Lucio Betto, Il Fisarmonicista, olio su tela |
"Se la gente sa, e la gente lo sa
che sai suonare, suonare ti tocca, per tutta la vita e ti piace lasciarti ascoltare" * (Fabrizio De Andrè, "Il suonatore Jones") |
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La fisarmonica è uno strumento a tastiera, ha i suoi tasti bianchi e neri come il pianoforte.
Ma la fisarmonica assai più del pianoforte, è uno strumento sociale, conviviale. Se un gruppo di persone si trova a star bene insieme, con tempo bastante e buona temperie d'animo, e sa che uno di loro suona la fisarmonica, è facile che gli dica: vai a prenderla, suona, balliamo. Difficilmente potrebbe dirgli: vai a prendere il piano.
Le filastrocche son fisarmoniche, non pianoforti.
E non sono per questo più o meno musica, più o meno arte. Ci son pianisti di piano bar e c'è Astor Piazzolla.
In vent'anni e finora – li ho messi in colonna per gioco puerile in un unico Doc di Word – ho scritto più di mille componimenti in rima, nella stragrande maggioranza per bambini. E passo passo mi sono accorto che i bambini del "Poeta Per Bambini" sorridendo in punta di piedi si allontanavano, pur rimanendo ben presenti, come misteriosamente sanno fare. I bambini si allontanavano e pareva restare, anno per anno sempre più chiara, la locuzione tronca "Poeta Per".
Tronca, ma forse, chissà: come un tronco potato, perché dia frutti più Utili e Belli alla sua gente.
I Poeti Puri scrivono poesie per la poesia, o per gli altri poeti, a cui le leggono nelle pubbliche reciproche letture, che loro chiamano reading.
I Poeti Per scrivono poesie per qualcuno o per qualcosa di preciso.
In greco "per" si dice "epì" (per, sopra). Così se la gente greca sapeva che uno di loro sapeva suonare e cantare, cioè era poeta, e se voleva celebrare un matrimonio, una vittoria guerresca o sportiva, o un funerale, chiedeva al poeta-cantautore di scrivere e cantare una poesia per-nozze, in greco epi-talamio, per-vittoria, in greco epi-nicio, per-sepoltura, in greco epi-taffio. Io in Grecia sarei stato forse chiamato scrittore di epipèdi. Poesia epi-paides, per bambini.
Del mestiere dello "scriba", del prosatore o poeta d'occasione, ho imparato questo: se io scrivo esattamente ciò che il committente vuole, il risultato sarà pulito, appropriato, e inutile a entrambi. Se io scrivo solo ciò che a me pare degno in quel momento, il committente - se sa fare il suo mestiere - lo apprezzerà, e me lo spedirà indietro. Se io scrivo entrambe le cose in tale modo però che siano una, quel testo per incredibile alchimia parrà Utile e Bello non solo ai due, ma anche a tutti gli altri. E respirando andrà ballando per il mondo.
Liberamente tratto dall'articolo "FISARMONICHE FILASTROCCHE", articolo apparso sulla rivista HAMELIN n. 26, dicembre 2011
Indice
SPUDORATO EPINICIO
Per "Mattina", inserto de "L'Unità", in occasione delle elezioni del 21 aprile 1997
Hai visto Gigante che non hai ragione?
Tu parli come una televisione,
io te lo dico con parole mie:
non ti è servito dire bugie.
Volume altissimo, gambine corte:
non ti è servito gridarle più forte.
Io te lo dico con un sussurro,
foglia caduta da un Albero Azzurro:
ma quella foglia può andare lontano
più del ruggito di un aereoplano.
Io te lo dico con una rima
che lascia tutto com'era prima:
ma dopo la prima c'è la seconda,
rima su rima, onda su onda,
una canzone che balla e si muove,
parte da qui e va chissà dove.
Va chi sa dove ma parte da qui,
da una vocina che dice così:
Non serve a niente abbracciare un bambino
ben pettinato in un grande giardino,
se poi sugli altri dieci milioni
cacciano giù le tue televisioni
chili di chili di chili di cacca,
roba che puzza, roba che attacca.
Che io la guardo però non la voglio.
Non parla con me ma col mio portafoglio.
Non vuole dire, non vuole narrare:
vuole convincermi a uscire e comprare.
Ma io so fare tremila altre cose!
Cose bellissime e cose noiose,
giorni con sole, notti con luna:
spendere soldi è soltanto una!
E non è neanche la più importante.
Perché delle altre non vedi nessuna?
Perché mi offendi, Ricco Gigante?
Ma stamattina non sono più offeso,
c'è una rivincita che mi son preso.
Caro Gigante Per Niente Gentile,
devi sapere che il ventuno aprile
mamma e papà si son preparati,
e sono usciti ben pettinati,
e sono entrati nella mia scuola,
e senza dire una sola parola
in una strana cabina speciale,
clic!
Hanno cambiato canale.
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LA TERRA STRETTA
Per il progetto "MOSTRI", Corte Ospitale di Rubiera (RE), 1998
C'era una volta uno stretto confine
Che separava due terre vicine
Una chiamata Paese del Noi
L'altra chiamata Paese del Voi
Per mille secoli queste due terre
Fecero gare, fecero guerre
Per chi correva più lento o veloce
Per chi contava le storie più belle
Per chi cantava con più bella voce
E per chi aveva più chiara la pelle.
Ma in mezzo a loro c'eran creature
Che erano chiare ma erano scure
Erano buone ma molto cattive
Sempre ammazzate e sempre più vive
Non erano qua, non erano là
Come se stessero sempre a metà
Non erano Nostri, non erano Vostri
E li chiamarono Mostri.
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PER LA FIERA DEL LIBRO DI BOLOGNA
Per "Popotus", inserto de "L'Avvenire", in occasione della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna del 1998
Fiera di libri, libri di fiera
Io ci son stato e son stato contento
Io ci son stato e ho visto com'era
Era una fiera bufera di vento
Cento milioni di libri diversi
Scritti di seguito oppure coi versi
Solo figure e senza parole
Solo scritture e senza colore
In italiano cinese spagnolo
Tutte le razze paesi costumi
Dieci racconti in un libro solo
Solo un racconto in dieci volumi
Ne avevo letto già più di seicento
Quando ho sentito quel vento...
Vento segreto dei libri migliori
Che piano piano sospira fuori
Vento che dorme nascosto tra i fogli
E che si sveglia quando li sfogli
E fa frullare frullare i maghi
Frrrrrr... frrrrrr... maghi di carta!
E fa volare volare i draghi
Frrrrrr... frrrrrr... draghi di carta!
E fa ballare ballare gli eroi
Che sono forti, più forti di noi
E fa crepare crepare i cattivi
Non si capisce da dove arrivi
Questa folata di vento burlone
Frrrrrr... frrrrrr... vento che spoglia!
Che fa scoppiare una gran confusione
Frrrrrr... frrrrrr... vento che sfoglia!
Frulla le pagine una per una
Le gira tutte, non lascia nessuna
Frusciano i fogli di tutti i giornali
Frullano i libri che sembrano ali
E sette sciami di personaggi
Come le rondini di sette maggi
Volano volano via dalla Fiera
Filano filano via nella sera
Volano in cielo e non tornano più
Lasciano tutti
- Guarda, Lucia! -
naso all'insù.
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PER LA SCUOLA ANNA FRANK
Per l'inaugurazione della Scuola Comunale dell'Infanzia "ANNA FRANK" di Reggio Emilia, giugno 1999
Brava Anna, che hai conservato la speranza
in bellissimi vasetti di conserva.
L'hai conservata bene, perché serva,
ne hai conservata tanta, ed abbastanza
che ne è arrivata tanta fino a noi.
E noi ce la spalmiamo nei panini
in questa scuola fatta di bambini,
che di nient'altro in fondo hanno bisogno.
E allora sta' a sentire questo sogno.
Giocavamo tutti insieme e tu ridevi,
e io contavo e tu ti nascondevi.
Ti sei nascosta dentro quell'armadio.
Sono arrivato a mille, e nella radio
dicono che la guerra ormai è lontana.
E allora io ti trovo, e tu fai tana.
Questo sogno così non si può fare.
Ma un altro sì, e noi sappiamo come.
Possiamo fare tana in una scuola,
e a quella scuola metterle il tuo nome.
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PER UNA TV QUADRA TONDA
Per il progetto "IL GIOCO DI MIRANDO" dell'Assessorato alle politiche della città delle bambine e dei bambini del Comune di Roma, 2000
Mio nonno ciccione si chiama Felice:
è vero anche se la TV non lo dice.
In piazza da ieri è arrivata la giostra:
è vero anche se la TV non la mostra.
A me piace Chicco ma a lui piace Carla:
è vero anche se la TV non ne parla.
A quello che dico mio padre ci crede:
è vero anche se in TV non lo vede.
Le cose del mondo son molte di più
di quelle che entrano nella TV.
