Helga ed Hans
di Ugo Ercolani
La cena era pronta, una fame da lupi mi fece avventare sul piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino.
La forchetta stava ruotando in quel ben di Dio, quando squillò il telefono.
In questi casi è sempre compito mio. Risposi con violenza, quasi a far capire che non era il momento giusto.
Una voce impastata, come in preda ai fumi dell'alcool, accennò qualche parola dall'altro capo del filo.
Finalmente ebbi l'intuizione "Ciao Helga, come stai?".
Nel corso della telefonata mia moglie, con pietà, coprì il mio piatto, mangiò avidamente il suo, un po' di
carne, la frutta, e andò nel piccolo orto ad annaffiare con delicatezza le piantine che stavano germogliando…
Helga ed Hans, sono una coppia affiatata di simpatici svedesi, da tanto tempo aspettavamo la loro visita.
Erano stati molto ospitali. Nella loro casa immersa nei boschi di pini che si trovano a nord di Stoccolma,
avevamo trascorso la più bella vacanza della nostra vita.
Ci avevano promesso la loro visita. L'interesse comune per l'astronomia ci ha sempre tenuto in contatto.
Era giunto il momento di ricambiare. Con vero piacere. La loro grande passione, le comete, era il motivo della
visita.
Anzi "la cometa". Questo strano ospite del sistema solare che è stato avvistato da molto tempo e
che, giorno per giorno, si è fatto sempre più luminoso.
Il nostro posto di osservazione si trova a fianco a casa. La nostra casa! Alla periferia di un piccolo paese
lontano dalle grandi città.
Lontano dalla metropoli che ci ha dato i natali. Io e mia moglie abbiamo preso in completo accordo, questa
importante decisione. Volevamo fuggire.
Fuggire dalla città che avvelena con i suoi fumi la salute dei suoi abitanti. Fuggire dai condomini, dove gli
interessi personali rendono il vicino di casa un possibile fastidio. Fuggire dai negozi che riescono a
venderci centinaia di oggetti inutili.
Fuggire dalla metropolitana, dove migliaia di persone dall'aria triste, ogni giorno vengono trascinate, quasi
a loro insaputa, da casa al lavoro, e poi al bar, al centro commerciale, in palestra, in piscina, e, a sera
tardi, nuovamente a casa dove li attende una cena a "calorie controllate", appena acquistata alla
rosticceria sotto casa.
Durante e dopo la cena, il "grande fratello" o qualcosa di simile li accompagna dolcemente al
meritato sonno.
E l'indomani saranno pronti per una nuova giornata.
Senza avere il tempo di domandarsi se è questa la vita che un giorno avevano sognato.
Ma il motivo più importante e stato quello di fuggire dalle luci della città che non ci permettono di
osservare le meraviglie del cielo.
Un assolato pomeriggio di fine primavera ha accolto Helga ed Hans nel cortile di casa. Hanno sempre la stessa
vecchia auto di grossa cilindrata, particolarmente impolverata e seguita da un piccolo rimorchio ricoperto da
un telo azzurro. Come prevedevo, il rimorchio era necessario per contenere la loro attrezzatura per la
fotografia e l'osservazione della cometa.
Cometa che si trova ormai a poco meno di tre U.A. dal perielio, mentre una serie di fortunate coincidenze,
rendono la sua osservazione particolarmente favorevole.
Infatti il piano della sua orbita, quasi perpendicolare a quello dell'orbita terrestre, la particolare
posizione attuale della Terra sulla propria orbita e la provenienza della cometa dal lato nord dell'eclittica,
rendono felici tutti gli osservatori che si trovano nell'emisfero boreale. Prima di tuffarsi nel chiarore del
perielio, attraverserà da Sud a Nord tutto il nostro cielo di mezzanotte. Ha già incontrato, rendendosi
sempre più luminosa, lo Scorpione e Ofiuco. Il giorno seguente il loro arrivo, una giornata piena di sole,
avevamo preparato l'attrezzatura.
Una autoguida con un vecchio CCD ci avrebbe permesso di aver la certezza che la chioma potesse essere sempre
perfettamente inseguita, mentre la coda, unica e lunga circa 20 gradi, avrebbe potuto avere un comportamento
imprevedibile. Specie nelle foto con lunghi tempi di esposizione.
La prima serata "astronomica" ci ha mandato a dormire a tre di notte, dopo una impegnativa attività
ricca di soddisfazioni. La cometa stava passando a circa un grado da M13, praticamente allo zenit.
Abbiamo trascorso insieme una decina di giorni veramente stupendi. Il Sole di inizio estate non ci ha mai
abbandonato, La Luna, ormai al primo quarto, ha cominciato a rendere difficoltosa l'osservazione della coda
mentre la chioma, dopo aver sfiorato la Polare, si stava tuffando nell'orizzonte nord.
E' giunto il giorno della partenza. Qualche nuvola all'orizzonte non fa più paura.
Ci scambiamo gli ultimi abbracci e le raccomandazioni di inviarci le foto migliori, mentre salgono in macchina
ed Hans avvia il motore.
Per rendere meno triste il momento del distacco dico loro: "Sarete fortunati, a casa vostra, la cometa,
sarà ancora alta nel cielo! Chissà ancora quante foto potrete fare!".
Il volto di Hans si atteggia ad un mesto sorriso mentre, con calma spegne il motore, e scende nuovamente
dall'auto. "Caro mio" dice, posandomi la mano sulla spalla, "Ma ti sei mai chiesto perché
abbiamo scelto questa cometa, per tornare finalmente in Italia?"
Al mio cenno di diniego continua: "Al mio ritorno a Stoccolma la cometa sarà senz'altro ancora alta in
cielo. Però sarà un cielo color bianco sporco, sai… il Sole di mezzanotte." E, alzando le braccia,
dice: "Addio cometa!".
Un coro di risate accompagnano un nuovo abbraccio ed il suo rientro al posto di guida.
Salutiamo ancora mentre, lentamente, si avviano, sollevando un gran polverone, sulla strada in terra battuta.
Io e mia moglie ci prendiamo per mano e, guardandoci negli occhi, ci dirigiamo verso casa. Senza una parola.