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CONOSCERE VILLA

Piccolo ma grazioso paese di montagna (1014 m. s.l.m.), composto da 201 anime (al 31.12.2005) situato nel comune di Forno di Zoldo fra le dolomiti bellunesi del Pelmo, del gruppo del Civetta, con il comprensorio sciistico omonimo ed inoltre, a completare il corollario delle montagne, il San Sebastiano, il Mezzodì ed il gruppo del Bosconero.

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Premetto che una ricerca storica precisa ed approfondita sulla nascita e sulla storia di Villa non esiste: le scarne notizie raccolte sono estrapolate da pubblicazioni che approfondiscono solamente gli aspetti storici, geografici, culturali etc. dell’intera Valle di Zoldo.

Il paese di Villa non ha origini molto antiche: i primi insediamenti di tipo agricolo, si sono formati verso il sec. XVII.
Comunque, un documento che cita la località di Villa, anche se questo non stabilisce con certezza l’avvenuto insediamento urbano viene citato in “Le Pergamene della Pieve di San Floriano di Zoldo –sec XIV-XIX” dove una pergamena datata 15 novembre 1563 riporta: “Antonio fu Liberale Panciera da Villa vende ad Alvise Fontana da Venezia, rappresentato dal figlio Francesco, un prato ed un campo siti in Villa, località Costa de Ronch”.
Oggi, il paese sotto l’aspetto edilizio ed architettonico è molto trasformato, soprattutto per l’abbattimento o la ristrutturazione dei famosi “tabià” tipico rustico di montagna. Inoltre nuove costruzioni sono nate qua e la dove anni addietro lo spazio era adibito ad agricoltura ed al pascolo Altre esigenze che la modernità ha preteso è la viabilità: strade meno ripide e più ampie, parcheggi, garages ecc., che hanno ridotto di molto gli spazi originari, ma che hanno dato al paese un aspetto più vivibile secondo i canoni e le esigenze attuali.
Casa più antica Ciononostante, chi sale verso il paese e si trova nella piazzetta intitolata a San Marco con la relativa chiesetta intitolata alla “Beata Vergine del Rosario” ed eretta verso il 1894, noterà ancora delle antiche costruzioni che danno al paese di Villa il “sapore” dell’antico.
La casa più antica ed è quella che si vede in foto, adiacente alla chiesetta, risale all’anno 1640 e pur essendo stata in parte ristrutturata, rispetta fedelmente l’architettura del passato.

Inoltre, si può ancora notare nelle immediate vicinanze, una grande fontana (foto sotto)Fontana e casa Pieruz rimasta intatta e perfettamente funzionante con un pilastro centrale del 1864 e di fronte alla fontana, un’altra costruzione abbellita da un affresco che raffigura la “Madonna del Carmine, santi e anime del Purgatorio” (prima metà del sec.XIX)



Quindi: la chiesetta, centro di culto e preghiera, la fontana, centro nevralgico per il rifornimento dell’acqua sia per le famiglie che per l’abbeveraggio del bestiame e come si diceva poc’anzi, le case dall’architettura più antica, fanno supporre che il paese di Villa sia nato e si sia sviluppato partendo da questo piccolo lembo di terra: se così fosse si può pensare che, le prime famiglie insediatesi, fossero quelle dei De Rocco e dei Pieruz, cognomi questi che hanno sempre risieduto in queste abitazione, tramandando la propria genesi fino ai giorni nostri.

Primi insediamenti urbani
Il cognome Lazzaris, a ricordo dei paesani di buona memoria, è la prima famiglia che si è insediata a Villa, ma non ho dati certi per stabilire il periodo; comunque il cognome Lazzaris, appare nelle Regole di Dont già nel 1544 e così viene riportato: “ …. con i concessionari del forno fusorio di Dont: Pietro fu Antonio Lazaris (con una “z" solo) anche a nome dei figli fu Giovanni,……….”; poi un’altra Regola del 20 Dicembre 1557 riferisce: “…. rinnovano con Natalino fu Pietro Lazzaris da Dont un contratto di livello ventinovennale su un mulino posto in Dont……”.
Si presume quindi che il primo insediamento sia avvenuto dopo di questo periodo.
Foto casa
Invece, negli archivi parrocchiali della Pieve di S. Floriano sul registro delle nascite fin dal 1653 appare il cognome “Rocho dalla Villa”; nel 1620 “Pietro di Rocho”; nel 1646 “Mariangela di Rocco”. Per gli altri cognomi non ho dati e date certe, se non quelle riportate in questo “Albero genealogico”.

Villa e le sue emigrazioni
Villa come tutti i paesi di montagna, ha sempre emigrato, principalmente d’inverno, per cercare un reddito aggiuntivo, nei lunghi mesi di inoperosità forzata anche se l’attività mineraria e metallurgica presente in Zoldo ha contenuto abbastanza questo flusso migratorio.
Le località erano soprattutto Venezia e altri paesi del nord Italia: Milano, Torino, Bologna, Forlì Firenze, Avellino ed altre città ancora, dove tutt’ora risiedono molti discendenti dei primi emigrati, ma anche un po’ ovunque per l’Europa: Belgio, Francia, Austria, Germania.
Diversa invece è stata l’emigrazione che si può definire “di massa” avvenuta fra il 1883 ed il 1895 soprattutto verso le Americhe, principalmente in Brasile e in Canada.
Dal 1960 si rafforzò quell’emigrazione verso la Germania che rese famosa non solo Villa ma tutta la Valle di Zoldo per la produzione di ottimi gelati.
Tutt’oggi si può dire che l’economia è sostenuta anche dall’intraprendenza e dalla valente maestria di questi imprenditori del gelato.

Altra fonte di reddito importante per tutta la Valle di Zoldo ma che si riflette ovviamente anche su Villa, è il turismo sia estivo che invernale.


Bibliografie: “Manufatti e aggregazioni rurali…..”Ed.1984 di M.Dal Mas, “Antiche case e tabià della Valle di Zoldo” di E. Arnoldo, “Pittura murale esterna del Veneto”, “Le chiese della Forania di Zoldo” di F. Vizzuti, “Zoldo: arte e storia” di N. Olivier, “Album di Ricordi – Val di Zoldo in copertina” di M. De Fanti-Ed.1986, “La via del ferro tra Piave-Boite-Maè” edito dalla Comunità Montana, “Miniere e Società della montagna del passato-Alpi VeneteSec. XIII-XIX” di R. Vergani, “Zoldo” di P. Lazzarin – Ed.1995, “Le pergamene della Pieve di San Floriano di Zoldo (secoli XIV-XIX)" di O. Ceiner e S. Miscellaneo. Inoltre mi sono avvalso degli archivi parrocchiali di Dont e Pieve e del mensile “Stile Zoldano” di A. Santin.