Perché non
siamo più tornati sulla Luna
Di Pietro Planezio
Questa è una domanda ricorrente, che viene posta spesso anche come rafforzativo da quelle persone che credono che sulla luna non ci siamo stati neanche prima….Ora, prima di rispondere a questa domanda cerchiamo di rispondere ad un'altra: perché sulla Luna ci siamo andati la prima volta?
Può sembrare peregrino, ma neanche allora c'era uno scopo plausibile per andarci, se non piantare la bandiera, farsi fotografare, ed infliggere una pesante sconfitta al prestigio dell'avversario nella Guerra Fredda.
Perché l'unico risultato scientifico utile del viaggio sulla Luna, è indubbio, è che la tecnologia messa a punto ha permesso di lanciare con successo, pochi anni dopo, i due
Voyager.
Quello sì che è stato il viaggio scientifico del secolo, paragonabile a quello famoso di Darwin del secolo scorso.
Un viaggio che in pochi anni ha reso tutti i libri di planetologia veri e propri reperti da museo.
Tra l'altro pare che parecchi dati scientifici dei viaggi sulla Luna siano restati registrati su nastri di vecchio tipo e che ormai non ci siano più apparecchiature in grado di leggerli….
Comunque alcune considerazioni bisogna farle.
Ricordo che da ragazzo mi piacque un racconto di fantascienza, molto ben scritto, che risaliva a parecchi anni prima. Ricordo bene il titolo, anche se non l'autore: "Com'era lassù ?".
Era il racconto (e le omissioni) di un reduce della conquista umana di Marte, avvenuta con modalità più simili ad uno "sbarco dei marines" che non ad un atterraggio interplanetario, con un particolare che mi restò impresso: parlava della gente che faceva la coda per entrare nei cinema dove si proiettavano i filmati dell'impresa.
Del resto abbiamo vissuto (quelli della mia età) e poi rivisto al cinema la missione Apollo che rischiò di perdere tre astronauti per un guasto in volo, ed abbiamo notato come il rientro fosse fatto pilotando a mano la navicella, con la cloche, come gli aeroplani.
Negli anni sessanta, del resto, la conquista dello spazio era così, e tutti i racconti di fantascienza vedevano un futuro in cui, "gradualmente" si conquistava tutto il sistema solare, nel giro di un paio di secoli al massimo, e naturalmente mettendoci piede sopra.
Risale a quel periodo (lo stesso del " sorpasso", quando l'Atlantico fu per la prima volta attraversato da più passeggeri in aereo che in nave), l'inizio del galoppo sfrenato dell' elettronica, cosa che non avvenne (c'era già stata) per la meccanica.
Il declino dell' "Uomo Che Va A Vedere" cominciò con la trasmissione in Mondovisione della conquista della Luna.
E dopo di allora il vicolo cieco in cui era ormai la propulsione chimica rese del tutto patetico e superfluo spendere migliaia di miliardi per una foto ricordo.
Difatti se ne riparla solo ora, ed esclusivamente per necessità "di prestigio".
Il mondo scientifico è disperato alla sola idea: se dovessimo rimandare l'Uomo Sulla Luna, per decenni non si parlerebbe più di missioni scientifiche vere, di quelle che servono ad aumentare la conoscenza.
Mandare sulla Luna un po' di escrementi umani e riportarne un po' di ciottoli costerebbe tanti soldi da assorbire il bilancio spaziale di decenni….
Ma ancora negli anni sessanta il pubblico pensava che il progresso avrebbe migliorato e potenziato i propulsori sino a permetterci di conquistare lo spazio "pedibus calcantibus", ma soprattutto che fosse di qualche utilità farlo….
Non c'è voluto molto però a rendersi conto che i razzi chimici più di così non possono fare, e le propulsioni alternative per ora sono allo stadio dell'energia elettrica eolica… cioè chiacchiere con cui suggestionare persone digiune di scienza e magari costruire una carriera politica.
Non solo, ma l'elettronica ha reso inutile l'esploratore in carne ed ossa: un uomo con i circa tre chili al giorno di roba che gli servono per sopravvivere può fare infinitamente meno di un peso equivalente in strumenti.
Che, detto per inciso, non è necessario riportare indietro…
E la chimica è abbastanza ben conosciuta per sapere che ormai questa strada non ha possibilità di miglioramento tali da cambiare radicalmente le cose.
Quindi o inventiamo qualcos'altro, o dovremo rassegnarci: per la scienza mandiamo in giro robot, per il prestigio (raramente, speriamo) qualcuno con una bandiera da piantare….
Del resto sull'Everest ci siamo stati, anche se non serve assolutamente a nulla, ed a nessuno verrebbe in mente di aprirci un supermercato….
A proposito, sempre per i sostenitori del "proprio non ci siamo stati" pare determinante che Armstrong, credo, abbia avuto problemi psicologici, o cose simili….
Be', non è facile compiere l'impresa più titanica della storia dell'Umanità, e poi tornare ad una vita normale.
Questa forma di squilibrio è diffusissima tra tante ex attricette e tante ex miss che non si rassegnano alla normalità, ma non per questo diciamo che il cinema e l'elezione e di Miss Italia non siano mai esistite…
E neppure diciamo che certi autori non abbiamo mai scritto ne' composto solo perché in vecchiaia hanno dato segni di squilibrio….