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Che tempo che fa...
28/12/2008
Notte agitata quella di Lakselv: il vento, levatosi alle 23, ci ha
costretti a spostare i camper al riparo nei pressi di un centro
commerciale. Le forti folate di vento, oltre i 40 nodi di velocità,
unite alla pioggia, sferzavano i camper in maniera preoccupante. La
temperatura, risalita fino a 4°C, e la pioggia, a tratti insistente,
hanno devastato quello scenario di candore invernale al quale
avevamo assistito fino a poche ore prima.
La tempesta che ci era stata segnalata sulla strada per Alta ci ha
così raggiunto questa notte. Spostati i camper al riparo verso
mezzanotte e mezza il problema vento era risolto. Non è stato
possibile però risolvere il problema pioggia, caduta insistentemente
per tutta la notte. E così quello che doveva essere il nostro arrivo
Mageroya si è trasformato in una giornata interlocutoria triste e un
po' rassegnata.
Questa mattina lo scenario che ci si è presentato era quello degno
di uno stadio del ghiaccio in via di scioglimento: la neve compatta
al suolo si è trasformata in ghiaccio ricoperto, a seconda delle
ondulazioni del terreno, da pozzanghere diffuse a macchia di
leopardo profonde tra 2 e 5 cm. L'ideale per gare di equilibrio con
in palio una visita ortopedica!
Le previsioni meteo non annunciano nulla di buono fino almeno a
martedì. Non sappiamo se potremo riprovarci o se tra noi e Nordkapp
resterà quel solo grado di latitudine che ci manca. Ieri, infatti,
siamo arrivati a 70° 10'… C'è un po' di rabbia e di scoramento in
noi. Anche perché questo caldo ha reso particolarmente ostica la
percorribilità delle strade. Infatti, nonostante i mezzi d'opera
abbiano passato più volte la lama, il manto stradale è diventato un
vero e proprio specchio. Quella che ieri era una strada invernale
coperta da neve battuta in grado di essere tranquillamente percorsa
con pneumatici M+S chiodati, questa mattina era un campo da hockey.
Uno specchio insomma.
Dopo aver cercato di contattare senza troppa fortuna alcuni nostri
contatti a Honningsvag, e viste le previsioni di un ulteriore
peggioramento del tempo, abbiamo deciso di fare un passo indietro e
di tornare a Karasjok, allontanandoci dal Mare Glaciale Artico. La
strada, percorsa ieri sotto la tormenta, oggi era una lastra di
ghiaccio coperto da acqua in alcuni punti e da neve marcia in altri.
Solo verso gli ultimi 30 km la situazione è migliorata ritornando ad
offrire un fondo stradale innevato e capace di offrire un grip
accettabile.
Ci siamo fermati al campeggio di Karasjok, aperto ma per modo di
dire… Ci siamo abituati ormai… Anche qui tira un vento che ci
auguriamo non riculmini in una tormenta come quella passata la
scorsa notte.
Abbiamo avuto occasione di sperimentare in prima persona la
robustezza dei tessuti che compongono gli overcoat Larcos… Il vento,
infatti, era talmente forte che si infilava costantemente tra i
cappotti e la cabina sollevandoli a più riprese anche in maniera
preoccupante prima che riuscissimo a toglierli e riporli in garage.
In questi giorni di soste un po' forzate stiamo apprezzando le
comodità che i nostri veicoli ci offrono.
L'antenna satellitare Oyster 85 si dimostra all'altezza delle
attese, riuscendo a captare rapidamente e in maniera perfetta
Hotbird anche a queste latitudini dove il segnale è davvero border
line. L'unico problema, anche in questo senso, è il vento…
Gli Efoy si stanno rivelando una volta di più eccellenti ed
indispensabili. La luce del giorno arriva tardi, più o meno alle 10
del mattino, mentre la notte arriva puntuale appena dopo le 13.
Utilizziamo quindi, oltre ai sistemi di riscaldamento, anche
illuminazioni, inverter e quant'altro di elettronico equipaggia i
nostri veicoli. Dopo due settimane di utilizzo intenso abbiamo
consumato circa 10 litri di metanolo.
