Bruno Tognolini
UFFICIO POETICO
Ideazione, scritture, realizzazioni nell'ambito di Festival e altri eventi


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Festival L'Isola delle Storie, Gavoi 2004 e 2005

1. Festival Tuttestorie, Cagliari 2006 - LE DOMANDE
2. Festival Tuttestorie, Cagliari 2007 - LE DISOBBEDIENZE
3. Festival Tuttestorie, Cagliari 2008 - GLI ANIMALI
4. Festival Tuttestorie, Cagliari 2009 - I MUTAMENTI
5. Festival Tuttestorie, Cagliari 2010 - LA NOTTE
6. Festival Tuttestorie, Cagliari 2011 - I SEGRETI
7. Festival Tuttestorie, Cagliari 2012 - L'INCOMPRENSIBILE
8. Festival Tuttestorie, Cagliari 2013 - LA CASA

1. Festival Tuttestorie, Fermo 2014 - 1. LA CASA



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È di un certo conforto rendersi conto che alcune delle idee e prassi che si sono scoperte e studiate in anni fervidi di università, a dispetto dell'impastatrice del lavoro reale che tutto rimescola e amalgama, talora dopo anni tornano e valgono in perfetto splendore. Giuliano Scabia, che negli ultimi anni '70 era mio Professore di Drammaturgia al DAMS, ma che io annovero fra i quattro o cinque Maestri della mia formazione, ci conduceva a esplorare la "drammaturgia espansa", la scrittura teatrale che tracimava dal testo al contesto, che aspirava a scrivere (= ordinare in armonia) gli eventi più disparati accanto e intorno allo spettacolo. Per molti anni dopo il DAMS, col mio gruppo teatrale, ho applicato questi principi alla costruzione di quelli che chiamavamo "Teatro in Fiera", grandi eventi di spettacolazione all'aperto, commissionati per lo più dal Comune di Bologna, nei quali ogni dettaglio - spettacoli, concerti, mostre, conferenze, performances, degustazione di cibi e vini, giochi, e giù fino ai volantini, le scritture di sala, i cartelloni, i costumi delle Guide del pubblico - tutto era scritto come parte di un unico "testo". Uno spettacolo di spettacoli, come il nostro era un gruppo di gruppi.
Dopo quegli anni il mio lavoro di scrittura si è progressivamente ritratto negli argini dei "testi" propriamente detti, benché destinati a codificare corpi culturali diversi: libri, spettacoli teatrali, sceneggiati televisivi, addirittura multimedia interattivi. Ma la scrittura di "eventi" pareva scomparsa nel mio lavoro per anni, e devo dire con un certo sollievo: era il tempo, evidentemente, di concentrare la forza dell'acqua entro argini di fiume più saldi e definiti. Ma ogni rivolo delle nostre forze e abilità, se è fondato e fecondo, può avere dei tratti carsici, sotterranei; può sembrare scomparso per lunghi intervalli, e d'un tratto riaffiorare più avanti. È quanto mi è successo nel 2004, quando s'è aperta l'opportunità di costruire, con le mie amiche libraie Tuttestorie di Cagliari, la parte ragazzi del Festival Letterario di Gavoi. Quelle competenze, quel saper fare è sgorgato dal suo tratto carsico, dove per molti anni s'era nascosto, le scritture hanno ripreso a zampillare fuori dai testi e spargersi sui contesti. Son seguite altre imprese, stagionali e simili a quella, altre scritture espanse, in due edizioni della "parte ragazzi" del Festival di Gavoi, e molte molte di più del Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi a Cagliari. Che qui racconto.




L'ISOLA DELLE STORIE
Idee, progetti, racconti e testi teatrali per due anni di Festival di letteratura per l'infanzia a Gavoi, in Barbagia. Luglio 2004, luglio 2005

  A Gavoi, paese della Barbagia, nel primo fine settimana del luglio 2004 si è tenuto, per la prima volta nella storia della Sardegna, un Festival Letterario di livello internazionale. Questo Festival è stato ideato e gestito da L'Isola delle Storie, associazione culturale che raccoglieva in quegli anni una buona quota degli scrittori sardi, assieme ad altri operatori culturali e artistici e a cittadini di Gavoi. Facevo parte di quella generosa e litigiosa compagnia di caccia dal suo primo nascere, come socio fondatore, e ne sono uscito, con quasi tutti gli altri scrittori, quando la malaugurata rissosità dei sardi, a buona ragione definiti dagli spagnoli dominatori "pocos, locos y disunidos", insieme ad altre ragioni più fondate e sostanziali, ha segnato la fine di quell'esperienza, e per fortuna l'inizio di altre.
Il Festival ha visto la sua prima edizione nei primi di luglio del 2004, e la seconda negli stessi giorni del 2005. I programmi di queste passate edizioni, purtroppo, non sono più presenti nel sito dell'Associazione www.isoladellestorie.it.

  EDIZIONE 2004. Per le due edizioni del Festival personalmente ho curato, insieme alle amiche libraie-editrici Tuttestorie di Cagliari, il programma di letteratura per bambini, e in particolare i suoi "eventi speciali". Nell'edizione 2004 le "Incursioni di contrabbando", incontri fra scrittori per adulti e lettori bambini; e lo spettacolo itinerante "Lupo Lucio a Gavoi", in cui il celebre Lupo della Melevisione, cedendo alla promessa di un intero maialino arrosto, si è spinto fino a Gavoi per parlare delle sue letture più amate, e di quelle più odiate. Cinquecento bambini e genitori lo hanno seguito in processione per le strade del paese.

  EDIZIONE 2005: "Segreti e Bugie". Per l'edizione 2005 ho curato l'ideazione di forme e modi per rendere ben visibile nel Festival il TEMA cui quell'anno era improntata la parte Ragazzi: "SEGRETI E BUGIE". Il lavoro sul tema è cresciuto intorno a una raccolta di narrazioni dei bambini gavoesi, che già dal maggio mi avevano spedito a casa, a Bologna, un centinaio di lettere in cui confidavano i loro segreti e le loro bugie. Col loro consenso, questi cento coloratissimi segreti son stati acquisiti, catalogati, stampati su fogli colorati e disposti in varie forme scenografiche per il Festival; e prima ancora spediti a casa a tutti gli scrittori ospiti della sezione Ragazzi perché si preparassero a parlarne e lavorarci su nei loro incontri coi lettori; e infine scelti e riscritti e trasformati in racconti da me, e detti e fatti e trasformati in spettacolo da Laura Curino. Qui si possono leggere questi sei racconti, che son stati due anni dopo i semi di una rielaborazione letteraria più fonda e complessa (solo uno in realtà se n'è salvato), generando il mio primo libro di racconti per i lettori adulti "Ciò che non lava l'acqua".

  EDIZIONE 2005: "Pitzinnos Farhenheit". Sempre per la parte ragazzi del Festival di Gavoi 2005, ho scritto il testo dello spettacolo di strada "Pitzinnos Farhenheit", messo in scena (o in strada) dalla compagnia teatrale Cada Die Teatro di Cagliari (che poi, in riallestimento da palcoscenico, ne ha fatto uno dei suoi spettacoli di giro). Ecco come lo racconta il comunicato stampa del Festival.
Due Vigili del Fuoco Bruciatori di Libri si aggirano per il Festival di Gavoi, pedalando su due Fornocicli fumanti (due tricicli della N.U. regalati dal Comune di Cagliari e trasformati dagli scenografi). Imprecando contro quel luogo di perdizione, strappano i libri dalle mani dei bambini, ne leggono alcuni passi, illustrano le stravaganti degenerazioni fisiche e mentali che da quei passi sono causate, e senza aggiungere altro buttano i libri nel Fornociclo, da cui si alzano sbuffi ruttanti. I due sgherri son sulle tracce di un pazzo pericoloso, cui i libri hanno fatto perdere la testa fra le nuvole per sempre: qualcuno l'ha visto? Dall'altra parte del paese, infatti, con un altro stuolo di piccoli spettatori, è partito il Trampoliere Dalla Trista Figura, un pazzo Chisciotte su trampoli che vede Fabbriche di Cioccolato nelle chiese, orribili Voldemort in innocue vecchiette, Capitan Silver nei vigili urbani: ha letto troppi libri per bambini, e questo è il bel risultato. I tre si incontreranno nel palco sotto Casa Maoddi, e saranno scintille. "Vieni giù!" - intimano i Vigili al Trampoliere. "Vieni su tu, se sei capace!" - risponde questo. Chi legge monta sui trampoli dell'anima? Diventa più alto degli altri? Ed è solo, lassù? Deve tornare coi piedi per terra? E si possono bruciare i libri, anche solo per scherzo? No, non si può. Saranno i bambini stessi a dirlo, e a farlo, con un colpo di scena finale che sorprenderà e "rinfrescherà le idee" a tutti.
Qui si può leggere il testo della versione gavoese e di strada dello spettacolo "PITZINNOS FAHRENHEIT".

  Copio qui sotto, per completezza di significati, un breve testo scritto per un giornale, che mi chiedeva la mia posizione rispetto all'associazione e al Festival.
Molto mi aspettavo, e molto, si può dire col senno di poi, mi è arrivato. Molto, ma non a lungo. O non a lungo lì, in quell'Associazione. Dopo due anni, come ho già detto, tesa dalle asprezze dei caratteri, ma più concretamente dalla ricerca di spazi di sviluppo più liberi e aperti per le sue spumeggianti componenti, l'Isola delle Storie esplodeva, e si svuotava di quasi tutti gli scrittori sardi e dell'intera "squadra ragazzi". Per quanto riguarda questa "squadra", Tuttestorie ed io, la spinta alla secessione è stata la concreta esigenza di trovare uno spazio di crescita più arioso, fuori dal fatale e forse inevitabile cono d'ombra che un Festival Letterario "per adulti" proietta sul suo (pur vivace e colorato) settore ragazzi. Finché restavamo la cameretta dei bambini, tanto bravi e e creativi ma che devono andare a giocare quando babbo parla con zio, non poteva esserci sviluppo. E infatti il rigoglio e, perché no, anche la visibilità del Festival Tuttestorie, trapiantato da Gavoi a Cagliari, è stato di tutt'altro respiro.

  E infine, l'immancabile filastrocca scaramantica ed epinicia, che in quegli anni ho dedicato al Festival e all'Associazione.


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Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Prima edizione, 2006.
QUANTE FRAGOLE CRESCONO IN MARE?

Domande, visioni e libri per ragazzi meravigliati


Cagliari, 13/14/15 ottobre 2006. A cura della Cooperativa Tuttestorie, in collaborazione con Centro Regionale Documentazione Biblioteche per Ragazzi della Provincia di Cagliari, Arcus spa, Istituto del Libro, Bruno Tognolini e Vittoria Negro


  Quest'anno non a Gavoi con "L'Isola delle Storie", come nei due anni passati, ma a Cagliari, e non come parte di un Festival di letteratura "per tutti", ma come festa di libri e autori solo per bambini e ragazzi, ho messo fra i miei lavori di scrittore queste opere che non sono libri: ma esigono scrittura, o perlomeno si giovano di essa.
Qui si può leggere una Presentazione estesa del Festival, con le idee che lo muovono, i contenuti, le notizie sugli ospiti e sugli eventi.
Qui invece il Programma dettagliato, con luoghi e orari di ogni evento.

  Il tema del Festival erano le DOMANDE dei bambini. Per dare corpo vivo a questo tema, oltre che curare scritture e comunicati vari (come quello "quasi in versi" che si legge qui sotto) e condurre i miei incontri come gli altri autori all'interno del Festival, ho progettato, aperto e diligentemente diretto l'UFFICIO POETICO DELLE RISPOSTE.
Lo racconto in due parole. A metà settembre ho scritto una Lettera alle scuole che da tutta la Sardegna si erano prenotate per intervenire al Festival. Chiedevo ai bambini di venire portando in tasca striscioline di domande: le loro domande, quelle che avevano sulla lingua e non avevano occasione di fare, o che avevano fatto ma a cui non avevano ricevuto risposte; domande buffe e serie, alate o pignole, pubbliche e scritte con l'aiuto della maestra o segrete e tenute in tasca che non le legga lei...

  Poi ho scritto un'altra lettera agli scrittori "continentali" per bambini, ospiti del Festival, e a un buon numero di scrittori sardi, per bambini e non. Che diceva così: "Questa lettera è una chiamata al generoso servizio come donatori di penna presso l'Ufficio Poetico delle Risposte che aprirà i suoi battenti nel Festival. Vi chiediamo un'ora del vostro tempo, durante quei tre giorni, o meno o più se potrete e vorrete darne meno o più. (...) Sarete ospitati a turno, uno per volta, in un bel gazebo al centro del Festival, decorato a opera dell'illustratrice Eva Rasano, sormontato dall'insegna "UFFICIO POETICO DELLE RISPOSTE" e dal cartello "LO SCRITTORE STA SCRIVENDO RISPOSTE - NON DISTURBARE". Potrete attingere (se tutto funziona) a un monticello di striscioline di carta, su cui molti bambini avranno scritto le loro domande. Potrete scegliere quelle che vi aggradano e scrivere con un computer a ciò dedicato le vostre risposte, serie o di burla, gravi o lievi, scientifiche, filosofiche, poetiche o avventurose, e comunque firmate in fede di scrittore"... etc.

