CIRCUITI E SCHEMI ELETTRONICI
IN ANALOGICO.
IN QUESTA SEZIONE SI POSSONO TROVARE GLI SCHEMI "ANALOGICI" REALIZZATi PER IL FUNZIONAMENTO DEL MIO PLASTICO.
N.B.
Tutti i circuiti sono funzionanti a bassa tensione "ATTA AL FUNZIONAMENTO DEI TRENINI"
Declino ogni responsabilità derivante da "USO IMPROPRIO O NON CONFORME ALLE REGOLE SULLA SICUREZZA DEI CIRCUITI ELETTRICI QUI ILLUSTRATI,E DI EVENTUALI DANNI PRODOTTI DA ESSI SU PERSONE O COSE".
SCHEDE TECNICHE
Scheda 1-Alimentatore analogico inerziale

Scheda 2- Rallentamento /stop/partenza Modulo M.A.D.T. completo

Scheda 3- Scarica capacitiva

Scheda 4- Leopolder elettromeccanica

Scheda 5- Semaforo con led R/V a due piedini.

Scheda 6 (a) (b)- Rivelatori di presenza.

Scheda 7- Fischio e tromba.

Scheda 8- Generatore di suono diesel.

Scheda 9- Luci costanti analogiche.

Scheda 10-Facciamo chiarezza sul funzionamento delle matrici di diodi.(A cura di Antonio T.)

Sheda 11-
Illuminiamo le carrozze Roco.

Scheda 12-
Comando scambi con segnalazione led della posizione degli aghi.
SCHEDA 1:
ALIMENTATORE ANALOGICO INERZIALE
Funzionamento in automatico inerziale

Il cuore del circuito è il deviatore D. Quando esso viene chiuso sul + quindi in alto verso la D
(vedi figura sopra) la tensione ai morsetti "ai binari" comincia a salire lentamente.
Con il potenziometro (leva in basso) R2 (470 Kohm) si può regolare il tempo di salita e/o discesa della tensione in uscita sui morsetti stessi.
Con il potenziometro R1 (2,2 Mohm) sempre in modalità automatico inerziale,regolo la massima tensione erogabile dall' alimentatore ai binari (comodissimo per allineare i diversi comportamenti di motori di marche diverse).
Se si vuole fermare un convoglio (in maniera realistica “inerziale”) basta scambiare il deviatore in basso sul -, la tensione ai binari scenderà con lo stesso ritardo con cui è salita, ma c'è ancora una sorpresa..... durante la decelerazione il potenziometro R1(leva in basso) se viene ruotato verso lo zero, abbasserà il tempo di discesa frenando più velocemente il convoglio. Si comporterà quindi come “FRENO MODERABILE” divertentissimo per cercare di non arrivare lunghi o corti nelle fermate in stazione, nel mio plastico ho dotato i due potenziometri di leve ed è molto divertente guidare con il treno che “pesa realmente” in partenza ed in frenata.

