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Allunaggio di fortuna

Di Ugo Ercolani

In questi giorni tutti i giornali e le televisioni ricordano, con dovizia di particolari, il trentesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna effettuato da esseri umani.
Naturalmente la parola "allunaggio" ha ripreso vigore e fortuna.
La fortuna di "allunaggio" è costruita trent'anni or sono da buona parte dei giornalisti che hanno coniato questo neologismo.
Esaminiamo con attenzione i motivi della sua nascita e gli eventuali problemi che può creare nei prossimi anni.
La parola "allunaggio" è certamente una trasformazione della parola "atterraggio".
Nella lingua italiana esistono due sostantivi molto simili:
1) terra: con significati diversi, tra i quali indico: la terra dei vasi (ricca di concime), la terra del contadino (ha molta terra), la terra dell'elettricista (l'impianto di terra), la terra in senso lato intesa come superficie terrestre (non sommersa dagli oceani), la terra del navigante e dell'aviatore (che, terminato il viaggio, "scendono a terra"), la terra dell'edilizia ( la "T" nell'ascensore significa "piano terra") ecc...
2) Terra (con la "T" maiuscola): nome proprio del pianeta su cui viviamo.
Credo che nessuno ponga obiezioni sul fatto che la parola "atterraggio" derivi dalla terra del navigante e dell'aviatore che, tra l'altro, con la costruzione di idrovolanti ha coniato anche un idoneo "ammaraggio" pur non allontanandosi dal pianeta Terra.
E di ammaraggi è ricca anche la breve storia della astronautica e le stesse cronache del tempo raccontano che i nostri eroi, stranamente, dopo essere "allunati", per tornate sulla Terra, non sono "atterrati" ma sono "ammarati" nell'oceano.
Fortunatamente, credo, nessuno ha pensato di confondere le idee parlando di un perfetto "ammaraggio" nel Mare della Tranquillità, ma i guai non vengono mai soli!
Su un settimanale, in un articolo sul tema, ho visto, anche se fra virgolette, la parola "lunamoto", eh no, non è una moto per andare sulle autostrade lunari ma... bravi è proprio così: un terremoto sulla superficie lunare.
Con questi subdoli tentativi giornalistici di creare parole nuove con motivazioni chiaramente contrarie al buon senso, quale sarà il nostro futuro?
Troveremo che i coloni della Luna verranno sottolunati nel cimitero del Lacus Mortis?
Le severe leggi sull'edilizia parleranno di impianto elettrico di luna e di piano luna?
Il paziente chiederà una visita al proprio analista perché si sente il morale a luna?
La moglie del contadino dirà al marito "Pulisciti le scarpe! Sono sporche di luna!"?
E, dopo i primi "ammartaggi" e "avveneraggi", ci saranno i "martemoti" e i "veneremoti".
Dopo questo l'uomo andrà sugli asteroidi e su altri satelliti del sistema solare, a voi esaminare quali parole contorte ne escono fuori.
Spero ardentemente che, nel frattempo, la generazione di giornalisti che ha creato la parola allunaggio sarà andata in pensione e si tornerà ai normali atterraggi sulla Luna.
Un'ultima cosa.
Esaminando il mio vocabolario (Zingarelli, 34°ma ristampa, 1953) così si esprime:
ALLUNARE, curvare a forma di mezzaluna.
ALLUNAMENTO, curva che si dà ai ponti del bastimento / curva di fondo della vela.
ALLUNATO, arcuato a luna / di vino, ammostato nel far della luna, torbiccio.
ALLUNATURA, figura della curva in forma di luna.
E ora, terminata la mia requisitoria, vado a prendermi un po' di Sole... oh pardon, "sole" con la "s" minuscola.

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