  Tutto ha funzionato. Le striscioline di domande non sono state monticello ma montagna.
E qui, generosamente, offriamo alla lettura dei visitatori di questo sito ben 500 Domande dei bambini.
Si sono iscritti all'Ufficio Poetico delle Risposte, per tentare di rispondere a questa inondazione, TERESA PORCELLA, GUIDO QUARZO, LUCIANO MARROCU, DAVID GROSSMAN, FLAVIO SORIGA, STEFANO BORDIGLIONI, LUCA NOVELLI, ALBERTO MELIS, ROSSANA COPEZ, SILVANA DE MARI, CHICCO GALLUS, GIULIO ANGIONI. Tutti hanno fatto la loro ora di turno (Grossman, strappato via dagli intervistatori TV, un po' meno). Hanno pescato dallo scatolone le domande che preferivano e hanno scritto un centinaio di risposte. Una trentina son state affisse sui muri del piazzale del Festival domenica 15, l'ultimo giorno.
Ed eccole qui tutte anche loro, le Risposte degli scrittori alle domande dei bambini del Festival.
.

  Scoperta e sperimentata a Gavoi con le bugie e perfezionata in questa edizione del Festival Tuttestorie di Cagliari con le domande, questa modalità di costruzione di eventi letterari che fa incontrare le storie di carta dei personaggi con le storie di carne dei lettori sarà applicata di nuovo fra un anno sulle disobbedienze.

  Ecco infine il mio annuncio del Festival, il comunicato stampa di giubilo personale per questo inaspettata e felice congiunzione: il mio mondo di lavoro, il mondo dei libri per ragazzi, che anche per mia opera scende in festa in quella che continuo a sentire come la mia città.

Un Festival di libri in una città di mare.
Perché basta tenerli aperti: viene il vento a sfogliare.
Una festa di libri e autori in un'isola lontana.
Perché i libri e i loro autori adorano le isole lontane.
Un Festival di libri per bambini in una terra vecchia e antica.
Perché i nonni sanno parlare ai bambini a volte più che ai grandi.
Una festa di lettori piccoli e grandi domande.
Perché i libri sono pieni di risposte, ma nascoste, e nelle feste saltano fuori.
Un Festival in un posto che si chiama "Qui non viene mai nessuno".
Perché i nomi delle città li danno i cittadini e i cittadini li cambiano.
Un Festival di libri per bambini qui, a Cagliari, in Sardegna.
Perché qui autori e bambini stan crescendo, e senza feste non si compiono gli anni.
Un Festival sui "grandi perché". Come dice il Poèta Poìta: perché sì.




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Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Seconda edizione, 2007.
VIVA LA LIBRETÀ!

Racconti, visioni e libri disubbidienti


Cagliari, 5/6/7 ottobre 2007. A cura della Cooperativa Tuttestorie, in collaborazione con Centro Regionale Documentazione Biblioteche per Ragazzi della Provincia di Cagliari, Bruno Tognolini e Vittoria Negro


  La seconda edizione del fortunato Festival Tuttestorie, che esplorava il tema arduo e spinoso della disobbedienza, ha chiuso i battenti domenica 8 ottobre 2007, con due grandi e bellissime navi di carta costruite da Gek Tessaro, la Giudiziosa e la Ribelle, che salpavano nel cielo della notte trascinate in alto da decine di grandi palloni ad elio. Le seguivano altre decine di palloncini cui erano appese le piccole e grandi disubbidienze dei bambini del Festival, mentre il Racconto delle Due Navi, scritto a quattro mani da Chiara Carminati e Bruno Tognolini, risuonava (poco e male, bisogna dire) nella piazza dell'Exmà per illustrare a tutti il mistero che stava accadendo.
Ecco qui la scaletta delle azioni e i testi, racconti e filastrocche, di questo Evento Finale del Festival.

  Lascio alla Presentazione e al Programma del Festival il compito di elencare i numerosi autori e illustratori ospiti (da Aidan Chambers a Abraham Jeoshua, da Luisa Mattia a Chiara Carminati, da Pef a Gek Tessaro), dei giornalisti e scienziati e studiosi (da Marino Sinibaldi a Francesco Cavalli Sforza a Mario Calabresi), e dei numerosissimi eventi. Dirò solo - e brevemente per lasciare il dettaglio ad altri materiali e scritture - del lavoro sul tema che, oltre agli usuali incontri coi bambini lettori, è stato il mio principale contributo al Festival.

  La formula costruttiva è quella che lo scorso anno aveva funzionato egregiamente: le storie di carta, in questo caso le disubbidienza di carta, che fluivano come un'inondazione dai libri, dovevano incontrare le disubbidienze di carne, quelle dei bambini veri che inondavano il Festival. Già dall'aprile era partita una Lettera a tutte le scuole sarde, dove si invitavano i bambini e i ragazzi a raccontare le proprie disubbidienze, e i pensieri e le riflessioni su di esse; a scriverle su fogli, in classe o a casa, e spedirci quei fogli per posta. Un piccolo corredo di esempi di disubbidienze "giuste" e "sgbagliate", o se si vuole "utili" e "dannose", si proponeva in quella lettera come mappa di navigazione per spingersi nel mare infido di quest'argomento. E già una prima messe di racconti era pervenuta alla fine dell'anno scolastico (si può leggere nella seconda parte del documento Disubbidienze.

  Sul posto poi, nel cortile e nelle sale dell'ExMà, è stato aperto l'Ufficio di Polizia Poetica, che avrebbe raccolto le disubbidienze portate dai bambini che intervenivano al Festival con le loro scuole alla mattina, o con le famiglie nel pomeriggio. La messe è stata copiosa. Nell'Ufficio di Polizia Poetica centinaia e centianaia di fogli e foglietti venivano letti dalle due animatrici-poliziotte, da Chiara Carminati e da me, selezionati, e - quando lo stupore e le risate di diradavano - digitati e acquisiti. Per poi stamparli in grande formato e appenderli con pinzette da stendere in giro per il Festival. Un "motore di senso" che si proponeva di rimescolare storie di disubbidienze di carta e di carne, di libri e di bambini. Ed eccole qui, un centinaio delle prescelte: Disubbidienze.

  Rimescolarle e poi? Poi basta. Avviarle, spingerle o lasciarle andare su verso il buio del cielo, verso il buio imperscrutabile del futuro, dove ogni obbedienza e disobbedienza che compiamo trova vaglio e valore. Come le due navi, la Giudiziosa e la Ribelle, che son salpate nel cielo buio di Cagliari alla fine del Festival. Che - malgrado il tema della disubbidienza ci abbia messo a più riprese in difficoltà - non era un seminario etico o un ritiro spirituale, era solo un Festival di libri, di storie, e doveva rimescolare storie su obbedienze e disobbedienze, non indicare vie. L'ha fatto. E alla fine siamo rimasti tutti così contenti e appagati, che smontando discutevamo già il tema per il prossimo anno.




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Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Terza edizione, 2008.
BESTIVAL!

Racconti, visioni e libri bestiali


Cagliari, 9/10/11/12 ottobre 2008. A cura della Cooperativa Tuttestorie, in collaborazione con Bruno Tognolini, Vittoria Negro, e col Centro Regionale Documentazione Biblioteche per Ragazzi della Provincia di Cagliari


Con un immenso Asino Bianco di palloncini, che incitato da un piccolo e forsennato Asino Custode si librava nel cielo buio di Cagliari, alle otto di sera di domenica 12 ottobre 2008 si è chiusa la terza edizione del Festival Tuttestorie. Il tema quest'anno è stato quello degli ANIMALI, e il titolo coerentemente era "BESTIVAL!". Slogan della manifestazione era un'antica e maliziosa frase di imbonimento dei direttori di modesti circhetti ambulanti, che ho riesumato dai miei studi al DAMS:

Entrate, gente, si vedono le bestie!
Più gente entra e più gente si vedono!


Qui, nel sito del Bestival, ampie notizie sulla carne sostanziale dell'evento: un centinaio di incontri con scrittori e illustratori, tra i quali figurano nomi come Ally Kennen, Licia Troisi, Roberto Piumini, Silvia Roncaglia, Pina Varriale, Chiara Carminati, Alberto Melis, Ugo Vicic, Bruno Tognolini, Carola Susani, Mia Lecomte, Dino Ticli, Guia Risari, Giorgio Scaramuzzino, Nicoletta Costa, Mario Ramos, Antonella Abbatiello, Gunther Mattei, Svjetlan Junakovic, Pia Valentinis, Alessandro Sanna; e nella sezione serale "Babbo parking", dedicata agli adulti, Daniel Pennac, Paolo Giordano, Flavio Soriga, Pulsatilla, il conduttore Marino Sinibaldi, il regista Enrico Pau, l'etologo Danilo Mainardi e il direttore dello Zoo di Monaco Henning Wiesner.
Chi volesse, può scaricare il PDF del Programma, una brochure che riporta tutti gli eventi, i nomi, gli appuntamenti, le schede degli incontri e le biografie degli ospiti (attenzione: è la versione grafica originale e pesa quasi 3 MB).

L'assimilare le persone del pubblico con le bestie del serraglio non era solo una divertita ripicca da imbonitore di spettacolo di strada: sull'antica e buia parentela fra uomini e animali fonda le sue basi l'impianto "ideologico" del Bestival. Ecco una mia presentazione dei contenuti, usata nel comunicato stampa del Bestival.

IL FESTIVAL CHE È UN'ARCA DI NOÈ

Conigli e papere per i più piccoli, cervi e leoni per quelli di mezzo, draghi e licantropi per i più grandi. Pensando ai libri per bambini e ragazzi le storie di animali dovrebbero essere la prima cosa che viene in mente. Per il Festival Tuttestorie è stata la terza. Proprio perché pare semplice e scontato, questo gran tema ubiquo e pervasivo era bene trattarlo con un po' d'esperienza alle spalle, al terzo anno.
Strani cugini che per lunghe ere ci hanno affiancato nella fatica della vita, gli animali hanno colonizzato fin nel profondo il nostro immaginario, hanno pervaso la nostra cultura. In una forma indistinta, in una nuvola, dicono i zooantropologi, vedremo sempre una lepre che fugge (la preda), un leone che balza (il predatore), difficilmente una chiesa o un frigorifero. I bambini, crescendo, ripercorrono questa preistoria della mente, vogliono sentire, vedere agire questi antichi compagni di vita e di coevoluzione. E allora vengano avanti gli animali. In quell'Arca di Noè che sono i libri, che li traghettano in un regno in cui saranno per sempre salvi: la cultura dell'uomo. E alla sua fonte: l'inestinguibile immaginario dei bambini
Ci sono altre sorprendenti coincidenze: un ex macello, Arca di Noè all'incontrario, è il luogo ideale per un Festival di Libri di Animali. Sarà l'occasione per purificarlo, finalmente, riconsacrarlo a luogo di cultura, qual è. Libri e scrittori, figure e illustratori, eventi e discussioni di animali lo invaderanno per tre giorni. Animali veri, vivi e scalcianti, lo invaderanno per un pomeriggio: cani e gatti e canarini e altri cugini lontani degli spettatori, che inviteremo a portare con sé per un rito di redenzione dell'Exmà. E asini sardi cammineranno fra la folla, veri filosofi, simboli per lunghe ere di forza e di pazienza e di non irredimibile ignoranza. Rispetto ai porci con le ali, infatti, andremo più indietro, molto più indietro: al gioco dell'Asino Vola. Volerà?
       La lettera alle scuole
Ecco la ormai tradizionale lettera alle scuole, partita fin dall'1 aprile 2007 verso tutte le scuole primarie e secondarie della Sardegna, che invita alunnie studenti a partecipare alla preparazione del Festival inviando racconti e contributi.


       I testi spettacolari
Ecco i testi per gli eventi spettacolari del Bestival, scritti da me: l'Inaugurazione, le due "Lectio Molentaris" delle due giornate intermedie e l'Evento Finale.


       I testi dei bambini
Ed ecco infine i testi scritti dai bambini sui loro rapporti con gli animali, elaborati in classe e consegnati durante le visite al Festival nelle mattinate dedicate alle scuole, o improvvisati ed estorti dalle due animatrici nei pomeriggi di libero flusso.



Anche in questa edizione il mio impegno è stato sul doppio fronte: come scrittore per ragazzi, impegnato come gli altri scrittori "continentali" negli incontri coi lettori; e come ideatore e realizzatore di eventi speciali del Festival, soprattutto quelli destinati a dare corpo al tema degli Animali. Ed ecco come erano descritti e annunciati i cinque eventi che ho elaborato.
1 . Evento di apertura del Bestival

TUTTI IN SALVO NELL'ARCA DELLE STORIE

(vedi il copione fra i testi spettacolari del Bestival)
ORE 17,30 Exmà Teatro Blablà per animali e umani
Saluti del Sindaco, dei Presidenti e degli Assessori e FESTA DI PURIFICAZIONE DELL'EX MACELLO
Alla presenza abbaiante di cani in carne e pelo (portate i vostri!), e di tutti gli altri animali in figura (portate i vostri pupazzi!), in voce e versi
Celebrano l'Asino Custode ELIO ARTHEMALLE e l'Ambasciatore degli Animali DANILO MAINARDI, con gli asinelli e la Banda Bestiale de L'ALCHIMIA, le Guardie Zoofile dell'ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI e una dimostrazione del nucleo cinofilo della GUARDIA DI FINANZA di Cagliari. Trucchi, tatuaggi e palloncini bestiali dei SUPER ANIMATORI
Con la partecipazione straordinaria de L'INCREDIBILE CIRCO SOLOUNO di vitaminaCirco


2 . Eventi continui del Bestival

"DI NOI - TI PUOI - FIDAR!" - Il Gatto e la Volpe a caccia di storie bestiole
Exmà, tutte le mattine (e se capita qualche pomeriggio)

Due animatrici della lettura, come ormai è tradizione del Festival, alle storie di carta dei libri aggiungeranno le storie di carne dei loro lettori, facendo retate di Storie Vere di Animali fra i bambini del pubblico. Molti bambini, avvisati già da aprile con lettere alle scuole, verranno coi loro racconti e schede scientifiche di animali già pronti e ben scritti in tasca. Ad altri che non li hanno portati il Gatto e la Volpe non avranno certo problemi a cavarli di bocca, coi trucchi e raggiri cui nessun pinocchietto resiste. Poi, ogni sera, svuoteranno il sacco del ricco bottino di storie nell'Ufficio Poetico, che saprà ben lui cosa farne (vedi oltre).


