ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
33 - La motorizzazione della fotocamera
Alla ricerca del flessibile
Le esperienze precedenti sull'uso della macchina fotografica, mi
evidenziarono un piccolo ma noioso problema: la ricerca del flessibile di
comando della apertura e chiusura dell'otturatore.
Molto spesso, al buio, non è agevole trovare il flessibile, e, una volta
trovato, si corre il rischio di fare manovre che possono rendere la foto di
qualità scadente, per urti al tubo ottico.
Un po' per gioco e un po' per curiosità decisi di costruire un meccanismo di
pressione e rilascio del flessibile comandato elettricamente.
Un motorino di recupero
Tra i recuperi trovai un motorino, molto leggero, già dotato di un riduttore
di giri che poteva essermi utile.
Applicai all'ultima ruota dentata, tre vitine con dado, due a 180° una
dall'altra con le viti che spuntavano per circa 10mm dalla superficie esterna
dell'ingranaggio, la terza fuoriusciva dalla faccia interna.
Una levetta, durante la rotazione, era messa in movimento dalla terza vite,
consentendole di spingere i due flessibili che erano collegati alle fotocamere.
Il fine corsa
Le altre due viti comandavano un microinterruttore, in modo che si aprisse
nel momento in cui la levetta si trovava con i flessibili completamente spinti o
completamente rilasciati.
Il motore, che riceveva direttamente l'alimentazione negativa, era alimentato
con il positivo dal pulsante di comando che si trovava in mano mia.
Un'altra alimentazione positiva, raggiungeva il motore attraverso il
microinterruttore comandato dalla rotazione dell'ingranaggio.
Questo sistema mi permette di avviare i movimenti di chiusura e di apertura
dell'otturatore con il pulsante, mentre il motore continua la sua corsa,
alimentato dal microinterruttore sino al raggiungimento di una delle due
posizioni di riposo.
Qualche piccolo foro nel tubo ottico ed il nuovo meccanismo era perfettamente
funzionante.
