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Danimarca 2002
Un'altra splendida giornata di sole. Abbiamo deciso, vista la bellezza del posto, di stare fermi qui tutto il giorno. Partiamo a piedi per scoprire questo villaggio contadino, costituito da caratteristiche fattorie danesi. Queste fattorie sono edifici unici molto grandi in cui si trovano, oltre l'abitazione, le stalle, gli affumicatoi, l'area per essiccare il malto, intorno a un grande cortile centrale, da cui ci affacciamo per curiosare, sfidando il cartello che indica proprietà privata. Dopo aver girato nelle stradine silenziose del villaggio, scoprendo i cortili di queste fattorie, torniamo al porto.
Questa mattina c'è animazione, partono molte barche di turisti, danesi in vacanza in questo piccolo e tranquillo paradiso. Ma ci sono anche barche per la pesca. E vicino c'è infatti una pescheria aperta, che notiamo per il viavai di gente; e così ci facciamo tentare anche noi e compriamo i gamberi a 120 k al chilo, poco più che da noi. Riprendendo la strada principale, oggi abbastanza trafficata, verso il campeggio, nei prati che arrivano sino al mare vagano cavalli o meglio bellissimi stalloni bianchi. Troviamo anche un supermercato aperto ed è domenica e così abbiamo il pane fresco! Questo villaggio è veramente un piccolo paradiso di tranquillità, dedicato agli amanti della natura e rigorosamente frequentato solo da danesi. Anche noi lo abbiamo scoperto per caso e infatti in giro non si vede una camper, neppure tedesco. e che non si veda un camper lo deduciamo dal fatto che, in campeggio, i nostri vicini "dirimpettai" non ci perdono d'occhio un momento!!! Abbiamo attirato la curiosità… Alle tre del pomeriggio, preceduto dalla musica delle fisarmoniche arriva un gruppo folkloristico locale in costume, che si esibisce in danze. Ma la cosa incredibile è che sono tutte persone anziane!!! Michel riesce a seguire in televisione il gran Premio di Formula uno, sia pure con il commento ovviamente in danese. E per la prima volta abbiamo mangiato fuori sul tavolino: non ci sembrava vero!!!
Un'altra bellissima giornata di sole, che si annuncia molto calda. Si riprende la strada n. 277 verso sud in direzione Korsor e da qui prendiamo il ponte che collega Copenaghen con l'isola di Fyn. Paghiamo con la carta di credito: sono 595 K. Finalmente percorriamo questo lunghissimo ponte (STOREBÆLTBROEN) con il sole, mentre l'anno passato lo avevamo attraversato sotto una pioggia battente e la nebbia: la prima parte è un ponte sospeso fino all'isola di SprogØ poi un lungo viadotto fino a Nyborg. Bellissimo questo ponte e sotto di noi il mare azzurro per quasi 12 chilometri. Da Nyborg con la strada n.165 ci dirigiamo a Kerteminde, fra mare, campi coltivati e boschi. KERTEMINDE (10.220 ab.) è un grosso borgo di pescatori con molte case a graticcio, in cui predomina il colore rosso. Fa incredibilmente molto caldo: nel camper ci sono 31° gradi !! Cercando la strada per VIBY, scopriamo caratteristiche fattorie a graticcio e con il simpatico tetto di canne.
Per raggiungere Viby prendiamo la strada n.315 e a Salby il bivio per Viby. Viby è un caratteristico villaggio rurale con un pittoresco mulino a vento, che notiamo subito arrivando. Ha anche una chiesa del primo periodo gotico, tutta bianca e con la torre campanaria a graticcio, diversa da quelle viste finora. Intorno le caratteristiche fattorie e case nel più puro stile danese: graticcio e tetto di canne. Veramente molto grazioso.
Si riprende il camper per lasciare l'isola di Fyn e passare nello Jutland, servendoci dell'autostrada, per arrivare a SKANDERBORG, che si trova sulla riva del secondo lago più grande della Danimarca, il LAGO MOSSØ e fare tappa al camping MossØ Camp Resort. Il campeggio si trova sotto una bella pineta con vista lago e oltre la piscina, ha piazzole specifiche per camper, attrezzate ognuna con luce, acqua e scarico. Ci resterà nella memoria, perché piazzole così veramente sono il sogno di ogni camperista !!!
