Alzatevi, Andiamo!

Appunti di un Diacono Permanente
Kèrigma
Kèrigma radio on-line
la radio di Alzatevi,Andiamo.
E' in programmazione il commento alla Bibbia.
L'Apocalisse di S.Giovanni.

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Alla scoperta della Bibbia
La Bibbia( che si significa libro o l'insieme dei libri) è un libro ispirato, cioè scritto, sì, da autori umani, con tutti i loro limiti, ma con l'intervento diretto di Dio. Un libro umanissimo e, nello stesso tempo, divino. La Bibbia parla all'uomo di tutti i tempi, gli rivela il senso della vita e della morte. Soprattutto gli rivela l'Amore di Dio. Clicca sull'immagine per consultarla.
" Alzatevi, Andiamo!
" Quando giunse la " Sua ora", Gesù disse a coloro che erano con Lui nell'orto del Getsemani, Pietro, Giacomo e Giovanni discepoli particolarmente amati: " Alzatevi, Andiamo!.
Facendo eco alle parole del nostro Maestro e Signore, ripeto perciò anch'io a ciascuno di voi:" Alzatevi, andiamo !". Andiamo fidandoci di Cristo. Sarà Lui ad accompagnarci nel cammino, fino alla meta che Lui solo conosce."
L'Editoriale di Alzatevi,Andiamo!
Un dialogo con i separati e i divorziati che spesso provano disagio con la Chiesa e con i sacramenti.



“Al momento della Comunione, uscivo dalla chiesa perché non potevo partecipare mi faceva sentire male”.
La sofferenza nascosta in queste parole la si percepisce in tante persone separate e divorziate che, in tanti anni, hanno vissuto il loro matrimonio in teoria perfetto. All'improvviso, con il passare degli anni, il giocattolo si rompe e tutto svanisce. Da qui inizia un tempo di solitudine affettiva lenita soltanto da vecchi amici e da qualche sacerdote. Intanto il desiderio di un altro amore e di maternità crescono sfociando in un nuovo matrimonio civile:”Non mi sono mai allontanata dalla Chiesa, credo che non si tenga abbastanza conto delle situazioni reali delle persone: dietro a un divorzio c’è spesso un percorso di sofferenza terribile”. Queste affermazioni, riguardano molte persone che
scaricano sempre il loro disappunto contro la Chiesa per l’esclusione dall’Eucaristia o perché non possono fare il padrino o la madrina. La posizione della Chiesa d’altronde è nota. Infatti la Chiesa chiarisce che: “ chi si risposa civilmente dopo un matrimonio religioso, non essendo nella pienezza della comunione ecclesiale, non può accedere alla Confessione e alla Comunione, né può essere padrino o madrina per i sacramenti o svolgere alcuni servizi in parrocchia”. Princìpi duri, che però non significano affatto “scomunica”, anzi: le comunità cristiane sono chiamate a “considerarli ancora come loro figli”, a “non giudicare l’intimo delle coscienze” e a porre in atto percorsi  “inclusivi”. Diversa è la situazione di chi invece, separato o divorziato per una giusta causa, decide di vivere fedele al primo matrimonio senza risposarsi: queste persone hanno pieno accesso ai sacramenti. Una disciplina, come si vede, che richiede una comprensione profonda del Matrimonio. C’è anche chi accetta, pur nella sofferenza, un cammino penitenziale dopo il naufragio del loro primo matrimonio religioso: “mi sono sentita a lungo una peccatrice. Poi ho realizzato che anch’io sono chiamata alla salvezza”.Non sono poche anche le persone che decidono di rimanere fedeli alla prima unione. Per completezza d'informazione, su questo spinoso argomento, c'è da evidenziare che nelle grosse città esistono esperienze di incontri per separati fedeli e per persone che stanno cercando di orientare la propria vita dopo una separazione.
Chi è il Diacono Permanente?
Quali sono i compiti affidati al Diacono Permanente'
E' un battezzato scelto, consacrato per un ministero che tutti descriviamo ormai con la caratteristica che deriva dalla stessa parola e cioè il servire e che è collegato alla grazia. Il diaconato permanente è un ministero che fa parte della Chiesa sin dalle sue origini; ne troviamo notizia per la prima volta nel capitolo 6 degl'Atti degli Apostoli, in cui si parla di sette uomini scelti non per sostituire, ma per aiutare gli Apostoli. In seguito questa figura fu limitata ad esclusiva dei candidati al sacerdozio. Con il Concilio di Trento ( 1545-1563) il diaconato permanente fu ripristinato, però, questa prescrizione non trovò alcuna concreta attuazione. Si dovette attendere sino al Concilio Vaticano II per giungere ad una restaurazione a tutti gli effetti; il diaconato venne di nuovo definito " come proprio e permanente grado della gerarchia (LG 29), dunque opera primaria dello Spirito Santo. Per quanto riguarda i compiti specifici, la LG. (n29a), presenta il servizio che il diacono presta al popolo di Dio nei termini del triplice ministero della Liturgia, della Parola e della Carità. Nell'ambito della Liturgia e della Santificazione il diacono permanente può amministrare solennemente il Battesimo; custodire e distribuire l'Eucarestia; assistere al Matrimonio e benedirlo in nome della Chiesa; portare il viatico al morente; presiedere il Culto e la Preghiera dei fedeli; amministrare i Sacramentali e infine compiere il Rito dei funerali e della sepoltura. La funzione d'insegnamento comprende la lettura delle Sacre Scritture ai fedeli; l'Istruzione e l'esortazione al popolo di Dio. Infine, il diacono è ministro della Carità, esercitando tale ministero attraverso opere sociali o caritative.
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