Un nonno biondo con gli occhi azzurri
di Ugo Ercolani
C'era una volta...
Dicevo, appunto, c'era una volta un bellissimo bimbo biondo, con gli occhi azzurri...
Questo bimbo, il più piccolo di tre fratelli ed una sorella, Era un bimbo veramente bravo, bravo e bello! I
suoi fratelli più grandi erano belli si, ma in quanto ad essere bravi... ecco, erano un po' vivaci. Il
piccolo era il "cocco di mamma". Si accorgeva, lui, quanto la mamma soffriva per le marachelle dei
fratelli ed, ammesso che potesse pensare, si convinceva sempre più che non era giusto che la mamma soffrisse.
E quindi si guardava bene da crearle dispiaceri.
A scuola studiava, a casa faceva i compiti, aiutava anche la sorella (due anni più grande!) nei compiti di
scuola. Aiutava la mamma ed il papà nei lavori domestici e andava anche a far la spesa.
I suoi genitori erano molto contenti di lui e lo portavano ad esempio ai fratelli. Ma quelli proprio non ne
volevano sapere. Ciononostante era una famiglia felice mentre il tempo trascorreva serenamente.
Il piccolo era sempre ubbidiente e mai avrebbe dato dispiaceri ai suoi genitori.
Certo, anche lui desiderava fare tante cose pericolose, ma preferiva non far preoccupare la mamma che era così
apprensiva...
Divenne un ragazzo, e poi un adulto, e si accorse di essere un po' diverso da tutti gli altri. Oh, niente di
grave, ma si era accorto che non aveva imparato ad andare in bicicletta. Troppo pericoloso! E se poi si fosse
fatto male? Niente moto dunque! Andiamo al mare? Gli amici lo trascinavano. Città di mare. Tutti sapevano
nuotare... o quasi. Il ragazzo un po' meno biondo ma sempre con gli occhi azzurri non sapeva nuotare. Oh,
niente di grave. Ma si era accorto che non aveva imparato a nuotare. Troppo pericoloso.
Poi, come per tutti i componenti della bella famiglia, arrivò anche il suo turno. Una bella ragazza venuta da
lontano, molto in gamba, lo portò via. E formarono la loro famiglia.
Anche questa era una bella famiglia. Prima il maschio e poi la bimba la riempirono di gioia. E di impegni.
Pochi erano gli aiuti che venivano dall'esterno. Il nonno non riuscì nemmeno a vedere la bimba. Colui che
aveva insegnato all'uomo con gli occhi azzurri e qualche capello bianco, le regole di comportamento nella
vita, se ne andò, certo che la sua presenza non era più necessaria.
Anni intensi erano quelli! Quante preoccupazioni, quanta felicità, quanta tristezza, quanta serenità!
Ogni momento era ricco di emozioni. Qualche linea di febbre, un giorno di festa, la morte dei vecchi cari, le
vacanze... Una vita intensa, da augurare a chiunque. Questa è la vita.
Poi, anche l'uomo con gli occhi azzurri e tutti i capelli bianchi conobbe la quiete...
Anche i suoi ragazzi andarono per la loro strada. Avevano imparato tutto, o forse lo credevano soltanto, come
lo credeva lui quando si staccò dalla famiglia.
Per essere sinceri non la chiamerei proprio quiete, ma certamente , una coppia di pensionati, ancora
abbastanza giovani e senza alcun grave problema non se la passa proprio male...
Un giorno la figlia arrivò a casa dei genitori con una stupenda notizia: aspetto un bimbo!
La futura nonna era entusiasta, l'anziano con gli occhi azzurri e qualche capello bianco in meno non trovò la
cosa particolarmente interessante...
E qualche tempo dopo nacque un mostricciatolo con gli occhi azzurri ed i capelli biondi.
Ed il nonno non pareva molto colpito dalla bellezza, dalle varie somiglianze, dalla intelligenza,
dall'appetito di quel padroncino che era venuto a rubargli la nonna.
Proprio così. Il lavoro della madre e del padre costrinse i nonni a curarsi del nuovo arrivato per molte ore
al giorno. Dicono che una volta che si impara ad andare in bicicletta, lo si ricorda per tutta la vita. Ed il
nonno, che non sapeva andare in bicicletta, si ricordava tutto dei bambini...