3 . Eventi continui del Bestival

"DÀGLI E DÀGLI, LE PAROLE DIVENTANO RAGLI"

L'Asino Custode, la Lectio Molentaris e altre somarate

(vedi i canovacci scritti in tempo reale fra i testi spettacolari del Bestival)
Exmà, tutti i pomeriggi e ogni sera (e se capita qualche mattina)
Nei pomeriggi l'Asino Custode del Festival, interpretato da Elio Arthemalle, si aggirerà per il cortile dell'Exmà ragliando le sue "asinate" per dare voce (dare raglio) alle storie e ai contributi dei bambini. Si tratterà di fiabette bestioline, piccole commediole di animali, realizzate sulla base dei materiali "giornalieri" raccolti dal Gatto e dalla Volpe nelle mattine e scelti e cotti e conditi dall'Ufficio Poetico.
Ma soprattutto, ogni sera, suo sarà il compito di concludere la giornata di Festival. L'Asino Custode si farà Ciuccio Professore e Profeta, seduto su un'altissima Sedia Somaria terrà un'altissima Lectio Molentaris di ricapitolazione degli eventi del giorno, dirà gli antenati bestie a un po' di spettatori lì intorno, raglierà, sbaglierà, e farà la Profezia delle Bestialià che accadranno l'indomani.


4 . Eventi continui del Bestival

UFFICIO POETICO DEI MUSI ISPIRATORI
(vedi i testi dei bambini selezionati dall'Ufficio Poetico)
Exmà, tutti i giorni quando c'è tempo

Anche questa oramai è una tradizione del Festival Tuttestorie. Nell'Ufficio Poetico, sotto le penne di Bruno Tognolini, Chiara Carminati e altri valorosi aiutanti, confluiranno quest'anno non solo le storie di bestie raccolte su foglietti volanti dal Gatto e dalla Volpe fra i bambini, ma forse anche storie, parole, slogan e spunti che arriveranno dal Radiobestival dei ragazzi più grandi nella piazza vicina. Il lavoro dell'Ufficio è sempre quello: selezionare le storie, trascriverle, stamparle ed esporle su bei fili tesi all'Exmà; montarle e riscriverle per consegnarle all'Asino Custode, che le prepari per le Asinate dei pomeriggi; farle arrivare a scrittori e illustratori perché ne prendano spunti per i loro incontri. E infine cucinarle per il Grande Saluto Finale dell'Ultima Sera.


5 . Evento di chiusura del Bestival

L'ANGELO VOLA? L'ALBERO VOLA? L'ASINO VOLA?

(vedi copione fra i testi spettacolari del Bestival)
Exmà, Domenica 12 ottobre, ore 19:30
Un po' si sa e un po' no cosa accadrà l'ultima sera. Questa incertezza è progettata a bella posta, come gli scorsi anni, perché l'Evento Finale possa raccogliere in sé ciò che nel Bestival in quei quattro giorni si è visto e sentito; perché possa di quei giorni esser racconto, riassunto, saluto, chiusura e promessa. Conterrà parole e perline prescelte dalle mille storie di bestie che nel Festival saranno raccontate dai libri, dai loro autori e illustratori, e dai loro lettori bambini e ragazzi e grandi. Queste storie prenderanno forma di festa e spettacolo: di musiche bestiali e celestiali, di versi d'animale e di poeta, di danze di bambini e danzatrici, di cori rap tutti insieme, di guaiti e miagolii e ragli d'asino, che come dice il proverbio non salgono in cielo. Davvero non salgono in cielo?


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Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Quarta edizione, 2009.
AIUTO, STO CAMBIANDO!

Racconti, visioni e libri per rospi da baciare


Cagliari, 7/8/9/10/11 ottobre 2009. A cura della Cooperativa Tuttestorie, in collaborazione con Bruno Tognolini, Vittoria Negro, e col Centro Regionale Documentazione Biblioteche per Ragazzi della Provincia di Cagliari



Il Festival

Il Festival Tuttestorie nella sua quarta edizione sperimenta il MUTAMENTO, come tema e come esperienza reale. Parla dei mutamenti, e muta nel farlo. O meglio, come dice l'ultimo verso della mia filastrocca, che dà titolo al tema... "Aiuto, sto cambiando! – disse il ghiaccio,
Sto diventando acqua, come faccio?
Acqua che fugge nel suo gocciolìo!
Ci sono gocce, non ci sono io!"
Ma il sole disse: "Calma i tuoi pensieri.
Il mondo cambia, sotto i raggi miei:
tu tieniti ben stretto a ciò che eri,
e lasciati scivolare in ciò che sei"
Quel ghiaccio diventò un fiume d'argento.
Non ebbe più paura di cambiare.
E un giorno disse: "Il sale che io sento
mi dice che sto diventando mare.
E mare sia, perché ho capito, adesso:
non cambio in qualcos'altro, ma in me stesso"
... come dice l'ultimo verso, il Festival Tuttestore "cambia in se stesso".

Resta e si consolida una formula di costruzione viva e forte: gli incontri con autori e illustratori, numerosissimi e curati nelle prenotazioni e nel limitato numero dei participanti (lo dice uno scrittore che gira molti Festival e rassegne, dove più spesso che di rado si trova davanti a diverse centinaia di bambini); le mostre, quest'anno con le bellissime illustrazioni de "GLI ALFABETI DEL CAMBIAMENTO", laboratorio e mostra e libro prodotti appositamente per il Festival; le attrazioni di gioco e spettacolo che quest'anno, oltre alla bellissima GIOSTRA DEL TEMPO di Antonio Catalano, hanno visto l'enorme successo del GABINETTO DI TRUCCO E PARRUCCO professionale regalato al Festival dal Teatro Lirico di Cagliari, davanti al quale si snodava una fila incessante di bambini e adulti per tutti i quattro giorni; l'UFFICIO POETICO e la sua produzione di senso da riversare in tempo reale sul Festival, quest'anno ancora più ricca di testi e immagini grazie all'aiuto potente di Francesca Amat (vedi sotto, i Dittici dei Mutamenti di Fiaba), Andrea Serra e Barbara Careddu; le tre bravissime animatrici, che indefessamente raccoglievano la materia prima per l'Ufficio Poetico nella piazza del Festival; il "BABBO PARKING", spazio serale di incontri con scrittori per il pubblico adulto, che quest'anno... che quest'anno è cambiato senza troppo cambiare.


Cambia, per diventare più se stesso, infatti, un aspetto importante del Festival, collegato con gli incontri desinati al pubblico adulto: la "star". Il primo anno, con la fortuna fatata dei piccoli, degli impensabili, degli ousiders, abbiamo avuto come ospiti David Grossman e tutta la sua famiglia. Questo ha portato, oltre che un'aura di forza etica e levatura estetica, un alto grado della cosiddetta e tanto agognata "visibilità" dei media nazionali sul Festival. David Grossman è stato così bene a Cagliari che, oltre ad accettare di divenire presidente onorairo del Festival, il secondo anno ha consigliato al suo amico Abraham Yehoshua di venire da noi. Altro balzo di qualità e visibilità. Pericoloso, perhé il terzo anno ci siamo trovati a chiederci come sostenere questa escalation, e come uscirne. Ancora per un anno siamo stati fortunati e Daniel Pennac, cui da anni Tuttestorie dava la caccia, ha infine acconsentito a essere nostro ospite. Ma il quarto... basta, prima o poi occorreva cominicare a cambiare. Nessuna star internazionale di prima grandezza, stavolta. Perché non l'abbiamo trovata e perché non l'abbiamo nemmeno tanto cercata. Gli incontri con gli adulti sono stati intensi e gremiti, con le sconvolgenti testimonianze del dissidente cinese Ma Jian, coi racconti sui rispettivi muri del tedesco Peter Schneider e della palestinese Suad Amiri, col commovente ottuagenario Boris Pahor, con Erri del Luca e il "Mister Moonlight" Tito Stagno, con tutti gli altri autori e giornalisti intervenuti, tutti grandissimi ma nessuna "star". Bene, l'esperimento è riuscito: la tenda degli incontri era piena di persone che volevano ascoltare, non strapiena la piazza di persone che volevano vedere. L'attenzione dei media nazionali, seppure prevedibilmente più tenue, c'è stata, e ha messo il suo fuoco sul Festival, che ha finalmente brillato solo di luce propria.


Qui, nel sito del Festival, come sempre le più dettagliate notizie sulla materia prima dell'evento: un centinaio di incontri con scrittori e illustratori, che convolgeranno circa 220 classi per un totale di 5500 studenti dalla scuola dell'infanzia agli istituti superiori di tutta la Sardegna. Tra i nomi degli ospiti per ragazzi Anne Fine, Ulf Stark, Tony Ross, Chen Jiang Hong, Giusi Quarenghi, Andrea Valente, Pietro Formentini, Guido Quarzo, Anna Vivarelli, Anna Lavatelli, Antonio Catalano e Angela Nanetti...

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I Mutamenti


Ed eccoci finalmente al tema, i MUTAMENTI. Ecco i primi ragionamenti che ho proposto a Tuttestorie, quando abbiam omosso i primi incantevoli passi al cuore di senso di questa impresa.



AIUTO, STO CAMBIANDO!...

"Come sei cresciuto!" – si sentono dire i bambini dalle zie che vedono di rado.
"Come sei cambiato!" – si sentono dire i grandi.

Il mondo è cambiato, dicono tutti. Nessuno però, messo alle strette, sa dire con certezza se sia cambiato in meglio oppure in peggio.
Su una stele babilonese di cinque secoli prima di Cristo è stato trovato inciso pressappoco così: i giovani di oggi non sono più quelli di un tempo.

Più o meno negli stessi secoli, nella Bibbia l'ignoto autore chiamato Qoelet scriveva invece che "ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà: non c'è niente di nuovo sotto il sole".

Dunque si cambia o non si cambia?

Il clima sta cambiando, il pianeta si riscalda, dicono tutti. Ma in questo ultimo inverno, che è stato molto freddo, alcuni giornali hanno deriso gli scienziati che dicono che il clima sta cambiando, dando ragione agli altri che dicono che è lo stesso da milioni di anni.

Certi paesi lontani sembrano esser capaci di cambiare tutto, ripartire da capo, perché sono nati da un nuovo inizio e lo sanno rifare. In altri paesi più vecchi si ha in cuore la tetra impressione che tutto cambia ma niente cambierà.

Cambiano le mode dei vestiti e dei capelli; cambiano le famiglie, si rompono e si riformano; i cellulari cambiano la vita, e poi cambiano loro stessi in qualche anno.

Gli scienziati ci spiegano che fino a poco tempo fa il progresso tecnologico procedeva per incremento lineare, ora per incremento geometrico, che noi facciamo fatica figurarci. Quindi anche il cambiamento sta cambiando.

Sta cambiano non solo in quantità, ma anche in qualità. Dicono altri scienziati che ieri il cambiamento era sinonimo di progresso, mentre oggi non più. Ieri il futuro era una promessa, oggi pare sia una minaccia.

Sui bambini e sui ragazzi, infatti, questa giostra indecifrabile di mutamenti cade spesso in forma di biasimo e minaccia. Son criticati e compatiti perché non giocano nei cortili, non si staccano dai cellulari e dai gameboy, non gli importa di nulla. Perché non sono come eravamo noi.

O, secondo altri, perché sono proprio come li abbiamo fatti noi, e loro non si sono ribellati.

A ogni pie' sospinto si sentono dire "aspetta, aspetta", "vedrai che cambiamenti", "vedrai che crisi", "che disoccupazione", "quando esci dal videogame vedrai che mondo".

E magari loro, poverini, guardano i corpi che cambiano piano ogni notte dentro il letto, e ogni mattina nelle facce dei compagni, come mostri mutamorfi in 3D. E cercano di capirci qualche cosa. Che cosa cambia in me? Che cosa resta? Che cosa cambia intorno a me? Che cosa resta?

Abbiamo delle ciambelle di salvataggio in questo maremoto. Alcune sono dentro di noi, meccanismi profondi della mente che ci consentono di vedere come stabili e durevoli i paesaggi interni ed esterni in rutilante mutamento.
E abbiamo dei supporti fuori di noi, che aiutano a loro volta: per esempio le narrazioni del mondo com'è e come diventa, e fra queste per esempio i libri.

Il Festival Tuttestorie quest'anno chiederà ai libri, alle storie, alle visioni degli scrittori e degli illustratori di narrare come partono e dove portano i mutamenti. Di raccontare a bambini e ragazzi cosa si diventa, quando si cambia, e di rassicurarli. Perché il compito degli grandi è dire ai loro piccoli: tu cambierai, ma in te stesso. Cioè crescerai.

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Testi, immagini, suoni

      La lettera alle scuole

Come per gli altri anni, ecco la solita lettera alle scuole, partita dalla primavera verso tutte le scuole primarie e secondarie della Sardegna, che invita alunni e studenti a partecipare alla preparazione del Festival inviando racconti e contributi sui Mutamenti.


      I testi spettacolari
Ecco i testi per gli eventi spettacolari del Festival, scritti da me: l'Evento Iniziale, un canovaccio per le tre Comari, i due "Gracidii Disperati del Tramonto" delle due giornate intermedie e l'Evento Finale.