(vedi foto sotto).
Funzionamento in manuale
Il circuito può funzionare egregiamente anche come alimentatore tradizionale basta chiudere il deviatore D sul + (nella foto sopra il deviatore è rotativo, ed è posto su “marcia”) e ruotare semplicemente il potenziometro R1 verso destra (aumenta la tensione), o verso sinistra (diminuisce la tensione), questa funzione è utile nelle manovre di aggancio e sgancio carri.
Con l'invertitore a levetta E si può cambiare il verso di circolazione del treno.
SCHEDA 2
RALLENTAMENTO/STOP/PARTENZA INERZIALE AI SEMAFORI IN AUTOMATICO
Molto spesso mi sono chiesto come risolvere il problema dei convogli che devono fermarsi davanti ad un semaforo, non di rado anche in plastici importanti e bellissimi, magari curati nei minimi dettagli, si vedono convogli che davanti ai semafori arrivano in velocità, e si bloccano come se avessero calpestato una pozzanghera di attack. Proprio partendo da questo che ritengo un grosso difetto nella gestione di un corretto e realistico traffico ferroviario (in analogico) è da tempo che sto cercando una soluzione valida per rendere più realistico il comportamento di un convoglio all'approssimarsi di un semaforo di linea o di stazione.
Analisi del problema:
Per far avvenire tutto ciò su un plastico operativo,il binario modello in prossimità del semaforo deve essere diviso in tre sezioni.
Il tratto di frenatura: il treno dalla velocità di regime deve decelerare fino alla minima velocità.
Il tratto di stop: Il treno una volta entrato in questa sezione si deve fermare. (naturalmente prima del semaforo).
Il tratto di accelerazione: (collegato elettricamente alla sezione di frenatura) da cui il treno (una volta verde il semaforo) deve ripartire in maniera inerziale (con la velocità che sale gradualmente). FIG.sotto
IPOTESI DI MODIFICA
Proprio partendo daL circuito, descritto in precedenza,data la sua efficacia e semplicità ho pensato di impiegarlo in automatico come scheda di regolazione per frenate/stop/ripartenze graduali davanti ai semafori.Ho diviso la spiegazione del lavoro svolto in vari step.
1. Sostituzione del deviatore manuale D con un relè deviatore bistabile a 12 volt cc (meglio se a due vie) spiegherò poi il perchè.
Questo è lo schema di principio/montaggio a blocchi.
Fig.sotto
2. Montaggio di un piccolo magnete sotto ogni motrice, per l'utilizzo di contatti reed ,ottimi magneti si ricavano dalle chiusure calamitate delle ante delle cucine, sono piccoli e molto potenti al costo di pochi centesimi.
3. Uso di 4 scarpette isolate per il sezionamento delle tratte di binario.
4. Utilizzo di un doppio deviatore a levetta per mettere il semaforo a verde o a rosso.
FASI DI FUNZIONAMENTO
Nella fase zero (disegno sotto) il treno viaggia in linea da sinistra verso destra con la corrente fornita dall'alimentatore. Il semaforo è rosso.
Nella fase 1 (disegno sotto) il locomotore sorpassa il diodo d1.Il magnete posto sotto il locomotore passa sul contatto reed, che si chiude e commuta il relè deviatore RL1
Nella fase 2 (disegno sotto) il modulo elettronico Accelerazione/decelerazione (M.A.D.T.) comincia ad abbassare la tensione di alimentazione gradualmente. Notare che il contatto in basso del relè RL1 ha tolto il negativo sulla tratta stop/partenza. Il locomotore sempre rallentando raggiunge e sorpassa d2 e le due scarpette isolanti e si ferma sulla tratta Stop/partenza, mancando in quella tratta stessa tutte e due le fasi di alimentazione trazione.
Nella fase 3,(disegno sotto) commuto (può essere un dispositivo manuale oppure un relè di un blocco automatico) il doppio deviatore Dd, il semaforo diventa verde, il relè impulsivo si chiude per un momento sul relè RL1 che scambia i suoi contatti: il contatto in basso restituisce il negativo al binario, il contatto in alto chiude sul + il M.A.D.T. Comincia a fornire una tensione positiva in salita ed il treno riparte piano piano acquistando velocità e reinserendosi dopo la tratta stop/partenza in linea dove trova l'alimentazione fornita dal trasformatore.
N.B. Il buon funzionamento del tutto è subordinato alla lunghezza della tratta di frenatura e della tratta di accelerazione, dove il convoglio deve arrivare nella prima con la minima velocita , ed uscire dalla seconda con la massima velocità, consiglio di non scendere sotto il metro e mezzo ciascuna, la regolazione della velocità di discesa e di salita della tensione si può regolare molto finemente con il potenziometro R2 da 2,2 Mohm mentre la tensione massima da somministrare nelle tratte la regola R1.
RICAPITOLANDO............

