EuroStoxx50 a Venerdì, 20 Febbraio 2009
Close: 2,011.68 (-9.72% in the Last Week)
Innanzitutto devo chiedere scusa a tutti i lettori del sito per non avere potuto – causa motivi familiari... e altro – dare seguito allo
“Speciale Borse” che avevo annunciato sul sito, per martedì 17, in caso di sensibili ribassi.
Il grafico che tuttavia aveva dettato le mie forti preoccupazioni, durante la seduta europea di lunedì (con gli USA chiusi per
festività) era quello che vedete sotto; era già pronto, poi – come dettovi – ho avuto problemi ad andare on-line.
Lo stesso che mi aveva ispirato la veloce postilla di lunedì scorso, in calce all'analisi dello stesso SX5E.
Il grafico sotto riportato rappresenta l’On Balance Volume relativo all’indice Dow Jones che presentava già venerdì
sera una inquietante rottura che durante il week-end non aveva scorto e che ora vi mostro.
Non avendola notata e dunque “fissata”, ovviamente il chart incorpora anche la seduta successiva, vale a dire quella di martedì.

Il punto x indica il break che aveva anticipato la rottura dell'indice - (Click to Enlarge)
Accantonata invece ormai l’ipotesi presentata due settimane orsono che, ricordo, doveva
essere una indicazione solamente di breve termine, di fronte al mio predicare Prudenza in ogni dove per il lungo termine, volevo anche
tessere l’elogio alle Fibonacci Projections di mia ideazione e che hanno permesso di individuare perfettamente il
target ribassista, anzi oserei dire “un” target ribassista, atteso che potrebbe non essere l’ultimo.
Mi sia perdonato l'inciso, ma l'elogio mi è doveroso, in un momento in cui io effettuo le mie analisi in
rigoroso “silenzio”, senza clamori e senza “ostensione”, contrariamente a tanti miei (a quelli che dovrebbero essere) “colleghi”
d’analisi che non esitano ad auto citarsi, ad auto incensarsi, non scordando di richiamare i “pezzi” di analisi dove “avevano
detto!”, dove “avevano scritto!”... naturalmente ben evitando il resto!
Io mi limito a dire:
«Quello che ho scritto o detto è “passato”, se ci ho azzeccato “gran fortuna!”, se ho sbagliato dovrò studiare meglio!...
e ora pensiamo al domani!»
Tra l’altro, non mi è occorso di sentire alcuno non dire almeno una volta:
«È l’ora di comprare, perché questo è il minimo!»
Quella non è... ahimè... Analisi Tecnica!
L'Analisi Tecnica è una “scienza umile”, per chi la applica con passione e dignità. Non va alla ricerca di “spettacolo”, ma prende atto
di ciò che il mercato dice...
Già Charles Henry Dow, il suo fondatore, postulava, più di cento anni fa:
«Un trend è in atto, finché non si ha la prova del contrario»
Io vi ho sempre detto infatti che avrei perso il primo treno, ma in questo mercato avrei solo atteso, a parte eventuali operazioni di
trading strettissimo, poiché avrei atteso il vero segnale d'inversione!... Ed è davanti agli occhi di tutti il fatto che non
ve ne sia la benché minima ombra...
Il secondo grafico postato, proprio nell’analisi di due settimane fa, mostrava come allora attribuissi solo il 20% di probabilità
di finire già sin d’ora in quella “area rossa” dove sono comunque chiaramente indicati i livelli di 2,030 e 2,010
punti.
La Perfezione del Nautilus

Ma ora che area 2,000 è stata raggiunta, proiettando al quarto livello della “spirale” di crisi
(precedenti: 3,526, 3,241 e 2,780), cosa potrà accadere?
Francamente anche per me è difficile congetturalo: se guardo i grafici, posso dire che sui primi due dei tre livelli il mercato
aveva rimbalzato; il terzo fu spazzato via in un nulla e l’indice vi andò a rimbalzare contro, ma partendo da quasi 400 punti
sotto!
Sicuramente i 2,000 punti rappresentavano un’area “di attrazione” importantissima.
Ora vi si può anche scorgere (per i “temerari”!) un irregolare rising wedge (compreso tra i due segmenti verdi), il famoso ending diagonal di un altro
maestro, R. N. Elliott, il quale proprio costruì la sua Teoria delle Onde sulla bellezza del Nautilus

A preoccuparmi oggi è invece un altro fatto: la posizione di una media mobile a lungo-lunghissimo termine.
Quella rappresentata sul grafico è a 377 (altro omaggio a Fibonacci!) giorni, vale a dire circa a 75 settimane e cioè un anno e
mezzo ovverossia ancora quanto dovrebbe mediamente durare un ciclo correttivo “normale”.
Che questo non lo sia è davanti agli occhi di tutti!
La stessa media, sul bottom del 2002/03, transitava all’altezza di circa 2,450 punti (prima freccia rossa).
Oggi siamo invece poco sopra a 3,450: 1,000 punti di differenza!!! (la distanza è rappresentata con la freccia diagonale).
Ho anche calcolato, leggermente in via approssimativa, che per “raggiungere” i 2,450 punti e per effetto degli “scarti”
(valori più vecchi che escono) e per l’effetto-tempo (assumendo che l’indice resti inchiodato ai 2,010 punti),
occorrerebbero circa 180 sedute, il che equivale a dire che si andrebbe esattamente a finire ai primi giorni di novembre,
dunque con la suggestiva ipotesi di un nuovo minimo ad ottobre, giacché intanto l’indice non starà certo “inchiodato” ai
2,000 punti!
Ma attenzione anche a un altro elemento:
i minimi dei prezzi precedono di molto – e più la media è lunga, più lo scostamento temporale è ampio – i minimi della media
mobile (confrontare freccia blu con quella rossa).
È altresì ovvio (logico) attendersi che il minimo della media questa volta sia inferiore ai 2,450 punti.
Per farla breve, insomma, ecco che uno “sconfinamento” dell’indice verso i 1,570 punti (ellisse), altro punto di attrazione
intermedio, favorirebbe e in maniera “armonica” (come lo è il Nautilus) questo processo.
Forse non sarà domani, né dopodomani, magari i fatti mi smentiranno – e ne sarò solo contento – ma questo è ciò che mi dice
l’osservazione grafica, andando a cercare un “punto di forza” importante per l'indice, senza prescindere dal livello statico di
1,845 punti, cui comunque non attribuirei troppo affidamento, essendo così tanto diverse le dinamiche che vi hanno condotto
allora e che eventualmente vi condurranno ora.
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