BRUNO TOGNOLINI
Poeta per bambini e per vecchi


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  ATTACCHINO 
Un racconto illustrato da GIANNI DE CONNO
Carlo Gallucci Editore, novembre 2013



  RIME RAMINGHE 
Poesie scritte per qualcosa o qualcuno,
che poi girano il mondo per tutti

Adriano Salani Editore, settembre 2013




  CANZONI PER BAMBINI E PER VECCHI 
Versi scritti per la musica e musiche scritte per i versi
Con la seconda sezione, POESIE IN MUSICA, nuova e inedita



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Un breve carteggio con l'agenzia di pubblicità della Apple


  QUATTRO NUOVE MASTER CLASS
Che segnalo per corsi di formazione, università, scuole estive, etc.


  Rime Galline in fuga 
Sui muri, sul web, sui giornali, nelle canzoni, nella TV, negli spettacoli, nelle magliette, nelle merendine...
Ecco dove andavano a cacciarsi tutti i libri di rime che non pubblico



  Anch'io i miei Dieci Punti
Su richiesta del sito nostrofiglio.it, ho vinto l'iniziale riluttanza e ho scritto anch'io i miei
"Dieci Punti per fare un bambino felice. O non tanto infelice."



  La scrittura è un passo a tre
Una risposta in tre passi alla domanda "cos'è per te la scrittura?"


  Ciao, Fantabosco! 
Il mio saluto alla Melevisione, dopo tredici anni e duemila copioni


  Era tutto vero! 
Lettera n. 695 apparsa nel mio Libro degli Ospiti il 28 settembre 2010


  Pubbliche scuse a una bambina Rara 


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TUTTI I LIBRI SONO ACQUISTABILI ONLINE PRESSO



Libri
Scritti d'occasione


SCHEDE BREVI DEI LIBRI

1 . Angeli, lucertole, bambini dappertutto
Racconti, 8-12 anni, FATATRAC, 1992
Copie vendute al 2012: 3702

2 . Salto nell'Ultramondo
Romanzo, 10-14 anni, GIUNTI, 1994 e 2007
Copie vendute al 2011: 23792

3 . Sentieri di conchiglie
Racconti, 8-12 anni, FATATRAC, 1995
Copie vendute al 2012: 7721

4 . Mal di pancia calabrone
Filastrocche, 4-6 anni, SALANI, 1995
Seconda edizione: NORD-SUD, gennaio 2009
Copie vendute al 2012 17195

5 . La sera che la sera non venne
Poemetto in ottave, 8-12 anni, FATATRAC, 1996
Copie vendute al 2012: 7179

6 . L'altalena che dondola sola
Poemetto in ottave, 8-12 anni, FATATRAC, 1997
Copie vendute al 2012: 4463

7 . Rimelandia
con Roberto Piumini, Filastrocche interattive
Edizione Libro + CD Audio, edizione Libro + CD-ROM
6-12 anni
, MONDADORI, 1997 - Seconda edizione 2004
Copie vendute dalle due edizioni: 16122

8 . Filastrocche e canzoni della Melevisione
con MELA CECCHI, filastrocche, 4-6 anni, RAI.ERI, 1999
Copie vendute: (dati mancanti, mai forniti da RAI.ERI)

9 . Lilim del tramonto
Romanzo per tutti, Prima edizione SALANI, 1999
Seconda edizione TEA, 2007
Copie vendute al 2012: 9209

10 . Melevisione. Il Diario di Tonio Cartonio
con Mela Cecchi, Ianna Carioli, Martina Forti, Venceslao Cembalo.
Racconti a audiocassetta di canzoni, 4-8 anni
, RAI.ERI, 2000
Copie vendute al 2005: 91360 (dati successivi mai forniti da RAI.ERI)

11 . Rima rimani
Filastrocche, 6-11 anni, SALANI-RAI.ERI, 2002
Copie vendute al 2011: 10283

12 . Mamma lingua
Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme

Illustrazioni di PIA VALENTINIS
Prima edizione: Cagliari, Comune di Cagliari e TUTTESTORIE, 2002
Seconda edizione: Milano, IL CASTORO e TUTTESTORIE, 2008
Copie vendute o donate dai comuni nell'edizione Tuttestorie: circa 12000
Copie vendute nell'edizione Il Castoro al 2012: 5893

13 . Il Quinto Lupo
Testo e percorso teatrale per le scuole, PANGEA, 2002
Copie vendute: dati mai pervenuti
IL LIBRO NON È PIÙ REPERIBILE