      I testi dei bambini
Ed ecco infine i racconti dei bambini sui mutamenti, i loro o quelli che hanno visto o inventato intorno a loro. Quest'anno, a dire il vero, non sono affluiti molti testi scritti, prima del Festival, né durante: la domanda sui mutamenti era difficile, e forse anche una certa stanchezza comincia a sopraggiungere nelle scuole, che da quattro anni si vedono giungere una richiesta in parte simile. Vuol dire che occorrerà cambiare... Molto quindi, se non tutto, si deve alla ghignante infaticabile ostinazione delle tre Comari, le tre animatrici che, minuscoli registratori MP3 alla mano, con trucchi e scene e giochi e seduzioni hanno estorto ai bambini presenti al Festival questa ricchissima messe di cambiamenti.


      I Dittici dei Mutamenti di Fiaba, di Francesca Amat
Ecco invece la prima delle due novità che inserisco nel sito per questa edizione del Festival. Francesca Amat è una pittrice, artista e teatrante, che è nata a Cagliari, nientemeno che dalla antica stirpe nobiliare Amat di San Filippo, è cresciuta a Milano e ora vive e lavora sul lago Maggiore. Il mio incontro con lei è stato quanto mai proficuo. Francesca ha portato al Festival il dolcissimo e intenso "MAMMA LINGUA: L'INCANTESIMO DELLE BALENE BIANCHE - laboratorio per 15 mamme in attesa", giocato sulle filastrocche del mio Mammalingua. E ha portato una florida collaborazione con l'Uffico Poetico, uno dei cui frutti è questa colorita teoria dei DITTICI DEI MUTAMENTI DI FIABA, che qui fanno bella mostra di sé.


      La Litania dei Mutamenti
Ed ecco infine la seconda novità; una voce. La voce di una vecchia maestra che dice una filastrocca, un rosario di trasformazioni, una Litania dei Mutamenti. Questa vecchia è mia madre. Ci eravamo dati appuntamento col regista Gaetano Marino nella casa di Via Della Pineta, a cagliari, dove ho vissuto dagli 8 ai 25 anni, e dove mia mamma ancora vive. Avevo appena finito di scrivere la Litania, che occorreva per riempire una transizione nella sequenza di scene dell'Evento Finale. Gaetano veniva da me per regstrarla in voce, letta da me o da lui, avremmo visto. Mi è venuta l'idea di farla leggere a mia madre, maestra ottantaduenne che mille storie a diecimila bambini in quaranta anni di scuola avrà raccontato. Il risultato è stato così convincente, e anche un po' commovente, che la sua voce è entrata di diritto in uno dei momenti più intensi dell'Evento Finale.
Ecco il testo della Litania.

... il principe cambiò e divenne rospo
Il rospo fece un tuffo nello stagno
La serata cambiò e divenne sogno
Il sogno dette fuoco a sei domande
E un bambino cambiò e divenne grande
Il grande fece bene il suo lavoro
E la pietra cambiò e divenne oro
L'oro brillò nel dito della sposa
Ed il cielo cambiò e divenne rosa
La luce rosa risvegliò Tonino
La sua uva cambiò e divenne vino
Il vino per il vecchio è troppo forte
La sua vita cambiò e divenne morte
La morte lasciò il letto di un malato
E il malato guarì e fu soldato
Il soldato partì e lanciò la bomba
E un villaggio cambiò e divenne tomba
La tomba si riempì di cento erbe
Ed una valle cambiò e divenne verde
Col verde giunsero genti lontane
E la fame cambiò e divenne pane
Il pane lasciò cadere le sue briciole
E il povero cambiò e divenne principe
Il sole se ne andò in un altro posto
Il principe cambiò e divenne rospo...

Ed ecco la voce (MP3 1,27 MB)

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Gli Eventi Spettacolari


Anche in questa edizione il mio lavoro è stato in due vesti: come scrittore per ragazzi, impegnato come gli altri scrittori negli incontri coi lettori (quest'anno ne ho condotti 5); e come "Ufficio Poetico", ideatore e drammaturgo di eventi speciali del Festival, soprattutto quelli destinati a dare corpo al tema dei Mutamenti. Ecco i cinque eventi che ho preparato.


1 . Evento di apertura del Festival
GIRA LA PAGINA, GIRA LA GIOSTRA
Inaugurazione del Festival Tuttestorie dei Mutamenti

Ma quando è che cominciano i cambiamenti? È come chiedersi dell'uovo e la gallina, ma siccome il Festival da qualche punto deve pur cominciare, ecco che la Signora Cristina alle cinque e mezzo di giovedì, aiutata dalle tre Coghe del Cambiamento (vedi sotto), proclamerà l'inizio del Festival chiamando alla parola le autorità. Che vi saranno ammesse più volentieri se portano una foto di loro bambini, e se una giuria improvvisata di bambini li riconosce in esse. Arriveranno i due Rospi Ciospi (vedi ancora più sotto) che, gracidando il loro petulante bisogno di Baci che Cambiano la Vita, annunceranno la rospesca filosofia del Festival di quest'anno. Poi sarà il turno del giostraio meravigliato Antonio Catalano, che del Festival rivelerà invece la poesia segreta mettendo in funzione la sua Giostra del Tempo. E col primo giro di Giostra comincerà il Festival: il trucco teatrale trasformerà le facce degli spettatori piccoli e grandi, il trucco fotografico i loro corpi e le loro imprese, le mostre e gli spettacoli li ospiteranno, le tre Coghe dei Cambiamenti li assilleranno, i due Rospi cercheranno di capire se sono i Principi Giusti. Fino a sera, e domani si riparte.


2 . Eventi continui del Festival
"COMARE COM'ERA, COMARE COM'È, COMARE SARÀ"
Tre Coghe Crastule a caccia dei (vostri) cambiamenti
Exmà, tutte le mattine, se capita qualche pomeriggio, e l'ultima sera

Le nostre solite implacabili animatrici della lettura, quest'anno con una loro promettente allieva, si scateneranno fra il pubblico per leggergli la vita e i cambiamenti. Tre Coghe, tre fattucchiere pettegole e indiscrete, con le buone e con le cattive estorceranno a piccoli e adulti, a scolari e insegnanti, notizie vere dei loro cambiamenti, recenti e remoti. Si faranno dire, o scopriranno coi loro loschi mezzi, chi o cosa il malcapitato era nella vita precedente, o cosa faceva tre anni fa, o come stava ieri, e chi invece è e come sta ora, e probabilmente, con varie divinazioni, come ancora cambierà nel suo futuro. E riporteranno tutto come sempre all'Ufficio Poetico dei Mutamenti, che come diremo fra breve saprà che fare di queste notizie di mutamenti.


3 . Eventi continui del Festival
C.R.O.A.C. - Compagnia Rospi Ostinati A Cambiare, presenta
"DISPERATO GRACIDIO DEL TRAMONTO"
Due Rospi Ciospi in cerca di Baci Cambiavita
Exmà, tutti i pomeriggi e ogni sera

Nei lunghi pomeriggi si aggireranno fra il pubblico del Festival due sgraziate e disgraziate figure: un Rospo e una Rospa, alla ricerca disperata di chi li voglia baciare per trasformarli in Principi. E chi di noi, in fondo, non attende, o non ha atteso un tempo, il Bacio Cambiavita? Ma i Baci Cambiavita li danno solo le Creature Principesche, e queste fra il pubblico di un Festival è arduo trovarle. I due Rospi ci proveranno: con domande e trabocchetti scoveranno i Principi Nascosti, si faranno baciare, cercheranno con tutte le loro forze di cambiare in Principi, e… E se non ci riusciranno, delusi e adirati, ogni sera nel loro Disperato Gracidio del Tramonto elencheranno tutti i dannati cambiamenti che sono avvenuti nella giornata intorno a loro, negli incontri, nelle mostre, nei racconti dei bambini e degli autori, nella Giostra del Tempo e nei traffici delle tre Coghe: insomma per tutti tranne che per loro. Ma domani è un altro giorno di Festival: chissà…


4 . Eventi continui del Festival
UFFICIO POETICO DEI MUTAMENTI
Exmà, tutti i giorni quando c'è tempo

È oramai segno di stile del Festival Tuttestorie essere il Luogo in Festa in cui s'incontrano le storie scritte a stampa sui libri, quelle narrate a voce e in figure da autori e illustratori, e quelle portate in dono dai lettori. Nell'Ufficio Poetico, sotto gli occhi inventori e le penne trasformatrici di poeti e pittrici e bibliotecari e altri aiutanti, confluiranno le testimonianze dei mutamenti del pubblico, spedite dalle scuole sarde prima del Festival e raccolte dalle tre Coghe Comari lungo i suoi giorni. Foglietti volanti, frammenti di storie, frasi rubate e registrate, ogni testimonianza di mutamento nell'Ufficio Poetico verrà esaminata, selezionata, trascritta, stampata ed esposta su fili tesi all'Exmà; verrà inserita nel Disperato Gracidio del Tramonto dei due Rospi, che riepilogheranno i mutamenti della giornata; e verrà infine incastonata nella Grande Festa Finale dell'Ultima Sera.

Ecco una foto dell'Ufficio Poetico all'opera. Da sinistra: il Direttore, io; il Valoroso Aiutante ANDREA SERRA, di professione maestro nella "scuolainospedale" del Microcitemico di Cagliari (nella foto al computer sto io, ma è un caso: in realtà quest'anno le centinaia di frasi dei bambini raccolte nel corso del Festival sono state inserite quasi tutte da lui e dalla grande Comare Comera, ROBERTA CAREDDU); a destra la Segretaria Onoraria dell'Ufficio, MARIA, di sette anni,figlia di Francesca Amat. Al centro, infine, la Valigia dei Mutamenti realizzata da FRANCESCA AMAT (altra Valorosa Aiutante dell'Ufficio Poetico), con un burattino orso che chiedeva e addentava i bigliettini dei mutamenti, scritti dai bambini che visitavano l'Ufficio Poetico, e li incamerava nella Valigia.


6 . Evento di chiusura del Festival
GRAN SOTTOSOPERA FINALE
Exmà, Domenica 11 ottobre, ore 19:00

Come sempre, un po' si sa e un po' si ignora, un po' si dice e un po' si tace ciò che accadrà l'ultima ora dell'ultima sera. Questa incertezza non è incidente ma espediente: la Festa Finale deve raccogliere in sé, oltre ciò che noi già da ora sappiamo (e non diciamo), ciò che nei quattro giorni del Festival si è visto e sentito, e che quindi oggi ancora non si sa. Si sa che la fine di un Festival di Mutamenti non può che essere Mutamento a sua volta; che forse quindi verrà mutata la tradizione di mandare i palloncini su nel cielo; che anche gli attori forse non cammineranno più per terra; che le figure forse usciranno dai libri per correre sulle case… Perché alla fine del Mutamento, gira e rigira la carta, si rischia di finire a Testa in Giù, Capovolti, Sottosopra. In una SottosOpera Finale.



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Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Quinta edizione, 2010.
MALANOTTE

Racconti, visioni e libri per illuminare il buio


Cagliari, 13/14/15/16/17 ottobre 2010. A cura della Cooperativa Tuttestorie,
in collaborazione con Bruno Tognolini e Vittoria Negro





Il Festival Tuttestorie nella sua quinta edizione, ha esplorato il tema della NOTTE.
Il racconto dei suoi contenuti e del suo significato è già stato offerto in questa pagina per le edizioni degli anni precedenti e non lo ripeterò. Aggiungerò qui solo una considerazione importante, scritta in una lettera ad Antonella Abbatiello all'indomani della chiusura del Festival, il 18 ottobre 2010.

La Festa Finale si è conclusa negli applausi, nell'affetto e nella gratitudine delle 500 persone che affollavano la piazza dell'Exmà. Conforto e soddisfazione per il successo sono legittimi; ma solo nella consapevolezza che la forza del Festival era più nella comunità che assisteva allo spettacolo che nello spettacolo stesso. Il vero successo sono i dieci anni di lavoro della liberria Tuttestorie nella città e nell'isola, che hanno dissodato un campo tanto "sodo" da rompere i vomeri, trasformandolo in bel giardino dei libri.
  • Qui la brossura del Festival con lo sterminato PROGRAMMA (PDF da 4 MB).
  • Qui le prime riflessioni sul tema, la "pasta madre" del lavoro con Tuttestorie per la costruzione del senso del Festival.
  • Qui tutti i testi che ho scritto per gli eventi spettacolari.
  • Qui i racconti, pensieri e visioni dei bambini sulle loro notti, nei mesi prima e nei giorni del Festival.

  • E qui sotto la descrizione degli aventi spettacolari del Festival di cui ho curato i testi.
    1 . Evento di apertura del Festival

    MERCOLEDÌ 13 OTTOBRE, ORE 17:30. Exmà, Piazza Blablà
    PANE DI LUNA, STELLINE COTTE, DICHIARO NOTTE!

    Inaugurazione del Festival Tuttestorie della Notte

    Cristina Fiori (Tuttestorie), le autorità di Comune, Provincia e Regione, Antonio Catalano e la sua Giostra delle Meraviglie, il Nonno Sonno Elio Arthemalle e la Nonna Nanna Emanuela Lai, le Tre Civette sul Comò Strìa, Babballucca e Cuccumèa, i clown musicanti della Ron-zzz Pigiama Band, gli allievi illustratori del master "Ars in Fabula" di Macerata condotto da Mauro Evangelista, gli scenografi del Teatro Comunale, e insomma tutta la Compagnia Notturna del Festival danno il benvenuto al pubblico, che è invitato a venire IN PIGIAMA a inaugurare con noi il Festival Tuttestorie 2010 MALANOTTE!


    2 . Eventi continui del Festival

    TI HO VISTO DORMENDO!

