ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
24 - I primi fori
Il fissaggio del nuovo tubo alla montatura
La prima operazione da fare, era il fissaggio del tubo ai due supporti in
lamiera collegati ai movimenti di declinazione.
Nonostante il notevole peso dello specchio e della relativa cella, con il
conseguente spostamento del baricentro verso il basso, ero certo che sarebbe
stato preferibile montare il tubo ottico il più vicino possibile alla base
della forcella, senza urtare nelle strutture della stessa.
Feci i primi due fori nel tubo preoccupandomi di questa condizione e del
fatto che la superficie del tubo fosse stata parallela ai due bracci della
forcella.
Fissato con i primi due bulloni (da 6mm) e controllata ogni misura, forai il
tubo, lungo le linee precedentemente segnate, per il fissaggio con un totale di
10 bulloni che, con le relative rondelle piane di grande diametro, strinsi con
cura.
Il fissaggio dello specchio
principale
Su tre delle linee precedentemente tracciate, sei in totale, feci nove fori,
tre per linea, per il fissaggio delle tre squadrette che avevano la funzione di
guida per la cella dello specchio principale e di battuta per i tiranti di
registro.
Anche in questo caso, le tre viti avevano una sede per viti a testa fresata
la quale era all'interno del tubo, mentre i dadi e le relative rondelle (tutto
da 5mm di diametro) erano poste verso l'esterno.
Ogni gruppo di tre fori, disegnava sulla superficie del tubo un triangolo
isoscele molto allungato, con il vertice verso la parte bassa del tubo stesso.
Le viti a testa fresata, permettevano in ogni momento il montaggio e lo
smontaggio della cella, poiché non ne impedivano lo scorrimento verso
l'esterno.
Le colonnine di registro
Lo specchio poteva essere installato nella sua sede soltanto quando le tre
barre filettate per il registro dello specchio erano in posizione.
Per la definitiva costruzione delle colonnine, era necessario avere tre barre
filettate della lunghezza di almeno 115cm, mentre in commercio si trovano
esclusivamente lunghe un metro.
.Mi vennero in aiuto i soliti "dadi lunghi", utilissimi anche per
questo scopo, che, con l'aggiunta di dadi e controdadi, ne permisero la
costruzione.
Ognuno dei tre gruppi di dadi lunghi e controdadi, aveva anche la funzione di
battuta per i tiranti di registro, sulle piastre precedentemente installate,
mentre, verso lo specchio, dado e controdado eliminavano i giochi.
Tre pomelli, installati all'estremità superiore delle colonnine,
permettevano la rotazione manuale per la registrazione dello specchio.
Le barre filettate furono fissate con nove fascette, tre per barra, che le
tenevano in posizione, senza impedirne la rotazione.
Feci quattro piccoli fori da sei millimetri nella posizione dove era prevista
l'installazione di oculari e fotocamera.
Montato lo specchio nella sua cella secondo il progetto, inserii la cella
nella sede appena preparata, fissandola con le barre filettate e, per ultimo,
agganciai le molle di trazione nei rispettivi fori.
La prima operazione era conclusa.