Bruno Tognolini
NINO E NINA
Tutto l'anno
Racconti minimi in filastrocca

Illustrazioni di PAOLO DOMENICONI
Edizioni FATATRAC, gennaio 2017

Rilegato, copertina rigida, 32 pagine illustrate, formato 24 x 34, prezzo 15,90

In libreria dal 18 gennaio 2017


Nino e Nina sono due bambini amici.
Fanno rima fra loro.
Noi li vediamo per tutto l'anno
qui nelle grandi vetrate di questo libro,
fatte di poesie luminose e figure d'incanto.
Gennaio moneta, marzo pittore, agosto sottacqua.
Guardateli, stanno giocando, non si annoiano mai.
Disegnare il vento, aggiustare cose, fischiare agli uccelli.
Per due bambini amici i mesi sono giocattoli.
L'anno è un giardino.



PRESENTAZIONI
  • Dalla rivista al libro
  • Dalle poesie alle figure
  • Il racconto dell'editore


  • TRE ASSAGGI
  • Nino e Nina di febbraio
  • Nino e Nina di aprile
  • Nino e Nina di giugno




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    DALLA RIVISTA AL LIBRO

    I primi tre anni Nel novembre 2010 padre Stefano Gorla, direttore della rivista Gbaby della Periodici San Paolo (per il prescolare 3-6 anni), mi invitò a contribuire a quel giornalino con una filastrocca al mese. L'ho fatto per quattro anni, con un bel rapporto affettuoso e preciso con quel simpatico e sapiente uomo di Dio e dei libri, che ho imparato ad aprezzare. Leggendarie fra noi la sue mail "Toc! Toc! Busso a filastrocche!", quando all'avvicinarsi delle scadenze editoriali non vedeva arrivare la filastrocca mensile pattuita. Allora mi mettevo sotto.

    E questo, se non sono pani di gesso da sfornare ma più che sia possibile belle briosce, è proprio un bel lavorare da fornaio. Pur sbuffando all'inizio per i mille altri compiti, molti dei quali forse inconcludenti, solo dieci minuti che fossi sul pezzo con le mie sgorbiette e scalpellini, ero già immerso nell'operoso gaudio che accompagna il lavoro delle rime. E pensare ora in scorcio a quelle ore, nelle brume di gennaio a Bologna o in Sardegna nelle pinete marine d'agosto, a mettere in versi il successivo febbraio delle mascherine o settembre del rientro a scuola, è già nostalgia di ricordo. Buon segno per l'opera.

    Quattro anni sono passati, 12 x 4 = 48 filastrocche sono state consegnate una al mese a "pStefano" (così si firmava), in tempo perché apparissero su Gbaby. Con lui fin dall'inizio avevo stabilito un accordo editoriale che lasciasse in mano mia i diritti di utilizzo delle filastrocche per un'eventuale seconda pubblicazione. Fra le 36 dei primi tre anni, infatti, è caduta la selezione che poi ha prodotto RIME PICCOLINE, edito nel 2016 da Nord/Sud. E le 12 dell'ultimo anno? Perchè quelle le ho messe da parte?