Goodbye Nordkapp
29/12/2008
Lunedì 29 dicembre
Il vento incessante che ci accompagna ormai da qualche giorno non ha
mancato di cullare anche questa notte il nostro sonno. Il camping di
Karasjok, caro, mal tenuto e con servizi che definire approssimativi
è dir niente, al nostro arrivo ieri era ricoperto da qualche
centimetro di soffice neve invernale. Neve bella, asciutta, di
quella che si appiccica sotto le scarpe e che non ti bagna nemmeno
per quanto è leggera. La temperatura alta e il vento caldo hanno
trasformato questo spettacolo naturale in un pantano informe di
ghiaccio sul quale era impossibile mantenere l’equilibrio. Questa
notte il vento caldo ha sciolto qualcosa come venti centimetri di
neve… Il suolo freddo, abituato ai rigori invernali, ha fatto il
resto, ricongelando quel che Eolo scioglieva. Morale della favola:
impossibile camminare e veicoli in grado di uscire dal camping
grazie all’abbinata pneumatici chiodati e ASR.
Non possiamo dire che il tempo ci abbia dato una mano. Avendo
sottomano le previsioni del tempo per tutto il Finnmark e avendo
constatato la persistente presenza di vento forte su tutta la tratta
che ci separa da Nordkapp, abbiamo scelto la prudenza. Come gli
alpinisti che si rendono conto che la meta è a 50 metri ma che di
metri in più ne basta uno per non vederla più abbiamo deciso che
quel grado di latitudine che ci separa dal tetto d’Europa rimarrà
tale. 270 km con strade ricoperte da ghiaccio e vento con raffiche
oltre i 40 nodi sono un rischio che non possiamo correre. Non
abbiamo la possibilità di stare fermi giorni qui ad aspettare un
miglioramento del tempo: il tempo passa e con lui anche quello a
nostra disposizione per questa avventura. Rimane un po’ di tristezza
per aver dovuto abbandonare a 160 km dalla meta. E’ una tristezza
condita dall’inafferrabile sensazione della beffa ma anche mitigata
dagli straordinari scenari ai quali abbiamo assistito lo stesso. Ci
siamo fermati a 70° 10’ e qualche secondo. Mancava un solo grado,
troppo poco per modificare significativamente gli scenari di fronte
a noi ma troppo per i rischi che il percorrere queste strade in
condizioni di meteo così avversa avrebbe comportato. Ci ricorderemo
a lungo il campeggio fuori Lakselv al quale siamo arrivati immersi
nella tempesta. Abbiamo guardato un poco il Mare Glaciale Artico con
le ultime ore di luce. Appena fuori dalla strada si affondava in 20
cm di neve. La strada stessa continuava a essere ricoperta da neve
fresca e al contempo portata da un forte vento. E’ stato splendido
lo stesso. E’ stato uno spettacolo incredibile. E lo sarà ancora.
Quando l’idea di questo viaggio nacque, il 4 settembre 2007, si
chiamava Natale in Lapponia. Non era Capodanno a CapoNord. A cullare
questo sogno ci siamo arrivati man mano, sempre consapevoli che ogni
casellina si sarebbe dovuta inserire perfettamente nel proprio
alloggiamento: solo in questo caso sarebbe stato possibile
raggiungere Mageroya e abbracciare come un amico il mappamondo in
ferro nero. Le caselline si sono schierate tutte dalla nostra parte,
mancava l’ultima. Abbiamo provato ma non ne ha voluto sapere. Amen!
Avevamo però ben chiaro il piano B. Se Lapponia doveva essere, che
Lapponia sia! In questa terra meravigliosa, dura e affascinante, ci
sentiamo un po’ a casa. E’ una sensazione strana, che si scontra con
le pochissime ore di luce, il tempo inclemente, le strade
ghiacciate, l’impossibilità di camminare se non a rischio di cadere.
Ma è una sensazione che va a braccetto con albe e crepuscoli che
nemmeno il più bel sogno potrebbe descrivere, con le renne che
cercano il cibo scavando nella neve, con il silenzio rotto dal
sibilo del vento, con il bianco del paesaggio rotto dai colori dei
costumi Sami.
Della Lapponia abbiamo visitato Sodankyla, Inari, Kautokeino… Tutti
i centri più importanti. Ne mancano ancora. E così ecco che la
nostra strada si è diretta verso Kautokeino. 130 km percorsi
viaggiano a 40 all’ora su un ghiaccio vetrato e a crostoni mitigato
da un po’ di sabbia sparsa ogni tanto da qualche mezzo d’opera.
