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ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani

19 - Lo specchio secondario

Un'idea fissa
Nonostante le deludenti esperienze della soluzione precedente, decisi di perfezionare il meccanismo di rotazione dello specchio secondario.
Era un'impresa ardua ma di possibile attuazione e la complicità del nuovo tornio mi dava la certezza di riuscire.

La raggiera di supporto
Avevo adocchiato da tempo, la testa del cavalletto, con montatura altazimutale, del vecchio Alinari: un cilindro di alluminio del diametro di circa 4cm, alto circa 6cm, con tre robuste alette laterali (10mm di spessore), alle quali erano fissate le tre gambe.
Ricordate il supporto per mensole che usai per la correzione di declinazione? (fig. 10).
Quel supporto, in origine, riceveva delle robuste staffe con uno spessore di 2mm ed una larghezza variabile tra i 30mm (lato muro) e i 12mm (lato esterno), che avevano il compito di sorreggere le tavole.
Tre di queste staffe, diventarono i tre supporti per lo specchio secondario.

Il materiale necessario
Due piccoli cuscinetti con foro interno da 7mm, viti con testa a brugola e grani da 4mm, un cilindro di alluminio da 60mm di diametro, una molla, una sfera ecc.
Avevo tutto e potevo iniziare l'impegnativa costruzione.
Anzi no, era il momento di farsi...

Il progetto
Occorre, a questo punto ricordare che, in configurazione Newton, quasi mai il centro dello specchio diagonale si trova al centro del tubo ottico.
Un disegno, con dimensioni anormali (molto accorciato), spero, ne spiegherà il motivo (vedi fig. 20).
Il fascio di luce, proveniente dallo specchio principale, incontra lo specchio secondario inizialmente nella parte dello stesso più vicina allo specchio principale, nel momento in cui il fascio di luce ha un diametro maggiore.
Il lato opposto della stessa luce incontra lo specchietto in posizione più lontana dallo specchio principale dove, di conseguenza, la luce sarà concentrata in un'area minore.
Questa condizione obbliga il costruttore a mettere il centro dello specchio secondario più lontano dall'oculare rispetto all'asse ottico dello strumento.
Di quanto? Non è importante saperlo se per la costruzione del supporto si usa la tecnica qui descritta.
Dall'esame del disegno è chiaro che i raggi marginali, che formano un cono, si riuniscono in un punto, in mancanza dello specchietto, che si trova ad una distanza dal centro dello specchio pari alla focale dello stesso.
E' altresì chiaro che, se si costruisce un cono con la base uguale allo specchio e l'altezza identica alla focale, avremo la giusta inclinazione perché, una volta sezionato con un'inclinazione di 45 gradi rispetto all'asse, l'ellisse risultante avrà le caratteristiche desiderate.
Naturalmente il cono va sezionato nel punto in cui il raggio minore dell'ellisse risultante è uguale al raggio minore dello specchio secondario.
Se noi tagliamo la punta del cono in una posizione che non comprenda l'ellisse appena generato, avremo un cerchio con il centro esattamente nell'asse ottico, e l'ellisse di supporto dello specchio decentrato nella giusta misura.
Vediamo di tradurre in pratica tutti questi discorsi senza usare termini matematici che non conosco.
Nessuno pensa di utilizzare un cono enorme, per prenderne solo un pezzetto vicino alla punta, di conseguenza, costruiamo un tronco di cono con le caratteristiche idonee per essere utilizzato.
Il tronco di cono deve essere preparato al tornio.
Unica domanda: con quale inclinazione rispetto all'asse di rotazione?
Illustro il metodo da me usato e confermato con seni, coseni, tangenti e bustarelle da Vittorio, per il quale la matematica non ha segreti.
Lo specchio principale ha un diametro di 254mm ed una focale di 1210mm.
Trovando la circonferenza di un cerchio con raggio uguale alla focale, posso sapere quanti diametri dello specchio stanno nella circonferenza.
Saputo questo, non mi rimane altro che dividere 360° (contenuti in un cerchio) per il numero dei diametri trovato, di conseguenza sarò a conoscenza dell'angolo del vertice del cono.
Dividendo per 2, trovo l'angolo esistente tra l'asse di rotazione e la superficie esterna.
Vediamo che cosa succede:
Circonferenza del cerchio risultante = mm 1210X 6,28318= 7.602
Quante volte il diametro dello specchio sta nella circonferenza = 7602/254= 29,93
Ampiezza in gradi del vertice del cono = 360°/ 29,93= 12,02°
Angolo tra asse di rotazione e superficie esterna del tronco di cono = 12,02°/ 2= 6,01°
Per la costruzione del tronco di cono ho usato il tornio con il carrello ruotato di 6 gradi.

