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ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani

22 - Preparazione del tubo ottico

Gli attrezzi da muratore: la bolla ed il filo a piombo
Non avevo molta fiducia che il tubo fosse stato tagliato su di un piano perfettamente perpendicolare alle pareti dello stesso, cosa poco importante per il funzionamento dello strumento, ma importantissimo per la ricerca delle posizioni di fissaggio degli specchi e degli oculari.
In un cilindro senza alcun riferimento, non è facile segnare una linea sul lato esterno con la certezza che sia parallela all'asse dello stesso.
Per il metodo che ho ritenuto di adottare, era necessario avere un piano, un tavolo di cucina, reso perfettamente orizzontale con l'uso della bolla e di piccoli spessori sotto le gambe.
Fatto ciò ho fissato il filo a piombo all'estremità di un bastoncino posandolo nella parte superiore del tubo curando che il peso si trovasse a circa un centimetro dal piano del tavolo.
Con il calibro e piccoli spessori di cartoncino resi il tubo perfettamente verticale, controllando da ogni lato.
Con un pennarello posato sul piano del tavolo e trascinato attorno al tubo, segnai una circonferenza "di riferimento" e con il compasso, usandolo nella parte superiore del tubo, segnai sei punti, equidistanti tra loro, con le punte alla distanza equivalente al raggio del tubo stesso.
Tracciai con il filo a piombo sei linee verticali poste a 60 gradi tra loro che segnavano la posizione di fissaggio dell'asse di declinazione, di oculari, macchina fotografica, specchio principale e secondario ed altri ammennicoli.
Una curiosità dovuta: il tubo per fognature da me usato, aveva un errore sulla perpendicolarità del taglio, corretto con uno spessore inferiore a mezzo millimetro!

Alcuni studi sulla posizione dei fori
Era mia intenzione, per le fotografie al fuoco diretto, di fissare la macchina fotografica, questa volta sicuramente reflex, direttamente al tubo ottico, con l'attacco a baionetta classico delle macchine con obiettivo intercambiabile.
Avendo la focale dello specchio principale, la dimensione totale della cella con specchio ed il diametro del tubo, volevo ricavare a quale distanza dallo specchio dovevo installare la fotocamera e, di conseguenza, gli oculari.
Il piano focale della macchina si trova circa a 40mm dalla battuta di innesto.
E' prevedibile uno spessore di circa 10mm per la piastra di fissaggio.
Il raggio del tubo è di 157mm e lo spazio occupato dal gruppo cella + specchio principale è di 60mm.
La cella dello specchio può scorrere, grazie al sistema di regolazione, per circa 80mm e lo specchio ha una focale, dichiarata dal costruttore, di 1210mm.
Era preferibile che la posizione della cella fosse stata a circa un centimetro dall'estremità del tubo.
A questo punto non mi restava che fare le relative somme e sottrazioni per sapere a che distanza dalla parte terminale del tubo dovevo fare i fori.
Perciò:
Focale specchio principale = mm1210
Piano d'ingombro inferiore della cella = mm 10
Distanza della superficie riflettente dal piano della cella = mm 60
Distanza della pellicola dal piano d'appoggio = mm 40
Spazio occupato dalla flangia di fissaggio = mm 10
Raggio del tubo ottico = mm 157
Da ciò deduco che il fuoco si trova a 10 + 60 + 1210 = 1280mm dal bordo inferiore del tubo.
Calcoliamo ora il tratto dove la luce, a causa dello specchio diagonale, transita perpendicolarmente all'asse ottico che risulta dalla somma di:
Distanza della pellicola dal piano di appoggio = mm 40
Spazio occupato dalla flangia di fissaggio = mm 10
Raggio del tubo ottico = mm 157
Totale mm 207
Non mi resta che sottrarre dalla distanza del bordo inferiore del tubo il valore appena trovato: mm 1280 - 207 = mm 1073
Questa è la distanza del centro della macchina fotografica (e degli oculari) dal bordo inferiore del tubo ottico.