14 . Fuoco!
Fiaba quasi vera in prosa e ottave
FATATRAC, ottobre 2003, illustrazioni di MARA CERRI
Copie vendute al 2012: 3639

15 . Zio Mondo
Fiaba piccola per piccoli
Illustrazioni di MAURO EVANGELISTA
GIUNTI, marzo 2005
EDELVIVES, Saragozza 2009 - BOYUT, Istambul 2010
Copie vendute al 2012 (in Italia): 16048

16 . Leggimi forte
Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura
Con RITA VALENTINO MERLETTI, saggio, SALANI, 2006
Copie vendute al 2012: 12965

17 . Papà Famondo
Racconto illustrato per i più piccoli
Illustrazioni di PIOTR SOCHA
CARTHUSIA, Milano 2006 - AGAWORLD, Corea 2011
Copie vendute al 2012 (in Italia): 2102

18 . Gocce di voce
Sette poesie di sette poeti per le mamme e i neonati
S.Bordiglioni, C.Carminati, P.Formentini, R.Piumini,
G.Quarenghi, G.Quarzo, B.Tognolini
FATATRAC, 2006, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Copie vendute al 2012: dati non pervenuti

19 . Topo dopo topo
Racconto poetico tratto, ricantato, e molto diversamente concluso,
dal poemetto "L'Accalappiatopi" di Marina Cvetaeva

FATATRAC, 2007, illustrazioni di OCTAVIA MONACO
Copie vendute al 2012: 2174

20 . Guance ciliegine
Racconto sulla timidezza
GIUNTI, 2007, illustrazioni di PIA VALENTINIS
Copie vendute al 2012: 10452

21 . Lunamoonda
Romanzo per tutti, SALANI, aprile 2008
Copie vendute al 2012: 3801

22 . Maremé
Versi di Bruno Tognolini sulle figure di Antonella Abbatiello - Albo illustrato
FATATRAC, maggio 2008, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Copie vendute al 2012: 3632

23 . Tiritere
Albo illustrato, filastrocche per bambini da 0 a 3 anni
PANINI, settembre 2008, illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
Copie vendute al 2012: 5271

24 . Ciò che non lava l'acqua
Dieci racconti sardi per i lettori adulti
ILISSO, ottobre 2008
Copie vendute al 2010: 738

25 . Cieli
Albo + DVD con racconto in voce di Bruno Tognolini
Ideato e curato da Maria Flora Giubilei e Simonetta Maione
Racconto di Bruno Tognolini, illustrazioni di SVJETLAN JUNAKOVIC,
esperto di ieli LUCA MERCALLI. Edizione ARTEBAMBINI, Bazzano 2009
Copie vendute al 2012: dati mai pervenuti

26 . Rime di rabbia
50 invettive per le rabbie di tutti i giorni
Prefazione di ANNA OLIVERIO FERRARIS,
illustrazioni di GIULIA ORECCHIA
SALANI, marzo 2010 - Sesta ristampa maggio 2013
Copie vendute al 2012: 11209

27 . Cuoreparole
Poesie di poeti bambini d'Italia commentate da Bruno Tognolini
A cura di PAOLA BRODOLONI e BRUNO TOGNOLINI
Illustrazioni di PAOLO D'ALTAN
MONDADORI, maggio 2010
Copie vendute al 2011: 3359

28 . Farfalla
Ninnananna in versi e figure per i pensieri del dormiveglia
Illustrazioni di ANTONELLA ABBATIELLO
FATATRAC, settembre 2010
Copie vendute al 2012: 826

29 . Doppio blu
Racconto d'infanzia (per i grandi)
TOPIPITTORI, marzo 2011
Copie vendute al 2012: 791

29 . Filastrocche della Melevisione
150 filastrocche scelte fra le 500 scritte in 13 anni di Melevisione
Illustrazioni di Giuliano Ferri
CARLO GALLUCCI EDITORE, novembre 2011
Copie vendute al 2012: 4537

30 . Manifesti
Pubblicità  incantata per le cose del mondo
Ideato e realizzato con Gek Tessaro
FRANCO PANINI RAGAZZI, novembre 2011
Copie vendute al 2012: 766

31 . Alfabeto delle fiabe
21 figure e poesie sui simboli delle fiabe
Illustrazioni di Antonella Abbatiello
TOPIPITTORI, novembre 2011
in collaborazione con la Biblioteca Centrale Ragazzi di Roma
Copie vendute al 2012: 1360

32 . Salvataggio di mezzanotte
Racconto di Natale (minuscolo spin-off di Lilim del tramonto)
Illustrazioni di Pia Valentinis
INTERLINEA, novembre 2011
Copie vendute al 2012: dati non pervenuti