Intorno a noi laghi, laghetti, pinete e betulle. Poca neve in certi
punti, il vento caldo è passato anche qui. In compenso tanto
ghiaccio. Si viaggia con prudenza e con un certo timore
reverenziale. Abbiamo tanti cavalli sotto di noi, speriamo sempre di
utilizzarli con giudizio. Lungo la strada incontriamo salite,
discese, curve, lunghi rettilinei e poi ponti e ponticelli. E’
impossibile mantenere la destra, si viaggia al centro e ci si sposta
per agevolare il transito di veicoli che provengono in direzione
opposta o che superano. Non ci sono problemi però. L’unica
difficoltà consiste nel tenere a lungo una grande concentrazione
sulla strada e sul comportamento del veicolo.
Ogni tanto, in salita, la spia dell’ASR segnala che il nostro
alleato lavora per noi. Bene così! Se la strada è tosta lo
spettacolo della natura ripaga pienamente di ogni sforzo. A
mezzogiorno il cielo inizia a colorarsi di rosa, poi di arancio e di
rosso per un tramonto artico che non scorderemo più. Tutto assume
queste tonalità e questi riflessi, perfino il ghiaccio sul quale
viaggiamo. E’ un cielo infuocato di vita quello che saluta il giorno
a queste latitudini in inverno. E’ la promessa che quella luce
potente e maestosa, ma ora distante, da febbraio tornerà a scaldare
questa terra con il proprio calore. Ci fermiamo spesso a fare
qualche fotografia. Non si resiste in piedi dal ghiaccio, ma alla
fine si trova comunque il modo di effettuare qualche scatto.
Quando incrociamo la strada che congiunge Enontekio e Alta la
situazione migliora: il maggior traffico ha “pulito” la strada e
possiamo andare anche a 50, 60 all’ora.
Raggiungiamo Kautokeino alle 14: è ormai buio, ma il cielo regala
ancora uno spettacolo incredibile. Sono i titoli di coda, viola, che
brillano nel blu più profondo.
Come spesso accade da queste parti, anche a Kautokeino ogni
attrazione turistica è chiusa in questo periodo: niente museo Sami
(visto in estate, davvero bello), niente chiesa aperta (ma che
ghiaccio per arrivarci), niente esposizione di gioielli in argento
realizzati dai Sami (è chiusa fino al 3 gennaio).
Bentornato inverno!
30/12/2008
Martedì 30 dicembre
Kautokeino è un paese lappone sperduto in un territorio affascinante
e difficile. Inutile cercare finezze nelle costruzioni, inutile
cercare il bello che appaga l’occhio. Tutto ciò che non combatte i
rigori invernali non è considerato utile. Se però si ricerca la
sostanza sacrificando la forma, allora ci sono buone possibilità di
trovarlo. Si trova di tutto, compreso un alimentatore per il mio
notebook, vitale per scrivere questo diario.
Kautokeino è un paese con le case disseminate sotto e sopra a una
collina. Tra le due estremità corre il fiume. Le costruzioni sono
semplici, non belle. Sono case dignitose ma credo confortevoli. Ci
sono più motoslitte che automobili qui in questa stagione. La
motoslitta, infatti, non ha bisogno del passaggio di uno spartineve
per avanzare, si crea da sola la strada. Anche la gente che vive in
questo territorio bello ma duro ha dovuto crearsi la propria strada.
Per noi, abituati al chiasso delle città, ai colori scintillanti dei
centri commerciali, alla moltitudine di persone in movimento,
Kautokeino può sembrare un avamposto del deserto. Per chi vive qui,
invece, Kautokeino è il mondo. E’ un paese pensato per i suoi
abitanti, non per i turisti. Tutte le attrazioni turistiche,
infatti, sono chiuse. Non è chiuso però lo spettacolo del cielo, non
è chiuso l’abbinamento di colori magici che si mescolano al
paesaggio dietro alla chiesetta rossa.
Tutto, qui, è calibrato sui ritmi e sulle abitudini di chi vi abita.
Se vai al supermercato, Coop o Rema1000 che sia, è inutile cercare
un salmone da acquistare. La gente di qui, infatti, il salmone se lo
pesca, non lo acquista. All’inizio si fatica un po’ a entrare in
un’ottica diversa, occorre rinunciare per un attimo alle proprie
certezze e convinzioni. Ma se si vuole provare davvero a viaggiare
entrando in contatto con le realtà che si incontrano allora occorre
provare a mescolarsi alle persone e fare come loro. La lingua non
aiuta, ma inglese e tedesco sono ormai compresi anche qui.
Il tempo è grigio: assistiamo a una sorta di alba un po’ lontana ma
affascinante. Inizia anche a nevischiare. La temperatura è quella
giusta, finalmente. E’ stato incredibile vedere la pioggia qui.