GLI SCHEMI ELETTRONICI PER ASSEMBLARE LE PARTI COMPONENTI L'INTERO SISTEMA SONO I SEGUENTI:
1) Schema di principio/montaggio del regolatore inerziale . M.A.D.T.
I componenti sono veramente pochi si può montare anche su una basetta millefori.E' consigliabile dotare il Tip 122 di una sostanziosa aletta di raffreddamento.
2) Schema di principio/montaggio di un relè bistabile.
Il relè bistabile è un relè che ad un comando chiude e resta chiuso, al comando successivo apre e resta aperto. I comandi di set reset, sono indicati sullo schema dalle piazzole “apre chiude”.poste a sinistra tra le resistenze da 1K. Tra queste piazzole basta collegare due pulsanti NO.
3) Schema di principio /montaggio di un relè impulsivo
I Il relè impulsivo è un relè che quando è alimentato (anche se permanentemente) chiude un contatto, ma dopo un piccolo tempo T lo riapre . Il ciclo di chiusura può ricominciare solo disalimentandolo e rialimentandolo.
E' molto utile quando chiudendo un contatto permanente voglio ottenere su un'altra via una chiusura breve e la successiva riapertura, anche se il contatto di comando deve restare chiuso.
Per vedere un breve filmato sul funzionamento del MADT
"click sulla telecamerina" sotto.
SCHEDA 3
SEMPLICISSIMO CIRCUITO A SCARICA CAPACITIVA PER SCAMBI
CON QUESTO SEMPLICISSIMO SCHEMA SUL MIO PLASTICO RIESCO A COMANDARE FINO A 4 SCAMBI CONTEMPORANEAMENTE, SENZA CORRERE IL RISCHIO DI BRUCIARE GLI ELETTROMAGNETI, INDUGIANDO SUI PUILSANTI DI COMANDO.
SCHEDA 4:
SCHEDA ELETTRONICA PER CAMPANELLA LEOPOLDER ELETTROMECCANICA
CON QUESTO CIRCUITO ED UNA CAMPANELLA A CORRENTE ALTERNATA 12V. (NEL MIO CASO AUTOCOSTRUITA CON UN VECCHIO ELETTROMAGNETE RONZATORE DI UN CITOFONO) E' POSSIBILE COSTRUIRE UNA CAMPANA (LEOPOLDER) CHE AVVISA QUANDO UN CONVOGLIO STA ARRIVANDO IN STAZIONE.OPPURE IN ALTERNATIVA REGOLANDO IL POTENZIOMETRO,R4, SI OTTIENE LO SCAMPANIO TIPICO DEL P.L. CHE SI CHIUDE, A PATTO DI USARE COME CAMPANA UNA CAMPANELLA D'OTTONE.
La foto sopra con i due circuiti per 2 leopolder e il campanaccio del P.L.(filo rosso)
La foto sopra mostra la campana d'ottone che suonando accompagna la chiusura del P.L.
SCHEDA 5

SEMAFORO CON LED (ROSSO/VERDE) CON DUE PIEDINI.
Questo sotto, è il semplice schema per il collegamento di un led bicolore rosso/verde avente due soli piedini da inserire in un semaforo ferroviario.
I led bicolori più diffusi, generalmente possiedono tre "reofori"(piedini) uno dei quali è il comune mentre gli altri due se alimentati accendono il rosso o il verde, oppure ambedue i colori.
I led a due piedini accendono il rosso alimentando i piedini con + e - , il verde invertendo la polarità elettrica sui piedini stessi. Il vantaggio è che posso costruire un semaforo alimentandolo attraverso due soli conduttori invece di tre, posto che possiamo usare come conduttore la massa stessa del segnale che in genere è metallico , il filo da aggiungere sul piccolo manufatto è uno solo, questo a tutto giovamento della semplificazione e della pulizia del segnale stesso.
Il trasformatore è un trasformatore 220 volt ac in entrata e due uscite 12 volt -0- 12 volt ac.

N.B. Vedi schema di principio figura sotto
N.B.
NELLO SCHEMA SOPRA ILLUSTRATO, APPARE UNA PARTE DEL CIRCUITO CON UN TRASFORMATORE CON IL PRIMARIO ALIMENTATO A 220 VOLT, PER CHI VOLESSE COSTRUIRLO DEVONO VALERE LE REGOLE SULLA SICUREZZA DELLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE POSTE SOTTO TENSIONE DI RETE.
SI USI LA MASSIMA CURA SULL'ISOLAMENTO DEI CAVI SOTTO TENSIONI PERICOLOSE. SI PUO' EVENTUALMENTE RICHIEDERE L'AIUTO A PERSONE QUALIFICATE.
SCHEDA 6 (a - b)