Una macchina meravigliosa
La costruzione del supporto a 45 gradi dello specchio secondario era, per le mie capacità di tornitore, un'avventura molto impegnativa.
Il primo lavoro da fare, ed anche il più semplice, era preparare il tronco di cono che risolsi forando con una punta da centri una delle due estremità del cilindro da 60mm di diametro.
Afferrata con il mandrino l'altra estremità ed inserita la contropunta nel foro appena fatto, ruotai il carrello della torretta con un'inclinazione di sei gradi.
Diverse passate con quest'angolazione costruirono il tronco di cono.
Per fare il primo taglio, dopo aver tolto il portautensili, fissai saldamente al piano della torretta, ruotato a 45°, il pezzo da lavorare (fig. 21).
Inserita nel mandrino una sega circolare con denti riportati in materiale duro, feci girare il mandrino a 40 giri il minuto, avanzando molto lentamente, sino al taglio totale.
Un lavoro stupendo, osservando la superficie tagliata, liscia e brillante pensai: forse lo specchio non serve...
Occorre ricordare che, in precedenza, avevo aggiunto al riduttore di giri del tornio, due nuove pulegge che mi permettevano un così ridotto numero di giri.
Il tornio è proprio una macchina meravigliosa.

Chi ben comincia...
Dopo aver fatto il taglio perpendicolare con il pezzo messo a sbalzo sul mandrino, il supporto era pronto.
Tre fori (fig. 23 e 24) filettati per viti da 4mm a 120° tra loro, permettevano il fissaggio al disco di supporto, ricavato dallo stesso cilindro, forato al centro, per ricevere l'asse di rotazione.
Sei fori, dei quali tre filettati, permettevano la regolazione dello specchio con il meccanismo del "tira e spingi", e due fori filettati perpendicolari all'asse, accoglievano due grani di fissaggio del complesso all'asse di rotazione dello specchio.
L'asse, in acciaio del diametro di 7mm, ruota su due cuscinetti inseriti nella vecchia montatura Alinari, opportunamente ridotta al diametro esterno delle alette a 55mm e tornita all'interno.
Un foro non passante da 6mm, parallelo all'asse, nell'ex montatura (fig. 22) per ricevere una molla ed una sfera di identico diametro, servono per il sistema di arresto in posizione idonea della rotazione.
Termina la serie, l'inserimento di un nuovo disco, con foro centrale per l'asse, in una faccia del quale ho fatto quattro fori profondi circa 2mm nei quali la sfera s'inserisce arrestando la rotazione che, con un piccolo sforzo, può essere ripresa. È importantissimo che la sfera non abbia alcun gioco all'interno della sua sede con molla, per centrare perfettamente la sua posizione che deve essere precisa.
I fori, tre dei quali a 120° e uno intermedio, sono stati segnati con un piccolo trucco.
Montando il pezzo da forare sul mandrino del tornio, ho inserito un'asta metallica tra una delle tre pinze ed il basamento, segnando il primo foro con l'utensile.
Facendo la stessa operazione con le altre due pinze, ho potuto segnare la posizione dei tre fori a 120°. Il quarto foro si trova a 90° da uno e 30° dall'altro.
Fatto questo ho messo insieme il tutto, vedi fig. 25.
I tre supporti per mensole, opportunamente piegati e forati, hanno trovato posto nelle tre alette dell'ex montatura.
Tre squadrette sagomate, fissate su fori filettati, trattengono in posizione lo specchio diagonale (con un gioco impercettibile ma molto importante).

              

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