Astrologia
17 marzo 2005 - Di Vito
Spesso si parla, da parte degli scienziati e anche da parte degli astrofili, degli oroscopi, smentendoli e
criticando, in generale, l'astrologia.
Al giorno d'oggi, con le straordinarie conoscenze di astronomia che secoli fa non esistevano, gli oroscopi e
l'astrologia in generale sono stati fortemente messi nell'angolo, almeno dagli studiosi e dalle persone che si
interessano di astronomia.
Infatti, il poco diffuso studio dei principi che regolano l'Universo e delle leggi di fisica, e la non
conoscenza delle stelle e del firmamento, fanno sì che la gente si lasci facilmente convincere da questi
discorsi.
Vi sono diverse argomentazioni per smontare questa falsa credenza, purtroppo cos' diffusa.
Per ora rammento solo che:
1) le costellazioni, nella realtà, non esistono. Cioè non sono formate da stelle che costituiscono un
"tutt'uno", ma solo noi, dalla Terra, le vediamo disposte in quella maniera, anche se non sono nello
stessa porzione di spazio; e sono, alcune di queste stelle, molto vicine al Sistema Solare, e altre
estremamente lontane. E' come vedere, nel buio della notte e dalla nostra finestra, un lampione acceso nella
strada davanti alla casa, con accanto, in prospettiva, una finestra illuminata di una casa distante un
chilometro, e, pure accanto al lampione, la luna che sta sorgendo dietro la collina. Tutti e tre vicini fra
loro, in "prospettiva", ma nella realtà, lontanissimi uno dall'altro.
E allora, non essendo le stelle delle costellazioni vicine fra loro, le costellazioni (che, ripeto, in realtà
non esistono) non possono affatto emanare degli influssi che giungono poi sulla Terra. Ogni stella della
costellazione sta per conto suo, e "ignora" le altre compagne di quella che noi chiamiamo
"costellazione".
In altre parole, le costellazioni non sono, come comunemente si crede da parte delle persone, come degli
arcipelaghi - isole tutte vicine una all'altra - o come dei villaggi, con le casette disposte una accanto
all'altra.
2) se le costellazioni esistessero, nella realtà fisica - e non soltanto sulla volta celeste - ed emanassero
dei misteriosi influssi che agiscono sugli esseri viventi, occorre ricordare che esse sono tutte
"visibili" dalla Terra continuamente (alcune durante la notte; le altre durante il giorno, anche se
non riusciamo a scorgerle per la troppa luce del sole). E, attenzione, lo sono contemporaneamente.
E allora perchè mai i loro eventuali influssi non dovrebbero giungere sul nostro pianeta continuamente? E non
soltanto, come affermano gli astrologi, in alcuni determinati mesi, costellazione per costellazione? I
presunti influssi delle dodici costellazioni dovrebbero sommarsi fra loro, bombardando continuamente la Terra
con le loro radiazioni misteriose, e per tutto l'anno.
3) tutte le fonti di energia, com'è intuitivo, più sono vicine a noi, più fanno sentire le loro
conseguenze. Più sono lontane, meno esercitano i loro influssi, che appaiono più deboli.
E allora perché l'astrologia sostiene che quando la costellazione è più lontana dalla Terra ha influenza su
di noi, mentre quando è più vicina non ha "nessuna influenza"?
Infatti, se ci riflettete, l'espressione "il sole entra nella Bilancia" significa che, se noi
potessimo vedere, di giorno, le stelle, vedremmo questa costellazione "dietro" il sole, al di là
del sole - cioè il sole lo vedremmo stagliato contro la costellazione in questione. Ciò significa anche che,
quando la Terra è al di qua del Sole, e perciò più lontana dalla costellazione (che appare dietro ad esso)
arriva l'influsso. E quando, dopo sei mesi, la Terra si trova dall'altra parte della sua orbita, e perciò un
po' più vicino alle stelle della costellazione, l'influsso non solo non è più forte, ma addirittura
SPARISCE! Che logica è mai questa?