6a) RIVELATORE DI PRESENZA A FASCIO I.R. CON TX ED RX.
Con questo semplicissimo schema è possibile rivelare attraverso un led la presenza di un convoglio in un dato punto del circuito. Il rivelatore è in grado di pilotare in parallelo al led anche un piccolo relè che con i suoi contatti di potenza può diventare un'interessante interfaccia di potenza per aggiungere eventuali automatismi.
Sistemare i due rivelatori a dx e d a sx del binario obliquamente all'asse della rotaia come da disegno sotto.
Esempio di realizzazione dei due rivelatori. Partendo dai due fotodiodi TX e RX

Foto sotto.
Proiettore autocostruito con unpezzetto di tubetto un pezzetto di filo d'ottone da 1mm un frammento di basetta stampata ad una faccia ed il diodo.
Rivelatore di presenza

Ciao, siccome da più parti anche attraverso m.p. mi vengono continuamente chiesti chiarimenti su questo rivelatore di presenza che uso sul mio plastico, penso che forse sia meglio fare un po’ di chiarezza sul suo uso e montaggio.
Questo sotto è il disegno dello schema di montaggio più chiaro, per quelli che magari con l’elettronica sono alle primissime armi , il circuito non è assolutamente critico (è la semplice trasformazione con aggiunta di altri componenti di uno schema che gira sulla rete da moltissimi anni, quindi ben collaudato) è composto veramente da pochissimi componenti di facilissima reperibilità e di basso costo. Può essere usato in due modi:
1) Come semplice rivelatore di presenza treno, quindi con un semplice led che si accende quando un convoglio attraversa il fascio
2) Come un sofisticato meccanismo che può attivare /disattivare altre funzioni che possono servire alla gestione del traffico ferroviario (lo schema di base è lo stesso, si deve solo aggiungere un relè ed un diodo.).


