ll TOTEM: come ho costruito il telescopio - di Ugo Ercolani
01 - La preistoria
Il vecchio telescopio
Tutto cominciò nel 1976. In quei tempi, durante le pause di lavoro, iniziai a costruire una montatura equatoriale (alla tedesca) su cui installare uno strumento del quale avevo acquistato esclusivamente gli specchi.
Un collega di lavoro venne a conoscenza della mia passione per l'astronomia e mi offrì, gratuitamente, del materiale che si trovava sulle alture di Genova, appartenuto ad un parente deceduto da anni.
Andai all'appuntamento e trovai in una baracca un tubo arrugginito di lamierino di ferro (simile ai vecchi tubi da stufa) con uno specchio da 250mm e 1000mm di focale dotato di un prisma enorme, un cercatore, un oculare. Era tutto in pessime condizioni.
Ero felice: certamente con il materiale rinvenuto potevo costruire uno strumento valido.
Allora le mie conoscenze di astronomia e di strumentazione erano scarse, ma una cosa era certa: lo strumento, a parte alcuni particolari, doveva essere costruito esclusivamente con materiale di recupero.
Lavorando in un'officina meccanica avevo sottomano materiale sostituito ai mezzi di cui l'officina faceva le manutenzioni, raccoglievo ciò che poteva essere utile e mettevo da parte.
Acquistai un tubo per fognature del diametro di 31,5 cm, feci un supporto per lo specchio con del truciolare (25mm di spessore) ed iniziai la costruzione del supporto per il prisma.
Ricordai il problema di tutti i telescopi in configurazione Newton: durante le osservazioni l'oculare si trova sempre nella posizione più scomoda.
Decisi quindi di rendere il prisma rotante su di un asse perpendicolare allo specchio.
Montai perciò tre portaoculari sul tubo distanti tra loro di 120 gradi e tra due di questi feci un foro per fissare la macchina fotografica (una vecchia Agfa recuperata) naturalmente non reflex (le quali costavano un sacco di soldi).
Per ruotare il prisma fissai alla testa girevole un tondino da 6mm la cui estremità appoggiava sul tubo principale dove avevo creato, nelle posizioni idonee, quattro tacche sulle quali cui il tondino si arrestava.
Un tubo di acciaio ed una boccola di bronzo con diametro di 80mm furono utilizzate per la costruzione dell'asse polare della montatura a forcella.
Alla fine del '77 lo strumento era terminato.
Feci alluminare lo specchio (il cui spessore non raggiungeva i 30mm!), anche se ad un attento esame era chiaro che il prisma diagonale era caduto più volte sullo specchio stesso, e feci le prime prove dal giardino di casa (Via Bottini, piano terra: striscia di cielo!).
Stupendo, mai visto tante stelle contemporaneamente.
Portai lo strumento in campagna a Montezemolo dove il cielo era più buio e continuai a tentare di migliorare le sue prestazioni.
Lavoro ingrato: la montatura instabile, vibrazioni sull'asse polare, il prisma che non si comportava come speravo, tentativi di motorizzazioni andate a male, impossibilità di regolare con cura lo specchio principale, le graffe di fissaggio dello specchio che deformavano l'immagine, qualche prova fotografica con pessimi risultati e altri problemi. Tutto il 1978 mi vide impegnato, sempre più saltuariamente, nei tentativi di correzione di quell'esemplare di strumento pieno di soluzioni da scartare.
Per oltre 15 anni lo strumento rimase a riposare nella cantina, anche se, ogni tanto toglievo un po' di polvere e lo portavo all'esterno per qualche osservazione. Durante questi anni raccoglievo materiale di ogni tipo che poteva essere utile per una nuova e più ambiziosa versione dello strumento.
Correva l'anno 1996 quando, durante l'estate, decisi di mettere in ordine il laboratorio e mi accorsi che almeno un metro cubo di spazio era occupato da "recuperi per lo strumento".
Dovevo decidere. L'autunno, già da qualche anno, era dedicato alla vendemmia e alla preparazione del vino, impegno che mi costringeva a rimanere almeno tre settimane nella casa di campagna per la cura del mosto.
Durante l'estate preparai tutti i miei progetti con cura, investii quasi 500.000 lire nell'acquisto di:
Un ingranaggio di acciaio del diametro di circa 24cm e 127 denti, spessore 20mm,
Due ingranaggi con 12 denti, spessore 20mm,
Due riduttori di giri con un rapporto di 1 / 70,
Due ruote gommate di circa 16cm di diametro,
Una ruota pivottante da 8cm, (tipo quelle da carrello per supermercato, ma più robusta),
500 sferette di acciaio con diametro da 5 mm,
Due dischi per i freni anteriori della Panda,
Tubi di acciaio a sezione quadra e rettangolare di varie dimensioni
Elettrodi per saldatura, viti, bulloni, dadi e minuteria varia.
Volevo costruire una montatura trasportabile (per 30 metri circa), robusta, docile, motorizzata e registrabile in tutti i movimenti.