La Pelle dell'orso
Di Ugo Ercolani
Non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso.
Questo, e tanti altri proverbi, consigliano di non contare su qualcosa non ancora acquisito.
Spesso se ne rimane delusi.
L'orso in questione sono le nostre risorse. Le risorse di tutta l'umanità.
La nostra società sembra non seguire i consigli di chi ha avuto più saggezza di noi.
Diamo un'occhiata al nostro mondo, il "nostro" come facenti parte delle nazioni più "progredite"…
Il mondo che, visto dal satellite, distribuisce luce nello spazio. Il mondo dove le automobili sono in coda con un guidatore e quattro posti liberi. Il mondo dove, in pieno inverno, si prova benessere, vivendo in una casa surriscaldata, con addosso una maglietta di cotone. Il mondo dove si mangia per tre, e nel migliore dei casi, si fa tanta ginnastica per consumare quanto si è mangiato. E gli altri si ammalano di obesità.
Il mondo dove il Consorzio Acquedotto Langhe Sud Occidentali, mi obbliga a consumare ottanta metri cubi di acqua potabile in un anno, indicandolo come consumo minimo, costringendomi a pagare anche ciò che non consumo (è difficile sprecare 80.000 litri di acqua potabile in un anno! Equivalgono ad 80 tonnellate, e, ricordo, di ACQUA POTABILE!).
In questo articolo però, mi dedicherò quasi esclusivamente allo "spreco di energie non rinnovabili".
Non entro nel merito di quanta energia venga consumata per ogni abitante delle nazioni progredite, spero ardentemente, comunque, che qualcuno abbia fatto i conti. Ogni risposta mi lascerebbe perplesso: vediamo perché.
Da dove l'uomo "moderno" ricava energia?
Vediamo di fare un attento esame delle possibili fonti e dividiamole in cinque gruppi.
1) Il lavoro dell'uomo, il lavoro degli animali e poi, la legna per riscaldamento, i mulini ad acqua ed a vento e l'alcool vegetale.
2) La combustione di petrolio e derivati, GPL e metano, usata per i trasporti e, con il carbone, per riscaldamento.
3) La produzione di energia elettrica proveniente dalla combustione di carbone e petrolio.
4) La produzione di energia elettrica con centrali idroelettriche e centrali atomiche.
5) La produzione di energia elettrica con cellule fotovoltaiche, generatori eolici e la produzione di acqua calda con pannelli solari.
Le fonti che fanno parte del primo gruppo sono "totalmente rinnovabili" se diamo tempo alla legna di crescere ed usiamo legna e tela per la costruzione dei mulini, come è sempre stato fatto.
Sostituendo i rotori in legno con pale in acciaio, il mulino inizia a lavorare con un "debito energetico" che chi studia la produzione dell'acciaio, potrebbe facilmente calcolare…
Fanno parte del secondo e del terzo gruppo le sostanze che si sono prodotte nel sottosuolo in milioni di anni e dopo stravolgimenti della crosta terrestre.
Per questo (gli stravolgimenti) l'uomo spera ardentemente che non siano rinnovabili.
Si ritiene che, con gli attuali consumi, la disponibilità di questi combustibili sia destinata ad esaurirsi in breve tempo.
Ho ritenuto inserire nel quarto gruppo le fonti di energia, totalmente rinnovabili, che l'uomo non ha ancora imparato a gestire, per i gravi danni inflitti alla "nostra" Terra e di conseguenza all'umanità, sia dal materiale di scarto delle centrali nucleari che vaga per il mondo in cerca di un'improbabile sistemazione definitiva, sia dall'incapacità di mantenere in attività le centrali idroelettriche senza pericoli per gli uomini e l'ambiente.
Occorre ricordare inoltre i pericoli derivanti dai frequenti "infortuni" verificatisi nelle sicurissime centrali nucleari.
Al punto cinque ho riunito tutte, anche quelle non menzionate, fonti cosiddette "alternative" che, secondo alcuni, potrebbero fornirci energia, non inquinante, totalmente rinnovabile.
Al momento, però, esiste un grosso problema non sufficientemente documentato, che mi fa dubitare anche di queste possibili soluzioni.
Io ricordo, negli anni '80, uno studio che prendeva in considerazione il più semplice sfruttamento dell'energia solare: la produzione di acqua calda con pannelli solari.
Questo studio faceva un semplice "bilancio energetico".
Questa la domanda a cui un tecnico doveva rispondere: quanta energia è necessaria per costruire un pannello solare?
Bene. Dallo studio si rilevava che l'energia necessaria per costruire i tubi dell'acqua, il vetro di protezione, meglio se doppio, e tutti i vari ammennicoli necessari per lo sfruttamento del calore prodotto dal pannello, è pari a quella fornita dallo stesso in 200 anni di lavoro, naturalmente senza alcuna sostituzione di materiale che allungherebbe notevolmente i tempi.