Durante le fasi di montaggio potete controllare in step successivi se ciò che state facendo è giusto, o avete commesso qualche errore.
Vediamo come cominciare passo per passo.
Su una basetta millefiori fissate per prima cosa il relè. Quindi sui piedini della sua bobina il DIODO di protezione contro le extratensioni, con la sua fascetta rivolta verso il (+), continuate fissando il TRANSISTOR con l’EMETTITORE (indicato dal dentino) verso il
(-) negativo, saldate il COLLETTORE indicato con c sul nodo diodo-reoforo della bobina del relè. Eseguite saldature molto veloci, pena la distruzione del transistor. Ora piegate il piedino centrale del transistor “BASE” adagiandolo verso la sinistra del disegno e fatelo passare tra il COLLETTORE e l’EMETTITORE curando che non ci sia pericolo di “corto” tra loro. Saldate sulla BASE la resistenza R4 da 4,7K e mandatela SUL MENO (vedi schema ), sempre sulla base saldate il diodo D1 curando che la sua fascetta argentata sia orientata verso R4.
Aggiungete come da disegno il LED orientandolo in modo che il suo piedino più lungo ANODO sia rivolto verso il (+) il piedino corto va saldato sulla R3 che va sul nodo D2/ TR1/ reoforo della bobina del RELE’.
Ora non resta che aggiungere la R2 da 10Kohm (10.000 ohm) tra il (+) ed il D1 e l’ultima resistenza di caduta per il LED infrarosso R1.
Il circuito è completo, mancano solo il TX e l’RX che aggiungeremo dopo.
A questo punto già possiamo fare delle prove per vedere se ciò che abbiamo fatto è corretto.
a)Alimentiamo il circuito, a questo punto il led si accende e dovremmo subito udire lo scatto del relè ,
b)Mettiamo a massa con un ponticello la piazzola dove è scritto “catodo” dell’RX, il LED si spegne e il relè commuta.
Ora sappiamo che il circuito è a posto.
Colleghiamo il Tx e L’RX con dei fili come da schema, allineiamo il TX con Rx alimentiamo il circuito a 12 Volt cc ....a questo punto il led si spegne ed il circuito è pronto. Interrompendo il fascio, (passandoci una mano davati) il relè deve commutare ed il lede si deve accendere. Togliamo la mano il led si spegne ed il relè commuta di nuovo.
Montaggio dei pochissimi componenti su basetta millefori.
APPLICAZIONE DEL RIVELATORE PER TRONCHINIO/I
APPLICAZIONE DEL RIVELATORE PER STAZIONI NASCOSTE PASSANTI.
Nel caso di stazioni nascoste il diodo D sul binario (assicura che il treno quando avanza verso il tronchino si fermi, anche se mi scordo di aprrire il deviatore) non deve essere messo per permettere ai convogli di circolare nei due sensi.Il sensore va posizionato al centro del sezionamento che deve essere in totale abbondantemente più lungo della motrice più lunga (per evitare che l'inerzia dei mezzi faccia sorpassare la sezione). Si deve inoltre tenere presente, e questo in generale, che alcune carrozze passeggeri hanno un ponte elettrico tra le ruote anteriori e posteriori che può inficiare i sezionamenti, quando si trovano a cavallo tra il binario di corsa e la sezione. Io per ovviare a questo inconveniente attacco sempre dietro il locomotore un carro merci chiuso, o un bagagliaio a due assi.
6b) RIVELATORE DI PRESENZA CONVOGLIO STOP E RIPARTENZA, CON CONTATTO REED
Un'alternativa al circuito -a- che utilizza un Tx ed un Rx a fascio, è questo secondo schema -b- che utilizza un contatto reed attivato da un magnete posto sotto il locomotore.Utilizza un relè monostabile trasformato in bistabile con "autotenuta", ma si potrebbe sostituire con un relè bistabile elettronico presente nella scheda del MADT alla voce "2) Schema di principio/montaggio di un relè bistabile".
Se si usa un relè con funzionamento elettromeccanico (secondo lo schema sotto), lo stesso deve avere quattro contatti deviatori di scambio, (ma se ne adoperano tre, perchè a tre vie non credo sia in vendita).