E se lo disegni, è presto spiegato:
il mondo è rotondo, il video è quadrato.
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PER UN GIORNALE DEI BAMBINI - NUMERO ZERO
Per il progetto "UNIONE DEI PICCOLI" del quotidiano "L'UNIONE SARDA", Cagliari, 2000 (mai andato in porto)
Abbiamo fatto questo giornale
Che se non lo facevamo era uguale
Non ha gli articoli, non ha le foto
Non è di oggi ma neanche di mai
Fuori c'è scritto, ma dentro è vuoto
Prova ad aprirlo e te ne accorgerai
Non ha notizie di cose successe
Nemmeno il calcio coi risultati
Ha tante pagine, sempre le stesse
Con tutti i pezzi, però disegnati
Zero da leggere, zero colori
Zero di dentro e zero di fuori
C'è solo il numero che dice il vero:
numero zero.
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PER UN GIORNALE DEI BAMBINI - NUMERO UNO
Per il progetto "INSERTO UNIONE DEI PICCOLI"
Un giornale per bambini
io lo so come si fa:
se ne prende uno per grandi,
se ne butta la metà...
E quel mezzo che rimane
per metà è carta di pane
gocciolato di scritture,
per metà è acqua di mare
dove nuotano figure.
Si fa bene, si fa bello,
come un libro, come un gioiello,
con il trucco degli autori,
dei poeti e illustratori,
dei Rodari e dei Piumini,
applicato ad ogni foglio:
CON LA SCUSA DEI BAMBINI,
FAR LE COSE MEGLIO.
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PER GLI INCENDI DELLA SARDEGNA
Per il progetto "INSERTO UNIONE DEI PICCOLI"
Macchia di mirti, corbezzoli, cisti
Scura dimora di mondi mai visti
Madre di piccola vita stupenda
FUOCO LA PRENDA
Bosco di sughere, castagni, lecci
Padre di foglie, fatto d'intrecci
Nero di ombre, fitto di luci
FUOCO LO BRUCI
Terra di rocce ruggine e argento
Madre d'incendi figli del vento
Non serve a niente che canti e che piangi
FUOCO LA MANGI
Mano segreta che spargi quel fuoco
Bruci il tuo mondo per così poco
D'ora in avanti prima che accenda
GIUSTIZIA TI PRENDA
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BABBO ORCO MULTITRADE
Per un allestimento sulla figura di "Babborcu" realizzato dalla libreria Tuttestorie di Cagliari alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna del 2001
Babbo Orco, Brutto muso
Che mi tieni qui rinchiuso
A cucire le scarpette
Gli zainetti, le magliette
Che ti mangi a spezzatino
I miei giorni di bambino
Che ti fanno grasso e ricco
Senti quello che ti dico
C'è una fiaba molto antica
Che anche oggi è verità
Perché dalla mia fatica
Tanta cacca ti verrà
Cacca fatta di scarpette
Cacca fatta di magliette
Tanta cacca fatta a mano
Dalla mano piccolina
Di un bambino colombiano
Di una bimba della Cina
Perché non ci fermeremo
Perché non ti fermerai
Finché un giorno, Orco scemo
Dalla cacca scoppierai
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PER LA FINE DELLE ELEMENTARI
Scritta per la rappresentazione teatrale "IL QUINTO LUPO", realizzata con la classe quinta elementare di mia figlia per la fine dell'anno scolastico 2000-2001
E cinque anni sono passati
Come una corsa di lupi incantati
Anni che ci hanno portato fin qui
Seconda B, terza B, quarta B...
Che ci han portati così lontani
Aula per aula, nella Don Milani
Dalle foreste di Mamma Natura
Fino alla riga della scrittura
O in traversata sull'altipiano
Fino ai giardini dell'italiano
O in carovana che cerca la via
Fino ai palazzi della geometria
C'erano alberi alle finestre
C'erano Angele come maestre
C'erano anche caverne e dirupi
E le maestre parlavano ai lupi
Lupi di ansie, ritardi, chiusure
Siedono qui ad imparare con noi
Che non si cresce senza paure
E come piangono i piccoli eroi
Viene l'estate, si muore dal caldo
Oggi ci parla maestra Mercaldo
Viene Natale, è l'inverno che inizia
Oggi ci parla maestra Gulizia...
Hanno parlato, parlato, parlato
Avranno quasi finito la voce
Il tempo è passato, passato, passato
Un lupo giovane corre veloce
Le elementari ora sono finite
Restano solo pochi tramonti
Ma anche stavolta ci siete riuscite
Noi siamo pronti
All'indice
PER LA BIBLIOTECARIA NINA
Per la bibliotecaria più piccola della biblioteca più piccola che io abbia mai visto: quella di Irgoli, Nuoro. Gennaio 2002.
In una piccola bibliotechina
Bibliotecaria è la piccola Nina
Che tiene lindo di dentro e di fuori
E con i libri fa mazzi di fiori
Nina racconta, Nina consiglia
Per ogni ospite e per ogni gusto
Tiene da parte qualche meraviglia
Sfila dal mazzo il libro più giusto
Quando è finita la lunga giornata
Spegne la luce, chiude la porta
Fa un bel sospiro, è affaticata
E torna a casa per la via più corta
Prima di entrare scuote i capelli
E cade giù come pioggia sui monti
E vola via come stormo d'uccelli
La polverina di cento racconti
All'indice
Per il libro "CARI BAMBINE E BAMBINI...", supplemento a "L'Unità" del 20 novembre 2002, Nuova Iniziativa Editoriale, Milano, 2002.
DIRITTO ALLA SALUTE
Etcì! - Salute!
Le malattie son brutte
È meglio stare bene
La febbre è nelle vene
Arriva la puntura
Ma io non ho paura
Perché ci sono i miei
Senza come farei
E poi viene il dottore
Con il suo strano odore
E poi c'è l'ospedale
E poi viene Natale
E quando starnutisco
Le cose conosciute
Mi dicono "Salute!"
E allora io guarisco
DIRITTO ALLA FAMIGLIA
Se foste uccelli, amerei le vostre ali
Se foste cervi coi musi giocherei
Dite che gli uomini non sono tutti uguali
È proprio vero, perché voi siete i miei
E non m'importa se siete dieci o tre
Se siete ricchi o furbi o neri o strani
Quello che conta è che siete qui per me
E che svegliandomi, vi trovo anche domani
DIRITTO ALL'EDUCAZIONE
Se mi insegni, io lo imparo
Se mi parli, mi è più chiaro
Se lo fai, mi entra in testa
Se con me tu impari, resta
DIRITTO AL GIOCO
Fammi giocare solo per gioco
Senza nient'altro, solo per poco
Senza capire, senza imparare
Senza bisogno di socializzare
Solo un bambino con altri bambini
Senza gli adulti sempre vicini
Senza progetto, senza giudizio
Con una fine ma senza l'inizio
Con una coda ma senza la testa
Solo per finta, solo per festa
Solo per fiamma che brucia per fuoco
Fammi giocare per gioco
DIRITTO A ESSERE CITTADINI D'EUROPA
C'era una volta un Nuovissimo Regno
Rima di ferro, rima di legno
Che si chiamava Governo d'Europa
Rima di straccio, rima di scopa
Tutti i regnanti si sono riuniti
Rima di chiodi, rima di viti
Per stabilire la Costituzione
Rima di stati, rima di zone
Mille bambini sono arrivati
Rima di fiori, rima di prati
Perché volevano dire la loro
Rima di canto, rima di coro
Visto che siete appena all'inizio
Rima di ozio, rima di vizio
Non fate sempre quel solito sbaglio
Rima di puzza, rima di aglio
Fate un bel regno che valga per tutti
Rima di fiori, rima di frutti
Anche per noi, non teneteci fuori
Rima di frutti, rima di fiori
E sarà un regno più degno perché
Rima con tutti fa rima con me
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PER LA LIBRERIA "TUTTESTORIE"
Per la festa della libreria "Tuttestorie" di Cagliari, il 5 giugno 2003
Cè una tana colore arancione
Con un cuore di dolce melone
E semini di libri e di glorie
Sarà vero o sarà TUTTESTORIE?
C'è una specie di domu de jana
Dove tessono a fili di lana
Fiabe e sogni, visioni e memorie
Sarà vero o sarà TUTTESTORIE?
E ci sono tre Fate Madrine
Che a dispetto di molte mazzine
Vanno avanti a filare vittorie
Ed è vero, perché è TUTTESTORIE
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PER UNA SCUOLA CHE ASSOMIGLI AL MONDO
Per Alberto Melis e la sua scuola "Iqbal Masih" di Quartu Sant'Elena (CA), febbraio 2004
Nel mondo ci sono le terre ed i cieli
Non sono divisi in scaffali
Nel mondo ci sono le fiabe e le arti
Non sono divise in reparti
Nel mondo c'è un nido, che è la tua classe
Uscendo non trovi le casse
Nel mondo ci sono maestri un po' maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com'è che la vuoi la tua scuola?
