ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
38 - La copertura rigida
Una soluzione era necessaria
Lo strumento, che rimaneva sempre all'esterno per molte settimane, era
coperto da un telo impermeabile, legato con cordine, che lo difendeva dalle
intemperie.
Naturalmente, per l'uso del telescopio, ero costretto a slegare le cordine e
togliere la copertura, che, alla fine della serata, era rimessa in sede.
Volendo evitare queste noiose operazioni, ritenni giunto il momento di
costruire una copertura rigida e facilmente manovrabile che mi garantisse
un'idonea protezione.
La "cupola"
Costruito un telaio di legno, a forma di parallelepipedo, con quattro
piedini, la cui parte superiore terminava come indicato dalle linee tratteggiate
in figura 45, acquistai, presso un fornitore di materiale edilizio di Ceva, un
foglio di vetroresina, spessore circa un millimetro, con dimensioni idonee per
ricavare la costruzione illustrata.
La vetroresina, materiale che esiste anche con sagoma ondulata per la
costruzione di tettoie, fu tagliata e fissata al telaio di legno con viti e
rondelle e, una siringa di silicone, mi permise di rendere perfettamente
impermeabile la costruzione.
Il costo del materiale necessario raggiunse le 100.000 lire.
In uno dei due lati stretti, evitai di installare la traversa bassa e feci in
modo che la vetroresina, tagliata a semicerchio, terminasse sulla traversa alta.
Una "tenda" di tela cerata, proteggeva questa parte dello strumento
e, contemporaneamente, permetteva un agevole inserimento della cupola sopra al
telescopio.
In pratica "un forno"
Il giorno seguente mi accorsi di aver costruito un forno.
Il sole estivo, che per tutto il giorno ha colpito la cupola, in vetroresina
trasparente, senza alcuna possibilità d'aerazione, aveva portato la temperatura
dello strumento, a valori "intoccabili" con rischio di gravi ustioni,
specie nelle parti metalliche che trasmettono il calore molto facilmente. Tanto
panico ma nessun danno irreversibile. La notte, come sempre, mi portò
consiglio.
Due soluzioni combinate
Il giorno seguente iniziai subito gli interventi.
Primo: dovevo permettere un'agevole circolazione d'aria all'interno della
cupola.
Secondo: dovevo coprire la cupola con materiale opaco e riflettente.
Poiché la parte bassa della costruzione permetteva una libera circolazione
dell'aria, dovevo fare un'apertura nella parte alta, in modo che, l'eventuale
riscaldamento interno, innescasse un movimento d'aria dal basso verso l'alto
garantendo così una continua circolazione d'aria fresca.
Per realizzare queste aperture, tolsi le vitine e squadrette che fissavano la
parte a semicerchio al tetto. Piegai verso l'interno la parte a semicerchio,
come indicato dalla linea tratteggiata in fig.46, e modificai la curvatura del
tetto come indicato.
Fissai nuovamente le due parti con la certezza che, l'acqua piovana non si
sarebbe mai inserita nelle due aperture appena fatte.
Con l'acquisto di un rotolo di foglio d'alluminio per cucina e un rotolo di
nastro, adesivo da ambo i lati, iniziai il secondo e decisivo intervento.
Rivestii tutta la parte superiore in vetroresina con una serie di fogli
d'alluminio che riflettevano totalmente le calde radiazioni del Sole.
Il risultato fu strabiliante, il telescopio era nella posizione più fresca
della zona.
I gatti, che nelle liti notturne si arrampicano sulla cupola graffiando
l'alluminio, non preoccupano eccessivamente: faccio una "pezza" e via.