Ancora una bella giornata, anche se il cielo è un po' velato. Si riprende l'autostrada per andare a MOESGARD a vedere il museo preistorico, in direzione di Arhus, che si lascia all'uscita 50 Hørning e si va sulla strada n. 170 verso Hasselager, poi sulla 02, Holme e infine la strada 151 per ODDER. La sosta è motivata dal fatto che il museo conserva la mummia del celebre " uomo di Grauballe", corpo perfettamente integro di un uomo dell'età approssimativa di trent'anni, la cui morte, dovuta a una ferita al collo, risalirebbe, secondo le analisi medico-chimiche, al 310 d.C., trovato in una torbiera presso Grauballe nel 1952. Ci avviamo verso il museo ospitato a Moesgard, una bella villa del 1776/1778 preceduta da un viale di piante d'alto fusto. Ma al momento di fare i biglietti ci avvertono che la mummia dell'uomo di Grauballe non è esposta nel museo e non lo sarà fino a novembre. Rinunciamo a visitare il museo della preistoria e riguadagnamo l'autostrada in direzione di Aalborg, per andare a vedere EBELTORFT.
Si attraversa un paesaggio di colline cui si alternano foreste di abeti. Ad Ebeltorft ( 12.622 ab.) troviamo comodamente parcheggio in riva al mare dove è ormeggiata la fregata Jylland, una nave da guerra che ha combattuto nel 1864. Da qui saliamo nel paese posto sopra una collinetta di fronte al mare. Al semaforo inizia la zona pedonale con una caratteristica strada lastricata e molte case antiche in graticcio e con colori vivaci, in genere rosso e giallo. Tra queste se ne nota una, risalente al 1681, un tempo sede di una tintoria: nel retro, un cortile su cui si affacciano tutte case in graticcio, una donna tesse la lana. Pagando si può visitare….
Percorrendo la via lastricata, piena di turisti arriviamo alla piazzetta su cui si affaccia l'antico Radhus, municipio eretto nel 1579, ora sede di un museo di storia locale: a rendere l'atmosfera dei vecchi tempi, davanti staziona un calesse con i cavalli che porta in giro i turisti e le ruote fanno un gran rumore sulla strada lastricata. Anche qui nelle case antiche più belle sono ubicati bar, ristoranti e commerci vari che richiamano una marea di turisti, tanto che si fatica a fermarsi per osservare attentamente le case.
E' sicuramente uno dei villaggi meglio conservati e più pittoreschi visti finora in Danimarca. Scendiamo dal paese con l'intenzione di andare a vedere la fregata Jylland, ma il costo della visita, 60 k a persona, ci fa rinunciare a vederla. Invece preso Raian, passeggiamo lungo la ciclabile sino ad arrivare al porticciolo turistico, dove sono ormeggiate numerose barche a vela. Il porticciolo è circondato da una fila di casette rosse di legno di stile norvegese, che imitano in meglio quelle già viste a Skagen: sono in realtà dei residences, molto belli che compongono un panorama suggestivo. Evidentemente, norme edilizie a parte, anche nelle costruzioni private, come abbiamo già visto in molte località di mare in Danimarca, c'è la voglia di rispettare la tradizione e certamente ne guadagna il paesaggio.