Un'incredibile tristezza. Le abbiamo tentate tutte per vedere se ci
fosse un ultimo, piccolo spiraglio per arrivare su in cima, a
Nordkapp. Grazie all’insostituibile aiuto della Redazione di Caravan
e Camper e di Elizabeth Ones, direttore dell’Ente Norvegese per il
turismo, ho potuto contattare diversi riferimenti qui in Norvegia.
Anche oggi, il giorno che la meteo indicava come quello della
svolta, ad Alta pioveva copiosamente, a Honningsvag anche e il vento
continuava a tirare forte. Non si aspetta un miglioramento fino al
prossimo weekend. L’unica evoluzione sembra consistere in un
abbassamento delle temperature che dovrebbe riportare neve e clima
invernale. L’ultimo contatto, Esbjerg Karlstrom, è stata veramente
gentile. Era a Lakselv, proprio dove la nostra avventura in salita
si è fermata. Anche questa mattina lassù c’era tempesta… Alla luce
di tutto ciò sappiamo che quella decisione, grave e un po’
mortificante, è stata quella corretta.
Non ci resta quindi che rimetterci in marcia: la strada, qui, è una:
è quella che da Alta scende giù fino all’estero, a Enontekio, in
Finlandia. In direzione sud, da Alta a Kautokeino, malgrado neve e
ghiaccio presenti ovunque, il manto stradale è liscio e percorribile
in pieno relax. Ma il mondo norvegese si ferma qui. Da Kautokeino
fino a Riksgrensen, il confine finlandese, è una terra di nessuno.
La strada è cosparsa di crostoni di ghiaccio e di buche che mettono
a dura prova la pazienza dei guidatori e le sospensioni. Sono solo
40 km, è vero, ma per percorrerli occorre ben più di un'ora.
Appena entrati in Finlandia sembra che il mondo cambi: il ghiaccio e
la neve presenti sulla strada sono stati fresati e si percorrono con
molta più tranquillità. Anche la neve, km dopo km, sembra aumentare.
Procediamo verso Enontekio. La strada è finalmente scorrevole, le
sollecitazioni minime. Nevischia.
Ci fermiamo lungo la strada presso un negozio di souvenirs… E’
davvero ben fornito e con prezzi allettanti. Tanto per fare un
paragone, lo stesso gilet in vendita in uno dei negozi che fanno da
contorno al Santaclaus Village a Rovaniemi a 79€ qui è in vendita a
29…
Riprendiamo la marcia verso Enontekio quando abbiamo la fortuna di
imbatterci in un branco di renne che pascola sul ciglio della strada
cercando da mangiare sotto la neve. Ce ne sono anche alcune bianche,
fantastico!
Arriviamo a Enontekio e sono le 14 passate: il fuso orario qui in
Finlandia, infatti, è un’ora più avanti rispetto alla Norvegia. Il
campeggio, a Enontekio, si presenta bene e invita ad entrare:
peccato che sia chiuso! Funzionano solo i cottages… E’ davvero
minimo il numero di strutture aperte in questa stagione. Credo che
sia però quasi normale: da quando siamo in giro non abbiamo
incontrato più di cinque camper oltre a noi… Nessuna caravan,
qualche sparuto veicolo locale per di più in giro a Rovaniemi.
Qualche foto alla chiesa di Enontekio, rifornimento di gasolio (1,07
€/l) e via in direzione Muonio. Malgrado il buio totale si viaggia
tranquillamente: il fondo in neve battuta tiene bene, si toccano
anche i 70 km/h. Arriviamo alle 18,30 locali. Troviamo
incredibilmente il campeggio aperto, quasi non ci sembra vero! Levi
ormai è vicina… La neve c’è, circa 40 cm, il freddo anche: al
momento -5,5°C.
I nostri veicoli si stanno comportando egregiamente, ne siamo molto
soddisfatti.
