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TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
14 - Le prime rivoluzioni
La motorizzazione delle
correzioni
Desideravo continuare nel miglioramento della
montatura, e dedicai l'impegno successivo alla motorizzazione dei meccanismi di
correzione micrometrica.
Mi ero procurato due motorini (usati) per il
tergicristallo della Panda. Fu molto semplice preparare due supporti per i
motorini, facendo in modo che l'asse di uscita del movimento del gruppo
riduttore di giri (6mm), fosse stato coassiale con le due barre filettate di
identico diametro, che comandavano le correzioni dei due movimenti (vedi fig.
16).
Un "dado lungo" (vedi fig. 12 e
relativo testo), univa l'asse del riduttore alla barra filettata del movimento
relativo.
I due motori (12 volt) erano
(provvisoriamente) alimentati da un vecchio alimentatore di recupero.
E' importante che i motorini siano stati del
tipo a magneti permanenti, i quali permettono facilmente l'inversione della
rotazione, semplicemente invertendo la polarità dell'alimentazione.
Nonostante siano costruiti per girare
esclusivamente in un senso solo, si sono sempre comportati ottimamente, se si
esclude una leggera (e giustificata) perdita di potenza in uno dei due sensi,
che non comporta alcun problema.
La prima pulsantiera di
comando
Due commutatori con ritorno a zero automatico
ed un pulsante con contatti normalmente chiusi, inseriti in una scatoletta
idonea, azionavano rispettivamente i motori di correzione e il motore principale
di A.R.
Quest'ultimo permetteva agevolmente di
rallentare il movimento in caso di necessità.
Non curai molto la costruzione di questo
particolare in quanto, come avvenne, sarebbe stato ampiamente modificato.
L'indicatore della
declinazione.
Avevo acquistato da tempo, un goniometro del
diametro di circa 25 centimetri, in alluminio dello spessore di 1mm circa (lire
40.000).
Questi goniometri, sono in vendita nei negozi
di attrezzature per officine auto, in quanto sono usati per la messa in fase dei
motori.
I gradi erano indicati con due scale che,
partendo dallo zero, aumentavano il valore sia in senso orario sia antiorario,
sino a raggiungere i 90 gradi nei due sensi, per poi diminuire sino a ritornare
allo zero nella posizione opposta.
Erano le indicazioni che sono utili in
astronomia per rilevare la declinazione.
Fissai il goniometro sul movimento di
declinazione lato "boccola" in modo che rimanga solidale con il tubo
ottico.
Un indicatore in posizione facilmente
leggibile, fissato alla forcella, permetteva la lettura dei gradi.
