ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
47 - Le prime prove
Le operazioni preliminari
La sera stessa ho installato il CCD nello strumento di guida, dotato di un
cercatore autonomo, mentre al fuoco diretto dello strumento principale ho
inserito la telecamera, con proiezione dell'oculare, collegata al monitor munito
di crocicchio.
Questa soluzione mi ha permesso di avere fortissimi ingrandimenti per
controllare eventuali errori del telescopio principale mentre era corretto, in
modo automatico, dallo strumento di guida (MTO).
Portata una stellina al centro del crocicchio del monitor, l'ho inquadrata,
con la correzione dell'inseguitore, al centro del cercatore dell'MTO.
La messa a fuoco del CCD è un'operazione semplicissima.
La centralina, dopo un Dark Frame, segnala, come ho detto, la luminosità
della stella con valore da 0 a 99.
Occorre spostare la messa a fuoco finché non si raggiunge il valore massimo,
questo ci assicura che l'immagine è a fuoco.
Anche se non è determinante, ho preferito ruotare il CCD in modo che i
valori X e Y si riferiscano con certezza ai due movimenti dello strumento A.R. e
declinazione.
Questo mi assicura che non sarà necessario correggere con due motori un
errore relativo ad un solo movimento.
Ho perciò portato la stella su valori X e Y vicino a 50 (e perciò al centro
del CCD).
Con piccole rotazioni del CCD ho fatto in modo che l'arresto o l'aumento di
velocità in AR non influiscano sui valori in declinazione.
Riportata la stella ai valori di X=50 e Y=50, era necessario tarare i motori.
La taratura dei motori
Nel momento in cui si richiede la taratura dei motori la centralina corregge,
per il tempo stabilito dai menù, nelle quattro direzioni (avanti ed indietro X,
avanti ed indietro Y).
È importante trovare la durata, unica per tutte le correzioni, facendo in
modo che il CCD rilevi i quattro movimenti (per ogni correzione la stella deve
spostarsi) e contemporaneamente evitare tempi lunghi che porterebbero la stella
fuori dal campo.
Qualora non venga rilevato uno spostamento la centralina assume che quel
movimento non è dotato di motore e quindi non serve correggere.
E adesso nascono i primi problemi.
Le correzioni hanno velocità differenti nei due movimenti contrapposti. La
centralina si attende che la velocità di ogni correzione sia identica alla
correzione contraria.
In parole povere la centralina "pretende" che se corregge per tre
secondi in declinazione Nord con tre secondi successivi in declinazione Sud la
stella ritorni pressappoco nella posizione iniziale.
Questo purtroppo non succede a causa di velocità diverse dei motori nei due
sensi, giochi nella meccanica, sbilanciamento dei carichi sullo strumento,
ecc...
Per la centralina, invece, è accettabile la diversa velocità di correzione
tra X ed Y, ovvero tra ascensione retta e declinazione.
Il sistema comunque, durante l'inseguimento, ha la capacità di migliorare
continuamente cercando di adattare i tempi di correzione alla posizione della
stella nel campo del CCD.
Prova d'inseguimento
Premo il pulsante per lanciare il programma d'inseguimento automatico. Dopo
poche correzioni sui tempi di intervento, eliminazione di interventi dovuti a
turbolenza ed altri parametri il sistema si avvia con ottimi risultati.
È una grande soddisfazione sentire i relais di correzione che lavorano con
sicurezza, facendo lampeggiare la miriade di LED presenti sul pannello di
controllo.
La stella che si trova sul monitor è quasi sempre al centro del crocicchio,
con piccoli spostamenti.
Le prove durano per diverse serate alla ricerca della soluzione ottimale con
risultati sempre più vicini alla perfezione ma...
Occorre spiegare una cosa importantissima.
I miei motori si comportano come quasi tutti i motori.
Prendiamo ad esempio una pista con automobili la cui velocità di crociera è
50m al secondo. Le auto partono naturalmente da ferme e la velocità media nel
primo secondo è 5m al secondo, e (prendo dei valori a caso) quindi 10m/sec nel
secondo, 20m/sec nel terzo, 40m/sec nel quarto e dal quinto secondo in poi la
velocità media sarà di 50m per secondo.
Se prendo come velocità campione quella rilevata nel primo secondo deduco
che se voglio spostare la macchina di 20 metri è necessario che cammini per 4
secondi.
Naturalmente, essendo il movimento accelerato, dopo 4 secondi la vettura si
trova a (5+10+20+40) = 75 metri di distanza.
Nel caso invece che la velocità campione venga rilevata nei 4 secondi,
durante i quali ha percorso 75 metri, e lo spostamento richiesto è sempre di 20
metri sarà necessario far camminare la macchina per poco più di un secondo.
Dopo un secondo, naturalmente, si trova a 5metri di distanza.
È necessario ricordare che i tempi di correzione si aggirano sui decimi di
secondo.
La centralina si dà da fare, rileva che la correzione non corrisponde e
tenta di modificarla in base ai nuovi valori, per poi riprendere a studiare.
Sono certo che, se potesse, utilizzerebbe il telescopio per colpirmi
ripetutamente sulla testa.
Questi erano i problemi quando, portato il vecchio computer a Montezemolo,
decisi di collegarmi in internet anche dalla casa di campagna. Prima, però,
racconto un altro aneddoto.
Le lucciole
L'inizio dell'estate, a Montezemolo, è segnalato da una notevole quantità
di lucciole, e, naturalmente, mi riferisco ai simpatici insetti.
Quest'anno, però, mi hanno fatto penare.
Il mio strumento non è mai stato dotato di una così elevata quantità di
LED.
Nelle calde serate del periodo, il rilevamento dei cerchi graduati era
impossibile. Appena accendevo i led di illuminazione delle scale graduate (luce
gialla), un nugolo di insetti si accalcava sulla luce fioca rendendo la lettura
impossibile per oscuramento.
Ancora più divertenti erano gli effetti delle lucciole posate sulle cifre
della centralina. I numeri indicati dai led (rossi) cambiavano spesso il loro
valore, il 9 diventava 5 oppure 3 altre volte 7 oppure 4 mentre l'otto poteva
trasformarsi in un 2 o uno 0 e cosi via.
Era impossibile scacciarle via, ormai mi stavo rassegnando quando,
lentamente, anche la loro breve stagione volgeva al termine.
Dopo una ventina di giorni, erano solo un ricordo.
Ah, ora che ricordo, stavo raccontando del computer.
Gran bella idea.