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Autocostruzione in Italia

Il lavoro di Syral

Per qualsiasi chiarimento scrivete a syral

Applicazione del sistema Dob Driver su di un Dobson Ariete da 410mm  

Il sistema Dob Driver della Tech 2000 ha diverse funzionalità che permettono di sfruttare maggiormente le potenzialità di un telescopio dobson: 

·        Movimenti in altezza ed azimut elettrici comandati tramite 4 comodi pulsanti

·        Inseguimento vettoriale degli oggetti da osservare (non serve nessun tipo di allineamento del telescopio)

·        Ricerca a spirale per scandagliare una zona di cielo

·        Taratura del Backslash in entrambi gli assi

·        Taratura della velocità di movimento in base alla massa del telescopio

·        Interfaccia per collegamento a Pc per utilizzo del GO-TO (non presente sulla mia versione)

Il sistema può essere utilizzato anche su una montatura equatoriale tramite l’apposito settaggio.

Materiale fornito all’acquisto:

  Per prima cosa ho istallato il motorino per il movimento in azimut:

In base a quanto riportato in diversi siti internet si poteva scegliere se istallare il motore all’interno del basamento, sotto la culla del primario, in modo che funzionasse in verticale, o se posizionarlo all’esterno in modo che funzionasse orizzontalmente agendo sul bordo circolare della base.

 Per il primo tipo di istallazione si può consultare questo sito:

 http://www.rivastro.org/rasddr2.htm

 Io ho scelto la seconda ipotesi poiché non necessita di grossi tagli nella struttura di legno, ma solo di qualche piccolo foro.

Per prima cosa ho rivestito il bordo della base di legno (dove farà pressione la ruota metallica del motore) con una striscia di quel nastro antiscivolo nero che si usa sulle scale, in modo da ottenere una buona presa e di evitare che la ruota metallica rovinasse il legno per via dell’attrito (vedi foto 1).

Il secondo passo è stato quello di costruire uno spessore di legno per  fissare il motorino all’esterno del basamento. Nella foto 2 si vede questo pezzo dalla parte che poi aderirà al telescopio mentre nella 1 lo si vede di taglio . Il motore è fissato al pezzo di legno tramite 4 viti autofilettanti (si vedono nella foto 3), mentre il blocco viene fissato al telescopio tramite i due bulloncini che si vedono in alto. Al più presto sostituirò i due dadi di serraggio con delle piccole manopole, in modo da svitare velocemente il motore qualora dovessi muovere il tele a mano. Ho fatto il pezzo di legno più sottile di qualche millimetro rispetto al necessario in modo che, stingendo i bulloni questo viene avvicinato “a pressione” alla base circolare. Nella foto 3 si può vedere il motorino posizionato e le due staffe (di quelle per mensole che si trovano in commercio) che sorreggeranno la batteria, anche qui ho usato delle viti autofilettanti (sufficientemente corte da non uscire dall’altra parte).

A questo punto però il motore sporgeva troppo verso il basso.

Ho realizzato allora tre piccoli rialzi da avvitare sotto i tre piedi del telescopio (foto 4). Con il legno avanzato dalla realizzazione del precedente supporto, ho tagliato 6 pezzi rettangolari spessi 2 cm e li ho incollati a due a due con della colla vinilica. Poi ho praticato 4 fori agli angoli un po’ più piccoli della vite autofilettante (lunga 6 cm) e con una punta da 10 ho allargato ciascun foro, per una profondità di mezzo centimetro, in modo che la testa di ciascuna vite non toccasse per terra. Poi ho avvitato il tutto alla base circolare.

E il movimento in azimut era sistemato.

  Passiamo ora al movimento in altezza:

  Il dobson Ariete non presenta le classiche “mezzelune” esterne, ma oscilla su due perni di ottone cavi (vedi foto 8), all’interno dei quali passano delle viti con delle manopole che regolano la “durezza” del movimento. Quindi non esisteva una superficie “esterna” alla quale fissare la puleggia.

  A questo punto io avevo bisogno di creare un sistema che:

  Ecco la geniale soluzione ideata da mio cugino che fa il tornitore:

 Una vite di serraggio viene lasciata com’è, l’altra viene sostituita da un perno saldato ad una placca metallica nella quale sono stati praticati 4 fori (foto 7). Il perno è tornito in modo da calzare perfettamente all’interno dei pezzi di ottone cavi e da sporgere all’esterno (foto 8). Il perno viene avvitato alla culla del primario in modo da diventare solidale con essa.

A questo punto avevo un perno sporgente che mi permetteva di far muovere in altezza il telescopio. Ora dovevo applicare la puleggia datami nel kit di motorizzazione in modo che questa non avesse giochi e che fosse facile da togliere all’occorrenza.

E qui entra in gioco la seconda parte della soluzione di mio cugino:

Alla puleggia di legno ha applicato un piccolo pezzo fatto al tornio ( foto 5 e 6) tramite 4 bulloncini. Il pezzo presentava un foro centrale perfettamente calzante con il perno precedentemente realizzato. La piccola vite nera che si vede in alto, se stretta, fa pressione sullo stesso bloccando la puleggia.

  Non restava quindi altro che infilare il tutto sul perno e stringere la vite (foto 9)

Passiamo ora ad applicare il motorino:

Visto che la maniglia di trasporto del telescopio dava fastidio, ho provveduto a spostarla verso il basso, semplicemente svitandola, praticando dei nuovi fori, e riavvitando il tutto nella nuova sede (foto 10).

Il motorino in altezza è dotato di due particolarità:

Questi due particolari si notano bene nella foto 10.

L’applicazione del motore è assai semplice ed è stata eseguita tramite due bulloncini dotati di rondelle e dadi di serraggio. Il tutto è stato avvitato, ma non stretto, in modo da permettere il movimento precedentemente descritto. Il sistema a molla è stato anch’esso semplicemente fissato tramite delle viti autofilettanti. Quest’ultimo è strutturato in modo da regolare la forza della trazione applicata al motorino avvitando o svitando la barretta metallica che lo collega alla molla (foto 10).

A questo punto è stato sufficiente collegare fra loro i vari fili elettrici, alimentare il tutto tramite una batteria da 12 volt, rimettere in sede lo specchio e rimontare la parte sovrastante del dobson (foto 11).

Per una descrizione particolareggiata di questa motorizzazione, del suo utilizzo e delle sue potenzialità è possibile consultare il sito della casa produttrice:

http://homepages.accnorwalk.com/tddi/tech2000/

 
Ed ecco una bella carellata di foto (per ingrandire cliccare sulla foto)
foto 1 foto 2 foto 3 foto 4
foto 5 foto 6 foto 7 foto 8
foto 9 foto 10 foto11