From Levi with love
31/12/2008
Mercoledì 31 dicembre
Parafrasando James Bond e il suo From Russia with Love, Da Levi con
amore è dedicato ai tanti turisti russi presenti qui in questo paese
creato ad hoc per gli sport invernali. Abituati a Courmayeur, La
Thuile o Chamonix, Levi ha un po' il sapore dell'artificio, del
pacchetto bello e pronto costruito in fretta e furia al come viene
viene. Di tipico e Lappone qui c'è veramente poco: solo il mercatino
di Natale allestito nei pressi della partenza degli impianti di
risalita. Tanti russi quindi, con i loro macchinoni tutti
scintillanti che contrastano e non poco con la bufera di vento e
neve presente qui... E pensare che nonostante il tempo fosse
inclemente e bagnare le auto una vera follia (l'acqua ghiaccia
all'istante), oggi presso l'unico lavaggio vicino al distributore
Neste c'era la fila... Russi e Ucraini. SUV a volontà, cerchioni
cromati di diametro esagerato, tanta volontà di apparire in un luogo
che sembra fatto apposta per loro. Chissà che direbbero i veri
Lapponi di questo uso improprio ma fruttoso, almeno economicamente,
della loro terra!
La notte a Muonio è passata sotto la neve ghiacciata: temperatura di
6 gradi sotto lo zero e bianco candore intorno a noi. Non ne ha
fatta molta, poco meno di 10 cm, ma ci è sembrata la giusta
ricompensa per l'aver sopportato la pioggia pochi giorni prima.
Espletate le operazioni di scarico e la spesa presso un supermercato
locale (K-Market, qui sembra che questo marchi abbia il monopolio)
non molto fornito e piuttosto caro, ci siamo messi in marcia verso
Levi. Poco più di 60 km sotto una vera e propria bufera di neve con
temperature di 10 gradi sotto zero e visibilità a tratti nulla. Il
traffico era scarso e non abbiamo incontrato grandi difficoltà.
E' stato un problema tenere in temperatura i propulsori: appena ci
si fermava anche solo per sghiacciare le spazzole tergicristallo la
loro temperatura calava a picco! Bello comunque, a tratti
incantevole.
Si è viaggiato con i Webasto accesi e a tratti abbiamo dovuto
utilizzare in marcia gli Hydronic per portare almeno a 60, 70 gradi
i motori in marcia. Tutto ha funzionato alla perfezione.
Levi ci ha accolto così sotto una bella bufera di neve. Ci siamo
recati presso il campeggio ma la direzione era chiusa. Utilizzando
il telefono di servizio del camping abbiamo raggiunto uno dei
titolari che ci ha detto di sistemarci in una piazzola libera. E'
stato quasi gentile: qualche giorno fa gli telefonai da Kautokeino e
mi disse che accettava veicoli per un minimo di 5 notti!
Il campeggio è il regno incontrastato delle caravan scandinave:
sembra di essere presso un concessionario Kabe e Solifer con Polar,
Hobby e Dethleffs a fare da outsider. Di Kabe e Solifer, però, vi è
esposta buona parte della gamma! Vi è anche qualche camper
finlandese: un Carthago M-Liner con tanto di rimorchio e un
immancabile Travel-Master di Kabe.
Questo pomeriggio abbiamo passeggiato per il centro di Levi: l'ho
trovato abbastanza anonimo, fatto più per apparire e colpire che per
piacere. I prezzi delle case sono alle stelle, i negozi hanno poco
di tipico e molto di globalizzato: sono presenti quasi tutti i
marchi in franchising più famosi... La definirei come una Rovaniemi
in piccolo messa sotto a una collina!
La neve in compenso è splendida. Invernale, asciutta, gelida. Il
canonico fiocco di neve che tutti hanno nel proprio immaginario qui
esiste davvero! Le piste sembrano in ottime condizioni e domani con
Sergio forse ci dedicheremo a una giornata di sci! Il prezzo del
giornaliero è di 30€... Non è poco, ma si scia dalle 10 alle 20!
Questa sera festeggeremo per primi l'arrivo del 2009: non che
abbiamo fretta di chiudere l'anno in corso, per molti aspetti
splendido, ma perchè il fuso orario qui in Finlandia è un'ora avanti
rispetto all'Italia.
Vi facciamo quindi i più sentiti auguri di buon anno da questa
località un po' costruita ma con ancora qualche spunto affascinante!
Buon 2009!
Chi ben comincia...
01/01/2009
Gioved' 1 gennaio
L'arrivo del 2009 è stato salutato a Levi da molteplici fuochi
d'artificio sparati un po' ovunque in paese e sulle piste di sci. Un
bello spettacolo, sottolineato da una notte limpida, stellata e non
troppo fredda. La temperatura, infatti, è stata ed è tuttora di 15
gradi sotto lo zero.
Come tutti coloro che si trovano all'estero a Capodanno e che
possono beneficiare di un fuso orario favorevole, anche noi non ci
siamo lasciati sfuggire l'occasione di festeggiare due capodanni in
una sola notte: prima quello finlandese, poi, un'ora più tardi,
quello italiano!