    Le Tre Civette sul Comò a caccia dei vostri segreti notturni

    Exmà, tutte le mattine, qualche pomeriggio, e l'ultima sera

    Le nostre implacabili animatrici della lettura, Barbara Careddu, Roberta Fara e Francesca Sanna, quest'anno nei panni di Strìa, Babballucca e Cuccumèa (Barbagianni, Allocco e Civetta), le Tre Civette sul Comò, si aggireranno fra il pubblico per estorcere racconti, immagini, parole e abitudini della notte dal pubblico bambino e adulto. Loro sono le Tre Civette dai Grandi Occhi che vedono nel buio. Sono sul Comò nelle camere dove dormono i bambini. Li vedono dormire per tutta la immensa notte. Sono le spie ma anche i custodi del loro sonno. A loro nessuno potrà mentire.


    3 . Eventi continui del Festival

    SENTINELLE SUL BORDO DELLA NOTTE

    Nonno Sonno e Nonna Nanna cercando di dormire

    Exmà, ogni sera

    Al calar del tramonto, infilati nelle coperte rimboccate di due incredibili letti verticali che camminando si portano dietro, faranno la loro apparizione nel Festival Nonno Sonno e Nonna Nanna. Sono usciti di casa coi letti, da cui non si alzano mai, perché non riescono a chiudere occhio con tutta quella baraonda! E oggi cosa è successo, ancora, che li ha tenuti svegli? Brontolando riepilogheranno incontri con scrittori, laboratori con illustratori, fatti e aneddoti della giornata. Faranno battibecco coi bambini, che non lasciano dormire, ma poi chiederanno aiuto proprio a loro per fare venire finalmente la Notte a benedire il suo Festival. Con loro canteranno, perché la Nera Signora arrivi, la Canzoncina della Malanotte ("Lo diceva zio Aldo che di giorno fa caldo – Ma la notte no!", "Rispondeva zia Rita: io di giorno sto zitta – Ma la notte no!"), e a domani.


    4 . Eventi continui del Festival

    UFFICIO POETICO NOTTURNO

    Exmà, tutti i giorni quando c'è tempo

    Com'è oramai tradizione, il Festival apre al suo centro una Pompa di Senso, un Cuore Scrivano che risucchia da tutte le parti le Storie dei Lettori perché incontrino quelle dei Libri. Raccoglie i segreti notturni carpiti dal vivo dalle nostre Tre Civette sul Comò a grandi e bambini del pubblico; risucchia altre storie notturne arrivate nei mesi precedenti da scuole di Cagliari, dell'Isola e (novità di quest'anno) del Continente; aspira le voci e le facce registrate e filmate che intorno dicono cose della notte. Tutti questi foglietti volanti, voci su nastro, disegni di sogni e di stelle, sui tavoli dell'Ufficio Poetico verranno attentamente esaminati, scelti, trascritti e stampati da Andrea Serra e Francesca Amat (ecco lo staff dell'Ufficio poetico al completo), ed esposti sui fili tesi della Notte de ivolontari del Festival; saranno inseriti come veline fresche nel rendiconto serale dei nostri due Nonni; e infine saranno schierati a infiorare la Grande Festa Finale dell'Ultima Notte.


    5 . Evento di chiusura del Festival

    MA LA NOTTE NO!

    Exmà, Domenica 17 ottobre, ore 19:45

    "Si lagnava Caròla, che ogni giorno c'è scuola – Ma la notte no! / Rispondeva Danilo, a me tocca l'asilo – Ma la notte no!"
    Gli immortali versi del grande Renzo Arbore, che sarà ospite serale del Festival, possono essere parodiati e salmodiati in coro dal pubblico, per capire finalmente cosa sia questa benedetta Malanotte che finalmente arriva. Ma questo solo alla fine della Festa che viene alla fine del Festival, come ogni anno. Questo solo dopo che Nonno Sonno a Nonna Nanna saranno riusciti, finalmente, ad addormentarsi. Dopo che Stria, Babballucca e Cuccumèa, le Tre Civette sul Comò, avranno smesso di strillare nomi di bambini svegli di notte, e che la la Ron-zzz Pigiama Band avrà smesso di suonare marcette che fanno passare il sonno. Dopo che una voce di fiaba avrà raccontato, con rime e musiche d'incanto, cosa è successo ai Nonni in questi cinque giorni, come mai non dormivano; e come mai i libri sono "le navi della notte". Dopo che tutto il pubblico avrà sentito le voci dei bambini del Festival dire le loro notti, e visto le figure degli illustratori del Festival apparire sul grande schermo della facciata dell'Exmà. E quelal facciata si incendierà di luci e colori creati da proiettori potentissimi che trasformano i palazzi impalati in cartoni animati. A molti sembrerà che a forza di parlare di notte staranno sognando. E invece c'è ancora un pezzetto di festa, che resta, il più allegro per andare dentro la buia e cupa notte ridendo. Fino al Festival del Prossimo Anno. Ma questo pezzetto è un segreto, e qui non verrà detto.


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    Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Sesta edizione, 2011.
    NON DIRLO A NESSUNO!

    Racconti, visioni e libri che svelano segreti


    Cagliari, 6/7/8/9 ottobre 2011
    Carbonia, Oliena, Isili Mogoro, Quartu S. Elena, 4/5/6/7/8 ottobre 2011

    A cura della Cooperativa Tuttestorie,
    in collaborazione con Bruno Tognolini
    e Vittoria Negro







    Il Festival Tuttestorie nella sua sesta edizione, ha esplorato il tema dei SEGRETI.
    Il racconto del festival dei suoi tratti caratteristici, comuni a tutte le edizioni, è già stato offerto in questa pagina per le edizioni degli anni precedenti e non lo ripeterò.
    Aggiungerò solo che il processo di emancipazione dalla "star" televisiva, forca caudina forzata per il favore di pubblico e stampa, quest'anno si è compiuto: nessuna star, e l'Exmà pieno e stracolmo lo stesso. Gli appuntamenti serali di "babbo parking" per gli adulti, quest'anno causa tagli di bilancio, non sono stati collocati in altri costosi tendoni nella contigua Piazza San Cosimo, ma sempre lì,"in casa", nella piazza dell'Exmà. La piazza era reasa più bella e accogliente, alla sera, da un bel palco attrezzato di luci; dall'Albero dei Segreti sullo sfondo, irto di foglioline di Segreti scritti a mano, che la luce sapiente del service spennellava di colori; e dall'enorme faccione della Boccaccia della Verità, prestata dall'Ente Lirico di Cagliari, che applicata alla facciata dell'edificio principale, quando non ingoiava pubblico nella bellissima mostra di Rebecca Dautremar, lanciava potenti e talora insolenti propalazioni di Segreti raccolti fra il pubblico. Bene, anche quegli incontri serali "senza star" (il massimo di visibilità TV era Michela Marzano) non son stati meno affollati di pubblico degli scorsi anni (tralasciando le ovvie folle di Grossman, Yeoshua, Pennac e Paolo Giorndano). Insomma, ci sono voluti anni ma ce l'abbiamo fatta: ora il nostro pubblico viene per ciò che offriamo e raccontiamo noi, non per il riverbero di ciò che vede raccontare nella sua TV di casa.



    IL TEMA DEI SEGRETI: UNA STORIA Del tema dei segreti si racconta ovunque, nei testi linkati qui sotto. Dove si dice, per esempio nella la lettera alle maestre, che temevamo quest'anno di aver scelto un tema avaro di contributi dei lettori, forse disposti a offrire pensieri e matafore sui segreti, ma non a spifferare i loro. Bene, non è stato così: a un certo punto qualcosa (la cornice di senso? la fiducia dei nostri lettori? il Festival?) ha cominciato a funzionare, si è aperta una cataratta, e siamo stati sommersi da 600 fogliettini e messaggi di e sui Segreti.
    Voglio però aggiungere alla presentazione del tema una storia, accaduta personalmente a me, nel mio Ufficio Poetico, che lo commenta e lo colora più che mille argomentazioni.
    Era la mezza mattinata del venerdì, Francesca Amat mi aveva appena consegnato un Segreto, un foglietto scritto malamente, con caratteri larghi e bistorti, da un bambino di sei-sette anni. C'era Scritto: "IO VOGLIO SCAPPARE DA CASA MIA". Francesca mi ha raccontato che, nel riceverlo, ha chiesto al piccolo autore se volesse che il suo dispaccio fosse messo fra i Segreti degli Abissi (vedi ancora la lettera alle maestre) o consegnato all'Ufficio Poetico, che lo avrebbe spifferato in giro. Il bambino l'ha guardata serio e ha detto: "Voglio che lo prendi tu".
    Ho riletto quel biglietto, l'ho posato ripromettendomi di trascriverlo di lì a poco fra i Segreti che ci son stati donati. Merzzora dopo si è fatta al tavolo dell'Ufficio Poetico una maestra, che con aria seria e un po' tesa mi ha detto: "Sono venuta a chiedere un Segreto... quello lì". Ha indicato il foglietto mal scritto, che era ancorta lì sul tavolo. Le ho chiesto perché lo volesse. Perché quel bambino era un suo alunno, ha risposto: un "caso difficile", sotto osservazione, con una famiglia disastrosa e storie pesanti alle spalle e davanti a sé. La maestra voleva mostrare quel biglietto al preside, all'assistente sociale, alla psicologa, a chi insomma doveva correre ai ripari, perché c'erano rischi seri. C'era Manuela Fiori seduta lì con me, in quel momento. Ci siamo consultati con lo sguardo, io ho domandato alla maestra: "Ma lei non può riferire al preside e a chi altro di dovere il contenuto del biglietto, dato che lo conosce? Deve proprio esibire la prova indiziaria, la carta autografa?". Le ho spiegato che c'era un patto, un patto di gioco e quindi ferreo, fra noi e i bambini: i segreti erano giocati lì, in quel cerchio, in quella cornice di senso, venivano consegnati a noi per quel gioco simbolico e sacro e buffo di liberazione; cosa avrebbe pensato quel bambino, vedendo il Segreto che aveva affidato a Francesca, proprio e solo a lei, fra le mani di presidi e assistenti sociali? Che conclusioni avrebbe tratto, o forse confermato, sugli adulti?
    A farla breve: quella maestra è quasi scoppiata in lacrime. Era - poi mi ha detto Manuela, che ben la conosce - una educatrice valorosa e preparata. Ci ha detto che lei studia e sperimenta la scrittura come racconto di sé, come rivelazione, e ciononostante quel suo bambino mai aveva scritto una parola delle sue vicende; e che quella mattina invece - lei l'aveva osservato - in quella cornice di gioco serio dei Segreti, dove tutti liberavano i propri, si era sentito libero di lasciar fiorire anche il suo. E che comprendeva, che bene facevamo a rispettare la regola del gioco. E sì, avrebbe provveduto a discutere la cosa con chi poteva e doveva fronteggiarla senza il supporto di quel pezzettino di carta dolente. Che noi a quel punto abbiamo messo via religiosamente, e per ogni bisogna conserviamo.
    Ecco, a giocare un gioco serio dei Segreti, a costruire cornici di storie e di senso che li accolgano e li espongano come fiori, possono accadere anche queste cose. E io son ocontento, e confrotato, che siano accadute.
    Bene, bando agli aneddoti: passiamo alla...


    DESCRIZIONE DEL FESTIVAL DEI SEGRETI
  • Qui, sul sito del Festival, lo sterminato PROGRAMMA.
  • Qui le prime riflessioni sul tema, la "pasta madre", la base teorica e speculativa per la costruzione del senso del Festival.
  • Qui la lettera spedita a maestre e bibliotecarie per invitarle a raccogliere segreti fra i loro bambini, e offrire spunti e idee sul come farlo.
  • Qui tutti i testi che ho scritto per gli eventi spettacolari.
  • Qui i venti brani da fiabe tradizionali che ho selezionato per la mostra VISTI DAL BUCO DI FIABA realizzata da Francesca Amat
  • Qui uno scorcio dell'Evento Finale, con la strepitosa sorpresa del Coro dei Bambini Segreti (Piccolo Coro di Sant'Efisio di Capoterra)
  • Qui i 600 contributi dei bambini sui Segreti, raccolti (anche grazie alla lettera di cui sopra) nel mese prima e durante i giorni del Festival (molti pensieri poetici ed elusivi sui Segreti, e molti spudoratissimi Segreti veraci)

  • E qui sotto la descrizione degli eventi spettacolari del Festival per cui ho curato i testi.
    1 . Evento di apertura del Festival

    Giovedì 6 ottobre, ore 17:30. Exmà, Piazza Blablà
    BOCCACCIA MIA STAI ZITTA!

    Inaugurazione del Festival Tuttestorie dei Segreti

    Cristina Fiori (Tuttestorie), i rappresentanti delle amministrazioni e i Cràstuli (compagnia Le Mani di Genova), daranno il benvenuto al pubblico, che sarà invitato a intervenire portando in busta sigillata un Segreto Vero e Anonimo. Le buste, che non verranno mai aperte (fra gli altri, il Festival esplorerà il tema della "fiducia"), saranno raccolte nella Grande BOCCACCIA DELLA VERITÀ prestata al Festival (grazie mille!) dal Teatro Lirico di Cagliari. Ogni tanto, ammettiamo, questa Boccaccia spiffererà con voce terribile qualche segreto, ma solo fra quelli che si possono dire...

    2 . Eventi continui del Festival

    A CHI FA LA SPIA

    Due vere Spie a caccia di segreti da scambiare

    Exmà, tutte le mattine e qualche pomeriggio

    A cura di Barbara Careddu, Roberta Fara e dell'Ufficio Poetico del Festival
    Le nostre due animatrici della lettura quest'anno saranno Ketty Origa e Betty Bucca, due vere Agenti Segrete. Si aggireranno fra il pubblico per convincere bambini e grandi a scambiare i loro segreti nascosti con segreti freschi presi dai libri e altri – a dire il vero un po' strani – secondo loro carpiti nelle case di Cagliari. E poi correranno a spifferare tutto quanto all'Ufficio Poetico, che provvederà a propalarli dappertutto.

