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ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani

31 - Le ultime rifiniture

Il cartoncino nero opaco
Terminata l'installazione degli oculari e della fotocamera, la parte ottica del nuovo strumento era perfettamente funzionante.
Rivestii di cartoncino nero opaco tutto l'interno del tubo ottico, curandomi anche che dal lato terminale, vicino allo specchio, non vi siano aperture che avrebbero permesso il passaggio di luce.
Infatti, per esperienza, mi accorsi che l'uso della pila nelle vicinanze dello strumento, poteva illuminare la pavimentazione e, attraverso le aperture ai lati dello specchio principale, inviare luce al diagonale che era riflessa nella fotocamera.
Occorre ricordare che è molto importante permettere la libera circolazione dell'aria attorno allo specchio principale, lasciando un'ampia apertura, per facilitare il raggiungimento della temperatura di esercizio.
Inserii, inoltre, il cartoncino all'interno dei tubi focheggiatori ed al paraluce della fotocamera.

La prolunga del tubo ottico
Per evitare infiltrazioni di luce indesiderata, preparai, con una parte del tubo precedente, una prolunga da inserire nella parte anteriore del tubo ottico.
Era lunga circa 20 centimetri e trattenuta da tre molle che erano fissate al paraluce ed innestate su piccole viti, che le tenevano in tensione.
Sganciando le molle era possibile smontare velocemente il paraluce.
All'interno del paraluce installai un bordino, ricavato da un'altra fettina di tubo, opportunamente ridotta, per poter agevolmente inserire nell'apertura: il coperchio di chiusura, i filtri solari a tutto campo e gli eventuali diaframmi.
Dopo queste operazioni ritenni ultimato il lavoro di preparazione del tubo ottico e mi dedicai ad un'altra impegnativa costruzione.

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