Duecento anni sono necessari per produrre una quantità di energia pari a quella utilizzata per la costruzione del pannello solare.
Questo significa che se nel 2002 installiamo un pannello solare potremo godere nel 2202 di calore proveniente dal Sole "energicamente" gratuito. Naturalmente continuando ad usare il medesimo pannello!
Vorrei tanto essere in errore, purtroppo non sono a conoscenza di altri studi fatti in questo senso, anche per tutte le innumerevoli fonti di energia alternativa.
Certamente avremo notevoli miglioramenti, spero che la ricerca vada avanti per dare all'umanità la certezza che sarà possibile, dopo pochi anni di sfruttamento, raggiungere la parità, in questo strano bilancio che non parla di soldi.
Certo, gli studiosi dicono che tra pochi anni, avremo energia pulita e sicura con lo sfruttamento della fusione nucleare.
La mia non più giovane età, mi ricorda che negli anni sessanta gli studiosi, a cui era data la parola, dicevano con voce rassicurante che il cancro sarà debellato entro la fine del secolo, ora trascorso tale traguardo, nessuno si sbilancia… E noi abbiamo continuato a respirare amianto.
L'esperienza mi ha fatto perdere la fiducia in quegli scienziati che troppo spesso vogliono rassicurarci, la durata di una vita non permette di continuare a credere nelle favole per tanti anni.
Allo stato attuale, credo, circa l'ottanta per cento (e forse anche più) dell'energia consumata dall'umanità provenga dalla combustione del petrolio e derivati, e dalle centrali atomiche.
Due fonti di energia che certamente non danno tranquillità.
Quanto durerà il petrolio? Ero giovane ed aitante quando decisero quasi improvvisamente di far terminare le trasmissioni televisive alle 23 per risparmiare energia.
E le domeniche a piedi? Ormai era certo, entro la fine del secolo non ci sarà più una goccia di petrolio.
Coloro che raccontavano queste storielle sono ancora presenti nelle varie reti TV, continuano a scrivere sui giornali, forse hanno fatto strada. Ma nessuno ricorda. A volte penso che sia stato un sogno. La fine del secolo sembrava una scadenza per le nostre speranze e le nostre paure. E noi credevamo…
Dovrei essere più conciso, sto divagando troppo, scusate le mie fughe dal tema, ma la memoria ogni tanto prende il sopravvento.
Quanto durerà il petrolio? Cinquanta, cento o duecento anni? E poi? È così difficile fare previsioni "serie"? Non sono capaci? Oppure non vogliono?
Il contadino che ha poca legna per l'inverno, evita di sprecarla inutilmente. È sufficiente un lieve tepore da distribuire nei giorni più freddi per avere la garanzia che durerà sino a primavera. Il contadino è saggio.
Il contadino sa con certezza quando arriverà la primavera.
E noi? Noi no. Nessuna certezza. Nostra unica e misera certezza: moriremo prima dell'arrivo della primavera.
Possiamo perciò bruciare legna a volontà, se i nostri figli non avranno più legna per il resto dell'inverno saranno problemi loro.
Certamente sapranno di essere stati derubati dai propri genitori.
Non v'è dubbio. Stiamo derubando i nostri figli della loro parte di petrolio. Senza attenuanti.
Nessun problema. Il petrolio è facilmente sostituibile con le centrali nucleari.
Si potrebbe tornare al comportamento del contadino, con i rifiuti "fisiologici", ma è meglio non scherzarci su.
I rifiuti in questione sono molto più inquinanti. Emanano pericolose radiazioni per migliaia di anni.
Il problema non esiste, dicono alcuni, li mandiamo all'estero…
Ma come possiamo progettare una casa senza bagno ritenendo normale servirsi, per lo scopo, del soggiorno del vicino?
Che fare quando, con sacrosanta ragione, il vicino ci sbatte la porta in faccia?
Ai nostri figli lasceremo anche la gestione dei nostri rifiuti.
Altro regalo per coloro ai quali dobbiamo lasciare il "nostro" mondo.
Come appassionato di astronomia, sono dispiaciuto per la enorme quantità di luce dispersa in cielo che ci impedisce l'osservazione di tante meraviglie.
Il mio desiderio, però, non si limita alla protezione del cielo, con l'uso di sistemi di illuminazione che puntino esclusivamente verso il basso. È necessario, per i motivi ben più gravi, evitare un consumo sfrenato di energia.
Non abbiamo alternative, l'energia a nostra disposizione è molto limitata, usiamola con parsimonia e, forse, i posteri non ci ricorderanno come delinquenti.
Se un giorno impareremo a sfruttare la fusione nucleare, molto bene, allora, e solo allora, potremo dire di avere la pelle dell'orso.
Altrimenti i nostri discendenti dovranno cercare realmente di procurarsela.
Sarà loro necessaria, per difendersi dai rigori dell'inverno.