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FILASTROCCA MANGIABAMBINI
Per l'allestimento "PER MANGIARTI MEGLIO" curato dalla libreria Tuttestorie di Cagliari alla Fiera Internazionela del Libro per l'Infanzia di Bologna, 2004
Cuocete piano piano, coscettine di pollo
Bambine di vaniglia, bambini caramello
Le mamme fanno i figli con l'acqua e la farina
Forse viene una pizza, ma forse una bambina
Il mondo è un pentolone, chi cresce si trasforma
Crescete piano piano, e cambiate la forma
Budini con gli occhiali, hamburgher coi capelli
Le bambine patate, i bambini piselli
Ma fuori cosa c'è? L'Orco con la forchetta?
È il Mercato coi denti là fuori che vi aspetta?
Cuocete piano piano, ma se trovate quello
Correte forte forte, coscettine di pollo
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PER NON PAGARE I LIBRI IN BIBLIOTECA
Per l'iniziativa "NO AL PRESTITO A PAGAMENTO IN BIBLIOTECA", Bologna, Sala Borsa, 23 aprile 2004
Se vuoi un bel romanzo di sogni e di draghi
Lo cerchi, lo trovi e lo paghi
Se vai in biblioteca c'è libero accesso
Ma il libro lo paghi lo stesso
C'è un foglio che spiega che cos'è il diritto
Quel libro qualcuno l'ha scritto
È giusto così, faccio una passeggiata
Che bella serata, c'è un'aria incantata
Ammiro una chiesa, una bella facciata
E quella chi l'ha disegnata?
Raccolgo un papavero: e se è brevettato?
Qualcuno dev'esser pagato?
Ammiro un paesaggio, mi piace, mi appaga
Mi volto: dov'è che si paga?
Ma non c'è nessuno che stacca il biglietto
Così torno a casa, mi butto sul letto
Mi viene da piangere, dico: lo accetto
Son qui, pago io, pago tutto
Il mondo è in affitto, li pagherò io
I diritti d'autore di Dio
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PER JANNA
Per l'amica e collega Janna Carioli, marzo 2004
Janna, Janna
Culo di panna
Bocca di viole
Cuore di sole
Cuore rotondo
Come una piazza
Corri nel mondo
Grande ragazza
Carezza il mondo
Come tu sai
Resta nel mondo
E quando andrai...
Qui il sole forte
Sarà più avaro
Ma nella morte
Farà più chiaro
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MARCETTA DI CHISCIOTTE FENICOTTERO
Brano espunto dal testo teatrale "CHISCIOTTE FENICOTTERO", scritto per la compagnia Cada Die Teatro, Cagliari, giugno 2004
Tutto vero! Tutto vero!
Tutto ciò che leggi, esiste!
È un romanzo il mondo intero!
Quelle cose io le ho viste
Leggi un libro ed alza gli occhi
Leggi un libro e guarda intorno
Quelle cose tu le tocchi
Tu le vedi in pieno giorno
Mostri, maghi, miti, eroi
Sono lì davanti a noi
E se tu volgi lo sguardo
Sei codardo E sei bugiardo!
Leggi e cresci, cresci e leggi
Non fermarti, se ci riesci
Più tu cresci e più tu leggi
Più tu leggi e più tu cresci
All'inizio sembra un gioco
Ogni libro fai un salto
Poi ti accorgi poco a poco
Che ogni volta sei più alto
Ogni riga cresci un pelo
Ogni anno cresci un metro
Sempre più vicino al cielo
E non puoi tornare indietro
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L'ISOLA DELLE STORIE
Per l'omonimo festival della Letteratura di Gavoi, Nuoro, luglio 2004
C'è un'isola che dorme
Sandalo in mezzo al mare
Che confonde le forme
Contro genti corsare
C'è un'isola che sogna
Cantata dalle onde
Puoi chiamarla Sardegna
Ma quasi mai risponde
Stontonata dai venti
Intronata d'azzurro
Se stai zitto lo senti
Che respira un sussurro
Come un fruscìo di canti
Di storie senza fine
Di rime e di racconti
Senza muri a confine
Come un coro profondo
Che tesse le memorie
Le storie son del mondo
L'Isola è delle storie
All'indice
FILASTROCCA DI PINOCCHIO CORRIDORE
Dalla scaletta per una puntata di Melevisione mai scritta, 2005
Cresci senza fermarti
Corri e cambierai forma
Torna, ma poi riparti
Parti, ma poi ritorna
All'indice
FILASTROCCA DEL VERBO ESSERCI
Per la rivista di letteratura per ragazzi "Fuorilegge", febbraio 2006
PRESENTE INDICATIVO
Eccomi, Eccoti, Eccolo
Eccoci, Eccovi, Eccoli
Strano e gratuito come ogni dono
Eccomi qui: io ci sono
Solo da solo io non ci sarei
Eccoti qui: tu ci sei
Si apre lo spazio che c'è fra me e te
Eccolo, eccola: c'è
Altri che vengono, se io li chiamo
Eccoci: ora ci siamo
Nodi diversi di una sola rete
Eccovi tutti, ci siete
Ma l'orizzonte è sempre più in fondo
Eccoli, eccole: il mondo
FUTURO REMOTO
Eccomi
Eccoti
Eccolo
Eccoci
Eccovi
Eccoli
Il verbo esserci conta sei voci
Fiume degli uomini con le sue foci
Ma c'è un segreto che molto promette:
Tutte le cose più vere son sette...
All'indice
FILASTROCCA DEL MOSTRO NELLO SPECCHIO
Per la rivista di letteratura per ragazzi "Fuorilegge", febbraio 2006
Ora di uscire, una mattina di febbraio
Ultimo sguardo nello specchio in corridoio
Le squame nere sotto panni di bucato
Le zanne bianche ripiegate sul palato
Gli occhi scarlatti ben nascosti dagli occhiali
Avvoltolate nello zaino le due ali
Le cicatrici ricoperte da due sciarpe
Le zampe unghiute di cinghiale nelle scarpe
Sono a posto, irraggiungibile agli sguardi
"Ciao mamma, vado a scuola. A più tardi!"
All'indice
FILASTROCCA DEI FOSSI
Per la rivista di letteratura per ragazzi "Fuorilegge", marzo 2006
Se fossi alto, se fossi alta
Se fossi d'aria come il gatto quando salta
Se sapessi questa pena quando passa
Se fossi magro, se fossi meno grassa
Se non avessi questi orribili capelli
Se fossi il vento che rimescola gli uccelli
Se fossi nei tuoi orecchi col suo fischio
Se fossi femmina, se fossi maschio
Se fossi un poco meno bestia di così
Se sapessi come mai mi trovo qui
Se fossi io, se fossi Dio
Se fossi te cosa faresti al posto mio
Se fossi, se fossi, che cosa vuoi che fossi...
Se fossi un fuoristrada con due specchietti rossi
Tirerei dritto sopra tutti questi fossi
Ma sono un passero
Povero me
E allora volo dritto dritto in braccio a te
All'indice
MANTRA DEL CAVALIERE
Per la rivista di letteratura per ragazzi "Fuorilegge", agosto 2006
E cavalca Cavaliere
Le tue fiabe sono vere
Le tue piaghe sono finte
Le tue guerre sono vinte
Le tue stelle sono terse
Le tue strade sono perse
Ma anche...
FILASTROCCA DEI MOSTRI: LA CHIMERA
Per la rivista di letteratura per ragazzi "Fuorilegge", ottobre 2006
Io sono impossibile! Io sono impensabile!
Canta la Chimera il suo pianto inconsolabile
Chimera non si vede, Chimera non esiste
Ma io sono Chimera, sono qui, e sono triste
Testa di leone, coda di serpente
Capra nella schiena che non c'entra proprio niente
Io sono impossibile, lo so, ora sparisco
Però non lo capisco: chi è più rintronato
Il Mostro che è impensabile o tu che l'hai pensato?
All'indice
FILASTROCCA DEI MOSTRI: LA SFINGE
Per la rivista di letteratura per ragazzi "Fuorilegge", ottobre 2006
Scrive la Sfinge con magici inchiostri
L'indovinello segreto dei Mostri:
"Poveri incubi della natura
Mostri terribili, fanno paura
La mente si perde, il cuore si spacca
Ma prova a cambiare la effe con acca"
Se non indovini, io vivo e tu gridi
Se tu indovini, ridi e mi uccidi
All'indice
EPITALAMIO
Per le nozze dell'amica Manuela Fiori, giugno 2006
Io vi dichiaro moglie e marito
Io vi dichiaro mattino fiorito
Giorno con notte, ramo con foglie
Io vi dichiaro marito con moglie
Mano per mano, dono per dote
Con mani libere, non mani vuote
Perché l'amore si semini intorno
E il focolare sia fiamma di faro
Perché bisogna sposarsi ogni giorno
Sposi nel tempo io vi dichiaro
Patto di vite, nodo di rete
Io vi dichiaro ciò che già siete
Sposi compagni nella luce chiara
Questa poesia vi dichiara
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FILASTROCCA DELLE MILLE DOMANDE
Per l'evento finale del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2006
Spariti i palloncini, è già arrivata l'ora
E "quante son le fragole che crescono nel mare"
Qui sta finendo il festival e io non lo so ancora.
