ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
28 - La prima luce!
Come un bambino
Un oculare a lunga focale era installato nella sede della macchina
fotografica, io ero eccitatissimo: in queste condizioni la ricerca del pianeta
fu un'impresa ciclopica.
Puntavo ad occhio nudo, nel chiarore del cielo volevo vedere Giove al più
presto.
Continuavo a sbagliare la mira, spostavo l'oculare sperando di mettere a
fuoco qualcosa che non era nel campo, nuova ricerca, in ginocchio davanti al
TOTEM tentando di mirare il corpo celeste che faceva le bizze.
Improvvisamente, dopo un'ennesima prostrazione davanti allo strumento, il
telescopio si mosse a compassione e mi presentò nell'oculare una piccola fetta
di cerchio luminoso che spuntava dal bordo.
Centrai l'oggetto e, spostando l'oculare misi a fuoco.
Era Giove, vedevo chiaramente un palloncino con due bande scure.
Lo portai nuovamente al centro del campo, inserii un oculare da 4mm e cercai
il fuoco: bene, molto bene, migliora ancora? Sii!
Mai visto uno spettacolo simile: il pianeta mi apparve a 300 ingrandimenti,
con una definizione stupenda.
La macchia rossa, mai vista durante le precedenti osservazioni mi appariva
nettamente distinta dalla banda scura di cui si notavano le irregolarità.
Ero entusiasta, avrei voluto gridare, chiamai mia moglie per dimostrare che
il costo dello specchio era una quisquilia al confronto del risultato.
Mise l'occhio nell'oculare, guardò e disse: "Bello".
Quella sera (con una visibilità stupenda ed in totale assenza di turbolenze)
andai a letto, alle tre di notte, ancora eccitatissimo.
I pensieri correvano a ruota libera e, stranamente, ricordai una sensazione
simile avuta tanti anni prima.
Un lontano Natale, quando ricevetti in dono un Meccano del N°3.