Lasciamo Ebeltorft e andiamo verso Randers per dirigerci ad Hadsund, dove si attraversa il ponte sul lungo fiordo di Mariager. Con la strada n. 555 costeggiamo il fiordo fino a MARIAGER, (8.131 ab.) un villaggio di case a graticcio che dà il nome al fiordo. Sono le sei di sera e Mariager è quasi deserta: infatti troviamo parcheggio senza problemi dinanzi al porto. Ci avviamo verso il "centrum" che ha la strada lastricata e su cui si affacciano alcune case a graticcio. Ma la particolarità sono le bellissime aiuole di rose rosse, che abbondano anche nei giardini delle case, tanto che viene soprannominata la "città delle rose". Arrivando alla Torvet, la piazza del mercato, di forma irregolare, scopriamo un complesso di basse case a graticcio del 700, che costituivano la stazione di posta, oggi sede di un albergo. Sulla piazza tutta acciottolata, domina il municipio del 1822, oggi sede degli uffici giudiziari. Dal centro ritorniamo al piccolo porto dove sono ormeggiati alcuni velieri e un battello a vapore che solca il fiordo durante l'estate da Hobro a Mariager. E vicino vediamo la stazione dove è fermo un treno a vapore che porta i turisti a Hobro. Ripreso il camper, entriamo al camping Mariager che sembra molto pieno. Ma c'è posto e ci danno una piazzola molto grande sull'erba. Siamo in riva al mare: il sole purtroppo tramonta nascosto dalle nuvole, ma la passeggiata fuori dal campeggio in riva al mare fino a un approdo per le barche ci fa scoprire angoli suggestivi del fiordo, nel silenzio e nella solitudine della sera.
Bellissima giornata e calda. Che fortuna avere questo tempo bellissimo e caldo in Danimarca, e siamo alla fine di luglio !! Si riprende l'autostrada per uscire in direzione di Anders (uscita 33), per andare a vedere le suggestive colline Rebild, dichiarate parco nazionale, Rebild Bakker, donato nel 1912 dagli americani di origine danese. Vicino al parcheggio si trova la riproduzione della casa natale del presidente Lincoln, costruita con tronchi d'albero, ciascuno dei quali fu offerto dalla comunità danese di un differente stato degli USA. La casa mostra lo stile di vita americano e contiene testimonianze dell’emigrazione danese negli USA.
Molto bella è la statua che raffigura la famiglia danese emigrata: ai suoi piedi, messe a semicerchio nella terra, ci sono le targhe in pietra su cui è inciso il nome degli emigrati e l'anno di emigrazione. Avendo tempo è possibile effettuare escursioni nel grande Rold Skov, una delle più vaste e antiche foreste della Danimarca, a sud della località Rebild. Non è il nostro caso, perché c'è in programma di arrivare a Skagen.
Si prosegue per SkØrping, tra vasti prati coltivati e boschi fitti di abeti, StØvring e poi con l'autostrada per Aalborg. A Nørressundby si attraversa con un tunnel il fiordo di Aalborg. Proseguiamo con l'autostrada fino a Frederkschavn: la strada costeggia il porto per inoltrarsi poi nella penisola di Skagen. Attraversiamo numerosi paesetti, alla cui entrata si trovano rotonde su cui sono piantati dei totem che indicano i posti più interessanti da vedere. Si alternano zone boscose e di brughiera alle dune e agli acquitrini. E finalmente torniamo a Skagen,(13.931 ab.) a una anno di distanza e con il sole. Decidiamo di andare a veder subito il museo all'aperto, SKAGEN OG EGNSMUSEUM, che raccoglie alcuni edifici caratteristici dell' area di Skagen.