Ma io so che quest'isola domani è un po' più grande
Perché ci sono piccoli che fanno le domande
Perché c'è una vocina piccolina che si ostina
Che continua a domandare:
Quante fragole, vongole, spigole, tegole, nuvole, crescono in mare?
E perché la domanda sia compresa e condivisa
Questa è la traduzione in lingua sarda paradisa...
(al sonoro a questo punto si sentivano vocalizzi di neonato)
All'indice
FILASTROCCA DEL BAMBINO FUTURO
Per la giornata nazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, promossa dalla Commissione parlamentare per l'infanzia. Roma, 20 novembre 2006, Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani
Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c'ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l'orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci
All'indice
FILASTROCCA DELLA MERAVIGLIA
Come prefazione del libro "I Meravigliati. Tre racconti di Antonio Catalano", dicembre 2006
La meraviglia è un dono rotondo
Che va e ritorna fra gli occhi ed il mondo
Gli occhi la spargono su fiori e prati
E poi li guardano meravigliati
Gli occhi la spalmano sopra le cose
E poi le trovano meravigliose
La meraviglia sta in quello che guardi?
Oppure sta nei tuoi sguardi?
Sta nelle cose che vedi e che tocchi?
O nelle mani e negli occhi?
La meraviglia è vicino e lontano
è a metà strada fra il fiore e la mano
è nella prosa, è nella rima
è nella rosa che viene prima
è nel silenzio che viene dopo
Nelle parole che non hanno scopo
Nella dolcezza dopo aver pianto
Nel fiato preso prima di un canto
Nel passo indietro prima del salto
Nell'uomo basso che guarda in alto
Nell'uomo alto che guarda altrove
Negli orizzonti del non si sa dove
Nel crac aprendo un guscio di noce
Nel buio vivido dopo la luce
è la vigilia di tutte le cose
è la vendemmia di tutte le rose
è questo mondo quando ci assomiglia
La meraviglia
Il Magopovero ne ha in abbondanza
La dona tutta e non resta mai senza
Perché conosce un antico mistero
Semplice e vero
Quando i bambini sono noiosi
Sono annoiati
Quando gli artisti son meravigliosi
Son meravigliati
All'indice
FILASTROCCA DI SALUTO AI LADRI
Per il furto di cose e attrezzature subito dalla casa editrice Orecchio Acerbo, aprile 2007
Ladro che hai preso le mie poche cose
Piccole e povere, per me preziose
Nella mia casa tu sei venuto
E allora io ti saluto
A me servivano e ora le ho perse
A te non servono e le hai rubate
Le nostre mani son molto diverse
Le hai mai guardate?
Tu usi le mani per togliere cose
Prendere al mondo ricchezza
Io uso le mie per aggiungere rose
Mettere al mondo bellezza
Io son contento delle mie mani
Quello che trovano lanciano al vento
Quello che perdono torna domani
Tu delle tue sei contento?
All'indice
FILASTROCCA DEI QUATTRO MAGHI DEL MONDO
Per il Catalogo della Valigia Illustrata realizzata dalla Biblioteca Comunale di Casalecchio, settembre 2007
Viaggio bel viaggio, io giramondo
Giro la Terra nel giro rotondo
Parto da qui, verso una meta
Strade che girano tutto il pianeta
Parto da qui verso un punto d'arrivo
Cammino e guardo, cammino e scrivo
Scrivo le cose sul diario di viaggio
Giro la pagina e cambia il paesaggio
Nuove pianure, nuove colline
Terre lontane ora siete vicine
Terre straniere, mondo diverso
Gira la testa perché mi son perso
Giro la testa, giro lo sguardo
Prendo la carta geografica e guardo
Ecco la strada, c'è un puntolino
Ora si muove, son io che cammino
Io che mi perdo, io che mi trovo
Giro al carta e mi oriento di nuovo
Giro la curva e c'è un'altra strada
Vado per quella, dovunque vada
Strada maestra che cosa mi insegni
Strada scolara con cento compagni
Viaggiano insieme i compagni di via
Su questa strada che ci porta via
Valli con fiumi, mari con monti
Piccoli alberghi e grandi orizzonti
Fari di macchine, cieli di stelle
Giro le carte, giro le spalle
Volto le curve di bianche stradine
Fino a un cartello con su scritto FINE
Fine del viaggio, inizio del giorno
Scendo dal letto e mi guardo intorno
Forse era sogno, forse era vero
Forse ho viaggiato per il mondo intero
Forse ho girato per tutto il mio letto
Avevo un libro e forse l'ho letto
Ma quattro amici ora sono con me
Son Quattro Maghi, son Quattro Re
Che resteranno per sempre al mio fianco
Per consolarmi quando son stanco
Per consolarmi quando son triste
Coi loro nomi di cose mai viste
Coi loro nomi di mari e colline
Con le iniziali ma senza la fine
Con le partenze ma senza gli arrivi
Che si allontanano mentre li scrivi
Che si avvicinano dovunque guardi
Nomi che incantano i piedi e gli sguardi
Nomi che parlano di cose nuove
Nomi che partono e il mondo si muove
Nomi che portano in Ogni Dove:
NORD, SUD, EST, OVEST...
NORD, SUD, EST, OVEST...
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FILASTROCCA DELLA BELLA "LIBRETÀ"
Per l'evento finale del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2007
I libri sono mappe, sono carte di mare
I libri sono navi di carta per andare
Le feste sono andate, il festival finisce
E nave dopo nave si diventa, si cresce
Diventa più difficile, però sempre più forte
I libri sono lunghi, le feste sono corte
Un uomo non è un'isola, ma la Sardegna sì
E allora questo festival vi saluta così
Vento di maestrale, vento di Levante
Porta a questa gente un'arietta trasparente
Vento di coscienza, di disobbedienza
Porta a questi bimbi sette chili di pazienza
Crescere è difficile, gliene servirà
Portagli un bel sole, ma non basterà
Portagli fortuna, chissà se durerà
Portagli un bel libro che gli porta Libretà
E questo è il mio saluto, che finisce qui
Ora viene un altro che vi dice così...
(al sonoro a questo punto si sentivano vocalizzi di neonato)
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FILASTROCCA DEI FIGLI DEL MONDO
Per il libro-bibliografia sulla famiglia "Dipende da come mi abbracci", Libreria Tuttestorie e Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cagliari, novembre 2007
Tu figlio di chi sei? Son figlio di due stelle
Nel cielo ce n'è tante ma le mie son le più belle
Tu figlio di chi sei? Del sole e della luna
Non splendono mai insieme: cala l'altro e sorge una
Tu figlio di chi sei? Son figlio del villaggio
Dieci madri, venti padri, cento cuori di coraggio
Tu figlio di chi sei? Di un grande albero solo
Ma così alto e forte che da lui io spicco il volo
Tu figlio di chi sei? Di un amore, di un viale
Di un bue e di un asinello, di un dio, di un ospedale
Il nostro nome è uomini, siamo figli e figliastri
Di altri figli degli uomini, della terra e degli astri
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FILASTROCCA DELLE NUOVE NASCITE
Per il libro-bibliografia sulla famiglia "Dipende da come mi abbracci", Libreria Tuttestorie e Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cagliari, novembre 2007
Si forma come un verme nel formaggio
Che in pancia della mamma mangia e dorme
Poi viene fuori e diventa scarafaggio
Con un brutto colore e strane forme
Poi si trasforma in una rana scivolosa
Con grande bocca che sbava su ogni cosa
Poi cresce ancora e diventa un maialetto
Che mangia e rutta e fa pipì e cacca nel letto
E insomma passano giorni e settimane
E cresce, ma sempre bestia un po' rimane
Finché un bel giorno, chissà perché, mi vede
Mi acchiappa un dito con la sua manina
E come un sole che sorge mi sorride
E in quel momento diventa sorellina
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FILASTROCCA DEI BAMBINI IN SALITA
Per il libro-bibliografia sulla famiglia "Dipende da come mi abbracci", Libreria Tuttestorie e Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cagliari, novembre 2007
Ci son bambini burattini stanchi
Che vivono una faticosa vita
Per strada, nelle camere, fra i banchi
Sono sempre in salita
Ogni frase da dire è una montagna
Da scalare fra picchi e scogli sparsi
Ogni passo con pena si guadagna
Per loro camminare è arrampicarsi
Fatica per vedere, fatica per sentire
Pesa un quintale un foglio preso in mano
Durissimo studiare, difficile capire
Il mondo è ripido, scosceso e strano
Ma la salita fa gambe muscolose
Loro non se ne sono mai accorti
Ma i burattini dalle vite faticose
Nascosti dentro hanno bambini forti
E tutti noi che siamo un po' il contrario
E il burattino è dentro, ben nascosto
Con loro abbiamo un modo straordinario
Per fargli prender aria, anche per poco
Facciamo qualche gioco
Che ci scambi di posto
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FILASTROCCA BUONA CONTRO TUTTE LE PAURE
Per il libro-bibliografia sulla famiglia "Dipende da come mi abbracci", Libreria Tuttestorie e Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Cagliari, novembre 2007
Drago vago, serpe di mago
Figlio e nipote di pesce di lago
Dura, scura, nera paura
Brutto fantasma di brutta figura
Cose che strisciano e strillano e stridono
Cose che gracchiano e graffiano e gridano
Cose che tagliano e toccano e tirano
Cose che pungono e piangono e ridono
Cose malvagie, cose selvagge
Tornate indietro nelle vostre spiagge
Cose malate, cose maligne
Tornate indietro nelle vostre vigne
Non me ne importa che paure siete
Di buio, di mostro, di morte, di male
Non me ne importa che nomi avete
Compagni, castighi, sgridate, ospedale
Questo scongiuro che ora sentite
Suona le rime che vi vincerà
Non me ne importa da dove venite
Tornate là!