    L'anno di Nino e Nina Perchè quello è stato un anno speciale. Il lavoro seriale per chiunque, scrittore o maestra o medico o fabbro, è per un tratto forza e risorsa, e oltre quel tratto freno e peso. Occorre, quando viene quel momento, saper variare nella continuità. Alla fine del terzo anno, il 7 dicembre 2013, scrissi a pStefano una mail che diceva così: Da giorni, da settimane vado meditando un mutamento, un'evoluzione per questa prossima annata di filastrocche. Qualcosa che le leghi tutte e dodici, un disegno, una cornice comune; Canevaro avrebbe detto, tanti anni fa, uno "sfondo integratore". Che renda forse più facile e armonico a me il compito di scrivere (lavorare con uno schema, una dima prefissata è meglio che chiedersi ogni volta: stavolta di che parlo?), e al tempo stesso moduli l'aspettativa di chi legge.
    Insomma, una specie di STRIP in rima.
    Ecco, cercavo un tratto continuo, ne ho inseriti due:
    1) due PERSONAGGI COSTANTI: Nino e Nina, bambino e bambina, età non specificata (quella del target), amici e compagni abituali di giochi;
    2) i MESI DELL'ANNO, ma in funzione di cornice blanda, non cogente, coi soliti topoi (gennaio il FREDDO; febbraio – giocoforza – le MASCHERE; marzo i RAPIDI MUTAMENTI di clima, umore, giochi, etc.).
    Anche il titolo della rubrica (della "striscia") si potrebbe cambiare, se ti va. Non "FILASTROCCA DI GENNAIO" etc., ma "NINO E NINA DI GENNAIO", "NINO E NINA DI FEBBRAIO", "NINO E NINA DI MARZO", etc.
    Ecco dunque come son nati questi due personaggi. Avevo proprio desiderio di cimentarmi con questa "specie di STRIP in rima". Vedere come crescevano, cambiavano, o al contrario e al contempo precisavano i loro tratti questi due bambini amici.
    E con l'andar dei mesi ho preso gusto al compito, e affetto a loro.

    Così, quando è stato il momento di chiedermi dove mandarli, una volta nati e cresciuti nel caldo nido di Gbaby, ho pensato a Fatatrac, che fa bei libri grandi e generosi, con grandi e belle illustrazioni, e che non molto tempo prima aveva sfidato la sorte e il mercato con una riedizione audace in hardcover e grande formato dell'ormai ventenne L'ALTALENA CHE DONDOLA SOLA. Per tanti editori che macerano libri di sei mesi, uno che ripubblica in edizione dispendiosa un libro di vent'anni meriterà pure un qualche tributo di gratitudine...
    Del tutto ripagato con questa bellissima edizione, che con Elena Baboni abbiamo subito cominciato ad amare molto: e così, per la cura e la perizia che Elena ha prodigato nel "fare" questo libro (vedi qui sotto la sua bella nota sulle illustrazioni), le devo di nuovo gratitudine, e siamo daccapo.


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    DALLE POESIE ALLE FIGURE

    Sono loro!

    C'è sempre un momento di piccola ansia gioiosa, quando si apre il PDF delle tavole illustrate che l'editore spedisce allo scrittore. Ecco l'incarnazione, l'apparizione, l'epifania. Forme e colori che le parole evocavano, elusive e reticenti, senza mai definire con esattezza un colore, un taglio di capelli, i dettagli di un abito; lasciando al lettore il compito e il privilegio di figurarle nella sua mente, con quei tratti ma sfocati, mutanti, quelli ma poi anche altri: ecco che ora queste forme appaiono, e da ora sono quelle e non più altre.
    Eccoli quindi, i "miei" Nino e Nina, arrivavano con le prime tavole di Paolo Domeniconi, che Elena mi manda. È un momento emozionante, lo ripeto: come vedere persone care a cui per gran tratto s'è solo scritto lettere, parlato al telefono.
    Qunque sono così?
    Li guardo. Non cerco dettagli, riscontri: i capelli che forse erano più scuri, l'età più acerba, le posture più - o meno - composte. No, niente di tutto ciò. Mi chiedo solo: sono loro?
    Ecco, stavolta, per questi Nino e Nina che arrivavano e si mostravano, forse anche loro un po' emozionati, mi son risposto: sì, sono loro.
    Ma non perché siano esattamente "come me li aspettavo", perché io non mi aspettavo proprio niente. O perlomeno niente di preciso. Io non li vedevo bene, li vedevo confusi. Io li sentivo parlare, tutt'al piùr;. No, è quasi il contrario: sono loro proprio perché sono diversi, un po' diversi da come me li aspettavo, pur non aspettandomi niente. E questo vuol dire, semplicemente, che sono vivi. Perché la vita scarta di lato sempre un po', disallinea, caracolla sui binari delle nostre aspettative.
    A febbraio dunque è così? C'è davvero quel gallo stupendo che legge annoiato il giornale al balcone? Ma io non l'ho scritto! Appunto. La vita per fortuna mi scappa via da tutte la parti, e ciò che non vedo io lo vede Paolo.
    E ad aprile è così? Con quella luce allampata del cielo sul bus che attende? E a giugno? Sì, esatto: quel bambino col martellino levato sono io, mi accucciavo proprio così; peccato solo non avere avuto una bambina amica accucciata così, accanto, nei miei pomeriggi infiniti di piccola carpenteria. E dunque benvenuti, Nino e Nina di Paolo, accanto e dentro i Nini miei. Vuol dire che in quelle dodici svagate filastrocche quotidiane c'era più vita di quanto io stesso, che le ho scritte, m'aspettassi: se il pittore l'ha vista. C'è vita per due, per me e per lui; per tre, perché anche Elena Baboni ama i Nini, lo so, e li ha costruiti con noi. E allora forse c'è da ben sperare, perché dove c'è per due e per tre c'è anche per mille.


