Gli astrofili, i loro compiti ed i loro problemi
Da "L'astronomo dilettante" di Paolo Andrenelli - Edizioni Sansoni 1968
Poche scienze, come l’Astronomia, si prestano al dilettantismo, intendiamo al dilettantismo attivo, ricco di
materiale di studio, e di soddisfazioni, ma poche attività, come l’Astronomia dilettantistica si prestano
ai facili entusiasmi e alle ancor più facili rinunce.
Infatti assai spesso ci si accinge all’attività di astrofilo con estrema superficialità e completamente
digiuni di nozioni, a volte limitate a quelle acquisite sui libri scolastici e magari lontane nel tempo.
L’attività dell'astrofilo deve essere affrontata con serietà, con metodo, pazienza e costanza, soprattutto
costanza, infatti il tempo è il grande nemico ed il grande alleato dello astrofilo; il grande nemico per
coloro che vogliono rapidamente realizzare una qualunque cosa; il grande alleato per coloro che sanno o hanno
capito quale profonda preparazione sia necessaria all’astrofilo per ottenere qualche risultato concreto, d’altra
parte ciò non può spaventare quando si pensi che una passione seria dura inevitabilmente tutta una vita e se
tale passione è solo dilettantistica, non c’è niente che imponga limiti di tempo.
Si prenda quindi l’appassionato tutto il tempo che vuole ma soprattutto non abbia mai fretta nel fare ciò
che si è proposto, e nell’affrontare un’attività qualsiasi sia, almeno in ciò che la riguarda, quanto
più preparato possibile.
Come accennato, praticamente inesauribile è il campo di studio riservato al dilettante, infatti la conoscenza
del Cielo e dei suoi fenomeni è a tutt'oggi estremamente frammentata e incompleta: non si sa quasi nulla dei
nostri vicini di casa, cioè dei pianeti del sistema Solare, non parliamo quindi dei corpi celesti più
lontani, è chiaro che non basta osservare, ma ciò che interessa o può interessare sono le variazioni che
possono avvenire nel tempo, ma per queste variazioni lentissime occorre ovviamente un’indagine accurata e
metodica, per un accertamento possono occorrere anni, e poi? e poi niente, tutto questo lavoro, accuratamente
registrato e classificato potrà essere utilizzato, chissà quando, per dedurre, in base al materiale
raccolto, leggi, e trarre conclusioni; il lavoro che spetta quindi all’astrofilo è solo un lavoro di
paziente ricerca di elementi, compatibilmente con i propri mezzi, ma non dissimile dal lavoro svolto
correntemente dagli Osservatori astronomici.
L’attività del dilettante può quindi essere limitata all’osservazione visuale dei pianeti e della Luna,
che, ritenuti a torto incapaci di dire qualche cosa di nuovo, sono troppo spesso trascurati, oppure estesa
alla osservazione fotografica, per la quale praticamente non ci sono limiti: per essa, a rigor di termini, è
sufficiente disporre di una piccola fetta di cielo, quale può essere quella accessibile da una finestra.
Infatti un astrofilo, anche se avesse a disposizione tutto il Cielo possibile, per fare un lavoro serio di
ricerca non potrebbe metodicamente studiarne che poche porzioni interessanti.
Non si dimentichi che la ricerca e la scoperta di stelle variabili, è per buona parte appannaggio degli
astrofili, i quali, assai spesso, sono gli scopritori di comete e di novae, e ciò per non accennare che, a
quell’attività possibile con mezzi relativamente modesti, è sempre possibile, con attrezzature altrettanto
semplici. dedicarsi all’astrofisica ed alla radioastronomia ottenendo anche in questo campo risultati
insperati.
Non è raro il caso che l’attività dilettantistica, se seria e proficua, sia ricercata o comunque
incoraggiata dall’astronomia ufficiale, comunque una cosa è certa, non si può affrontare, in alcun modo
una attività applicativa senza prima aver dedicato un po’ di tempo allo studio, se non altro per orientare
la propria ricerca a quel ramo che si ritiene per se stessi più congeniale, ed è in funzione di tale
attività prescelta che infine si potrà scegliere lo strumento adatto e l’attrezzatura necessaria.