33 . Nidi di note
Un cammino in dieci passi verso la musica. Libro + CD audio
Testo di Bruno Tognolini, illustrazioni di Alessandro Sanna
Musiche originali di Paolo Fresu e Sonia Peana
CARLO GALLUCCI EDITORE, marzo 2012
Copie vendute al 2012: 3352

34 . Rime Chiaroscure
Poesie scritte a quattro mani con Chiara Carminati
Illustrazioni di Pia Valentinis
RIZZOLI, giugno 2012
Copie vendute al 2012: 1062

35 . Rime Raminghe
Poesie scritte per qualcuno o qualcosa
che poi girano il mondo per tutti

SALANI, settembre 2013



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PRESENTAZIONE DEGLI SCRITTI D'OCCASIONE


Rime

RIME D'OCCASIONE

Filastrocche scritte per diverse occasioni,
in tali occasioni con profitto utilizzate dai committenti e dai loro lettori,
ma utili e disponibili e libere e gratuite per altri lettori e altre circostanze.


Filastrocche per l'UNITÀ
Scritte ad hoc o raccolte da altre mie fonti,
una miriade di filastrocche per la Pagina 3 de l'Unità,
una ogni due o tre giorni dal marzo 2010


Filastrocche per PUBBLICO GIORNALE
Scelte fra poesie edite in altri libri e inedite fra le Rime d'Occasione,
e pubblicate in copertina dell'inserto domenicale "Pupù"
del quotidiano Pubblico Giornale, dal settembre 2012


Filastrocche per GIULIO CONIGLIO
Scritte per la rivista mensile per i più piccoli diretta da Nicoletta Costa.
Modena, GIULIO COSIMO PANINI EDITORE, dall'aprile 2006


Filastrocche per G BABY
Scritte per la rivista mensile per i più piccoli
della PERIODICI SAN PAOLO, dal FEBBRAIO 2011


Filastrocche DOLCETTO VERSETTO
Scritte per una linea di merendine anti-obesità della COOP
COOP Italia, marzo 2010


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Racconti

Cinque piccole sceneggiature sull'energia
Per un'iniziativa di informazione scientifica della SNAM nelle scuole, 1994.

Tre racconti sulla pubblicità
Per l'agenzia pubblicitaria di un amico, 1994.

Un racconto sulle orecchie e sui suoni
Per due amici attori che facevano letture in biblioteca, 1996.

Un racconto sul Tempo e la Morte
Per una festa delle Banche del Tempo a Bologna, 1998.

Otto racconti sull'educazione stradale
Per un kit distribuito da FIAT Scuola in diecimila scuole d'Italia, 1999.

Un racconto sulle superstizioni
Per il mensile per bambini "Ciao Amici", numero di giugno 2001.

Un racconto su bambini e tecnologia
Per l'inserto "Specchio" de LA STAMPA del 10 novembre 2001.

Un racconto sull'omologazione della vita
Per il libro di AA.VV. "Diversi e uguali", I colori del mondo,
Provincia di Siena, 2002.

Un racconto (non per bambini)
sulla vita dei minatori sardi

Per il libro di AA.VV. "Sonos 'e memoria", a cura di G.Cabiddu, 2003
(il libro verrà edito nel 2009).

Un racconto sui desideri
dei meninos de rua di San Paolo

Per il libro di AA.VV. "Io vorrei...",
Edizioni Condè Nast, Milano, 2004.

Un racconto sui libri dei piccoli editori
Per l'Associazione Librai Italiani, uscito su "La Nuova Sardegna",
aprile 2004.

Un racconto sul presepio
Inedito, novembre 2004
(scritto per il mensile "Ciao amici" e non pubblicato).

Una variante biotech della fiaba
"Il brutto anatroccolo"

Per una pubblicazione del Festival "UNA CITTÀ PER GIOCO"
Tangram, Teatro Città Murata e Comune di Vimercate, aprile 2005.

Un racconto-monologo (non per bambini)
su Maria e Giuliana Lai

Scritto per lo spettacolo "TELAI" di Laura Curino,
Festival "L'Isola delle Storie", Gavoi, luglio 2005.

Un nano-racconto sul pecorino sardo
Per il progetto-kit sugli alimenti tradizionali "Che gusto c'è",
Giunti Progetti Educativi, settembre 2005.

Un racconto su un essere immaginario
della tradizione sarda

Per il libro di AA.VV. "Adottamostri", edito
dal Centro Servizi Bibliotecari della Provincia di Cagliari,
a cura di Teresa Porcella, maggio 2006.