La visita costa 30 k e per la prima volta in Danimarca abbiamo le spiegazioni anche in italiano !!! Nel museo si trova ricostruita la stazione del canotto di salvataggio, con un vecchio canotto costruito nel 1910, con 10 posti di rematori, usato fino al 1967: curiosa la boa-sedile di salvataggio e interessanti le fotografie di alcuni salvataggi. All'esterno grosse ancore provenienti dai relitti, portici per seccare il pesce. I colori delle case a Skagen hanno avuto i loro periodi: il periodo nero, il periodo giallo, il periodo rosso. Tre colori, tre periodi storici: il periodo nero in cui si scuriva il legno del case con il catrame, fino al 1875, il periodo giallo intorno al 1875, quando furono costruite nuove case in mattoni e si intonacavano con colori chiari per celarne le imperfezioni e quello rosso, più recente intorno al 1907, il periodo dei mattoni cotti al forno trasportati fin quassù con la ferrovia. Oggi le case di Skagen hanno tetti in tegole rosse con dei tratti dipinti di bianco che ne seguono il profilo, rifacendosi a una tradizione di cui tuttavia ci sono tantissime spiegazioni. Si visita la casa del pescatore benestante, risalente al 1830 e del periodo nero: la casa mostra come si viveva negli anni 1850/1870 al tempo in cui si praticava la pesca costiera: c'è il grande salatoio per i pesci, il pollaio, una macina a mano per il grano. All'esterno c'è un'originale dependance, il cui tetto è costituito da una barca capovolta che serviva come ripostiglio per le funi e altri strumenti. Passiamo poi a vedere il mulino a vento risalente al 1830 che già dalla strada aveva attirato la nostra attenzione. In origine era un mulino ad acqua: i mulini di questo tipo erano soprannominati "l'olandese" perché quando il vento cambiava, si girava manualmente la parte superiore sulla quale erano fissate le pale e mulini di questo tipo ve ne erano tre nell'ottocento a Skagen. Entriamo quindi nella casa del pescatore povero, anch'essa del periodo nero, costruita nel 1808, molto piccola eppure pare sia stata abitata in certi momenti anche da dieci persone. Qui il soggiorno serviva anche da camera da letto. Una culla è piazzata sotto il fornello, segno che vi dormiva un bambino. La cucina ha un focolare e siccome la famiglia non aveva i mezzi per avere un camino, il fumo usciva tramite il buco nel soffitto. Vediamo infine la casa gialla, costruita con una facciata fatta di semitronchi nel 1885 e la casa rossa costruita nel 1907 che non si visitano all'interno. Annesso al museo c'è un interessante museo della pesca che mostra l'evoluzione che ha avuto negli ultimi 200 anni la pesca e come si è formata la punta di Skagen. Ma la cosa più curiosa è un'importante collezione di mobili interamente fatti a mano da J.P. Larsen, un capitano della nave faro a riposo che si dedicò dopo il 1883 a questo hobby con grande abilità, visti i risultati che strappano l'ammirazione….Finisce qui la visita a questo "museo delle memorie": e tocchiamo con mano come i danesi non resistano a conservare anche le memorie più minuscole del passato. In effetti, in ogni paese dove ci siamo fermati per una visita, c'era sempre l'immancabile museo di storia locale e c'era spesso in noi la curiosità di metterci piede. Purtroppo spesso in questi piccoli musei ci sono spiegazioni solo in danese e quindi la difficoltà della lingua ci ha fatto saltare queste visite, utili tuttavia per capire chi sono i danesi. E in effetti la visita a questo museo all'aperto, non certo fra i più belli finora visti, ci ha aiutato a renderci conto di come era la vita su questa punta di terra, dominio di mari talvolta violenti.
Lasciamo il museo ancora con il sole per tornare di nuovo a Punta Grenen, per fermarci al faro di Skagen e salire su in cima a vedere il panorama della punta di Skagen. E qui un depliant in inglese ci spiega che il servizio dei fari danese risale al regno di Federico II nel sedicesimo secolo: nel 1560 il re ordinò di porre dei segnali di luce sul promontorio di Skagen, anche se solo nel 1708 fu posta una luce alternata. Il faro voluto dal re è alto 46 metri: 210 scalini ci portano in cima alla terrazza, da dove c'è un panorama eccezionale sulla parte terminale della penisola di Skagen.
Complice il bel tempo, si vede molto bene l'incrocio dei due mari, che disegna una sottile linea di schiuma bianca ( il mare è calmo), quasi un prolungamento della striscia di sabbia. Nonostante il vento molto forte lo spettacolo di questa lingua sabbiosa protesa nel mare è affascinante e induce a fermarsi sulla terrazza. Verso l'interno i colori della brughiera si alternano alla sabbia nella luce dorata della sera che disegna nel cielo striature e forme di colori incredibili.