    3 . Eventi continui del Festival

    CRÀSTULI

    Spettacolini teatrali ambulanti di strani passanti

    Exmà, tutti i pomeriggi e l'ultima sera

    A cura della Compagnia LE MANI (Genova)
    Sembrano quasi passanti come gli altri, ma sono strani, più alti, più buffi, con facce di spugna più facciose delle nostre. La biondona flessuosa e svampita, l'ex-ragazzo di borgata un po' losco, il vecchietto stizzoso attaccabottoni: si faranno vedere in giro per il Festival, rivolgendo la parola a chi non li conosce e ficcando il naso in ciò che non li riguarda. Un gioco di specchio fra pupazzi e umani, il cui segreto è: chi è più di gomma?

    4 . Eventi continui del Festival

    HAI SENTITO COS'È SUCCESSO OGGI?

    I Cràstuli fanno il bilancio della giornata

    Exmà, ogni sera

    A cura della Compagnia LE MANI (Genova) e dell'Ufficio Poetico del Festival
    Due Cràstuli facce di spugne si incontrano ogni sera, alla chiusura, per fare il bilancio della giornata. Come i due angeli di Wenders ma molto più grezzi, e parlando molto più forte, si scambieranno le dicerie, i segreti, le crastulate che hanno raccolto. E fra l'una e l'altra, daranno la loro opinione sugli incontri, i laboratori, gli eventi principali della giornata di Festival.

    5 . Eventi continui del Festival

    VISTI DAL BUCO DI FIABA

    Tavole di FRANCESCA AMAT su brani di fiabe tradizionali selezionati da BRUNO TOGNOLINI

    Exmà, ogni giorno, visite guidate e narrate dai Volontari del Festival

    Il segreto dello sposo animale, che di notte è un bellissimo giovane ma non si deve sapere, il segreto dell'ultima stanza che non si deve aprire, del nome segreto che nessuno deve scoprire, della parola chiave che dischiude i tesori, della fanciulla vestita da maschio, del linguaggio degli animali... La fiaba è una cascata di segreti, non c'è che da tendere il cesto. Bruno Tognolini ne ha raccolti una ventina per Francesca Amat, che li ha illustrati e figurati; ma poi celati di nuovo con una porticina per ogni tavola, da cui - prima di aprirla e guardare bene tutto - si può spiare solo per dettagli. Perché questo forse è la fiaba: un buco di serratura per guardare da dentro un castello i segreti del mondo. E questo forse sono anche i segreti: dettagli, spiragli, ritagli di realtà, visti per buchi angusti, che spesso non svelano un bel niente ma anzi celano il tutto. E questo forse la fiaba insegna dei segreti: invece che spiare dalla serratura, è meglio aprire la porta.
    Qui i testi dei 20 brani di fiaba selezionati da me per la mostra.
    Qui una presentazione più ampia con cinque tavole apribili fra le venti realizzate da Francesca Amat

    6 . Evento di chiusura del Festival

    ME L'HA DETTO UN UCCELLINO

    Exmà, domenica 9 ottobre, ore 19:30

    Testo di B.Tognolini, suono e musiche di A.Olla, figure della Compagnia LE MANI di Genova, con la partecipazione del PICCOLO CORO DI SANT'EFISIO di Capoterra (CA), diretto dal Maestro Roberto Siddi
    L'Evento finale del Festival torna quest'anno alle origini, con una semplice e ridente festa di conclusioni e saluto, colorata di musica, rime, piccole azioni teatrali e sorprese. Che fine faranno i Segreti Segreti dei bambini e dei grandi? Quelli che avremo saputo farci donare in lettere chiuse, e che – questo è uno dei giochi del Festival – ci saremo impegnati a non leggere? E quelli che invece avremo letto e spifferato a tutti? Che Grande Segreto Pubblico di Pulcinella, covato e cresciuto in quei giorni, avranno da dire alla fine con voce cantante trenta Bambini dei Segreti, e con voce tonante la nostra Boccaccia della Verità?
    Qui uno scorcio dell'Evento Finale, con la strepitosa sorpresa del Coro dei Bambini Segreti


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    Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. Settima edizione, 2012.
    INCOMPRENSIBILE!

    Racconti, visioni e libri per Tonti Magnifici


    Cagliari, dal 4 al 7 ottobre 2012
    Carbonia, Gonnesa, Isili, Mara, Mogoro, Norbello, Oliena, Posada, Quartu S. Elena, San Vito, Sarule, Sedilo,
    dal 4 al 10 8 ottobre 2012

    A cura della Cooperativa Tuttestorie, in collaborazione con Bruno Tognolini e Vittoria Negro


  • Panoramica
  • Tema: l'Incomprensibile
  • Concorso per lettori di poesia
  • Testi: Ufficio Poetico e spettacoli
  • Lettera agli ospiti


  • Indice dei Festival
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    Panoramica






    Il Festival Tuttestorie ha chiuso l'altro ieri la sua settima edizione, ed ecco l'alacre scriba del suo Ufficio Poetico al lavoro per raccontarla e documentarla sul suo sito.

    È importante ribadire che questo racconto riguarda gli aspetti che io ho direttamente e intensamente curato: il TEMA, gli EVENTI SPETTACOLARI ORIGINALI (scritti e prodotti per il festival) e l'UFFICIO POETICO. Di tutto l'immenso rimanente - la cascata di incontri, laboratori, mostre, gli altri eventi, la compagnia degli ospiti, la transumanza mattutina delle scolaresche, etc. - si ha notizia qui, nel SITO DEL FESTIVAL, o qui, nella BROSSURA in PDF (2,8 MB).

    Il racconto della "mia parte, nei suoi tratti caratteristici, comuni a tutte le edizioni, è già stato offerto in questa pagina per i Festival degli anni precedenti, e a quelli rimando.
    E di quest'anno cosa possiamo dire?


    Possiamo dire che i visitatori son stati ancora una volta legione, sia nelle mattinate dedicate alle scolaresche, con incontri su prenotazione, e sia nei pomeriggi "a flusso libero". Non abbiamo stime numeriche, perché non c'è sbigliettamento, e non c'è né il tempo né é l'interesse per procurarsele altrimenti: ma possiamo dire che le strutture, logistiche e organizzative, liste e muri e persone e tende, sono state sottoposte a severe prove da stress. E, come dirà Giovanna Zoboli fra poco, hanno retto.
    Possiamo dire che resta felicemente confermato il processo, intrapreso lo scorso anno, di emancipazione dalla "star" mediatica, condizione felice e al tempo stesso forca caudina per il favore di pubblico e stampa. Anche quest'anno, e anche senza star, la nostra "Piazza Blablà" (lo spiazzo centrale e la scalinata dell'Exmà) si è riempita di tutto il pubblico che poterva starci per incontrare, nelle quattro serate dedicate agli adulti, i nostri ospiti: Paolo Fresu, Marino Sinibaldi, Irene Cohen-Janca, Peppe Dell'acqua, Maria Grazia Giannichedda, Giuliano Scabia, Marie-Aude Murail, e tutti gli altri che li hanno accompagnati e presentati.

    Possiamo infine lasciare il resto di questa Panoramica a Giovanna Zoboli, che nel suo blog dei Topipittori ne ha steso un racconto esatto, luminoso e per me illuminante.


    Indice del Festival 2012




    Tema. La "Pasta Madre" dell'INCOMPRENSIBILE






    Sotto il bellissimo stendardo disegnato per il Festival da Francesca Amat, ecco la nostra Pasta Madre dell'Incomprensibile.
    Chiamiamo così una paginata di riflessioni, argomenti, esempi, un volo d'uccello sul tema che per tradizione io stendo dopo le prime discussioni di brain storming con le Tre Tuttestorie, in genere in trattoria, a Cagliari, in genere un paio di mesi dopo la fine del Festival precedente. Qui la versione originale, estesa, troppo estesa, che Manuela Fiori puntualmente mi chiede di asciugare; e qui sotto la versione breve, utile per comunicati stampa e per la brossura del Festival. Per bel paradosso la parola "incomprensibile" è subito comprensibile a tutti: per l'uomo è un'antica compagna di strada. L'Incomprensibile del potere nei millenni: il latinorum, gli impedimenti dirimenti, lo spread-bund-default. Quello del dolore: l'autonarrazione che si frantuma, gli adolescenti ("sono incompreso", "non lo capisco più" ), i bambini "iperattivi", gli stranieri. L'incomprensibile dell'orrore, l'alieno remoto nello spazio o vicino nelle Intelligenze Artificiali. Ma anche l'Incomprensibile del piacere; l'ombra del senso che fugge dalle dita in una poesia, in un quadro, in una musica, e ci spinge a rileggere ancora. Il rebus di un giallo, l'ambiguità di una figura, un cruciverba: ciò che è ad arte complicato e si esplica davanti a noi.
    È l'Incomprensibile Amico: il mondo intero, per esempio, agli occhi di un bambino di tre anni, che non si sgomenta ma accoglie, passo passo comincia a prendere e comprendere. Le storie ci han sempre narrato di Tonti Magnifici, che non fingono di aver capito tutto ma serbano in sé, in diversi gradi e modi, quell'incomprensione priva di sgomento. L'idiota, l'agnello, lo scemo di Dio; Pinocchio citrullo, Donal Duck, Forrest Gump; il Signor Veneranda, Gurdulù…
    Per queste vie dell'Incomprensibile camminerà il nuovo Festival Tuttestorie, con passo spavaldo da Tonti Magnifici, invitando il suo pubblico a lasciar fuori la sterile bigia boria degli Intelligenti. Saranno libri misteriosi, che gli autori cercheranno, probabilmente invano, di spiegare. Saranno figure che sembrano una cosa ma sono un'altra. Saranno giochi di ribaltamento, dove i bambini spiegheranno agli adulti, tonti digitali. Saranno rebus e puzzle, oracoli oscuri, enigmi celebri della storia e privati degli spettatori, risolti o proclamati misteri.



    Indice del Festival 2012




    Il concorso per lettori di utile e indispensabile poesia Uno degli incontri serali del "Babbo Parking", destinati agli adulti, era intitolato "O PADRE DANTE, NON SI CAPISCE NIENTE! - Concorso per la più incomprensibile, utile e indispensabile poesia". Il concorso era lanciato fra i lettori con mezzi stampa, spedizioni mirate all'indizzario di Tuttestorie, e Facebook. Si chiedeva al pubblico di spedire via mail, a un indirizzo dedicato, una poesia che si fosse rivelata "utile e indispensabile" nella loro vita, specificando a cosa e come con un gioco di maschera: dovevano compilare le voci di un "bugiardino poetico", il foglietto di istruzioni dei medicinali.

    Ecco il bando del concorso, con le istruzioni e le voci del "bugiardino".

    I "bugiardini poetici" che ci sono arrivati hanno superato ogni nostra speranza per quantità e qualità dei contributi. È stato difficile scegliere.
    Il motivo della "utilità", in tutti i contributi e non solo nei premiati, ha di fatto cancellato quello della "incomprensibilità", che il bando pure proponeva: di buon grado abbiamo accettato l' indicazione dei partecipanti, mettendo fra parentesi per una sera l'Incomprensibile, per parlare solo dell'Utile Poesia.

    Difficile scegliere, finché non è scattato un gioco di "Coppie Chiaroscure" fra i giudizi di Manuela Fiori, Chiara Carminati e Bruno Tognolini: allora si è sciolto tutto. Non volendo litigare sui rispettivi favoriti, abbiamo adottato al solita soluzione dei premi "ex aequo": due primi premi, due secondi premi, e un terzo premio. Bene, le prime due pariglie di premiati componevano due belle Coppie Chiaroscure, due diversi e opposti approcci a uno stesso motivo di "necessità" della poesia.
    Il terzo era un perfetto ineludibile esempio di un'altra profonda e allegra "necessità".

    Qui si possono leggere i nomi dei premiati, le poesie che hanno scelto (per brevità non riportiamo le poesie più note e più lunghe), un estratto dei loro "bugiardini" e le motivazioni del premio.
    E qui sotto, per esteso, i "bugiardini" dei cinque vincitori, così come ci son stati inviati:
  • 1° premio ex aequo: RENATA MARINETTI, 64 anni, ragioniera
  • 1° premio ex aequo: ELISA CAREDDU, 42 anni, insegnante
  • 2° premio ex aequo: SILVIA MATZEU, 26 anni, studentessa
  • 2° premio ex aequo: BIANCA MARIA MAXIA, 13 anni, studentessa
  • 3° premio: GIORGIO ZINGARIS, 53 anni, istruttore di Polizia Municipale

  • Indice del Festival 2012




    Testi. L'Ufficio Poetico e gli eventi spettacolari






  • Qui, sul sito del Festival, lo sterminato PROGRAMMA.

  • Qui la LETTERA spedita a maestre e bibliotecarie per invitarle a raccogliere segreti fra i loro bambini, e offrire spunti e idee sul come farlo.

  • Qui TUTTI I TESTI che ho scritto per gli eventi spettacolari.
    - Testo per le due Ispettrici "BEA OCSEPISA E TEA INVALSI"
    - Testo per l'evento di inaugurazione "I DUE TONTI VENUTI DA FUORI"
    - Testo della nuova canzone per "I DUE TONTI VENUTI DA FUORI"
    - Scaletta per l'evento finale "SIBILLA CANTADORA, DICCI TU LA PAROLA"
    - Testo per l'evento finale "SIBILLA CANTADORA, DICCI TU LA PAROLA"

  • Qui i 300 CONTRIBUTI DEI BAMBINI sull'Incomprensibile, raccolti dall'UFFICIO POETICO nel mese prima e durante i giorni del Festival (altri contributi sono in fase di acquisizione).