Un racconto per ragazzi e giovani sull'amicizia
Per il libro di AA.VV. "Doppio misto", edito
dal Centro Servizi Bibliotecari della Provincia di Cagliari,
a cura di Teresa Porcella, ottobre 2007.

Tre racconti su tre siti minerari di Sardegna
Per la guida turistica per ragazzi "In un regno lontano lontano",
edito dall'Assessorato al Turismo della Regione Sardegna
e dalla Cooperativa Tuttestorie, luglio 2008.

Un racconto sulla cecità infantile
Per un libro collettaneo edito dalla Fondazione Poliambulanza di Brescia
per una sua missione sanitaria in Burundi, giugno 2011.

Un racconto sul terremoto del 2012 in Emilia
Per il libro collettaneo RADICI, Franco Cosimo Panini 2013
(il libro nasce nel "Cantiere della fantasia", un progetto dedicato all'infanzia
dopo il sisma che ha colpito l'Emilia nel maggio 2012).



All'indice delle Opere


Televisione
Cinema

L'ALBERO AZZURRO
Una piccola scelta di scalette e palinsesti dei temi
dal programma TV per bambini di RAIUNO e RAIDUE, 1990-1994.

MULTICLUB
Una scelta di scene scritte nel '97 e '98
per il programma TV per bambini di RaiSat2

LA MELEVISIONE
Scalette, copioni, progetti, filastrocche e canzoni
dal programma di RAITRE per i più piccoli.


All'indice delle Opere



Testi per documentari
Quattro documentari "poetici" sulla Sardegna,
per la regia di Gianfranco Cabiddu

Canzoni e rime per il film
"Storia di una gabbianella", 1998

I testi italiani delle canzoni di David Rhodes
e le filastrocche usate nel film di Enzo D'Alò


All'indice delle Opere


Articoli e saggi
Testi e scritture teatrali


La scrittura è un passo a tre
Una risposta in tre passi alla domanda
"cos'è per te la scrittura?"
in T.Bruno, "Parole come stelle", Edizioni Mammeonline 2013


L'impronta della mano
Racconti e ragionamenti di un migrante
fra scrittura letteraria e scrittura multimediale interattiva
Saggio in corso di pubblicazione sul libro collettaneo
"COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE NEI PROCESSI FORMATIVI",
a cura di Lucia Martiniello

Fisarmoniche Filastrocche
Un ragionamento sulla "poesia per"
Articolo apparso sulla rivista HAMELIN n. 26, dicembre 2011

Mappe, paesaggi e paesani
Il punto di vista di uno scrittore sui sistemi
di orientamento dei lettori e di informazione bibliografica.
Pubblicato, con le altre relazioni del seminario "Le briciole di Pollicino"
(Firenze, 19/10/2010), sulla rivista LIBER n. 91 (luglio-settembre 2011)

Così tanta realtà
Sulla poesia e altre cose che "piacciono ai bambini"
Intervento apparso sulla rivista "Andersen", maggio 2011
accanto a un articolo sulla poesia e i bambini di Chiara Carminati
(Qui il PDF delle pagine originali della rivista)

Sulla Fiera dei Libri per Ragazzi di Bologna
Intervista apparsa sulla rivista "Pagine giovani" n. 147 gennaio-marzo 2011
(Qui la prima pagina dell'articolo sulla rivista))

La scuola, la pazienza e le lasagne
Racconto di due giornate di incontri in una scuola primaria di San Lazzaro
Pubblicato il 3 marzo 2011 su l'Unità

Scuola e poesia
Intervista a cura di Carla Ida Salviati, pubblicata sulla rivista Giunti
"VITA SCOLASTICA", n. 7 anno 65°, 1 dicembre 2010

Le fiabe dette bene e benedette
Un ragionamento sulla controversia fra lettura ad alta voce e audiolibri,
scritto nell'agosto 2010 a introduzione del cofanetto
"Si conta e si racconta" di Nadia Malverti

Le poesie sono giocattoli dell'anima
Racconto e ragionamento sulla poesia per i bambini, e dei bambini
scritto come prefazione al libro Cuoreparole, Mondadori 2010
Poesie di poeti bambini d'Italia commentate da Bruno Tognolini

Tre domande a Bruno Tognolini
Come nasce un lettore? Come suscitare nei bambini l'amore per i libri?
Che importanza ha l'immagine nei libri per bambini?