E anche l'azzurro del mare si fa meno intenso e si confonde con quello del cielo. Lasciamo il faro per andare a parcheggiare, vicino alla spiaggia in fondo al piazzale di Punta Grenen, dove già ci sono altri sette camper e la sosta è consentita ed è gratuita dopo le sette di sera e fino alle nove del mattino. Rivediamo i tradizionali "sandormen", carri dipinti di rosso trainati da un trattore che portano i turisti fino al mare e sono ancora all'opera. E vediamo anche sulla spiaggia un gran da fare a preparare fuochi artificiali e una zona già recintata: questa sera alle 11 ci sarà lo spettacolo proprio qui. E' veramente una bella sorpresa. Guardiamo il sole scendere come una palla di fuoco sulla linea dell'orizzonte dall'alto delle dune.
Ritornando per uno dei tanti sentieri tra le dune scopriamo la tomba di un pittore, Hogel Drachmannn, morto nel 1908, che volle essere tumulato sulla duna di fronte al mare. Finalmente alle 9,30, quando non è ancora buio, si accende la potente luce del faro di Greenen, che sventaglia intorno a noi con i suoi magici fasci di luce. E infine, lungamente attesi, incominciano i fuochi artificiali, che noi ci godiamo in prima fila!!!. Il cielo blu si riempie di mille disegni colorati, che si sovrappongono gli uni agli altri in stupendi giochi di luce. Una pioggia scintillante sembra scendere su di noi, piccoli punti nella notte che sognano ad occhi aperti. Uno degli effetti più suggestivi è la cascata di luce, che ci lascia stupefatti per l'effetto magico che crea. Veramente belli e forse ancora più apprezzati perché inaspettati.
Ancora tempo bello e caldo. Ritorniamo a Skagen per andare a vedere il MUSEUM,(costo 50 k a persona) importante museo di pittura danese dal 1870 al 1930, dedicato alle opere dei pittori della "Scuola di Skagen", che a partire dal 1870 cominciarono a riunirsi all'Hotel BrØndum intorno al pittore Michæl Ancher, attratti dalle luci e dai colori inediti di questo piccolo villaggio che sembra ai confini del mondo. E in effetti si rimane attratti, quasi ammaliati, dalla luce che piove da questo cielo immenso del mare del Nord, e non stupisce che gli artisti si siano trasferiti qui per trarre ispirazione. E' una pittura orientata verso il naturalismo impressionistico. Questi pittori dipingono in plein air e ritraggono la vita dei pescatori: sono le tele che ritraggono i pescatori nel momento di tirare in secca le barche o le reti, i falò di San Giovanni sulla spiaggia di Skagen, i ritratti dei volti dei pescatori, vedute marine e le signorine che passeggiano sulla spiaggia. Entrando al museo al pian terreno è stata ricostruita la sala da pranzo dell'albergo, con un gran numero di ritratti e vedute. E' bellissimo sostare davanti a uno di questi quadri e studiare l'effetto luce: in certi momenti sembra quasi che dietro la scena rappresentata ci sia un faro di luce: in realtà è proprio questo tipo di pittura che esalta i riverberi della luce sulle cose e sulle persone. E attraverso le scene rappresentate si entra ancora di più nell'atmosfera di questo villaggio, che si capta dai volti duri dei pescatori, ma che gioca con il colore e la luce nelle tele che ritraggono le signorine sulla spiaggia. Credo che dopo aver visitato Skagen, occorre veramente entrare in questo museo e osservare ciò che hanno raccontato in modo splendido i suoi pittori, per capire cosa è Skagen. Lasciamo Skagen e facciamo tappa a HIRTSHALLS, (14.542 ab.) porto di pesca e approdo dei traghetti per la Norvegia, con la segreta speranza di poter l'anno prossimo essere anche noi su quei traghetti…. Da Hirtshalls scendiamo lungo la costa dello Jutland con la strada n.55 e ci fermiamo a vedere la spiaggia di BLOKKUS, località balneare piena di gente e anche noi, vedendo che sulla spiaggia ci sono macchine e camper ci fermiamo. Ma allo sport che praticano qui di percorrere lunghi tratti di spiaggia con le automobili, noi preferiamo una passeggiata a piedi. C'è un sole splendido, ma c'è tanta gente, anche perché sono le ore più calde.