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    IL RACCONTO DELL'EDITORE

    Un contributo di Elena Baboni, Fatatrac

    Quando Bruno mi ha mandato in lettura i suoi Nino e Nina, ho subito pensato che si trattasse di un progetto perfetto per il rinnovato piano editoriale di Fatatrac. Poi ho avuto un pensiero: Paolo Domeniconi. Ho creduto che lui fosse la persona giusta per illustrare quei testi. E questa idea mi si è fissata in mente proprio dopo una lunga telefonata con Bruno, parlando di formati, oggetto-libro e, soprattutto, dell' immaginario che avrebbe dovuto accompagnare i suoi versi. Durante quella telefonata, Bruno mi disse che non avrebbe voluto illustrazioni didascaliche, ma qualcosa che potesse oltrepassare le tre dimensioni della vita "normale" dei protagonisti, entrando dritto dritto in una quarta dimensione: quella del gioco e dell'immaginazione, quella che tutti abbiamo provato, bambini, con il "giochiamo a fare che eravamo...".
    E Paolo, che fortunatamente per tutti noi ha accettato questo lavoro e questa sfida, ci ha stupito, illustrazione dopo illustrazione, prendendo per mano le rime di Bruno, assimilandole e aggiungendo elementi giocosi, leggeri, stranianti: un gallo sul balcone, un bassotto alla finestra, un fiore gigante che esce da un autobus, un enorme scoiattolo accoccolato di fianco ai nostri protagonisti in letto-foresta novembrino tra rami spogli e foglie secche. Il mese "in cui si salta con i grilli" diventa letteralmente il mese in cui Nino e Nino, a cavallo di un grillo gigante, saltano una siepe a forma di otto; il mese delle vacanze è un tuffo in un mare azzurro e luminoso, come se Paolo sapesse trasformarsi in un pesce e da lė ridarci luci, trasperanze vibrazioni e colori; il mese della neve, si sa, può portare brutte sorprese: se la neve si tramuta in pioggia, non c’č pupazzo che resista, tranne che in Nino e Nina di dicembre: il pupazzo diventa assenza presente, un buco-sagoma in un tronco di un albero, c'è e non c'è contemporaneamente.
    Ecco cosa mi piace di Paolo Domeniconi: il suo continuo giocare con le immagini, tra espedienti surreali e atmosfere metafisiche. Il colore poi, digitale (chi non lo sa, non lo direbbe mai!), caldo e sapiente, come solo dalla mano di un pittore esperto può vivere, fa il resto della magia di questo illustratore.
    S&igrqave;, è stata una grande soddisfazione mettere assieme per la prima volta Bruno Tognolini e Paolo Domeniconi e Bruno, per suggellare questo sodalizio, ha cesellato alcuni sui versi in un secondo tempo, incastonandoli poi al meglio nelle immagini di Paolo.