E cominciò cosi uno stretto rapporto che dura tutt'ora. Certo, c'è stata una notevole trasformazione, ora ha
poco più di due anni, ma già con i primi sorrisi il mostricciatolo divenne un bimbo. Poi un bel bimbo, poi
il più bel bimbo che il nonno abbia mai visto. Ora Pietro, questo è il nome dell'ex mostricciatolo, è in
campagna, in compagnia di un altro bimbo con gli occhi azzurri ed i capelli bianchi. E giocano in
continuazione. Quasi sempre, insomma. Pochissime sono le leggi che regolano la loro vita. Lavarsi le mani
prima e dopo i pasti, vestirsi prima di scendere in giardino... e poche altre. Devono sempre essere
rispettate, ma sono così poche che non è molto faticoso seguirle.
Pietro ha sempre il sorriso pronto. "Pietro!", e si volta mostrando due fili di perle splendenti che
farebbero sorridere chiunque. E questo lo sa!
Si rompe un giocattolo, Pietro corre dal nonno, è un "fai da te" d'altri tempi. Mai lo ha deluso.
I suoi giochi preferiti? La terra, il tubo dell'acqua, la legna da ardere, il trattore costruito al momento
con le cassette da frutta, le passeggiate nel bosco, la stufa...
Ma sono dei "giochi pericolosi"! Si, è vero. E poi le scale! E la ringhiera. Certo la
"campagna" non offre grandi sicurezze. E poi il bimbo deve pur imparare. La sua mamma non
approverebbe senz'altro il comportamento di questo nonno, un po' bambino ed un po' vecchio.
Il nonno ricorda un quadro che si trovava appeso nella camera dei genitori. Rappresentava un Gesù bambino
nella bottega del padre falegname. Gesù stava movendo i primi passi mentre S. Giuseppe era al banco di
lavoro. Il nonno ricorda un Angelo Custode che stava dietro al bimbo. Con le mani pronte, forse ad evitare una
caduta. Ma non lo aiutava. Non lo teneva per mano. Ecco, il nonno ha imparato dal quadro. Non a manina.
Pietro, deve imparare ad affidarsi alle proprie capacità. Certo, quando chiede la mano, è pronta,
disponibile, ma è pronta anche a ritirarsi quando non è più necessaria. Poche volte è pronta anche a
stringere, forse un po' troppo, per segnalare la presenza di un pericolo troppo grande da poter essere
controllato. E, cosi, il piccolo va, veloce e sicuro affidandosi soltanto alle proprie capacità. Quanti
timori però per il nonno! Sarebbe semplice, si tolgono i pericoli, si tiene sempre a manina. Si aumentano le
leggi! Ma il piccolo sarà sempre dipendente dagli adulti. Ed invece il nonno sempre presente sta con le mani
tese pronto a salvare il piccolo. Confidando anche nell'aiuto di un "vero" Angelo Custode.
Guai se la mamma di Pietro sapesse i rischi che corre, quando è con il nonno.
Certamente vorrete conoscere il comportamento della nonna.
E' giusto soddisfare qualche semplice curiosità su questo rapporto a tre.
E per meglio rendere l'idea, torniamo indietro di qualche tempo...
Quando la nonna ed il nonno si sposarono. Suvvia, non si tratta di centinai di anni, ma correva il secolo
scorso. Il ragazzo biondo con gli occhi azzurri conobbe la bella e determinata "vigilatrice
d'infanzia". Non spaventatevi del nome. Così si chiamava il personale paramedico che lavorava presso un
noto ospedale per bambini della nota città di mare. Per il proprio lavoro, aveva il piacere e la capacità di
stare vicino ai bimbi. Bimbi di ogni provenienza, con ogni tipo di malattie. Quasi tutti transitavano
abbastanza velocemente in ospedale, per un rapido ritorno a casa. Qualcuno restava mesi, per poi tornare
ancora, qualcuno, molto pochi in verità, non tornava più. Aveva concluso la sua vita terrena vicino a tante
persone che gli volevano bene. Forse sarà stato il suo carattere di sempre, forse la ancor breve esperienza
in un ospedale per bimbi, forse chissà che altro ancora avevano contribuito a renderla una donna stupenda.
Forte, determinata, sicura di se.