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FILASTROCCA PER LUISA
Per l'amica e collega Luisa Mattia
O Luisa con la spada calma
Con la voce che spiega e che spalma
Con lo sguardo che sogna e sopporta
Con la mente che pesa e che porta
Porta il peso di cose pesanti
Che da anni si trova davanti
E lei capra ostinata le spinge
Non si vede se ride o se piange
Lei le spinge con spinta serena
Con i piedi di pane e di pena
Con le scarpe dei suoi sacrifici
Sulla via di ospedali ed uffici
Dove gira annoiata ed assorta
Dove spinge ancora una porta
Dove dice ancora una volta
Con stanchezza e con cortesia
È permesso? Son Luisa Mattia
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FILASTROTTOLA
Per una Mostra di Trottole nel Castello dei ragazzi di Carpi, febbraio 2008
Gira la Trottola
Pianeta piccolo
Intorno al sole giocattolo
La Terra bambola
Balla nell'orbita
Con la sua luna girandola
Bambini astrologhi
Sopra le nuvole
Hanno lo spago che arrotola
Ridono e girano
Nascono e tirano
La Terra cigola e vortica
E via che rotola
La nostra vita
Fila la favola
Con le sue dita
Finché la carica
Non è finita
La Filastrottola
Del girotondo
Rotola fino alla fine del mondo
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VIGNETTA DEL MINISTRO BIOMETRA
Per un appello sottoscritto dagli scrittori per bambini contro il disegno di legge del Ministero degli Interni che prevedeva il censimento dei bambini nei campi rom con impronte digitali, luglio 2008
Ecco il ministro biòmetra
Che per salvarci la vita
Rileva i dati biometrici ai piccoli
E gli misura le dita
Viene nel campo di zingari
Quello vicino alla scuola
Cerca bambini per fare timbrini
Con gli indici, ma è una parola!
Ci trova mille scolari
Giunti da tutto il paese
Con dita tinte di colori vari
E con le mani già tese
Noi siamo tutti interetnici, cantano
Noi siamo tutti fratelli
Facciamo timbri di tutti i colori
Non solo coi polpastrelli
Calano giù le braghine
E con unanime gesto
Mostrano mille culetti dipinti
"Prendi l'impronta di questo!"
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FILASTROCCA MANINE MANETTE
Per un appello sottoscritto dagli scrittori per bambini contro il disegno di legge del Ministero degli Interni che prevedeva il censimento dei bambini nei campi rom con impronte digitali, luglio 2008
Il Ministro dell'Ordine
Ed i piccoli zingari
Con le impronte degli indici
Giocano a pari o dispari
Prima del gioco dicono
Ciascuno cosa mette
– Io metto le manine
– Io metto le manette
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FILASTROCCA PER LA RAI
Per una richiesta dell'Ufficio Relazioni Esterne della RAI, agosto 2008. INUTILIZZATA
Conta uno, Rai Uno
Perché tu sei solo tu
Ti conosco da bambino
Conta due, Rai Due
Perché intorno a te c'è il mondo
Vi conosco tutti e due
Conta tre, Rai Tre
Perché insieme a questo mondo
Ci son gli altri intorno a te
Rai quattro, cinque, sei
Noi ci siamo e tu ci sei
Rai cinque, sei, sette
I satelliti e la rete
Rai sette, otto, nove
Storie nostre e strade nuove
Conta i giorni, conta gli anni
Conta i film ed i programmi
Conta i mesi e le stagioni
Le notizie ed i cartoni
Se li conti lo saprai
Se li conti capirai
Se ci conti troverai
Casa Rai
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BALLATA DEL TERZO GIARDINO
Per il libro-bibliografia-antologia "IL GIARDINO SEGRETO", edito da Equilibri, agosto 2008
Allora ascoltatemi, ho una storia da dire
Che parla di Giardini Segreti dietro i muri
Mettetevi qui, state tutti a sentire
Racconti veri di Rifugi Oscuri
Giardini che fioriscono, Giardini che appassiscono
Marciscono, spariscono, e altri rifioriscono
Giardini Nascosti dietro i muri del tuo mondo
Che li trovi e ci abiti e diventano il tuo mondo
Con un Giardino in fondo, nascosto dietro i muri
E non si sa la storia quanto duri
La storia coi suoi giri, la storia che ho da dire
E allora ecco, statela a sentire
Passavano in fila i miei giorni prudenti
In quel mondo tranquillo, tirati con i denti
In quel mondo rotondo monotono e lieto
Io cercavo – dillo! – un Giardino Segreto
Perché mi dicevo: fratello, guarda bene
Non è possibile che sia tutto qui
Non distrarti, guarda tutto, ti conviene
Non è possibile che il mondo sia così
Guarda bene nella strada, guarda intorno
Guarda infondo ad ogni angolo del giorno
Guarda dentro ad ogni attimo che viene
Guarda bene – mi dicevo – guarda bene!
Ed è così che è andata, alla fine, veramente
Non dico balle stupide – credetemi, gente!
A forza di guardare dappertutto – testa dura
Alla fine l'ho vista – la spaccatura
Davvero, il ragazzo guarda e guarda la trovò
Alla fine – the break in the wall!
FILASTROCCA SENZA FINE
Per Carmela, che ha perduto il suo bambino. Dicembre 2008
C'è un bambino che è fatto di scomparsa
Grido di scimmia e gemito di orsa
Nomi del mondo che non vogliono più dire
Chiami e non smette mai di scomparire
Allora siediti con i tuoi nomi accanto
Insieme voi comincerete un canto
E se quel canto a te non dà conforto
C'è un bambino che è fatto di sconforto
Pensiero di palude e d'acqua bassa
I giorni passano ma lui non passa
Allora siedi sulla riva dello stagno
E prendi lo sconforto per compagno
E se tu da quell'acqua non ritorni
C'è una bambina con te fatta di giorni
Come la vita lei cade e si rialza
Tu non la senti perché cammina scalza
A bocca chiusa ti fa le sue domande
Rispondi, prima che diventi grande
E se ancora chi sia non indovini
C'è un bambino che è fatto di bambini
La sua testa è una prima elementare
Le sue spalle due ragazzine chiare
Il suo petto un cortile con le voci
Le sue gambe i due maschi più veloci
I suoi occhi due neonati senza fretta
Il suo cuore è il tuo mondo, che ti aspetta
Vai con loro, coi bambini e le bambine
Loro lo sanno che il tuo pianto non ha fine
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FILASTROCCA PER ESTER GRANDESSO
Per Ester Grandesso, direttrice del Centro Servizi Bibliotecari della Provincia di Cagliari, che dopo aver tessuto in trent'anni di lavoro uno dei circuiti bibliotecari più vivaci d'Italia, lascia il suo telaio e va in pensione. Dicembre 2008
1.
Ester Grandesso tesse la rete
La biblioteca delle biblioteche
Semina, stimola, fa seminari
Bibliotecaria di bibliotecari
Tesse in silenzio, Ester Grandesso
Non è visibile, non sa far chiasso
Parla pochissimo, solo se deve
Il suo tappeto vien su forte e lieve
Pura passione, dura pazienza
– Mirto, porchetto, dice il mercato
Della politica può fare senza
– Mirto, porchetto, panecarasàto
Spargere i semi, riempire i vuoti
– Mirto, porchetto, formaggio, sebàda
Le biblioteche non portano voti
– Mirto, porchetto, nessuno ci bada
Portano premi dall'Oltremare
Ester Grandesso li va a ritirare
Il continente fa onori profondi
E la sua isola le taglia i fondi
Tesse la tela Ester Grandesso
– Mirto, porchetto, girò, culurgionis
E senza i fondi la tesse lo stesso
– Mirto, porchetto, non sente ragioni
Tesse il tappeto della cultura
Fili di libri di tutto il mondo
Che vanno dentro la terra più dura
Con una rete che arriva più in fondo
Perché altrimenti davanti allo sguardo
Se si promuove solo ciò che è sardo
Qui fra di noi sarà il sardo perfetto
Di là dal mare
– Mirto e porchetto
2.