Il reed attiva lo scatto di chiusura per un attimo quando il relè chiude si automantiene chiuso. Apre il contatto NC che toglie corrente alla sezione di binario, attraverso la terza via segnala accensione del led rosso (binario occupato e convoglio stop). Con il pulsante apre il relè scambia i contatti, perde l'autotenuta e ridà corrente al binario facendo partire il convoglio e accendendo il led verde di partenza al quadro.Il doppio deviatore supplementare serve ad escudere il dispositivo, il convoglio passa senza fermarsi.
Il led rosso lampeggiante segnala il dispositivo escluso.
A PROPOSITO DEL RIVELATORE DI PRESENZA
Per vedere il filmato del suo funzionamento ormai "quasi decennale", (ne ho costruito almeno 40 esemplari per me e per gli amici). cliccate sull'icona del cameramen sotto.
SCHEDA 7
FISCHIO A VAPORE O TROMBA
Questo fischio elettronico analogico con pochi componenti, reperito su internet, leggermente modificato ed adattato è in grado di riprodurre, una gamma di fischi ferroviari, in particolare le trombe degli elettrotreni oppure il fischio delle locomotive a vapore.E' formato da due stadi il primo con una configurazione base collettore comune del transistor emette un forte fruscio di fondo il secondo genera un fischio con una frequenza che posso prefissare attraverso la semplice rotazione di un potenziometro.Si può generare il suono del fischio a vapore delle vecchie locomotive carico del caratteristico soffio del vapore, oppure il suono più asciutto e grave delle trombe degli elettrotreni.
L'uscita out va collegata ad un qualsiasi amplificatore dotato di altoparlante almeno da 4 /5 watt che andrà piazzato sotto il piano del plastico nel punto in cui si desidera far fischiare il treno. L'alimentazione del circuito è 12 voltc.c. meglio se stabilizzata.
I tre condensatori in basso /c3/c4/c5/sono collegati in parallelo , ho usato questa configurazione per ottenere una capacità totale che desse il suono più naturale e vicino alla realtà. Si può provare a cambiare i valori se non si è soddisfatti del suono generato. Tra i punti "x" "Y" ci va collegato un pulsante NC "normalmente chiuso".
Clicca sulla telecamera sotto per udire il fischio ad aria compressa.
fischio ad aria compressa
Clicca sulla telecamera sotto per udire il fischioa vapore.
SCHEDA 8
GENERATORE DI SUONO DEL MOTORE DIESEL
Sulla rete ho recuperato uno schema molto semplice di un sintetizzatore analogico per simulare il rumore dei locomotori diesel, lo schema è formato da pochissimi elementi e devo dire che mi ha molto stupito la qualità e la quantità di armoniche e suoni che è in grado di generare, riproduce anche il caratteristico sibilo della turbina, la riproduzione dei battimenti (giri)del motore diesel è proporzionale alla tensione di alimentazione ai binari, quindi il suono del motore sale di giri al salire della velocità del locomotore. Inoltre allo spegnimento (quando si toglie l'alimentazione alla scheda elettronica) il motore si spegne con l'inerzia di un motore vero.Il circuito è composto da due soli operazionali ad otto pin, consiglio di omettere il piccolo ampli finale che non mi sembra all'altezza della situazione e di amplificare il tutto con un ampli più serio.
La FIG.1 sotto, è lo schema di principio senza amplificatore.
Questo schema è adatto per diffusione del suono da altoparlanti fissi posti sotto il piano del plastico, si può ottenere un suono molto potente e fedele adoperando altoparlanti di grande diametro collegati ad un amplificatore esterno di potenza adeguata.
La FIG.2 sotto, è completa di un piccolo amplificatore integrato sulla stessa scheda, se si riesce a fare la scheda molto piccola il tutto si può montare direttamente sul locomotore mettendo un piccolo altoparlante a bordo. Si deve però prevedere un'alimentazione mediante una piccola pila a 9/12 volt.
La FIG. 3 sotto è lo schema di montaggio con amplificatore incorporato ( IC:LM380).