E questa sicurezza l'aveva trasmessa al ragazzotto, e ne aveva fatto un uomo.
Ed ora? Forse è un po' più dolce, forse più pacata, me determinata come sempre.
Queste sono le regole! E tutti, devono seguirle. Poche, ma certe. Senza discussione alcuna. Mai chiede a
Pietro vuoi fare questo, vuoi fare quest'altro. No, anche il nonno ha dovuto ammetterlo. Ora fai questo ed ora
fai quest'altro. Quando è l'ora non serve chiedere al piccolo se vuole andare a fare la nanna. Non è di
nessuna utilità. Certo, per i giochi la scelta spetta al piccolo, ma per le regole…
Quando è l'ora si va a nanna! Lui lo sa e va molto volentieri. E non esistono premi o punizioni. Ma quando ci
sente dire che è stato bravissimo, chiude la bocca ed aspira aria dal naso gonfiando il petto, perché sa di
essere importante. E ne è felice.
Il nonno, per la sua curiosità, quasi scientifica, non si perde alcuna azione o reazione del piccolo. E'
certamente un enorme motivo di studio. Ogni giorno che passa il nonno impara tante cose, ed anche il piccolo
non è da meno.
Probabilmente si studiano a vicenda!
Ora ha due anni e mezzo. Quanto parla! E come parla bene!
Tutti hanno sempre detto "pane al pane e vino al vino". Hanno sempre parlato come gli esseri umani.
Sia tra loro, sia con lui. Nessun bubù, tatà, babà, cocò, ed altre parole che necessitano di traduttore.
Hai sete? Pronti l'acqua. Il vino no! E' del nonno!
Ora, dovete sapere che il nonno è un modesto appassionato di astronomia.
Ama osservare il cielo.
Ed il piccolo aveva un anno quando, una sera, il nonno gli mostrò la luna. Pietro, guarda la Luna, gli disse
indicandola. Ed il primo commento fu un ampio sorriso, che mostrò anche nelle serate successive indicandola a
sua volta.
Una calda serata di agosto, aveva due anni, si vide all'orizzonte la Luna piena, tonda come una ciambella. Ha
chiamato il nonno sul terrazzino dicendogli: Guarda nonno, la luna! Un attimo dopo gridò: E' chiusa!
Nessun commento da parte del nonno. Non aveva capito!
Per due giorni il pensiero della Luna "chiusa" frullò nella testa del vecchio.
Poi un colpo di genio chiarì ogni dubbio: è chiusa, certo, le punte si sono unite in un cerchio! Si sono
chiuse!
Quante cose impara il nonno da un nipotino che sta scoprendo il mondo!
Il piccolo ha sempre avuto una salute di ferro. Certamente non ha mai incontrato grandi concentrazioni di
virus. Un po' di tosse, qualche linea di febbre, un paio di giorni e qualche medicinale si risolveva tutto. Ma
ora, da un paio di mesi va all'asilo nido. E spesso, per influenze e raffreddori, resta a casa. Si sa, deve
farsi gli anticorpi… E bisogna avere pazienza.
Ed anche nelle migliori famiglie si fanno degli errori. Non particolarmente gravi ma… Come tenere tranquillo
un bimbo con la febbre? I cartoni animati! Gran bella soluzione. Si sta vicino al bimbo, si controlla cosa sta
guardando. Anzi, si sceglie!
Ed anche il nonno finalmente si accorge di quanto siano assurdi i cartoni animati.
Ma non quelli di adesso che sono veramente penosi. Quelli di una volta che piacevano tanto! Biancaneve,
Cenerentola, Dumbo, Pinocchio, La carica dei centouno, e tanti altri, con trame spaventose che erano fatte per
far piangere gli adulti. E naturalmente per far preoccupare i bimbi.
Si salvano soltanto gli Aristogatti e, tagliando le scene della morte della madre e dell'incendio del bosco,
il bellissimo Bambi, con musiche stupende!
Ed il nonno è arrivato alla conclusione che anche i cartoni animati sono fatti per piacere agli adulti, e non
per i bambini.
D'altra parte sono gli adulti che li scelgono…
Fra pochi giorni sarà Natale, ed il vecchio spera che tanti altri bimbi di questo mondo abbiano vicino un
nonno. Quanta felicità per questi nonni!