Ester Grandesso adesso ha finito
Non tesse più
Resta a guardare se ciò che ha tessuto
Rimane su
Saranno brave le sue biblioteche
A mantenere tessuta la rete?
Sarà il tappeto che tesse se stesso
Se non c'è Ester Grandesso?
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TIRITERA ELETTORALE SARDA
Una tiritera (in sardo "duruduru") scritta in occasione delle elezioni regionali in Sardegna, febbraio 2009
Noi siamo piccoli, noi siamo sardi
Piccoli uomini che fanno lunghi sguardi
Passano i secoli, con piccoli passi
Noi siamo piccoli però non siamo bassi
Non siamo bassi perché in cuore siamo scalzi
Non ci mettiamo né tacchi né rialzi
Noi stiamo zitti
Guardiamo il mare
Secoli fitti che si vedono arrivare
FILASTROCCA PER ALTRONDO
Per una tana di piccoli lettori fondata dalle Cercasentieri di Libri Carla e Gisella in una libreria consenziente di Roma, marzo 2009. INUTILIZZATA
Ma dovunque tu vada
Non hai mai visto il mondo
Finché non sbagli strada
E finisci in Altrondo
È un circo delle sere
Quando racconta Carla
E comete e pantere
Saltano dentro il cuore mentre parla
È un teatro dei monti
Quando legge Gisella
E su tutte le fronti
Pulsa piano il diamante di una stella
Altrondo ti circonda
Come una patria antica
È la tana profonda
Che parla in una vecchia lingua amica
Libro della foresta
Non ripartire, resta
Libro, fiaba, leggenda
Pianta qui la tua tenda
Libro di vento e fiori
Stai dentro e guarda fuori
Libro di fiumi e fonti
Perché siamo paesani dei racconti
Libro di nostalgia
Quando poi viene l'ora di andar via
Ma anche se te ne vai
I giorni conterai
Finché non tornerai
Perché ora tu lo sai…
Che dovunque tu vada
Non hai mai visto il mondo
Finché non sbagli strada
E finisci in Altrondo
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FILASTROCCA DELLA TERRA CHE BALLA
Per un'occasione del terremoto in Abbruzzo, maggio 2009. INUTILIZZATA
Oggi non piove
La terra non si muove
Vola farfalla
La terra oggi non balla
Ieri pioveva
La terra si muoveva
Sabbia di mare
Casa mia non sa ballare
Resta ferma e cade giù
Casa mia non ce l'ho più
Ma oggi non piove
Facciamo case nuove
Case farfalla
Gentili le vorrei
Che se la terra balla
Loro ballano con lei
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FILASTROCCA DEI LIBRAI SCATENATI
Per un'iniziativa estiva dei librai indipendenti di Cagliari contro gli sconti delle librerie di catena, luglio 2009
Un chilo di libri. Quant'è?
Da noi non si vendono a chilo
E allora come li vendete?
I libri si vendono a filo
A filo di seta dei libri amati
A filo di spada dei libri ardenti
Perché qui da noi, dai Librai Scatenati
Ci sono lettori, non solo clienti
Un metro di libri. Quant'è?
Se ne prendo sei, pago tre?
Dipende da quanti ne vuoi
Dipende da quali nel cuore son tuoi
E come si sa? E come si vede?
È semplice, si entra e si chiede
I Librai Incatenati ti fanno lo sconto
I Librai Scatenati ti fanno il racconto
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PIGNABRINDISI PER LA MELEVISIONE
Per la cena di fine anno di Melevisione, luglio 2009. INUTILIZZATA
Un pignabrindisi per pignatutti
Attori belli e Registi brutti
Attori brutti e Registi belli
Ai sette Nani Autori fratelli
Ai Pignatecnici e al Pignatrucco
Al Pignavalter e al Pignaparrucco
Ai Costruttori di gnomo Zecchino
Ai Musicanti col loro organino
Agli Occhigrandi Cameranani
Che fanno belli fiabeschi ed umani
Ai Macchinisti creatori di fumi
Alle Sartine dei pignacostumi
Alle Fatine della redazione
Alle Madrine della produzione
Al Capitano Cristina sul ponte
Pignammiraglia che doma le onde
A Nostra Strega Suprezia Mussi
Che fa streganze di ascolti e di flussi
Bevete tutti, bevete bene
Tiramisuper, Fruzziante e Blumele
Mangiate pigne, bevete tanto
Per festeggiare l'incontro e l'incanto
Per festeggiare il Melefuturo
Per onorare il Melepassato
Con pignapane di grano maturo
E pignaciucche di buon Pignolato
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POESIA PER GIANNI RODARI
Per il progetto di Antonio Catalano "La Giostra delle Meraviglie – Omaggio a Gianni Rodari", gennaio 2010
A tua figlia dicevi fiabe ad alta voce
Anch'io a mia figlia leggevo ad alta voce
Ho studiato con tua figlia all'università
Il mio mestiere è diventato il tuo
C'è un fiume di padri e di figli, di rime e di fogli
C'è un giro di grandi stagioni, di madri e di mogli
C'è il rosso coraggio delle primavere
Le figlie son vere, le fiabe son finte
Ma tu non temere, le guerre che hai perso son vinte
C'è il rosso di foglie che cadono, qui nell'autunno
Nel tempo del sonno e del danno
Le foglie son vere, le figlie son molte
Le rime che lasci cadere
Son state raccolte
E ormai dureranno le estati della filastrocca
La gente ora sa che sapevi suonare
Suonare ci tocca
Ti abbiamo seguito, abbiamo accordato la rima
Le fiabe son vere, c'è un nuovo mestiere
Che non c'era prima
I poeti per bambini costruiscono giocattoli dell'anima
I poeti per bambini son Piccoli Zii per i figli di tutti
Contro i Grandi Fratelli ignoranti, meschini e corrotti
Tutti noi stamburanti di rima
Tutti noi musicanti di Brema
Noi poeti un po' gatti, un po' galli, un po' cani e somari
Camminiamo sulle strade aperte
Da Gianni Rodari
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FILASTROCCA DEL BUIO AL SOLE
Per il Festival Tuttestorie 2010, aprile 2010
Le storie sono sogni senza sonno
Che spargono all'intorno
Con stelle di parole
Angolini di notte in mezzo al giorno
Pezzi di buio al sole
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COLONNINO DEL LUPO VESTITO DA NONNA
Per "L'Unità", numero del 26 aprile 2010
Lupo pagliaccio, non hai ragione
Parli con bocca di televisione
Io te lo dico con parole mie
Non basta più che ci dici bugie
Naso lunghissimo, gambine corte
Non basta più che le dici più forte
Son canzonette logore e vecchie
Non ci si infilano più nelle orecchie
Invece che "della Liberazione"
Tu dici "festa della Libertà"
Sono puzzette di televisione
Sono trucchetti di pubblicità
Neanche i bambini che fanno la nanna
Credono al Lupo vestito da Nonna
Perché lo sanno che al loro risveglio
Finisce sempre "per mangiarti meglio"
Nasino finto, parole ladre
Ecco il padrone dipinto da padre
Apri sipario, chiudi sipario
Col fazzoletto da partigiano
Apri sipario, chiudi sipario
Con il braccetto in saluto romano
Apri sipario, chiudi sipario
Verde padano federalista
Apri sipario, chiudi sipario
Palazzo romano supercentralista
Prima padrone ricco e potente
Poi padre saggio costituente
Siamo bambini, è vero: cucù!
Ma lo sappiamo che sei sempre tu
Con bocca grande di televisione
Con naso lungo e lingua che inganna
Apri sipario, chiudi sipario
Lupo vestito da Nonna!