  • Qui le 56 "CHIMERE BAMBINE DEL LINGUAGGIO", esempi luminosi e allegrissimi della fatica fantasiosa che i bambini compiono nel comprendere l'incomprensibile italiano dei grandi; raccolti da me fra un centinaio di scrittori per l'infanzia, e altri generosi donatori, prima e durante il Festival.

  • E qui l'articolo di Stefano Bartezzaghi sulle Chimerine di cui sopra, pubblicato sulla prima pagina di Repubblica Cultura il (qui la versione offline in PDF).


  • Qui sotto, infine, la solita presentazione degli eventi spettacolari del Festival, preparata per la brossura e i comunicati stampa. 1 . Evento di apertura del Festival
    DI QUESTA GENTE NON SI CAPISCE NIENTE!
    Inaugurazione del Festival Tuttestorie dell'Incomprensibile

    Exmà, Giovedì 4 ottobre, ore 17:30

    Cristina Fiori (Tuttestorie), i rappresentanti delle amministrazioni e i due Tonti Venuti da Fuori (Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, di Cada Die Teatro), apriranno il Settimo Festival Tuttestorie. Con discorsi sensati e comprensibili sarà presentato il suo programma d'eventi; con mosse e frasi e canti tonti sarà presentato il tema, l'Incomprensibile, e il compito gagliardo e gaglioffo di riuscire a comprenderlo, o almeno a prenderlo, in quattro giorni.

    2 . Eventi continui del Festival
    CONTROLLI TONTOMETRICI A CAMPIONE
    Due Ispettrici Invalsi sondano il grado di cumprendiancy delle scuole sarde

    Exmà, tutti i e quattro i giorni

    a cura di Roberta Fara e Barbara Careddu, e dell'Ufficio Poetico del Festival
    Le nostre due animatrici della lettura quest'anno saranno TEA OCSEPISA e BEA INVALSI, due Inflessibili Ispettrici della Commissione Europea che, approfittando dell'affollamento mattutino di classi, sonderanno il grado di comprensione del mondo negli scolari e nelle maestre sarde. Portando i risultati, come sempre, all'Ufficio Poetico, che quest'anno sarà Comprensivo.

    3 . Eventi continui del Festival
    UFFICIO POETICO COMPRENSIVO
    Exmà, tutti i e quattro i giorni

    Il solito Cuore Scrivano del Festival, che risucchia le Storie dei Lettori perché incontrino le Storie dei Libri, raccoglierà quest'anno le Tontologie dei bambini. Le cose che non capiscono del mondo, raccolte nei mesi prima del Festival, si accumuleranno sui tavoli con quelle estorte sul campo dalle due Ispettrici. E lì saranno scelte, trascritte, stampate ed esposte, come veridici responsi oracolari.

    4 . Eventi continui del Festival
    LA CASINA DELLE TONTOLOGIE
    Exmà, tutti i e quattro i giorni

    a cura di Bruno Tognolini e dell'Ufficio Poetico del Festival
    Vi chiedevate da bambini chi fosse questa Cepìta, amica di Maria, nominata nella preghiera "Maria con Cepìta senza peccato"? Oppure cosa fossero i Chiottàmi che il "Dolce Cuor del mio Gesù" doveva fare sempre più? Son le CHIMERE BAMBINE DEL LINGUAGGIO, cere perse dell'apprendimento, che poi sbattono nell'ortografia e in genere muoiono. Ma non sempre! Alcune vivono, allegre e invincibili, nella memoria. Voi ne avete qualcuna, nascosta? Ce le portate? Abbiamo aperto una Casina delle Tontologie, proprio vicina all'ingresso del Festival, che le accoglierà.

    5 . Eventi teatrali
    I DUE TONTI VENUTI DA FUORI
    Azioni teatrali di Mauro Mou e Silvestro Ziccardi (Cada Die, Cagliari)

    Tutti i giorni del Festival, in orari diversi

    Due tipi molto strani, non tanto svegli e un po' disorientati, vagano per il Festival blaterando, suonando e cantando. Hanno un compito: comprendere gli umani incomprensibili, trovare la parola segreta che spiega ogni cosa. Pare siano in arrivo i loro Fratelli Rosa, che li hanno mandati In avanscoperta. Ci proveranno, una parola segreta ogni sera, mentre fanno il bilancio della giornata di Festival, cercando di capirci qualcosa.

    6 . Eventi teatrali
    INCONTRI RAVVICINATI DI TIPO ROSA
    Invasioni teatrali sorprendenti del gruppo KUD Ljud (Slovenia)

    Exmà, sabato 6 alle 18:15 e domenica 7 alle 18:30

    "THE INVASION" è un mix travolgente di spettacolo visivo e interazione fra attori e pubblico, di teatro fisico non-verbale e composizioni disegnate sul posto. È una performance, un gioco, un rito, un evento sociale. È un'invasione di creature incomprensibili, del tutto aliene ma dolci e curiose, che esplorano, accarezzano, cimentano tutti, ciascuno col suo fare muto diverso dagli altri. Dimostrando come l'Incomprensibile, talvolta, possa essere anche "di tipo rosa" (ecco una foto del loro intervento).

    7 . Evento di chiusura del Festival
    SIBILLA CANTADORA, CI DICI LA PAROLA?
    Exmà, domenica 7 ottobre, ore 20:00

    Testo di B.Tognolini, musica originale composta e cantata da Rossella Faa, azioni teatrali di Mauro Mou e Silvestro Ziccardi.
    Se il Festival si è posto il compito, titanico e ridicolo, di narrare l'Incomprensibile del mondo, la Festa Finale dirà se c'è riuscito. Avranno trovato i due Tonti Venuti da Fuori la parola che spiega la testa confusa dei bambini e dei grandi? E i libri ci aiutano a farlo? Servirà chiedere la parola a una Sibilla Cantadora? Forse cantando si dicono cose che spiegano in modo diverso? E quale speranza, incomprensibile ma indomabile, porteranno su in cielo, verso i prossimi incomprensibili anni, i nostri cari e tonti palloncini?


    Indice del Festival 2012




    La lettera di ringraziamento agli ospiti

    Spedita l'11 ottobre a tutti gli scrittori, illustratori, e in tutte le altre forme narratori intervenuti al Festival. Cari tutti voi.

    Con questa lettera vogliamo ringraziarvi: della presenza e della pazienza.
    La pazienza che vi ci è voluta per sopportare chiasso, caldo, irruzione di suoni e gridi nelle dimore del vostro lavoro, ritardi o assenze delle classi prenotate, affollamenti e disguidi d'ogni sorta.
    Avete visto: è un festival affollato.
    Ma governare il problema della folla è un peso felice, mentre il contrario è una levità triste.

    Con alcuni di voi, negli anni passati, abbiamo già condiviso i ragionamenti che questa folla suscita.
    La quantità ha sempre dato filo da torcere alla qualità, in ogni campo, e così è per noi.
    Nelle mattine
    , fra le legioni di scolaresche ci saranno ben state quelle che non sapevano del tutto cosa stavano andando a fare e chi a incontrare. Per contro, come ci ha raccontato quasi incredula Giovanna Zoboli, ci son state belle sorprese in senso contrario.

    Nei pomeriggi
    di libero flusso le famiglie cagliaritane si aggiravano a stormi affamate di "cose da fare", attività in cui ficcare i figlioli talvolta a spintoni, e addirittura a rischio di ceffoni fra padri sgomitanti e imbestialiti; come ci hanno raccontato i due eroici Blu Sole, unico laboratorio quotidiano aperto a tutti, che coi suoi tavoli in fila pareva la scogliera di Dover battuta dai marosi. Hanno ragione Silvia e Salvatore, non si può dare il meglio così. Ci penseremo, rinforzeremo le scogliere.

    Il fatto è che quella folla non è composta per intero (purtroppo!) da clienti affezionati e della Libreria Tuttestorie; possono esserci fra loro tanti che hanno scelto all'ultimo momento se andare a passare il sabato pomeriggio coi bambini a questo Festival o alla Città Mercato.
    Ma sono venuti da noi! E dopo averci pensato e discusso, noi abbiamo deciso che questo è un bene, anche se può costare fatica, e pazienza. Che non sarebbe buona cosa cercare di filtrare quella folla, per esempio con un biglietto all'ingresso (non sarebbe neanche possibile, la Regione non vuole!): che entrino tutti e vedano.

    Vedano cosa? Libri, innanzitutto, come molti di voi hanno notato, molti libri. E non sui banchi: fra le mani della gente. E poi bell'aria, buona luce, bei segni, bei suoni, facce contente e bella compagnia. Insomma: festa.
    La miglior promozione dei libri è il puro piacere contento che si sprigiona da chi li maneggia; e in questo caso chi li festeggia.

    Grazie dunque a tutti voi, di aver partecipato alla festa, per mostrare questo piacere in atto alla nostra gente. Grazie della bellezza e della pazienza.
    Se la quantità ha sempre dato filo da torcere alla qualità, la qualità non fa una piega: si siede e torce.
    Bei fili torti faranno un bell'arazzo. Il prossimo anno, coi vostri consigli, ancora migliore.

    Bruno, Caterina, Claudia, Cristina, Ines, Manuela e Vittoria





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    Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi.
    Ottava edizione, 2013.

    TANA!

    Racconti, visioni e libri per case e cose da abitare


    A cura della Cooperativa Tuttestorie,
    in collaborazione con Bruno Tognolini


    CAGLIARI, dal 3 al 6 ottobre 2013

    Assemini, Carbonia, Decimomannu, Decimoputzu, Elmas, Gonnesa, Mogoro, Norbello, Posada, Quartu S. Elena, Ruinas, Sant'Antioco, Serramanna, Samassi, Serrenti, Siliqua, Vallermosa, Villasor, Villaspeciosa, in varie date dal 3 all'8 ottobre 2013

    Fermo nelle Marche, giugno 2014




  • Panoramica
  • Tema. La Casa
  • Due novità. Facebook e Fermo
  • Testi. Ufficio Poetico
  • Testi. Spettacoli


  • Indice dei Festival
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    Panoramica


    Il Festival Tuttestorie ha chiuso da pochi giorni la sua ottava edizione; la stesura del suo racconto in HTML amanuense è una tradizione onerosa e dall'incerta utilità, ma impossibile ormai da interrompere. E quindi all'opera.

    È importante ribadire che questo racconto riguarda in larga parte solo gli aspetti che ho direttamente curato. Oltre che come autore ospite fra gli altri, coi miei sette incontri con bambini e adulti (e le lunghe conseguenti sedute di firme), ho elaborato per il Festival, come ogni anno, lo sviluppo del TEMA, i testi e le drammaturgie per gli EVENTI SPETTACOLARI ORIGINALI e l'UFFICIO POETICO. Di tutto l'immenso rimanente lavorio - la cascata di incontri, laboratori, mostre, gli altri eventi, la compagnia degli ospiti, la transumanza mattutina delle scolaresche, etc. - si ha notizia:
  • qui, online, nello sterminato PROGRAMMA sul sito del Festival;
  • e qui, offline, nel PDF della BROCHURE (6MB!), nel caso l'incostante web negli anni dovesse scordare o perdere.
  • Il racconto della mia parte in quest'impresa, nei suoi tratti generali comuni a tutte le edizioni, è già stato offerto in questa pagina per i Festival degli anni precedenti, e a quelli rimando.
    E di quest'anno allora cosa diremo?
    Per cominciare, questo:







    Il suo pubblico. Che anche quest'anno, come si vede, è stato tanto e contento, per lo stupore e l'ammirazione degli ospiti, e con nostro grande orgoglio. Mi son trovato, il giorno dopo la fine del Festival, ad affiggere sul mio profilo Facebook questo commento: "Cosa sto pensando? Sto pensando che la Festa di San Libro dei Bambini anche quest'anno è finita. E che la tribù della Letteratura per l'Infanzia, in Sardegna, gode di una salute così pimpante e scintillante da fare invidia a tanti festival, fiere, rassegne e saloni che vedo in tutto il Bel Paese". È stato un bel sentimento poter offrire agli occhi degli scrittori vecchi amici della mia generazione (Roberto Piumini, Silvana Gandolfi, Guido Quarzo, Anna Lavatelli, Stefano Bordiglioni...) questo spettacolo. E spiegare loro che è il frutto del lavoro contadino, di dissodamento e aratura e semina, fatto dalla Libreria Tuttestorie in tredici anni, e dal Festival Tuttestorie in otto.
    Guardandola così, la foto qui sopra dà proprio l'idea di un bel frutteto.


    Indice dei Festival
    Indice del Festival 2013





    Tema. La "Pasta Madre" delle CASE






    Sotto il fronte dell'edificio centrale del nostro Exmà, quest'anno decorato da un portale realizzato dagli scenografi del Teatro Lirico di Cagliari (in questa foto ancora incompiuto), sotto lo scorcio della nostra piazza mirabilmente vuota, alla vigilia della Gran Follia, ecco la nostra Pasta Madre delle Case. Così chiamiamo l'esplorazione del TEMA, la pagina di riflessioni e argomenti che per tradizione io stendo dopo le prime discussioni di brain storming con le tre amiche Tuttestorie, in trattoria a Cagliari un paio di mesi dopo la fine del Festival precedente.
    Ed eccola qua, come la si poteva leggere in cima al programma e nel sito del Festival. Camaleontico è il tema della CASA: di primo acchito si mimetizza col paesaggio, appare scialbo, privo d'incanto, disadorno. Ma basta un secondo sguardo a svelare il contrario: un campo di pensieri, esperienza e racconti fra i più ricchi e sconfinati per gli umani.