Il centro del paese è stato popolato dal popolo della notte ebbro di
goia e di alcol. Forse più di alcol visto il numero di ragazzi e
ragazze decisamente "storti" incontrati! I pub e le discoteche hanno
fatto il pienone: code agli ingressi e persone senza giacca (per
risparmiare sul guardaroba) in fila con 15 gradi sottozero!
La già colorata atmosfera di Levi è stata così ancora più colorata.
In fondo è bello vedere gente viva che fa festa senza oltrepassare
però limiti ragionevoli. Gente alticcia, quello sì, qualcuno
barcollante, ma nessun episodio di disordine o di maleducazione.
Forse abbiamo un po' da imparare in questo senso.
La mattina ci ha regalato una splendida alba: cielo terso e
luminoso, dorato, rosa e azzurro. Uno scenario incantevole da godere
all'aria aperta percorrendo uno dei tanti percorsi pedonali che
passano tra boschi e case in legno. Una parte di queste, di
pregevole fattura, è decisamente tipica e merita davvero di essere
osservata: queste abitazioni, infatti, sono costruite utilizzando
solo ed esclusivamente tronchi di alberi. La forma massiccia e
l'altezza contenuta si abbinano bene ai fitti boschi di queste
parti. Sembra veramente di essere in una fiaba. Che differenza,
infatti, rispetto alle case del centro di Levi!
Gli impianti di risalita aprono alle 10 e chiudono tra le 19 e le
20. Il domaine skiable non è enorme, nè può contare su strutture
fantascientifiche, però permette lo stesso di divertirsi. Questo
pomeriggio infatti abbiamo inforcato i nostri sci e abbiamo solcato
le piste finlandesi!
Il ticket per 3 ore di sci costa 26€: non è poco, ma non
rimpiangiamo la spesa. La parte di piste che sovrasta il centro del
paese è di livello blu, con qualche tratto di difficoltà rossa.
Nulla di speciale, onestamente, se non per il panorama su Levi: ci
si trova, infatti, sull'unica altura presente!
Chi ama sciare (e siamo tra quelli) possono dirigersi verso la Levi
Sport House: lì si trova infatti la pista di Coppa del Mondo. La
pista, servita da una cabinovia a 6 posti, è piuttosto rettilinea.
La pendenza è a scalini, con tratti blu e rossi ad alternarsi. Un
solo muro, finale, ha pendenze rilevanti. Siamo al 53%, non male. La
neve, piuttosto ghiacciata a causa del vento gelido, ha imposto un
buon lavoro di gambe in conduzione di curva. La temperatura di 15
sottozero e le forti correnti ascensionali lungo la pista alla fine
si fanno sentire: l'effetto wind-chill ghiaccia il naso e consiglia
spesso una sosta presso uno dei locali che si affacciano sulle
piste.
Spostarsi all'interno del comprensorio è facile e intuitivo. Ottima
la segnaletica e l'illuminazione, davvero senza lacune. Peccato solo
che a causa del vento, spesso presente qui, molti impianti di
risalita siano skilift biposto: davvero non il massimo della
comodità!
Sciare di notte, però, è davvero bello!
Dal punto di vista tecnico, i cappotti overcoat Larcos si stanno
dimostrando eccellenti. Nessun cenno di condensa nemmeno a queste
temperature. Complice anche l'efficace riscaldamento dei veicoli non
registriamo differenze di temperatura significative tra cellula
abitativa e cabina di guida.
Essendo in campeggio stiamo sfruttando appieno le possibilità
offerte dai nostri veicoli: utilizzando l'abbinata Webasto AirTop
2000 (termostatato) e le sole resistenze elettriche della stufa Alde
sull'RMB si riescono con facilità a tenere 24, 25 gradi di
temperatura interne. Stessa cosa avviene sull'Hobby: Truma Combi 6E
con le sole resistenze elettriche accese e Webasto AirTop 3900Evo ad
integrare. Il fatto di riuscire a contrastare così bene i rigori
esterni è estremamente positivo: abbiamo ancora a disposizione,
infatti, gli impianti di riscaldamento a gas (Truma Combi 6 su
Hobby, Alde 3000 e Webasto ThermoTop C a gasolio su RMB) che al
momento sono spenti.
E' spento anche l'Efoy: l'allacciamento alla rete elettrica qui
garantisce una disponibilità di ben 16Ah. Il 1600 ha fino ad ora
lavorato 190 ore consumando circa 9,5 litri di metanolo.
