ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
32 - L'inseguitore
L'inseguitore è necessario
Il basamento e la montatura si comportavano benissimo.
Il tubo ottico era terminato, venne perciò il momento di dedicarmi con cura
alla costruzione dello strumento dedicato all'inseguimento degli astri durante
la fotografia.
L'esperienza di due anni d'intensa attività fotografica mi dava tre
importanti certezze.
Prima: non esiste un metodo d'inseguimento diverso dall'uso di un inseguitore
in parallelo. L'uso della guida fuori asse è molto spesso inefficace poiché
non si trovano nel campo inquadrato stelle che siano ancora visibili, nel
momento in cui illuminiamo, anche debolmente, il reticolo (in breve: o vediamo
solo la stella o vediamo solo il reticolo).
Seconda certezza: lo strumento di guida, perfettamente solidale con il
telescopio principale, deve permettere le proprie correzioni attraverso due
robusti movimenti micrometrici per portare la stella di guida perfettamente al
centro dell'oculare.
Spostare il telescopio, per centrare la stella di guida, molto spesso porta
risultati deludenti (si porta il soggetto della foto lontano dal centro del
campo inquadrato.
Terza: è necessario dotare l'inseguitore di un cercatore perfettamente
allineato, per non vagare per ore al buio alla ricerca di una stella idonea.
Un aiuto dai russi
La precedente esperienza con il vecchio rifrattore Alinari, lungo,
ingombrante e d'indubbia qualità...scadente, mi fece preferire il corto
obiettivo fotografico, catadiottrico, di produzione russa, con 1000mm di focale:
l'MTO.
Il problema maggiore, per l'uso di questo strumento come telescopio di guida,
era dovuto alla difficoltà di avere un solido fissaggio che avrebbe impedito
qualsiasi elasticità alla struttura.
La fascia d'ottone, che tratteneva inizialmente il vecchio Alinari alla
montatura originale, già stupendamente utilizzata, aveva lo stesso diametro
dell'MTO.
In un primo tempo tentai di abbracciare, con la fascia, la parte posteriore
dello strumento, ma mi accorsi che questo sistema tendeva a peggiorarne la
qualità ottica.
Decisi, perciò, di fissare l'anello, alla parte che si doveva ruotare per la
messa a fuoco, ritenendo ininfluente, che la ricerca del fuoco avvenisse
ruotando la parte posteriore.
Il materiale
La ricerca del materiale necessario m'impegnò per pochissimo tempo.
La fascia era già a disposizione perciò radunai:
* Una forcella recuperata da una vecchissima lucidatrice domestica,
* Una piastra d'acciaio, spessore 2mm, con dimensioni di 20x30cm,
* Un vecchio cercatore,
* Due volantini per i movimenti micrometrici,
* Un dado lungo con barra filettata,
* Un pezzo di supporto ad U (vedi correzione della declinazione),
* Due cuscinetti,
* Piattina, squadrette, ecc.
Diamoci da fare
Il primo lavoro da fare, era quello di curvare la lamiera d'acciaio in modo
che avesse la stessa curvatura del tubo ottico.
Con un tirante centrale e due cuscinetti di recupero, fissai la forcella alla
lamiera in modo che non avesse avuto giochi ed offrisse una certa resistenza
agli spostamenti.
Due squadrette fissate alla piastra, ed opportunamente forate, tenevano la
barra filettata che comandava gli spostamenti in azimut.
Un meccanismo identico a quello illustrato in fig. 12, univa la barra
filettata alla boccola con cuscinetti, che reggeva la forcella, per consentire
le correzioni.
Un pezzo di robusta piattina, barra filettata, un dado lungo con bullone
trasversale saldato, dadi e controdadi ed un volantino, furono necessari per la
correzione del movimento in altezza.
Poiché la fascia di fissaggio dell'ottica era in ottone, fissai le viti da
10mm con testa fresata orientata all'interno, e due dadi esterni che le
trattenevano in posizione.
Dadi e controdadi all'esterno eliminavano ogni gioco e permettevano, con un
certo attrito, la regolazione.
Fissai la piastra al tubo ottico con 10 viti da 5mm dopo averlo forato per
inserire il grosso bullone di fissaggi della forcella.