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    TRE ASSAGGI

    Questo è un libro di grande formato: 24x34 cm, davvero grande. Se riduciamo l'immagine di una pagina alle dimesioni compatibili con i display, il testo diventa minuscolo, del tutto illeggibile. Perciò delle tre poesie in assaggio riprodurrò qui sotto il testo, un'immagine inserita a bassissima risoluzione, e un link alla stessa immagine a risoluzione maggiore, per chi la vuole gustare meglio.



    Nino e Nina di febbraio




    La tavola a risoluzione maggiore (2.5 MB)


    È febbraio, comincia Carnevale
    Dice Nina: "Farò la principessa"
    Dice Nino: "E io l'eroe spaziale"
    "Ma fai sempre lo stesso!"
    "E tu sempre la stessa!"
    "E allora mascheriamoci, però da cose strane!"

    Nina si maschera da vetro di finestra
    Nino si maschera da cacca di cane
    Nina si maschera da gonna di maestra
    Nino si maschera da nespola di bosco
    Nina gli dice: "Così ti riconosco!"

    Arrivano le mamme, è tempo di vestirsi
    Coi bei costumi veri per andare a divertirsi
    Si vestono, si guardano, si prendono un po' in giro
    Lei solita fatina, lui solito vampiro

    Indossano i costumi, si guardano allo specchio
    Accostano le teste, si parlano all'orecchio
    "Con questo vestitino" – "Con questa mascherina"
    "Mi sento un po' cretino" – "Mi sento un po' cretina"

    Ma poi finisce Carnevale!
    "Meno male!"
    "Così son Nina ogni mattina"
    "Per fortuna!"
    "E io son Nino, sempre io"
    "L'amico mio!"

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    Nino e Nina d'aprile




    La tavola a risoluzione maggiore (2.5 MB)


    "Aprile! Aprile! Aprile!
    Aprite la finestra!
    Ormai è primavera!
    L'ha detto la maestra!"

    Nina in cucina grida
    "Finiti i giorni brutti!"
    Si sente fino in strada
    "Aprile! Aprite tutti!"

    La sentono i piccioni
    E aprono le ali
    La sentono i signori
    E aprono i giornali
    La sente il bus ventotto
    E apre le sue porte
    La sente anche un bassotto
    E abbaia forte forte

    "Aprile! Apriti sesamo!
    Dài, Nino, apri la porta!"
    Nino le apre subito
    Però ha la luna storta
    "Che cosa gridi, sciocca!
    Ma chiudi quella bocca!"

    Va bene, Nina tace
    Ma è aprile, lei ne è certa
    E allora senza voce
    Ma con la bocca aperta
    Continua a dire
    "Aprile! Aprile! Aprile!"

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    Nino e Nina di giugno




    La tavola a risoluzione maggiore (2.5 MB)


    Ecco che arriva giugno, si può stare in balcone
    Profumo di basilico e bel sole arancione
    Nina veste la bambola con petali di rose
    E Nino gioca ad aggiustare cose

    Ha una pinza giocattolo, un martellino nero
    Le forbici di plastica e un cacciavite vero
    Osserva tutto intorno, esplora sopra e sotto
    In cerca di qualcosa che si è rotto

    "Si è rotta la mia bambola!", dice Nina agitata
    Due tocchi di martello: toc! toc! Aggiustata
    "Si è rotta quella rosa! Il vento l'ha spezzata!"
    Due morsetti di pinza: gnac! gnac! Riparata!
    "Si è rotta la girandola, girando si è svitata!"
    Due giri al cacciavite: gik! gik! Sistemata!

    Nina molla la bambola, ormai è bell'e vestita
    Chiede a Nino il martello, lo stringe fra le dita
    La squadra insieme aggiusta una scarpa, le viole
    La ringhiera di ferro, due nuvole ed il sole

    "Bambini, è ora di pranzo! Mezzogiorno passato!"
    "Chi lo dice?" – "L'orologio!"
    Toc! Toc!: "Aggiustato!"
    Rimane una mezzora
    "Nina, giochiamo ancora!"



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    Questa pagina è stata creata il 3 GENNAIO 2017 e aggiornata l'ultima volta il 10 gennaio 2017


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