All'indice
FILASTROCCA DI CASA E DI SCUOLA
Per la rivista "Scuola dell'infanzia", Giunti, maggio 2010 (numero di settembre)
A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è il mio abbraccio
A casa c'è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
A casa io sono
A scuola divento
A casa c'è sole
A scuola c'è vento
A casa io chiedo
A scuola rispondo
A casa c'è il nido
A scuola c'è il mondo
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POESIA PER IL COMPLEANNO DELLA SORELLA
Per i sessant'anni di mia sorella Maria Donata, 12 maggio 2010
Trenta, sessanta
La vita si alza e canta
Entrando nell'argento
Sorella, tuo fratello rende onore
A questo lieve amore
Leggero, ma che non disperde il vento
Che non flette, non langue
Perché ha radici nello stesso sangue
È immune alle vittorie e alle sconfitte
Se io scrivo con l'inchiostro di quel sangue
Le poesie che io ho scritto tu le hai scritte
Le tue mani e le mie mani son sorelle
Lontane hanno cresciuto cose buie e cose belle
Mentre gli anni hanno girato matte giostre
Di fredde piogge e di tramonti d'oro
Le rime sono nostre
Le date sono loro
Le rughe sono vie da camminare
Abbiamo avuto l'onore di invecchiare
Abbiamo meritato questa età
Le sue mute domeniche, il suo mite splendore
Adesso rimbocchiamoci le maniche
E rendiamole onore
All'indice
POESIA PER I POETI MORTI
Per la morte di Edoardo Sanguineti, e per l'Unità, maggio 2010
Politica, attualità, pubblicità
Dibattiti, atrocità, pubblicità
Sondaggi, brutalità, pubblicità
Ho ricusato i pater ave gloria
Per ritrovarmi rintontito il cuore
Di un'altra giaculatoria
Di gran lunga peggiore
Dove sei andato Giovanni Raboni?
Dove siete, Turoldo, Sanguineti?
Parlateci, padri poeti
Ditelo ancora, bianco su nero
Che non è vero
Non è vero che tutto è uguale a tutto
Non è vero che tutto è prodotto
Che tutto è mercato
Confutatelo questo rosario oscuro
Questa cupa noiosa litania
Con l'ostinato irriducibile scongiuro
Della chiara poesia
All'indice
QUARTINA DELL'ARGENTIERA
Per la T-shirt del Piccolo Festival di Mezza Estate "SULLA TERRA LEGGERI", Argentiera (SS), luglio 2010
Ecco una foto
Minatori che scavano nel vento
Troveranno risposte, prima o poi
Ora che l'Argentiera non dà argento
Ora che la miniera siamo noi
All'indice
FILASTROCCA DEL GIALLO
Per la rivista per i più piccoli LA GIOSTRA, luglio 2010
Da un suggerimento dei bambini di una scuola primaria di Samassi e della loro maestra Teresa
Canta il Giallo alla mattina
E fa l'uovo la Giallina
Fa un ovone giallo e tondo
Che dal cielo scalda il mondo
Picchia in testa l'Ovo Sole
Fa sbagliare le parole
Forse è il gallo che cantava
La gallina che covava
Ma a noi piace più così
Coccodè e chicchirichi
Perché nella gialla estate
A occhi chiusi lo sentite
Che nei cieli più celesti
Tutti i nomi sono giusti
E i colori son millanta
Ma soltanto il Gallo Giallo Sole canta
All'indice
FILASTROCCA DELLA VOCE DELLE MAMME
Per il reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Carpi, settembre 2010
Ecco la locandina della prima iniziativa che ha accolto la filastrocca con l'illustrazione di Antonella Abbatiello. L'una e l'altra saranno riprodotte a tutta parete nello spazio lettura del reparto Ostetricia.
Ed ecco la lettera di ringraziamento del Dottor Paolo Accorsi, Direttore dell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Carpi
Io dico per te luna, io dico per te sole
Io chiamo per te il mondo con le mie poche parole
Con la voce più chiara, nella notte più cupa
La mia voce di mamma, di femmina, di lupa
Voce che bene dice, voce che solo ama
E tu sei già venuto ma lei ancora ti chiama
E quando sarai partito, nelle mie sere sole
Io dirò per te luna, io dirò per te sole
All'indice
RIMETTA SLOGAN DELLA FARFALLA IN PEDIATRIA
Per il progetto "Una farfalla si è posata in pediatria" dell'Ospedale Brotzu e del Liceo Artistico di Cagliari, ottobre 2010
Mano farfalla
Sole che balla
Cuore sicuro
Mare sul muro
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FILASTROCCA DEI NATI PER LEGGERE
Per il sito e per la pagina ufficiale su Facebook del progetto NATI PER LEGGERE, ottobre 2010
Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima
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RIMETTA UMILE E UTILE PER I LIBRAI PER BAMBINI
Per La Libreria Tuttestorie di Cagliari, e molti altri librai per bambini, novembre 2010
P O V E R O L I B R O !
C h e s f o r t u n a t o !
Se TU sfogliandolo qui l'hai sciupato
Poi nessun altro lo comprerà più
Sarà tagliato e poi macinato!
Allora salvalo: compralo TU
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FILASTROCCA PER UN PROFESSORE
Per Nicola Paparella e Angela Perucca che vanno in pensione, Lecce, gennaio 2011
Gli anni con gli anni marciano, rondini e tartarughe
Luce di belle estati, pomeriggi d'nverno
I figli e i libri crescono, con le righe e le rughe
Nei passi di ricerca, didattica e governo
E nei visi dei giovani, di ragazzi e ragazze
Che vengono per chiedere e che alla fine danno
La scuola delle scuole, la vita nelle piazze
La pazienza che occorre per cominciare un anno
Gli anni sono passati, questo devono fare
È, loro magistero, compito di sviluppo
E alla fine arriva un pranzo in riva al mare
Dove ti rende onore la tua gente, il tuo gruppo
La pensione comincia, la fatica è finita
Ma non si va in pensione dal senso di una vita
Non si dismette un compito portato con onore
Non si va in pensione da un nome:
Professore
All'indice
FILASTROCCA SLOGAN SUL GIOCO
Per l’Associazione Lunamoonda, animatrici del gioco di Cagliari, febbraio 2011
A volte il mondo io non lo comprendo
Però se giochiamo lo prendo
All'indice
GRIDO DELLA TORRE COSTIERA
Per il quotidiano l'Unità, 29 marzo 2011
Arrivano dal mare!
I mori saracini!
Ci prendono le donne e ci spaventano i bambini!
Arrivano dal mare!
I saracini mori!
Ci prendono le case e ci contendono i lavori!
Arrivano, arrivano!
Avete visto quanti?
Voi non ci credevate e ora sono qui davanti!
Oh mamma mia, il moro!
Aiuto, arriva il moro!
Le nostre belle strade che diventano le loro!
Il saracino atroce!
Che arriva da lontano!
Per toglierci la Croce e per metterci il Corano!
Arrivano! Sorridono!
Hanno rotto le sbarre!
Sotto le felpe nostre hanno le loro scimitarre!
Arrivano e sorridono!
Ghigni fino agli orecchi!
Perché son tutti giovani mentre noi siamo vecchi!
Oh mamma mia, il moro!
Aiuto, arriva il moro!
Adesso lo capite? Il problema sono loro!
Son tanti, contenti!
E puzzolenti e brutti!
(Regista, allarga – Falli vedere tutti)
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LUNAMONDA CAMBIAGIOCO
Per la campagna elettorale di Massimo Zedda come sindaco di Cagliari, 4 aprile 2011
Lunamonda del cammino
Tu mi salti perché io mi chino
Ma il cammino non va avanti
Tu non ti chini perché io ti salti
Lunamonda fiori e frutti
Il gioco va avanti se giocano tutti
Lunamonda due buoi
Ora ti chini perché tocca a noi
Lunamonda tre re
Vogliamo un sindaco schilellè!
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ANNINNÌA DELL'ASTENSIONE
Per la campagna elettorale di Massimo Zedda come sindaco di Cagliari, 4 aprile 2011
Ninna nanna a cantare
Accallona questo mare
La domenica confonde
Tutti lì a contare onde
Sette, otto, mille, cento
Il mio voto lo do al vento
Tanto è sempre tutto uguale
O è levante o è maestrale
Elezioni, culungioni
Vince cambara o maccioni
Vince o perde è su matessi
Perché son sempre gli stessi
Dunque dormi, canta e sogna
Capitale di Sardegna
Forza Cagliari e anninìa
Dormi e sogna e così sia
Tanto in fondo alla canzone
C'è il futuro che prepara il gavettone
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GIROTONDO MANGIAMONDO
Per la rivista "Miele amaro" n. 4, CUEC, Cagliari, maggio 2011
Io mangio la radice, il germoglio tagliato
E qualcosa in fondo a me diventa prato
Mangio carne del bue, mangio l'agnello arrosto
E la mia gamba ha uno zoccolo nascosto
Mangio il miele fiorito, inondato sul pane
E non sono più solo, sono sciame
E bevo latte bianco, bianchi formaggi e panne
Ed ecco, le mie mani son due mamme
Io mangio il pesce rapido, l'ostrica, il calamaro
E nel mio sangue si scioglie mare amaro
E mangio i fichi floridi, le susine spaccate
E i miei capelli diventano l'estate
Io sono un uomo
Mangio tutto ciò che c'è
E poi quando finisce il girotondo
La terra mangia me
E io divento il mondo
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FILASTROCCA BABBALLOTTA
Per i ballottaggi delle elezioni amministrative di Cagliari il 29 e 30 maggio 2011
Filastrocca babballotta
Per chi pappa e per chi lotta
Perché dai muretti rotti
Sono usciti i babballotti
Dai murrungi dei delusi
Dove stavano rinchiusi
Sono usciti nelle strade
Perché questa volta accade
Perché si avvicina il giorno
Babballotti tutto intorno
Perché basta con il lutto
Babballotti dappertutto
Freschi come fiori a maggio
Pronti? Via!
