Astronomia e astrologia
di Ugo Ercolani
Anche per Gino è arrivato il suo momento. Ha comprato il telescopio.
Gino si è inserito nel gruppo da un paio d’anni. Andato in pensione piuttosto giovane si è avvicinato all’astronomia
amatoriale per avere un’attività che lo costringa a muoversi da casa. La passione, forse, è arrivata in
seguito.
Non si può certamente definire un uomo in gamba.
Agli appuntamenti arriva sempre con un quarto d’ora di ritardo dicendo: “Scusate ho trovato coda”,
oppure “Un gravissimo incidente”, o anche “Ho forato la gomma”, “Mia moglie non stava bene”, ed a
volte “Avevo visite” e “La macchina non partiva” e tante altre motivazioni ogni volta diverse.
Ciononostante si è inserito nel gruppo in un modo stupendo.
Anche gli astrofili della migliore specie hanno bisogno di un capro espiatorio.
Gino è il personaggio ideale. Gli vengono addebitate colpe di ogni genere.
È colpevole di tutto ciò che non va per il verso giusto. Raggiunto il posto di osservazione arrivano le
nuvole?
“Gino, perché non sei stato a casa”?E così per il vento, l’umidità, il freddo oggetti che non
funzionano ecc. Lui, con un mesto sorriso, allarga le braccia.
Nonostante tutti sappiano che Gino non è minimamente responsabile delle loro disavventure, lui si sente
importante, ed a volte provoca le “scenate” del gruppo per il piacere di sentirsi al centro dell’attenzione. Grandi
discussioni, invece, sono nate quando ha confessato di credere al fato.
Era stato minacciato di essere espulso dal gruppo con nota di demerito. Niente, era irremovibile. Portava
avanti le sue teorie meglio dei maghi della peggior risma.
Alcuni ritengono che si era unito al gruppo per approfondire le sue conoscenze di astrologia. Secondo altre
voci sembra che sia un assiduo frequentatore dello “studio” della maga Cassandra. Non si riesce a farlo
ragionare.
Grazie a non so quale strano incrocio tra pianeti, segni, ed influssi, il suo oroscopo gli ha predetto che è
giunto il momento di fare una spesa importante: “Per tutta la vita”. Ha scartato perciò la possibilità
di comprare di uno strumento usato, da lui ritenuto inaffidabile. Tra le “consulenze” della maga e l’acquisto,
ha dilapidato una fortuna.
È giunto il momento della “prima luce”. Cioè, dalla finestra di casa ha già fatto alcune prove di
giorno, per la notte, un lampione stradale, che si trova a tre metri di distanza, non concede alcuna speranza.
Dietro consiglio di tutti, ha imparato a dovere le manovre per il montaggio e lo smontaggio del telescopio.
Tutti d’accordo, questa sera provano anche il telescopio di Gino.
Per la prima volta arriva all’appuntamento in orario e raggiungono il posto di osservazione. Il cielo è
stupendo.
Scende dalla macchina e comincia ad armeggiare per la preparazione. Apre il bagagliaio, prende un vecchio
piumino da spolvero e pulisce con cura il tetto della vettura. Estrae da una borsa un asciugamano che profuma
di lavanda, lo stende sul tetto e vi posa sopra il tubo ottico.
A questo punto gli altri hanno già montato tutti gli strumenti, si avvicinano per assistere ed assisterlo
nell’impresa.
La sua abilità manuale è paragonabile a quella di un orso con difficoltà motorie.
“Devo riuscire da solo” dice, senza fare i conti con la precaria illuminazione.
Il cavalletto è piazzato su una ampia radura erbosa. Improvvisamente il dramma: è caduta una vite!
Subito una decina di scarpe hanno prendono a calpestare l’erba nella zona attorno al treppiede, rendendo la
ricerca molto più difficoltosa. Qualcuno chiede:”Che colore è”? La sua voce si fa sentire molto
fievolmente: ”Era nera”. In cuor suo è già data per dispersa.
Resta una cosa incomprensibile il motivo per cui tanti costruttori di telescopi vernicino in nero parti e
strumenti che dovrebbero essere chiaramente visibili anche al buio. Dopo che un paio di pile hanno terminato
tutta l’energia a propria disposizione, un urlo “Eccola”. La vite passa di mano in mano sino ad arrivare
a Giacomo, il più dotato di abilità manuale.
Un blando tentativo di Gino per averla cade nel vuoto. Giacomo prende i comandi.
Pochi minuti e lo strumento è perfettamente montato.
Un esame accurato. Tutti provano lo strumento e, a parte qualche battuta maligna, la conclusione è
inequivocabile: ha un telescopio che funziona magnificamente.
È una serata veramente speciale, l’assenza totale di turbolenza ed il cielo pulito dalla pioggia dei giorni
scorsi, permettono di eseguire ogni tipo di prova superando le più rosee previsioni.
Gino è gongolante, la paura del giudizio degli amici si è trasformata in un entusiasmo mai dimostrato.
Ormai, forte delle capacità del proprio strumento, si azzarda anche in giudizi negativi sui telescopi dei
compagni, generando l’ilarità di tutti..
La stupenda serata passa allegramente con un affiatamento che solo un cielo simile è in grado di favorire.
Verso mezzanotte Giacomo dice: “Faccio ancora un paio di foto e torniamo a valle”.
Gino, per non costringere gli amici ad aspettarlo, decide di mettere via il proprio strumento.
Gli altri stanno smontando i telescopi quando Gino, affacciato al finestrino, grida: “Intanto io vado
avanti, ci vediamo all’incrocio”, mentre la macchina, a fari spenti, prende velocità.
Il panico si è impossessato dei compagni. La debole luminosità ha fatto intravedere sul tetto della vettura
in accelerazione il bianco asciugamano sul quale troneggia il tubo ottico.
Dopo un momento, il finimondo: “Ginooo, Fermaaa, Frenaaa, Ginooo, Il telescopiooo”.
Le luci rosse degli stop della vettura abbagliano il gruppo, un attimo di silenzio, poi un clangore assordante
fa rabbrividire tutti.
Il mattino seguente Gino, con uno scatolone in mano e un’aria minacciosa, attende l’arrivo della maga
Cassandra, davanti al suo studio. Pochi minuti ed entrano.
Volano parole grosse, alle minacce di Gino di denunce ed altro, rispondono altre minacce di sortilegi maligni.
Dopo, l’accordo.Gino esce lasciando lo scatolone all’interno. Questa volta ha vinto, e per sempre.
La settimana dopo Gino entra per l’ultima volta nello “studio”, ritira il nuovo tubo ottico acquistato
da Cassandra e, con aria soddisfatta, lo mette nel bagagliaio.
Una giornata importante, ha riavuto il proprio strumento e si è liberato per sempre di una stupida
schiavitù.
Il Sole colora di lilla il cielo turchese del tramonto.
Gino è felice, questa sera va ad osservare.