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| EMILIANO CRESCENTI |
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Un'altra vera e propria colonna dell'Atletico Sedentario.
Un esempio per i giovani: basti pensare che quando fu ingaggiato (e cioè quando nacquero le Pantegane) manco sapeva che cosa era il calcio e tantomeno sapeva giocarlo.
Infatti alla prima partita nemmeno si vide all'interno del palazzetto di Carbonara. Ma lui non ha mollato e passo dopo passo, vaccata dopo vaccata, ruolo dopo ruolo, si è impadronito della fascia destra e dal 2005/06 è addirittura stato nominato vice presidente.
Dicevamo dei ruoli: la Vecchia Crescenza, come i tifosi e Borlini amano chiamarlo, parte punta denotando però una sterilità realizzativa comune a pochi.
Proprio per questo Riccardi decide di inventarlo terzino destro, ruolo nel quale il nostro sulle prime si arrabatta, poi ci prende la mano, poi finalmente anche il piede, comincia a prenderci anche gusto e da un paio d'anni si sgancia pure minaccioso in avanti.
Nel corso dell'ultimo anno, addirittura, si è concesso più volte la gioia del gol: sarà la costanza, saranno le numerose partite del Cervia visionate, sarà la droga, il nostro è diventato calciatore.
Proprio attratti da questa forza della natura emissari nigeriani mettono gli occhi sul gioiellino della panchina oro-nera e stanno tutt'ora cercando di strapparlo al sodalizio del Presidente Riccardi il quale dichiara: "Se Crescenti partirà per la Nigeria e verrà rapito come è usanza fare negli ultimi tempi, chiedo cortesemente ai giornali di non riportare la notizia, non c'è da preoccuparsi".
E se ne va calando sul viso un sobrio passamontagna.
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