Meno 33.5°C...
02/01/2009
Venerdì 2 gennaio
Dopo una tranquilla notte al campeggio di Levi (17 gradi sotto
zero), ci siamo mossi in direzione Yllas. Prima di lasciare la
località scandinava, però, siamo andati a fare qualche foto alla
splendida Levi Sport House. Siamo stati anche immortalati dalle
webcam!
Prima di Yllas abbiamo fatto due deviazioni: la prima per Sammun
Tupa, fattoria delle renne, la seconda per l'Ice Village.
La fattoria delle renne si raggiunge dopo 5 km di strada parecchio
sconnessa e incanta per la posizione tra i boschi e la luce del
mattino. Ma l'incanto finisce qui. Qualche povera renna, legata al
proprio palo in legno e accovacciata per terra è tutto quello che
questo posto offre. Tenuti male, questi poveri animali fanno davvero
pena.
Ripartiamo un po' intristiti e raggiungiamo lo Snow Village. Si
trova dopo 5 km di strada completamente innevata ma tranquillamente
percorribile. Lo Snow Village alla fine non è nulla di più di un Ice
Hotel... Carino e massiccio, sarebbe anche più apprezzabile se le
camere illuminate non fossero solo due o tre. Peccato! La visita
costa 7€. Bella e degna di nota una cappellina in legno (con
caminetto) nei pressi dell'hotel.
Raggiungiamo Yllas per pranzo. E' la più grande località sciistica
finlandese. Le piste, illuminate, si perdono nella bufera di vento e
neve che soffia copiosa. La temperatura è di meno 13,5.
Sia qui che a Levi vi sono posti appositamente realizzati per camper
e caravan: a Levi, addirittura, è fornito l'attacco alla rete
elettrica gratis. Qui a Yllas, però, non è consentito sostare di
notte.
Riprendiamo la strada in direzione Kolari: la temperatura inizia a
scendere e si stabilizza intorno ai meno 30 gradi con punte di
-33.5. Brrr!!!
Fa un certo effetto sapere che tra dentro e fuori ci sono più di 50
gradi di differenza! Percorriamo veloci un centinaio di Km,
oltrepassando il Napapiiri in direzione Sud e ci fermiamo per la
notte a Tornio sul piazzale di un grande magazzino. Qui fa più
caldo, -16.5°C!
Nessun problema con i veicoli: lavoro intenso per Webasto,
Eberspaecher e Efoy.
Rotolando verso sud
03/01/2009
Sabato 3 gennaio
Dopo una notte tranquilla a Tornio (temperatura -17,5°C) abbiamo
ripreso la strada in direzione sud. Prima di uscire dalla Finlandia,
però, abbiamo approfittato di un distributore di carburante: il
gasolio, infatti, era a 0.88€/litro!
Passato il confine Svedese abbiamo incontrato Haparanda, quindi ci
siamo diretti verso Lulea per arrivare la sera fino
all’impronunciabile Holsnoldsvik. I centri commerciali si sono
rivelati ottimi come basi per dormire: circa 500 km, così, ci siamo
fermati nel grande piazzale del Coop Forum di questa cittadina. Il
centro commerciale, davvero immenso, è aperto tutti i giorni dalle 8
alle 22, quasi un 7eleven!
Angoli di paradiso
04/01/2009
Domenica 4 gennaio
Durante la notte, tranquilla, la temperatura è scesa fino a -20,3°C.
Nessun problema sui veicoli, ormai abituati ai rigori dell’inverno
scandinavo. Ottime le prestazioni dei sistemi di riscaldamento e
degli Efoy. Questi, avviati manualmente per evitare eccessivi cali
di tensione nelle batterie cellula, si stanno dimostrando una volta
di più eccezionali. Il 1600, montato sull’RMB, con due Webasto in
moto insieme (un Thermo Top C e un Airtop 2000, inverter Waeco
Sinepower 352 e luci interne accese) ha mantenuto la batteria
cellula (gel da 150 ah) a una tensione minima di 13,4v. Davvero
impagabile!
Continua a funzionare tutto alla perfezione. I cappotti cabina
Larcos mantengono un’ottima elasticità anche a 20 gradi sottozero:
anche dovendoli ritirare con un freddo decisamente intenso non ci
sono problemi .
Ripartiti la mattina seguente in direzione sud, ci siamo diretti
verso due paesini tipici svedesi, poco conosciuti quanto splendidi.