Proseguiamo la nostra marcia verso sud tra distese di campi coltivati a cereali fino a quando attraversiamo il ponte sul fiordo di Nissum, l'Oddesund. La penisoletta di Thyholm è caratterizzata da gran numero di generatori eolici, prati verdi che lambiscono l'acqua, su cui pascolano tranquillamente mucche e cavalli. Proseguiamo verso Struer e da qui con la strada 509 verso Rinkobing. A Ulfborg prendiamo la strada n. 537 per passare in mezzo alle dune. E' pomeriggio tardi : il paesaggio delle dune, con le fattorie e le case in puro stile danese, rosse con i tetti di canne, nascoste spesso al riparo di una duna, ci affascina come un anno fa. Arriviamo al fiordo di Rinkobing e si passa su una sottile striscia di terra: da una parte il fiordo, dall'altra il Mare del Nord. Rivediamo il faro di NORRE LYNGVIG, che avevamo visitato l'anno scorso e decidiamo di pernottare nel campeggio vicino, in mezzo alle dune. Il sole tramonta su questa landa selvaggia, su cui sventola la luce del faro. Forse è proprio il fatto di trovarsi a stretto contatto con la natura che affascina. E anche qui ogni campeggiatore si tiene a debita distanza dagli altri: lo spazio non manca. E tutti rispettano questo spazio, il suo silenzio e non ti accorgi di essere in un campeggio enorme, anche abbastanza affollato. Nel silenzio della sera parla soltanto la luce del faro.
Piove. Ha piovuto tutta la notte. La pioggia ci accompagna sulla strada verso RIBE. Un anno dopo ancora Ribe,(18.041 ab.) per vederla meglio. Non piove, anche se c'è un fastidioso vento freddo. Siamo al parcheggio sud, in compagnia di tanti camper anche italiani. Ribe rimane per me la cittadina più bella della Danimarca. Accanto alla stupenda cattedrale, Domkirke, dal cui campanile si ha una vista impareggiabile su tutta Ribe, tanti sono gli edifici antichi e tradizionali che colpiscono l'occhio del visitatore. Molte vie infatti aprono belle prospettive con allineamenti di case antiche a graticcio risalenti al cinquecento. Il centro della cittadina è attraversato da tre canali due con le chiuse e in uno funziona ancora la ruota di un mulino. E poi l'antica banchina del porto, la Skibbroen, fiancheggiata da numerose case antiche e con la celebre StormflodssØjlen, la colonna lignea ove è marcato il livello delle acque raggiunto durante le numerose alte maree. Chiediamo informazioni all'Ufficio turistico per andare all'isola di Mando, che si raggiunge da Vester Vedsted durante la bassa marea solo con un autobus trainato da un trattore. Ma sono le quattro del pomeriggio e l'isola non è più raggiungibile perché c'è l'alta marea. Oggi era possibile solo dalle 11,30 alle 14,30. Ripreso il camper andiamo a dare un'occhiata verso l'isola di MANDO. Attraversiamo il graziosissimo paese di VESTER VEDSTED, con case e fattorie tradizionali e una bella chiesa e soprattutto prati e giardini curatissimi. Proseguiamo un po' oltre il parcheggio del Mandobus e saliti su una diga terrapieno si vede il mare che avanza, ma quasi nulla dell'isola, complice il tempo: ma da dove ci siamo fermati all'isola ci sono circa 10 km!!! Mando si raggiunge in 40 minuti con lo speciale autobus con una bella gita che offre splendidi panorami naturali e fa conoscere cosa sia il marsh, questo specie di fango creato dal gioco delle maree. Sarà per una prossima volta!! Ritornati sulla strada n.11, decidiamo di passare quest'ultima notte in Danimarca sull'ISOLA DI ROMØ, unita alla terraferma da una diga lunga quasi 9 km. Ai lati della strada l'alta marea ha già ricoperto le lunghe distese sabbiose che invece avevamo visto l'anno passato. E torniamo al ROMØ FAMILIE CAMPING. E' uscito un pallido sole tra le nuvole, c'è vento e fa quasi freddo. Abbiamo chiesto informazioni per traghettare dall'isola di ROMØ e precisamente da Havneby all'isola di Sylt, tedesca che fa parte delle isole Frisone settentrionali: 90 euro per il camper e 6,20 euro a persona solo andata. Si vedrà domani in relazione al tempo. Passeggiando fuori dal campeggio fra prati e fattorie di fine ottocento restaurate come case di vacanza, tra viavai di ciclisti, ti rendi conto che quest'isola è fatta per una vacanza che sappia coniugare l'amore per la natura e lo sport. Qui con una bicicletta si può girare l'isola, scoprire il mare del Nord, il suo vento o le spiagge riparate della costa orientale. Con la sola bicicletta la spesa per traghettare verso la vicina isola di Sylt è fattibile. ROMØ è un piccolo paradiso per intenditori… Il cielo al tramonto, soprattutto se ci sono nuvole, regala spettacoli indimenticabili. Un posto dove tornare per una vacanza diversa. Questi campeggi danesi, dove rispettare la privacy è la prima regola, immettono in una dimensione diversa: stare insieme rispettando l'altro. Undici notti in Danimarca e 11 esperienze di campeggi: il bilancio, nonostante i prezzi, è molto positivo.
