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ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani

34 - L'impianto elettrico

Un groviglio di fili
Era giunto il momento di rifare l'impianto elettrico del nuovo strumento.
Non avrei mai immaginato che in uno strumento ottico potrebbero essere, non necessari, ma certamente utili, una quantità cosi elevata di accessori elettrici.
Molti utilizzatori erano soltanto nei miei progetti, naturalmente mentali, ma si delineava davanti a me un notevole sfruttamento dell'energia elettrica.
Occorre certamente tenere conto che il TOTEM era uno strumento costruito per l'uso davanti a casa, per cui non era necessaria una alimentazione autonoma.
La rete elettrica mi dava tutto ciò di cui avevo bisogno.

Il progetto a grandi linee

1) - Era mia intenzione costruire una centralina dove avrebbero trovato posto:
> Il trasformatore (220 - 12 volt)
> Il ponte di diodi
> Due condensatori
> 10 relè per comandi vari
> Il pannello di controllo con interruttori, spie, fusibili ed altro

2) - I comandi principali per l'uso dello strumento dovevano essere raggruppati in una pulsantiera con il cavo di collegamento abbastanza lungo da permettermi libertà di movimenti e contenente:
> Due pulsanti di correzione ascensione retta
> Due pulsanti di correzione declinazione
> Un pulsante di arresto motore principale di ascensione retta
> Un pulsante di comando macchina fotografica
> Un interruttore per illuminatori cerchi graduati e cercatori
> Due interruttori che modificavano la velocità dei motori di correzione in quattro diverse combinazioni

3) - L'impianto elettrico del basamento dove trovava posto il motore principale di ascensione retta, l'illuminazione dei cerchi graduati di A.R., il fine corsa di A.R.

4) - L'impianto elettrico della forcella dove erano i motori di correzione, i quattro fine corsa per detti e l'illuminazione del cerchio di declinazione.

5) - L'impianto elettrico del tubo ottico dove c'era il motore per macchina fotografica, gli illuminatori dei reticoli dei vari cercatori e dell'inseguitore e l'alimentazione di una, o forse due, telecamere.

La "filosofia" dell'impianto
Era mia intenzione comandare ogni alimentazione attraverso dei piccoli relè, per fare in modo che i cavi che arrivavano alla pulsantiera di comando, non fossero attraversati dalla corrente necessaria all'utilizzatore.
Con questo sistema potevo utilizzare, per la pulsantiera, cavi moto piccoli, essendo minimo l'assorbimento per l'eccitazione dei relè.
Usando, inoltre, la telecamera per l'inseguimento, potrei, allungando adeguatamente i cavi, portare pulsantiera e monitor in laboratorio e, dopo il puntamento dell'oggetto da fotografare, guidare lo strumento stando comodamente al caldo.
I relè possono essere utili anche nel caso che decidessi di automatizzare il meccanismo di inseguimento con l'uso di un CCD.
La presenza dei relè ha semplificato anche tutti i sistemi di sicurezza dell'impianto e, particolarmente, l'impossibilità di comandare, per errore, contemporaneamente le correzioni in direzioni contrapposte.
I relè, inoltre, facilitano l'inserimento di alcuni fine corsa in tutti i movimenti di correzione e nel movimento principale di A.R. per evitare possibili rotture dei meccanismi.
Infatti, più di una volta, in precedenza, una correzione che arrivava a fine corsa, e si "piantava", creava problemi per il ripristino del normale funzionamento.
Volevo inoltre avere luce, quando necessario, per la lettura dei cerchi graduati e per l'illuminazione dei reticoli dei cercatori.
Il reticolo dell'inseguitore, l'unico con reostato incorporato, è alimentato, come tutti gli altri, dalla rete (l'acquisto delle pile idonee mi stava prosciugando le esigue finanze) mentre un reostato unico regola l'illuminazione dei cercatori.
L'alimentazione dell'illuminazione dei cerchi graduati non passa attraverso alcun reostato ma è comandata dallo stesso interruttore dei cercatori.
Tra i recuperi trovai anche un contatore di impulsi che inserii nel pannello di controllo come "contafoto" e adeguatamente illuminato.
Due resistenze di valori diversi mi permettono di modificare la velocità dei motori di correzione secondo quattro diverse combinazioni.
Una quantità industriale di spie e LED multicolori segnalano sul pannello di controllo ogni attività (anche l'occhio vuole la sua parte).
I curiosi troveranno nelle ultime pagine gli schemi dell'impianto elettrico dello strumento.

Le ultime novità
In un secondo tempo saranno installate due telecamere, una fissa sull'inseguitore e l'altra nella sede di un oculare (o della fotocamera).Per l'alimentazione utilizzo un alimentatore stabilizzato con uscita a 9volt c.c.
Sia l'alimentazione delle telecamere che un cavo del segnale, segue l'impianto esistente, che lo convoglia sino alla zona della centralina, sopra alla quale trova posto il monitor di inseguimento.
Una presa multipla, alimentata attraverso l'interruttore generale, è utilizzata sia per l'alimentatore sia per il monitor.
I due cercatori esistenti, uno per il telescopio principale e l'altro per lo strumento di guida, dotati di crocicchi sono illuminati, se necessario, da due LED rossi, sistemati davanti all'obiettivo in posizione laterale.
Un potenziometro, sul pannello di controllo, regola l'intensità luminosa per adattarla alle necessità del momento.

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