Dopo aver visto per la prima volta nel 2009 il sole (una bella
sensazione il suo calore e la sua luce, anche a -23°C!), passata
Sundsval abbiamo deviato per Mellanfjarden. E’un paesino minuscolo
che si affaccia sul mare: un borgo di pescatori che avevamo già
visitato la scorsa estate prima di raggiungere il grande Nord. La
strada, 6 km, è di ottima percorribilità nonostante il ghiaccio che
ricopre la sede stradale.
Arrivando, l’atmosfera è incantata. 16 gradi sottozero, mare
ghiacciato (15 cm lo spessore minimo), casette rosse che contrastano
con un cielo blu e uno splendido sole! Uno scenario incredibile,
poetico. Ci parcheggiamo in quello che in estate è uno pseudo
camping (in inverno è il ricovero delle barche): la banchina è
immersa nel ghiaccio, le boe anche.. Fantastico! Un canale, che qui
sfocia nel mare, è affiancato da casette tipiche sui due lati e
intersecato da un ponticello. Siamo davvero fuori dal mondo qui! La
pescheria, la Fiskebutik, è chiusa (come al solito! – lo era anche
la scorsa estate). Poco male, non eravamo venuti qui per questo ma
per vedere una scena degna dei migliori paesaggi delle Lofoten.
Rispetto alla notte artica qui sembra che la vita e la gioia della
natura vogliano esplodere in un tripudio di colori e di luccichii
dati dai cristalli di ghiaccio.
Prima di ripartire facciamo la conoscenza di due signori locali. Un
po’ Gianni e Pinotto, forse un po’ allegri causa alcool, ci
raccontano la loro vita in questo borgo: siamo i primi stranieri che
arrivano qui dall’arrivo dell’inverno! Si mettono a parlare di
tutto, compreso di sci nordico, vera e propria passione qui. Uno dei
due si ricorda di aver visto una gara in cui partecipava Arianna
Follis. Incredibile trovare qualcuno che conosca un valdostano
quassù!!!
Ripartiamo verso Hudiksval per raggiungere un altro piccolo sogno:
Kuggoren. Un borgo sperduto all’estremità di una penisola protesa
nel mare, l’unico insediamento dopo 30 km di nulla: neve, ghiaccio e
foreste. La guida impone prudenza: la strada, in certi tratti, è una
lastra. Impossibile da trovare se non pratici dei luoghi, Kuggoren
appare dopo gli ultimi 8 km di strada larga quanto il camper. E’ una
visione, però, che ripaga della strada percorsa.
Il borgo di pescatori è lì, come un presepe, tra un mare ghiacciato
e un bosco fitto fitto. Parcheggiamo i camper e andiamo a visitarlo.
Fa parecchio freddo, (-17°C con vento), ma alla fine si resiste. Il
borgo, sui due lati di una piccola insenatura, è formato da case
rosse in legno davvero pittoresche. E’ tutto gelato: per raggiungere
una o l’altra sponda, qui, i bimbi pattinano sul ghiaccio!
Fantastico. Gli scorci si sprecano, grazie anche a una luce
crepuscolare rosa di bell’effetto. Ma il clou è dietro al paese,
verso il mare aperto: il freddo infatti ha ghiacciato il mare. Ci
camminiamo sopra, facciamo foto e giochiamo a curling. Un curling
primitivo, scivoliamo più noi dei sassi, ma è davvero divertente!
Gli scogli, bagnati dalle onde, sono completamente ghiacciati e
ricoperti da uno spesso strato di ghiaccio. Siamo fuori dal tempo,
fuori dalla realtà. Immortaliamo le ultime luci del giorno: sono le
15.30 e la temperatura è già di meno 19!
Ripartiamo con cautela per raggiungere Soderhamn: mancano 93 km.
Torniamo al Mohed camping dove eravamo stati all’andata. Era il 17
dicembre. Allora eravamo carichi di sogni. Ora lo siamo di sogni
realizzati. E’ la nostra ultima serata insieme: Sergio, infatti, da
domani tornerà in Italia. Siamo stati davvero bene insieme. Abbiamo
fatto almeno 4000 km e visto molto più di quanto potessimo sperare.
Quando torneremo anche noi potremo progettare la prossima avventura…
Abbiamo già individuato il dove e il quando…
A Soderhamn abbiamo riscontrato un piccolo inconveniente: il freddo
intenso di questi giorni ha fatto saltare una molla della serratura
della porta cellula dell’RMB. Nulla di grave, la porta è mantenuta
dalla seconda serratura.
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