BABBALLOTTAGGIO!
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SLOGAN ELETTORALE
Per i ballottaggi delle elezioni amministrative di Cagliari il 29 e 30 maggio 2011
Che cosa fai domenica?
Non stare lì a vedere
La tua città ti merita
FALLO ACCADERE!
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FILASTROCCA DI ADDIO ALLA SCUOLA
Variante della FILASTROCCA PER UN PROFESSORE (universitario), adattata per un pranzo d'addio alla scuola di un gruppo di insegnanti di scuola media, maggio 2011
Gli anni con gli anni marciano, rondini e tartarughe
Luce di belle estati, pomeriggi di tedio
I figli e i fogli crescono, con le righe e le rughe
Nei passi di progetti, di lezioni e di studio
Nei visi di bambini, poi ragazzi e ragazze
Che vengono per chiedere, e che alla fine danno
La scuola nelle scuole, la spesa nelle piazze
La pazienza che occorre per cominciare un anno
Gli anni sono passati, questo devono fare
Onde di tanti giovani in una vita sola
E alla fine arriva l'ora di salutare
Di restituire il compito di una vita di scuola
La pensione comincia, la fatica è finita
Ma non si va in pensione dal senso di una vita
Non si dismette un compito portato con onore
Non si va in pensione da un nome:
Professore
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MARCETTA DEGLI GNOMI AL VOTO
Per i referendum del 12 e 13 giugno 2011
Io sono uno
Ma sono tanti
Sono qualcuno che ti troverai davanti
Quando arriverà il momento
Tutti in fila
Io sono uno, qualcuno e centomila
E io ci conto
Perché io conto
Se c'è da farsi contare, sono pronto
Qui dove abito
Come mi chiamo
Son solo un numero, però numero primo
Perché ora è il tempo
Arrivano gli gnomi
Saremo tutti in fila ma saremo tutti primi
Gli gnomi del risveglio
Nel tuo giardino vuoto
Io vado e voglio
Io vado e voto
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FILASTROCCA DELLE STELLE
Per un intervento-spettacolo sul cielo di Andrea Valente, agosto 2011
Dietro le stelle sai cosa c'è?
Altre stelle
E dietro quelle
Ancora nuove stelle
E dietro ancora quelle
Ancora stelle
E dopo, ancora su, ancora avanti
Ci sono regni strani
Dove sono pianeti le tue mani
Lune i tuoi denti
Capelli spettinati ogni atmosfera
Il cielo buio è la tua carne nera
E le infinite stelle
Son tutti i nei della tua vera pelle
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PRIMO PROCLAMA DELLA BOCCACCIA DELLA VERITÀ
Per gli eventi spettacolari del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2011
Io sono la Boccaccia
Che dice i tuoi segreti
Che te li legge in faccia
Anche se li tieni stretti
I tuoi segreti fragili
I tuoi segreti brutti
Tu credi siano tuoi e invece no
Sono di tutti!
Segreti come semi
Che cadono dai rami
Così lo sanno tutti cosa fai e come ti chiami
Segreti, segreti!
Vecchissimi amuleti
Che stanno sulle bocche dei maligni e dei poeti
E tu ne sei avaro
Anche se è tutto vero
Ma io li libero e li lascio andare in giro
In giro, intorno
A fecondare il giorno
A colorare il cielo con un pizzico d'inferno
Per questo sono qui
Con questa filastrocca
Il mondo parla
E io sono la sua Bocca
Boccaccia mia stai zitta!
Boccaccia maladitta!
Boccaccia di poeti, di profeti, di indiscreti
Svela segreti! Dài!
Svela segreti!
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SECONDO PROCLAMA DELLA BOCCACCIA DELLA VERITÀ
Per gli eventi spettacolari del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2011
Io sono la Boccaccia
Che dice i tuoi segreti
Che te li legge in faccia
Anche se li tieni stretti
I segreti si dicono
I segreti si sanno
Ma appena tu li dici altri segreti nasceranno
Perché si riproducono
Non finiscono mai
Se tu scopri un segreto, il segreto è che lo sai
Perché sempre rispuntano
Sono un bosco perfetto
Se tu dici un segreto, il segreto è che l'hai detto
Segreti che frondeggiano
Che fanno bosco
Mentre il tuo vero segreto sta nascosto
Che ti distraggono
E non capisci più
Che l'unico segreto qui… SEI TU!
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FILASTROCCA DEI CRÀSTULI
Per gli eventi spettacolari del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2011
Noi siamo i Cràstuli, siamo i Passanti!
Noi siamo quelli che ti passano davanti!
Siamo ragazzi, siamo donne, siamo vecchi!
Quelli che passano e allungano gli orecchi!
Per sentire cosa dici, per capire cosa fai
Noi siamo quelli che SI FANNO I FATTI TUOI!
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FILASTROCCA DEGLI GLI UCCELLINI DEI SEGRETI
Per gli eventi spettacolari del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2011
Gli Uccellini dei Segreti
Volano zitti, curiosi e discreti
Vedono tutto, sentono tutto
Ciò che nascondi di bello e di brutto
Quelle cosine che solo tu sai
Che non diresti né ora né mai
Perle di gioia, pietre di danno
Loro le sanno!
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FILASTROCCA DEL FINALE
Per gli eventi spettacolari del Festival Tuttestorie, Cagliari, ottobre 2011
E ora volate, Uccellini dei Segreti
Dai libri di scrittori e di poeti
Volate su dalle figure, dai racconti
Uccellini dei Segreti Scintillanti
Portate in cielo i libri e le figure
I versi e le avventure
I sogni le memorie
Perché è finito il Festival...
... di Tuttestorie!
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FILASTROCCA DELLA SALA BORSA
Per i dieci anni della Biblioteca Sala Borsa Ragazzi di Bologna, ottobre 2011
Eccola nel sito di Sala Borsa e nel segnalibro del compleanno
La Sala Borsa è una Nonna Ragazza
Sta in una piazza che sta in una piazza
Cuore nel cuore di Mamma Bologna
La Sala Borsa è un motore che sogna
Sogna bambini che diventeranno
Tutte le cose che sono e che sanno
Ma adesso leggono, non disturbate
Perché leggendo le storie fatate
Stanno scrivendo le cose future
In una Sala di libri e figure
In una Borsa di storie sibille
Che come loro ha dieci anni più mille
E allora batti, cuore di piazza
Sogna per noi, Sala Borsa Ragazza
Pompa segreta dei nostri futuri
Dieci più mille AUGURI!
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FILASTROCCA PER DUE BRAVE CONTASTORIE
Per due amiche esperte di libri per ragazzi, dai buffi cognomi, novembre 2011
Giusi Gallina e Teresa Porcella
Le contastorie della fattoria
In una notte di luna padella
Dissero in coro questa poesia
Pio pio, bei pulcinetti!
Tutti vicini, sedetevi stretti!
La merla vola, la rana salta
E noi leggiamo per voi a voce alta!
Ma i pulcinetti avevano fame
La paperetta era andata a Saronno
Il porcellino faceva il salame
Le tartarughe avevano sonno
Il vitellino voleva la vacca
Il coniglietto aveva paura
Il cagnolino era a fare la cacca
La somarella era ubriaca dura
Venne soltanto un’oca giuliva
E dopo un minuto dormiva
Uffa! Basta! Noi andiamo via!
Dice Porcella e ripete Gallina
Noi ci cerchiamo un’altra fattoria!
E via per strada, cammina cammina
Finché trovarono buona fortuna
Così la smetto di dire scemenze
Giusi Gallina a Montebelluna
Teresa Porcella a Firenze
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Home Page di Bruno Tognolini
* Che sintesi perfette riesce a fare la poesia: "suonare ti tocca", "ti piace lasciarti ascoltare". Ti tocca e ti piace. È la versione più potente che si possa dare del destino del musicista "popolare".
Il suo gruppo, la sua famiglia, il suo paese, la sua cricca d'amici: la sua comunità (la sua "community", si direbbe oggi?) sa che lui sa suonare. E quando è il momento, quando occorre, gli chiede di farlo. Ha accettato e accolto, a volte a costi di noie e sopportazioni, di avere in seno un estroso, un artista, un musicista: ha il diritto di chiedergli di suonare. E lui ha il diritto ("ti piace") e il dovere ("ti tocca") di farlo. Lo fa "per loro". Suona per loro.
Suona Per.
Questa pagina è stata creata l'11 settembre 1999, e aggionata l'ultima volta il 10 dicembre 2011.
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