    La prima casa è la nicchia sorgiva del ventre materno, dove io sono tutti e dovunque.
    La seconda è il piccolo mondo racchiuso fra i volti del bambino e della mamma, dove io sono io e sono qui, cioè dove – e dovunque – sei tu.
    La terza è la cameretta, poi la cucina, e via via tutta la casa di famiglia, dove io siamo noi qui da noi.
    La quarta è la casa dei nonni, degli zii, degli amici, dove noi siamo noi lì da voi.
    La quinta è la scuola, dove io sono io insieme a loro, in un posto di nessuno e di tutti.
    La sesta è la mia camera, racchiusa nella casa come un uovo nella pancia, pronto a nascere: dove io sono io e non voi.
    La settima casa è il mondo, dove io sono io e sono via.
    L'ottava è casa mia, dove io sono io con chi voglio, perché questa casa non c'era e io l'ho fatta.
    La nona è la casa del vecchio, che è incerta e mutante perché io sono pur sempre io, però il mondo non sa più dove mettermi.
    La decima è buio e mistero.

    Su tutte queste case vere della vita scorre infinito un fiume di case narrate.
    Case nel bosco, case su zampe, case nell'albero; case di zucchero, di paglia o legno o pietra; stanze proibite, regge e castelli, tane coi lupi. La casa di Sam Gamgee e dell'Ulisse di Omero, dove si torna al termine del viaggio; e quella di Frodo Baggins e dell'Ulisse di Dante, in cui, pur alla fine dello stesso viaggio, non si può ritornare mai più anche se si è tornati. E poi case strane di genti lontane: un tucùl, un tepee, un igloo. Case che si rifrangono nei nomi in cose diversissime fra loro: casino, casato, caserma; casa di cura, di reclusione, di riposo; casa astrale, casa madre, casa matta...
    Fra i due estremi di nido e prigione, a farla breve, tutte le sfumature che ci stanno.
    Questo racconto infinito delle case trova nei libri per bambini e ragazzi terreno adatto per mille fioriture. E troverà nell'Ottavo Festival Tuttestorie la casa giusta dove disporre questi fiori: nelle forme di libri e figure, suoni e letture, storie di case di scrittori e di lettori, ragionamenti, esperimenti, sogni e immagini e mostre e l'altro che serve. A Cagliari, all'Exmà, che è dove il Festival fa Tana dall'inizio.


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    Indice del Festival 2013





    Due novità. Facebook e Fermo


    Al di là delle necessarie "new entries" di autori, illustratori, mostre ed eventi, quest'anno due novità strutturali hanno marcato il cammino del Festival Tuttestorie.
    La prima è stata l'uso intenso di Facebook come bacheca del Festival in tempo reale.
    Eliana Murgia e Giuseppe Murru, del Consorzio Camù di Cagliari, hanno aperto e seguito per noi questa PAGINA EVENTO:





    Ne è stata data notizia a tanti frequentatori del festival (ospiti, giornalisti, responsabili, volontari, insegnanti, amici, etc.) perché la rifornissero di contributi, foto, messaggi, notizie, filmati.
    Il risultato è stato impressionante. Basta guardare qui, la pagina delle foto e dei video: un autentico reportage visivo sull'evento.


    La seconda novità è un forte rapporto di sinergia col Comune di Fermo, nelle Marche, coltivato nei mesi precedenti il Festival, con viaggi e scambi di visite fra le libraie Tuttestorie e gli amministratori di quella città. Scambi culminati col discorso congiunto, fatto all'Inaugurazione del Festival giovedì 3 ottobre, dal sindaco di cagliari MASSIMO ZEDDA con l'Assessore alla cultura del comune di Fermo FRANCESCO TRASATI. In quell'occasione si è dato l'annuncio ufficiale: il Festival Tuttestorie esporta la sua formula oltremare! Una versione ridotta di questa ottava edizione, sul tema della Casa, sarà realizzata a Fermo nel giugno 2014.


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    Testi. L'Ufficio Poetico





    Qui sopra la ciurma dell'Ufficio Poetico. Da sinistra: il grande Andrea Serra, Vice Capufficio e indefesso cernitore e stenditore di Dispacci dei bambini (notare la collana comanche di pinzette per stendere); Roberta Fara e Barbara Careddu, le gloriose animatrici che quest'anno erano "Olympia & Lympia", donne-delle-pulizie raccoglitrici di perle bambine nella bolgia delle mattine del Festival; Francesca Amat, artista spigolatrice di pensieri bambini d'oltremare di altissimo pregio, e costruttrice della Mostra delle Case Sognate, che quest'anno decorava l'Ufficio Poetico; e Bruno Tognolini, Capufficio Poetico.

    E qui sotto le scritture lavorate dall'Ufficio Poetico di quest'anno.
  • LETTERA spedita a maestre e bibliotecarie:
    per invitarle a raccogliere storie di case fra i loro bambini, e offrire spunti e idee sul come farlo

  • CONTRIBUTI DEI BAMBINI PRE-FESTIVAL:
    410 pensieri e racconti dei bambini sulle Case, raccolti nei mesi precedenti il Festival nelle scuole primarie di Sardegna e Lombardia

  • CONTRIBUTI DEI BAMBINI DURANTE IL FESTIVAL:
    selezione di 120 fra le molte centinaia di pensieri sulle Case raccolti dal vivo dalle due animatrici nei quattro giorni del Festival

  • PRIMA e SECONDA SELEZIONE da quei 540 contributi:
    ciascuna di 50 pensieri, operata dai Tagliatori di Pietre dell'Ufficio Poetico per esporne l'antologia più rilucente sui muri del Festival.


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    Testi. Spettacoli





    Qui TUTTI I TESTI che ho scritto per gli eventi spettacolari:
  • "OLYMPIA & LYMPIA"
    Canovaccio per le azioni delle due animatrici

  • "MONGETA E TZINTZIGÒ"
    Testo per le azioni teatrali di Maria Loi e Fabio Marceddu

  • "MARCETTA DEI LUMACOIDI"
    Versi per la musica di scena composta da Antonello Murgia (qui il brano MP3 cantato dai due attori)

  • SCALETTA schematica per la Festa Finale



  • Qui sotto, infine, la presentazione degli eventi spettacolari, approntata per la brossura e i comunicati stampa. 1 . Evento di apertura del Festival
    ONORI DI CASA
    Inaugurazione del Festival Tuttestorie delle Case

    Exmà, Giovedì 3 ottobre 2013, ore 17:30

    Le tre Tuttestorie, gli amministratori, i due raminghi Mongeta e Tzintzigò (Maria Loi e Fabio Marceddu) e forse altri, apriranno le porte del Festival. Presenteranno l'ottava edizione, il tema della Casa, gli incontri e gli eventi. Faranno gli Onori di Casa, perché dopo otto anni la casa, i suoi abitanti, i volontari, gli ospiti, e soprattutto la marea dei visitatori, questi onori ormai li meritano.

    2 . Eventi continui del Festival
    OLIMPIA & LIMPIA AGENZIA DI PULIZIE
    Azioni a cura di Roberta Fara, Barbara Careddu e dell'Ufficio Poetico del Festival

    Exmà, tutti i e quattro i giorni

    Due Donne delle Pulizie esperte e pettegole si aggireranno per il Festival coi loro carrelli irti di scope, stracci, prodotti, e altri aggeggi più strani. Chi meglio di loro sa cavar fuori dagli angoli nascosti i segreti delle case? Dalle nostre due animatrici, così ben camuffate, quest'anno ci aspettiamo un buon raccolto di storie segrete delle case di tutti coloro che girano il Festival.

    3 . Eventi continui del Festival
    UFFICIO POETICO EDILE
    A cura di Bruno Tognolini, Andrea Serra e Francesca Amat

    Exmà, tutti i e quattro i giorni

    Il Cuore Scrivano del Festival, che raduna le Storie dei Lettori perché incontrino le Storie dei Libri, quest'anno raccoglierà storie di Case. Si dice sempre: ah, se i muri potessero parlare! è vero, le storie degli umani inzuppano le case e le loro cose. Nell'Ufficio Poetico Edile saranno spremute fuori da quei muri, scelte, trascritte, stampate ed esposte, come annunci immobiliari della vita.

    4 . Eventi teatrali
    MONGETA E TZINTZIGÒ
    Azioni teatrali di Maria Loi e Fabio Marceddu, testo di Bruno Tognolini, musiche originali di Antonello Murgia, costumi originali di Emilio Ortu

    Tutti i giorni del Festival, intorno alle 19:30

    Due Lumacoidi Raminghi Senza Fessa Dimora, buffi, strani, eleganti e straccioni, con grandi gusci di lumaca sulla schiena, si aggireranno nei pomeriggi del Festival. Non è vero che la casa non ce l'hanno: ce l'hanno dappertutto. Racconteranno che la casa di ogni umano è unica e sua, e al tempo stesso uguale identica, con poche buffe varianti, a quelle di tutti. Parola dei Lumaconi di Casamondo.

    5 . Eventi teatrali
    DING PARAPAT
    Eventi e laboratori d'arte relazionale a cura di Elisa Fontana e del Takla Improvising Group (Milano)

    Nelle scuole della città l'1, 2 e 3 ottobre, all'Exmà il 4, 5 e 6 ottobre

    Il Ding Parapàt è la Casa di Tutte le Case. Un grande ombrellone senza tela, con le sue lunghe stecche, cui man mano saranno appesi gli oggetti, i suoni, i ricordi, i giocattoli e i segreti che i cagliaritani, grandi e piccoli, vorranno regalargli. Ogni mattina, nella piazza del Festival, ognuno potrà suonare il Ding Parapàt come una casa che risuona di tutte le case, le cose, le persone incontrate durante il suo viaggio nella città. E l'ultima sera, durante la Festa Finale, il Ding suonerà per tutti.

    6 . Evento di chiusura del Festival
    PIRA COTTA PIRA CRUA...
    Drammaturgia di Bruno Tognolini, azioni teatrali di Maria Loi, Fabio Marceddu, Elisa Fontana e Takla Improvising Group, musiche originali di Antonello Murgia, costumi originali di Emilio Ortu, sonorizzazioni di Giampiero Guttuso

    Exmà, domenica 6 ottobre 2013, ore 20:00

    Ed ecco che infine gli ospiti, fatto il giro della casa nuova, viste tutte le stanze e i balconi, dovranno andar via. Ma i saluti sulla porta sono importanti. Li faranno tutti i nostri personaggi, i due Lumacoidi Mongeta e Tzintzigò, i tre costruttori del Ding Parapàt, tutti i nostri settanta ragazzi volontari, che dal palco racconteranno le Case abitate, trovate e perdute e sognate. Li faranno le voci dei bambini, che sussurrano i loro racconti domestici. Li farà una bella skyline di Case Aquiloni, così lievi che forse voleranno.






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    Primo Festival Tuttestorie di Fermo di letteratura per ragazzi.

    TANA!

    Racconti, visioni e libri per case e cose da abitare


    A cura della Cooperativa Tuttestorie,
    in collaborazione con Bruno Tognolini


    FERMO, 6 e 7 giugno 2014

    Il Festival tuttestorie, come anticipato nell'edizione cagliaritana del 2013, esporta il suo saper fare (più tecnicamente si direbbe il suo "format") a Fermo, nelle Marche. È stata una miniatura, non un'amputazione: tutte le principali componenti, arti e organi del nostro originale Festival cagliaritano erano presenti a Fermo, in edizione ridotta per quantità ma non per qualità.

    Menzionerò come esempio solo il lavoro dell'Ufficio Poetico, che ha ricevuto dai bambini delle scuole primarie di Fermo ben 565 contributi sul tema della Casa, che come tradizione vuole sono andati a infestonare la splendida Piazza del Popolo (qui la selezione più ristretta, con 65 pensieri).

    Ecco l'intero programma sul sito di Tuttestorie.
    Ecco come il Comune di Fermo presenta la nostra e sua iniziativa.

    Ed ecco, qui sotto, un piccolo racconto con musiche e voci dell'evento finale, che per mesi ha campeggiato nella Home Page di questo sito.





      IN VIA DI TUTTI, AL NUMERO ZERO  

    La colonna sonora elaborata da Antonello Murgia per l'evento finale del Festival Tuttestorie di Fermo, il 7 giugno 2014


    1. Marcetta dei Lumacoidi (col canto dei bambini di Fermo)
    2. Le Case raccontate dai bambini
    3. Le rime finali
    4. Il volo delle Case Lievi

    FESTIVAL TUTTESTORIE, Edizione di Fermo, 6-7 giugno 2014

    Ecco il racconto. Dopo l'uscita di scena dei due "Lumaconi" (qui si può vedere una parte della loro azione), sedici volontari del Festival si sono incamminati dal remoto lato opposto della grande Piazza del Popolo, avanzando in due file alle spalle del pubblico: otto di loro portavano solennemente le Case Lievi, dipinte da Francesca Amat insieme ai bambini del Festival, gli altri otto i mazzi di palloncini cui le case erano legate. Mentre al sonoro sussurravano le narrazioni di Case dei bambini, raccolte nelle scuole di Fermo dall'Ufficio Poetico del Festival (una scelta ridotta, 65 da 565, si può leggere qui) ed elaborate da Antonello Murgia, i sedici Portatori di Case attraversavano il pubblico e si schieravano davanti al palco, come nella foto. All'ultima battuta della mia voce, che diceva i due versi stendardo del Festival ("L'unica casa nostra davvero / È in via di Tutti, numero Zero"), sul bellissimo crescendo del brano di Rachmaninov scelto da Antonello per il finale, i palloncini venivano liberati, e le otto Case Lievi si levevano e si perdevano nel cielo.




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    Questa pagina è stata aggiornata il 18 luglio 2015


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