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ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani

41 - La telecamera

Una logica evoluzione
È giunta l'ora.
La compro, non la compro, serve, non serve, si vede, non si vede, è utilizzabile, non è utilizzabile, per quale scopo, ma si, provo.
Investii 104.000 lire per l'acquisto di telecamera, contenitore, connettori, cavo ai quali aggiunsi 18.000 lire per l'alimentatore stabilizzato da 500mA e 9volt CC.
La telecamera era dotata di un'ottica che fu subito eliminata.
Costruii un canotto, con il diametro esterno da 31,7 per essere inserito nella sede di qualsiasi oculare, dotato di una flangia che fissai alla custodia.
Con due piccole viti, anche l'elettronica era installata, inserii anche un piccolo interruttore, un led rosso, uno spinotto per l'alimentazione e una presa per lo spinotto del segnale.
Collegai i tre cavetti in uscita dalla telecamera, uno di massa, uno del segnale, uno di alimentazione che partendo dallo spinotto attraversa il piccolo interruttore e alimenta sia la telecamera sia il piccolo led.
Un vecchissimo monitor per PC, purtroppo a fosfori verdi, e dotato di entrata per il segnale videocomposito, completava la dotazione.
E pensare che un paio di anni or sono, in un momento di pazzia, ho buttato via un monitor con caratteristiche simili, il cui schermo aveva i fosfori "ambra", un bel colore aranciato che, in quest'occasione mi sarebbe stato veramente utile.

La Luna
Era alta sull'orizzonte quando alimentai la telecamera che avevo inserito in un focheggiatore.
Puntai la luna ed un bagliore illuminò il monitor.
Poiché l'elettronica, sulla cui piastra era inserto il CCD, doveva trovarsi nel fuoco dello strumento, fui costretto ad avvitare il focheggiatore in modo notevole.
Finalmente l'immagine apparve.
Circa un sesto di Luna riempì il monitor, e, dopo un'accurata messa a fuoco, ritenni molto difficile stabilire se questo metodo di osservazione fosse più o meno soddisfacente rispetto all'osservazione attraverso l'oculare.
Cerco di ricordare i dati rilevati e le mie impressioni su questa soluzione.

Il CCD
Le dimensioni del CCD erano di mm5x mm3,5, questa perciò è la dimensione dell'immagine creata dall'obiettivo sul piano focale che è raccolta, elaborata e inviata al monitor.
La focale del telescopio, 1210mm, invia sull'area del CCD un campo pari a 10 x 14 minuti d'arco.
Essendo la Luna, in media, della dimensione di trenta primi d'arco, (in un grado quadrato stanno 4 lune), è chiaro che per osservare tutta la Luna devo fare 6 riprese.

I primi esperimenti
La prima cosa notevole che ho rilevato è l'enorme capacità del monitor a modificare il contrasto e la luminosità della Luna.
La modifica del contrasto mi permette di valutare con notevole selettività le parti del satellite che hanno un albedo anche leggermente diverso, consentendomi di osservare esclusivamente dai più importanti raggi che si allontanano dai corrispondenti crateri sino all'osservazione del disco in totale assenza di contrasto.
I mari, a causa del loro basso potere riflettente, possono facilmente scomparire permettendo di osservare quello che potrebbe sembrare lo "scheletro della Luna".

Un evento strabiliante
Mentre continuavano le prove ho seguito di persona un fenomeno di grande interesse.
Il monitor mi mostrava la parte centrale della luna quando è successo.
Ho visto un UFO, sicuramente.
Era un "oggetto", gli uccelli hanno forme diverse, era "volante", certamente si trovava tra me e la Luna, era "non identificato", poiché io non posso sicuramente identificarlo in cinque secondi.
Per la durata di tale tempo ho visto un'ombra nera con forma a X molto schiacciata della dimensione, calcolata in seguito, di circa 2x5 primi d'arco che ha attraversato il mio monitor, in diagonale, sullo sfondo luminoso della luna che riempiva lo schermo.
Non potrei giurarlo, ma credo che due dei segmenti contrapposti che formavano la X somigliavano a due pannelli di cellule fotovoltaiche che spesso sono usati per la produzione di energia elettrica sui satelliti artificiali.
Poiché era certamente un satellite artificiale, alcune domande sono d'obbligo:
Le dimensioni rilevate sono compatibili?
La velocità di transito indicata è possibile?
Con che frequenza possono succedere questi eventi?
Altre persone hanno osservato fenomeni simili?

E sulle stelle
Il passo successivo fu il puntamento di una stella, anzi di due.
Orientai il TOTEM su Albireo, la doppia del Cigno e le vidi sul monitor.
Due stelline, perfettamente rotonde del diametro di circa 4 e 3mm la cui distanza tra loro era di circa 12mm.
A questo punto ripartirono le rotelle.
Se io preparassi una maschera, in materiale trasparente (lucidi da proiezione) con scala graduata in base agli ingrandimenti offerti dalla parte ottica, potrei facilmente rilevare l'angolo di posizione e la distanza, in minuti o secondi di grado, esistente tra un corpo e l'altro.
Tutto questo può avvenire sul monitor, se gli oggetti dei miei rilevamenti sono visibili dalla telecamera.
In base alle mie misurazioni sono visibili, al fuoco diretto, le stelle fino a magnitudine 9.
Nessuno degli oggetti del cielo profondo, sono rilevabili dalla telecamera installata al fuoco diretto.
Un tentativo, al momento abbandonato, di inserire una lente positiva per diminuire la focale risultante in modo apprezzabile, non andò a buon fine a causa delle enormi aberrazioni che tale soluzione inseriva nell'immagine.

Alle quattro del mattino
Proprio a quest'ora, l'autunno del 2000 mi vedeva alle prese con i pianeti e la telecamera.
Giove e Saturno erano l'oggetto dei miei studi.
Utilizzai la lente negativa, inserita nella presa per la fotocamera, per inviare al monitor le immagini dei pianeti.
Il diametro di Giove occupava circa un terzo del monitor in altezza, la messa a fuoco, veramente difficoltosa, avveniva con piccoli spostamenti del complesso negativo, mentre per la ricerca del fuoco migliore, spostavo la telecamera, avvicinandola od allontanandola.
Il risultato fu avvincente.
La macchia rossa, completamente verde a causa del colore del monitor, appariva chiaramente.
I satelliti più vicini al pianeta, gli unici nel campo tra i satelliti galileiani, si vedevano puntiformi.
La possibilità di aumentare il contrasto mi garantiva un'ampia gamma di scelte.
Saturno non fu da meno, si vedevano chiaramente, oltre gli anelli, la divisione di Cassini, l'anello interno più trasparente, l'ombra del pianeta proiettata sugli anelli e le bande chiare e scure che attraversano la superficie del pianeta.

Il ritorno alla realtà
Il compito principale della telecamera era di garantirmi un agevole inseguimento fotografico.
Inserii la telecamera nell'inseguitore e rilevai i miei dati.
Grandezza delle stelle rilevabili, con duplicatore di focale inserito, mag.6. Benissimo il cielo ne è pieno.
Utilizzando un piccolo televisore in bianco e nero, appositamente acquistato, 115.000lire, provai a guidare lo strumento.

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