Ed ecco il primo grosso problema da affrontare, come e dove procurarsi lo strumento?
Certo la produzione commerciale può, in parte, soddisfare le richieste; il mercato, infatti, presenta una
produzione in linea di massima sufficiente, ma limitatamente a strumenti generici con ristretti limiti d’impiego,
e a prezzi che, tirate le somme, non sono esorbitanti in senso assoluto, anche se spesso sono considerati
‘‘ astronomici ‘‘, ed ecco la necessità di uno strumento su ordinazione o, meglio, la necessità di
costruirne uno.
Una gran parte di astronomi dilettanti, costruisce da sé il proprio strumento o, per lo meno, costruisce da
sé quelle parti che gli è possibile realizzare con mezzi ridotti; farsi da sé il proprio strumento, può
essere meno difficile di quanto non si creda; molti di tali strumenti sono, sotto tutti i punti di vista, più
che buoni e sono atti a svolgere egregiamente il compito per il quale sono stati realizzati.
E' qui che, per inevitabili problemi di costruzione, e la pazienza necessaria, i primi insuccessi possono
essere tali da scoraggiare il più entusiasta degli adepti, tuttavia cercheremo di esporre in termini più
piani possibile i concetti fondamentali relativi alle questioni che più direttamente possono interessare l’astrofilo
con particolare riferimento agli strumenti ed al loro impiego, cercando di fornire tutte quelle indicazioni
atte a risolvere tutti i minimi problemi che sono quelli, in definitiva, a volte insormontabili.
In poche parole non basta dire: "acquisterò lo strumento", oppure "mi costruirò lo
strumento", ma dove acquistare? cosa acquistare? da che parte cominciare? dove trovare le necessarie
indicazioni? ecc.; a tale proposito attualmente sono solo pochi, pochissimi i fortunati che, per caso, per
particolare spiriti di iniziativa, si possono mettere in contatto con persone preparate ed esperte che, con
consigli o l’esempio, indirizzano e ne guidano l’attività e questi, in definitiva, sono gli artefici di
una attività seria e fruttuosa purtroppo rara e sporadica: è per ciò che è opportuno che gli astrofili non
siano mai soli, ma si riuniscano in gruppi o associazioni; la solitudine è prerogativa di pochi eletti
bastanti a se stessi, ma anche questi, per certe cose, debbono per forza appoggiarsi a qualcuno per aiuto e
consiglio.
Molteplici infatti sono le necessità per condurre uno studio del Cielo, un astrofilo autosufficiente dovrebbe
infatti conoscere, individuare e seguire le leggi che ne regolano la vita, conoscere i fenomeni fisici (che,
in definitiva, sono il mezzo di conoscenza), tanto a fondo da interpretarne le manifestazioni, conoscere i
sistemi ottici, fotografici o radioelettrici e meccanici, per poterne impiegare con la massima efficacia le
caratteristiche e soprattutto essere in grado di costruire e montare questi sistemi.
Molto spesso, per esempio, l’astrofilo impiega il suo strumento in funzione delle apparecchiature che la
Ditta ha fornito all’atto dell’acquisto, questa attrezzatura potrebbe con facilità essere arricchita
allargando enormemente i primitivi limiti d’impiego ma spesso l’astrofilo non lo sa e la conseguenza è un
risultato ridotto e di scarsa soddisfazione.
In definitiva quindi, per affrontare l’appassionante tema dello studio dell’astronomia dilettantistica
occorre un grande entusiasmo e soprattutto un grande coraggio, ma attenzione! si può essere tentati di
strafare, si cerchi quindi di procedere per gradi iniziando dalle cose più semplici.
In nessun caso come questo si può dire per "aspera ad astra".