N.B.
L'uscita "speaker" adeguatamente attenuata può anche funzionare da" pre" per pilotare ampli poco sensibili in ingresso..

Se si toglie la sezione con lm380 (riferimento a FIG.1) ,il segnale , può essere prelevato dai morsetti dove è scritto "OUT" ed inviato ad un ampli più potente per il pilotaggio di altoparlanti in posto fisso.
ELENCO DI COMPONENTI DA ACQUISTARE

Resistori:
R1=10 ohm 1/2 watt
R2 = 1 Mohm 1/4 watt
R3 = 2 Mhom 1/4 watt
R4 = 47 Kohm 1/4 watt
R5 = 220 Kohm 1/4 watt
R6 = 1 Mohm 1/4 watt
R7= 22 Kohm 1/4 watt
R8 = 4.7 Kohm 1/4 watt
R9 = 22 Kohm 1/4 watt
R10 = 2.7Kohm 1/4 watt
Rv1 (potenziometro) 50 Kohm lineare
sullo schema è indicato "potenz."

Condensatori:
C1 = 47 uF 25 vl elettrolitico
C2 = 22nF
C3 = 1 uF 25 vl elettrolitico
C4 = 100 nF
C5 = 220 nF
C6 = 470 uF 25 vl elettrolitico
C7 = 10 uF 25 vl elettrolitico
C8 = 330 pF
C9 = 4,7 uF 25 vl elettrolitico
C10 = 100 nF
C11 = 1000 uF 25 vl elettrolitico
Diodi:
D8 = 1N4148
2 ponti a diodi da 1 Ampere (oppure come indicato dal circuito di principio 4 diodi 1N4002, e 4 diodi 1N4148.) Io ho usato 2 ponti di graetz con ottimo risultato.
3 morsetti da circuito stampato a due uscite
1 basetta millefori
IC1 = 4046
IC2 = 4015
IC3 =Lm 380 (se si opta per la versione amplificata)
1 interruttore a levetta per accenderlo.
Clicca sulla telecamera sotto per udire il suono del "motore diesel".
FIG. 4
Schema di un circuitos stabilizzatore 12 vcc per chi volesse usarlo per questo o per altri circuiti.
SCHEDA 9
Per chi va in analogico....
LUCI AD ACCENSIONE COSTANTE ANCHE CON MANCANZA DI CORRENTE DI TRAZIONE AL BINARIO.
Con lo schema sottostante, (reperito come schema di principio in rete e poi elaborato e costruito su basetta millefori) è possibile mantenere le luci dei convogli accese anche a treno fermo. Il circuito genera una corrente alternata ad alta frequenza, MA A BASSA TENSIONE (circa 15/16 volt) in grado di tenere le luci accese ma di non interferire con il motore del modello.
I transistors devono essere collegati con tre fili ognuno: collettore base emettitore, sulle rispettive piazzzole e fissati su dei grossi dissipatori , si può usare anche un singolo dissipatore molto grande a patto che i transistors siano isolati tra loro e quindi dal metallo del dissipatore con miche rondelle o bulloni di plastica.
Il potenziometro dà la possibilità ruotandolo, di scegliere la tensione di uscita che può essere erogata, da un minimo di due ad un massimo di 15/16 volt a.c.
Sulle carrozze la lampadina da 16 volt 10vl va alimentata ponendo in serie ad essa un condensatore da 2,2uF/minimo.
Il valore del condensatore può essere aumentato fino a 4,7uF, in questo caso dato che i condensatore normali di questa capacità sono difficilmente reperibili, molto ingombranti i e costosi, è preferibile autocostruirseli ponendo dei semplici elettrolitici polarizzati, in serie, ma in controfase (vedi disegno sopra). La V.L. potrà essere di 65 volt per stare sicuri. Se si riesce a reperirli si possono usare anche dei condensatori elettrolitici non polarizzati, quelli cioè per i filtri crossover delle casse acustiche , per filtrare i tweeter. La bobina di filtro,(induttanza) che serve a fermare l'alta frequenza verso il secondario del trasformatore /regolatore dei treni, deve essere autocostruita, avvolgendo una cinquantina di spire di filo smaltato di diametro 0,6mm per avvolgimenti su un piccolo toro di ferrite di 2/2,5 cm di diametro, reperibile in qualsiasi negozio di elettrtonica o recuperato dal filtro di rete di qualche vecchio televisore. Il componente non è critico e potrebbe andare bene anche un'induttanza di filtro per subwoofer. Prima di mettere in funzione l'apparecchio direttamente sul circuito di binario, è preferibile provarlo con un vecchio motorino, per vedere se ci sono vibrazioni indotte dall'alta frequenza che in quel caso potrebbe non essere filtrata in modo regolare dalla bobina. solo quando si è verificato che l'uscita in alta frequenza non disturba il motore, il dispositivo può essere collegato al plastico.
SCHEDA 10:

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DELLE MATRICI DI DIODI
(A cura di Antonio T.)
IL DIODO:
Il diodo è un piccolo componente elettronico, che possiede la capacità di lasciar passare la corrente continua in una sola direzione, a seconda del verso che si sceglie per collegarlo al circuito.
Guardando la figura sottostante ci possiamo rendere conto della sua forma fisica, del suo collegamento e della funzione elettrica che svolge.
SCHEDA 11:
Illuminiamo le carrozze "ROCO"
Ho voluto provare ad illuminare le carrozze Roco con led bianchi e dopo vari tentativi più o meno validi sono arrivato a questo piccolo schema , che mi sembra dia buoni risultati.
Basta munirsi di una scheda millefori lunga almeno quanto il vagone, tagliarne una strisciolina che vada ad incastrarsi nello spazio del sottotetto , preparare i componenti saldandoli a stagno secondo lo schema sotto, ed il gioco è fatto. Tutte le carrozze roco sono munite di due sottili fili proveniente dalle ruote che andranno saldati nei punti A) e B).
Il disegno sottostante chiarisce meglio di tante parole la realizzazione del progetto.
SCHEDA 12

COMANDO SCAMBI CON INDICAZIONE LED
Questo schema utilizza un relè monostabile a due vie 12 volt cc.
Si trasforma il relè monostabile in bistabile utilizzando un contatto di scambio come autotenuta, l'altro contatto di scambio accende il led verde. Le bobine dello scambio sono alimentate dai soli pulsanti.
Come si può vedere dallo schema il led rosso viene alimentato in parallelo alla bobina del relè, bobina eccitata (relè chiuso) luce rossa accesa.Il led verde viene acceso dal contatto NC quando diseccito il relè con l'altro pulsante. Questo schema utilizza un alimentatore da 12 volt c.c. senza scarica capacitiva.
    
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