Le flangie
Dovevo costruire quattro flangie d'accoppiamento tra oculari, o macchina fotografica, ed il tubo ottico.
Utilizzai, per questo scopo, quattro robuste piastre da 100 x 100 mm, ricavate da un pezzo d'alluminio dello spessore di mm5.
Una volta strette nella morsa, ne piegai tre, a colpi di martello, fino a far loro raggiungere esattamente la curvatura del tubo.
La quarta, che serviva per l'attacco della fotocamera la utilizzai piana.
Feci quattro fori da 5,5mm agli angoli di ogni quadrato, per il fissaggio al tubo ottico.
In precedenza, per un altro lavoro, avevo costruito una robusta flangia di acciaio, del diametro di circa 150mm e spessore di 12mm, con ampio foro centrale idoneo per l'inserimento sul mandrino del tornio.
Fatti quattro fori sulla flangia d'acciaio, corrispondenti con quelli esistenti sulle quattro flange d'alluminio e, con bulloncini idonei, potei fissare, una alla volta, le flangie degli oculari alla flangia di supporto.
In questo modo, con il tornio, potevo lavorare i quattro pezzi, nella zona centrale, per inserire i focheggiatori o l'attacco rapido della fotocamera, in base alle scelte fatte.
Potevo perciò tornire, ridurre, spianare e filettare ognuno dei particolari, già curvati, secondo le esigenze di lavorazione.

I focheggiatori
Preparate le flangie, dovevo occuparmi della costruzione di due focheggiatori.
Utilizzai due tubi d'alluminio, lunghi circa 40mm, con il diametro esterno di 50mm e l'interno di 45mm, che filettai completamente all'interno e per 10mm all'esterno.
Con lo stesso diametro e passo, ho forato e filettato due delle flangie in precedenza preparate, per fissare perpendicolarmente il tubo alla flangia stessa (vedi fig. 29).
Costruii allora due tubi, lunghi circa 80mm, con foro interno da 31,8mm, per l'inserimento degli oculari, filettati esternamente, in modo da avvitarsi senza giochi e senza attriti, nei due tubi costruiti in precedenza per la messa a fuoco (vedi fig. 30).
Una battuta di maggior diametro, lunga circa 10mm, non filettata, riceveva due fori su due raggi posti a 120 gradi tra loro, filettati per viti da 5mm, che avevano la funzione di bloccare gli oculari nella propria sede.
I due focheggiatori, dopo idonea pulizia e lubrificazione, furono riuniti e messi da parte nell'attesa delle operazioni d'installazione.

L'oculare "panoramico"
La terza flangia fu tornita per ricevere uno splendido oculare autocostruito, composto di due doppietti ricavati da vecchi obiettivi recuperati da una telecamera e da una cinepresa.
Diverse prove effettuate sul vecchio strumento, mi permisero di costruire l'oculare, montando i due obiettivi con il lato anteriore delle ottiche (la parte della lente con maggior curvatura), orientati l'uno verso l'altro e molto vicini tra loro.
Il diametro della lente di campo è di circa 50mm mentre la lente rivolta all'occhio ha un diametro di35mm.
Poiché ho preferito non diaframmare l'ottica di questo particolare, il campo abbracciato è molto ampio a scapito, naturalmente, della nitidezza delle immagini lontane dall'asse ottico.
E' un ottimo oculare e molto interessante per la capacità, di permettere l'osservazione e lo studio di varie aberrazioni ottiche ai bordi dell'enorme campo abbracciato.
E' un ottimo oculare, con una pupilla d'uscita che si avvicina ai 9mm (2mm di troppo!), ideale per la ricerca d'oggetti che, dopo un sommario puntamento fatto con i cerchi graduati, certamente si trovano nel campo inquadrato.
Poiché avevo utilizzato nella costruzione anche alcuni particolari della messa a fuoco originale, fu molto semplice installare il gruppo sulla flangia di fissaggio al tubo ottico (fig. 31).

L'innesto per la macchina fotografica
La quarta flangia, naturalmente, serviva per l'innesto della macchina fotografica.
Con il tornio, spianai la parte esterna della flangia, preparando un piano su cui installare un innesto rapido, maschio, idoneo per la mia Pentax K1000.
Un tubo del diametro di 60mm e lungo circa 30, fu avvitato nel foro della flangia stessa, in modo che si trovasse dal lato opposto della fotocamera e, di conseguenza, all'interno del tubo ottico.
All'estremità libera del tubo, inserii un anello filettato con diametro di 58mm, idoneo per ricevere i classici filtri fotografici.
Il tubo ha la funzione di evitare, il più possibile, che luci parassite colpiscano il materiale sensibile durante le lunghe pose e, qualora fosse necessario, inserire filtri d'ogni tipo.

        

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