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Ugo Ercolani  -  La Mia Astronomia  -  Finalmente ho il telescopio

Come posizionarlo

La prima domanda dovrebbe essere: perché posizionarlo?
La "montatura equatoriale", cosi si chiama quel groviglio di metallo, goniometri, viti, leve, galletti, ruote dentate e manopole che ci fanno ammattire, ha una sola funzione importante: orientandone in modo opportuno gli assi è possibile inseguire gli astri con un solo movimento.
In parole povere, la terra gira e se vogliamo osservare sempre la stessa porzione di cielo occorre che lo strumento faccia un movimento uguale e contrario. E allora? 
E' molto semplice: occorre puntare l'asse polare verso la omonima stella.
Ottima soluzione per quelle (poche a dire il vero) montature che sono dotate di un cannocchiale polare e se la stella Polare è visibile dalla vostra postazione. Qualora la Polare sia visibile ma non esiste il cannocchiale polare occorre portare l'indicatore del movimento di declinazione su 90° e bloccarlo; in queste condizioni lo strumento dovrebbe puntare sempre lo stesso oggetto anche se ruotiamo l'asse polare (vedi figura 2).
Nel caso in cui questo non avvenga occorre cercare con piccoli movimenti, fatti esclusivamente sull'asse della declinazione, la posizione in cui lo strumento tende a comportarsi come descritto (usando inizialmente pochi ingrandimenti). La ricerca di questa posizione ci permette inoltre di verificare che il sistema di fissaggio del tubo ottico alla montatura sia esente da tensioni che potrebbero renderlo non perfettamente perpendicolare all'asse di declinazione. Naturalmente, una volta raggiunta questa condizione, verificare che l'indicatore di declinazione segni 90°, ed eventualmente correggerlo in caso di disaccordo (se possibile).
A questo punto, con tutte queste manovre, abbiamo portato l'asse ottico dello strumento perfettamente parallelo all'asse polare. 
Agendo quindi sulla regolazione degli assi azimutale e di regolazione in altezza orientiamo lo strumento verso la Polare che porteremo al centro dell'oculare. In queste condizioni l'errore è inferiore ad un grado: se non abbiamo velleità fotografiche possiamo accontentarci.
Qualora la Polare non sia visibile e, in ogni caso, qualora desideriamo una maggiore precisione (fotografia ecc.), è consigliabile il metodo di Bigourdan che offre migliori garanzie.
Il metodo di Bigourdan permette di stazionare lo strumento anche senza la visione del Polo e indipendentemente dalla presenza di cerchi graduati, indispensabile invece sono forti ingrandimenti (150, 200 anche con lente di Barlow) ed un oculare dotato di reticolo puntatore.
Occorre prima di tutto stazionare lo strumento con l'asse polare orientato il più possibile verso il Polo utilizzando anche la scala graduata, se esiste, regolando l'altezza dell'asse polare in base alla latitudine del sito di osservazione, dopodiché si porta al centro del reticolo una stella vicina all'equatore celeste (circa 45 gradi dall'orizzonte) e al meridiano locale (perciò verso Sud).
Nel caso che lo strumento non sia dotato di motorizzazione in ascensione retta, occorre inseguire manualmente ruotando esclusivamente l'asse polare.
Seguendo le istruzioni dei primi due casi (vedi fig. 1) si corregge la posizione dell'asse polare agendo esclusivamente sull'azimut (la rotazione più vicina al treppiedi, con asse verticale).
Non tenendo conto degli spostamenti verso Est o verso Ovest, dovuti esclusivamente ad errori di inseguimento, qualora per almeno 5 minuti la stella non presenti spostamenti sensibili verso Nord o verso Sud passiamo alla fase successiva. 
Puntiamo allora una stella verso Est situata a circa 6 ore dal meridiano ad una declinazione tra i 40° ed i 50° e seguiamo le istruzioni degli ultimi due casi.
Per correggere la posizione in altezza dell'asse polare occorre agire esclusivamente sullo snodo (con asse orizzontale) che si trova tra la rotazione dell'azimut e l'asse polare.
Dopo cinque minuti senza spostamenti sensibili torneremo a controllare l'azimut con una stella vicina al meridiano e all'equatore per le ultime correzioni.
E' importante sapere che 1 ora di ascensione retta equivale ad uno spostamento di 15° sull'Equatore celeste (un'ora è il tempo che impiega una stella per spostarsi di 15°).
Ricordare che nelle figure sono indicati i punti cardinali come appaiono in uno strumento "normale" che capovolge l'immagine (visione astronomica). Qualora sia inserito uno specchio od un prisma a 90° (visione ribaltata) occorre scambiare tra loro le etichette Nord e Sud rimanendo invariate Est ed Ovest.
Un ultimo consiglio: durante le correzioni degli assi fare spostamenti molto piccoli.
Ho ritenuto importante illustrare al lettore i meccanismi che rendono il metodo di Bigourdan il sistema più sicuro per stazionare perfettamente un telescopio con montatura equatoriale.
I disegni alle tavole 8 e 9 sono molto esplicativi. 
Una volta stazionato lo strumento, se vogliamo utilizzare i cerchi graduati per trovare gli oggetti celesti, occorre puntare una stella conosciuta di cui abbiamo la posizione (ascensione retta e declinazione) e ruotare il quadrante della A. R. portandolo ai valori corrispondenti.
Se lo strumento è stazionato perfettamente, la lettura del cerchio di declinazione indicherà un valore identico a quello della stella che conosciamo.
Poiché il quadrante dell'A.R., se tale movimento non è motorizzato, non darà le giuste indicazioni se non lo mettiamo continuamente a "segno" con una stella conosciuta, per cercare velocemente qualcosa di visibile, basta spostare lo strumento portandolo sulla giusta declinazione e bloccarlo.
Dopodiché una "spazzolata" nella zona, movendo lo strumento esclusivamente sull'ascensione retta e con bassi ingrandimenti, ci farà incontrare l'oggetto cercato.

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