Bella giornata di sole. Si scende verso la Germania. Arriviamo a NIEBULL, primo paese tedesco dopo il confine danese, dove ritroviamo l'architettura tradizionale danese delle case. C'è una bella area sosta camper abbastanza vicina al centro. Insistiamo per andare a Sylt, nell'arcipelago delle Frisone, la più settentrionale delle isole tedesche. Ci attirano le dune di sabbia, la brughiera ricoperta di erica viola, le piccole falesie rosse: un'isola modellata dal mare e dal vento collegata alla terraferma dalla diga di Hindenburg sulla quale passa soltanto la linea ferroviaria. Troviamo, dopo aver girato un po' la stazione da dove partono i treni, su cui sono caricate le macchine e su cui è possibile caricare anche il camper per l'isola di Sylt, ma… andata e ritorno con il camper costerebbe circa 300.000 e non vale la pena di farlo per due giorni soltanto. Proseguiamo in direzione di SCHOBULL lungo la costa. Ci fermiamo a SCHLUTTSIEL, da cui partono i battelli che fanno il giro delle isole Hallingen: è protetta da una diga ricoperta di un prato verdissimo su cui brucano le pecore. C'è la bassa marea, ma è pomeriggio tardi e non c'è modo di prendere più un battello. Abbiamo perso tempo per cercare un magazzino aperto e abbiamo scoperto che qui il sabato pomeriggio dopo le 16 è tutto chiuso. A Husum,(21.000 ab.) grande porto commerciale e di pesca da cui salpano i traghetti diretti alle isole Hallingen, cerchiamo il campeggio, che troviamo sulla strada dell'isola di Nordstrand, del gruppo delle isole della Frisia settentrionale Hallingen a SCHOBULL, in riva al mare e con chiosco di alimentari.. Dal campeggio si arriva al mare e un pontile che permette di superare il "marsh", deposito di limo, creta e plancton, creato dalle maree, che forma una fascia paludosa chiamata WATT. Assistiamo a un bellissimo tramonto anche se il mare ha un bel colore solo sotto i riflessi rosati del tramonto, altrimenti è nero. La marea avanza ricoprendo la fanghiglia scura bagnata, che qui chiamano marsh e che noi guardiamo con un certo disagio…Eppure questo è un ambiente protetto: siamo nel parco nazionale WATTENMEER, sorprendente interzona fra la terraferma e il Mare del Nord, che due volte al giorno viene sommersa dall'alta marea (Land unter) soprattutto in autunno e inverno e due volte al giorno viene messa a secco. In cima al pontile un via vai di tedeschi va a fare il bagno, e sono le 9,30 di sera, in questa acqua nera e per niente invitante. E possono anche fare la doccia che c'è in cima al pontile, se sopravvivono al freddo.. Noi siamo con le giacche!! All'inizio del pontile, come in Danimarca, un lungo palo in legno piantato nel cemento ricorda le maree più terribili, che di solito si verificano in inverno : la più recente di metri 5,37 è del 1999.
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