte al proprio profilo di rischio, considerando inoltre la volatilità attuale e la presunta volatilità futura che caratterizzerà le escursioni di mercato.

Un criterio discriminante (ma è uno dei molti) potrebbe essere quello di adottare un semplice indicatore tecnico.
Per es. un banalissimo RSI a 14 giorni.
Abbiamo inoltre stabilito che effettueremo i nostri versamenti il 1° e il 16 di ogni mese... e quelli rimarranno tali.
Ecco che allora possiamo stabilire di effettuare un versamento aggiuntivo ogni volta che l’RSI del particolare strumento prescelto per l’investimento (che potrebbe anche essere un titolo) perfori la linea del 30 sullo stesso RSI e ancora, se perforasse anche la linea del 25 farne uno immediatamente successivo, se la stessa è mantenuta per più di due giorni.
Vi potrete anche sbizzarrire a simulare le diverse condizioni di accelerazione.

Come potrete facilmente capire da quanto detto, con questa pratica ovviamente i 5 anni fissati in inizio andranno per forza di cose a ridursi.
Ecco che allora potrete fissare un “semaforo rosso” ai vostri versamenti, se per esempio nei due giorni precedenti la data prefissata per l’investimento lo stesso RSI perforasse all’insù la linea del 70.
In quel caso non farete il versamento previsto per quella scadenza!


Un semplice sistema di un tal genere vi consentirà di entrare gradualmente in un mercato e alle condizioni quasi migliori, poiché i vostri versamenti si faranno più “fitti” nei momenti di “mercato schiacciato e affossato”, più “radi” nei momenti di “mercato infase di rimbalzo”...

Che ve ne pare?... piuttosto di partire “lancia in resta”, magari proprio perché da questo sito arriva un messaggio di BUY?!?...


E per ogni quesito, Scrivetemi





 





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Pavia, 2009 January, the 17th


DISCLAIMER

N.B. I pareri espressi in questa sede sono solo fonte di studi attribuibili unicamente al sottoscritto e, tantomeno, menchemeno, più o meno, rappresentano raccomandazioni di operatività sui mercati.