Intervista pubblicata sulla rivista Giunti "SCUOLA DELL'INFANZIA", n. 1 - 2010

Perché leggere ad alta voce
Articolo pubblicato sulla rivista Giunti
"SCUOLA DELL'INFANZIA", n. 11 - 2008

Dalle tue mani dovrai difendermi con le tue mani
Una riflessione sui libri per bambini portatori di valori e di voleri,
tratta al libro "MONDO FA RIMA CON NOI. I diritti di bambini e ragazzi
per parole e immagini", a cura di Valter Baruzzi e Lucia Tringali,
Editrice La Mandragora, 2008

I Cercasentieri dell'anima
Introduzione alle poesie contenute nel libro "Nel giardino segreto"
Itinerari nella tana dei giovani lettori, Equilibri, 2008

Narrare con la voce
Breve storia della narrazione orale dalle origini a oggi
pubblicata sull'ENCICLOPEDIA TRECCANI RAGAZZI, marzo 2005

Angeli delle biblioteche
Un piccolo saggio sulle biblioteche viste da uno scrittore ramingo
pubblicato sulla rivista SFOGLIALIBRO, aprile 2008.

La lingua dell'Eden e Le parole staminali
Due articoli pubblicati sulla pagina culturale del sabato
de "L'Unione Sarda" nel gennaio 2007.

Rime Fuorilegge
Intervista pubblicata in versione ridotta sul numero di marzo 2006
della rivista FUORILEGGE, e in versione integrale sul suo sito.

L'UCCELLO CON TRE ALI
Il Suono, il Senso, la Bellezza.

Saggio sulle filastrocche e il loro uso nelle scuole, pubblicato
in quattro parti sulla rivista "SCUOLA DELL'INFANZIA", Giunti, 2005-2006.

Ho nuotato fino alla rima
Riflessioni sull'allenamento di un rimatore,
pubblicate in "Parole senza fretta", a cura di R.Morani,
Franco Angeli e IRRSAE Lazio, Milano, 2002

Poesia con cinque ESSE
Le segrete alchimie del fare poesia:
il SENSO, il SUONO, il SEGNO, il SOGNO e la SORTE
Articolo pubblicato sulla rivista "SCUOLA E INFANZIA",
Giunti Scuola, n.3, luglio 2003

C'era ogni volta nei regni delle rime
Lingue regionali e lingua italiana
si scontrano in prosa e si abbracciano in versi
Traccia di un intervento tenuto in un convegno in Sardegna

La lingua salvata dai ragazzini
Un articolo apparso il 28 gennaio 2001 su "NOI GENITORI & FIGLI",
supplemento de "L'Avvenire"

Paradosso Pinocchio: l'Automa amato cresce
Articolo pubblicato nel 2004 sul "Dossier Automi e robot"
del sito Treccani Scuola (ora scomparso dal web).

Mastro Geppetto, o della responsabilià
Responsabilità personale degli autori
dentro i sistemi di produzione di senso
Traccia di un intervento tenuto in varie conferenze

I possibili contributi del teatro
nel futuro dei nuovi media

Un articolo inedito

Charlot e la locomotiva
Un articolo sulla "autorialità" nei multimedia


RIME E SCRITTI SULLA SARDEGNA
Una filastrocca elettorale, una lettera a Renato Soru,
articoli e contributi pubblicati in altri luoghi
su lingua, cultura, identità sarda



All'indice delle Opere




PRESENTAZIONE DELLE SCRITTURE TEATRALI

Dura Madre Mediterranea
Teatro Settimo, laboratorio teatrale, Montalcino,'89
Testi drammatici e materiali drammaturgici

Antigone delle Città
Commemorazione teatrale della Strage di Bologna, '91-'92
Testi drammatici e materiali drammaturgici

Canti dei Castelli
Cinque fiabe teatrali per i Castelli Trentini, '92-'94
Testi drammatici depositati

Maestra Minestra
Fiaba teatrale e cuciniera per i più piccoli, '88
Con una versione "amatoriale"per messe in scena di alunni e genitori.

Il Quinto Lupo
Racconti, resoconti e testi dalla messa in scena
di uno spettacolo con una quinta elementare, 2001

L'Accalappiatopi
Spettacolo teatrale per bambini dall'omonimo poema di M.Cvetaeva
Produzione Corte Ospitale di Rubiera, 2003

Fuoco!
Spettacolo teatrale per bambini tratto dall'omonimo libro di B.Tognolini,
Produzione Corte Ospitale di Rubiera, 2004

L'altalena che dondola sola
Spettacolo teatrale per bambini tratto dall'omonimo libro di B.Tognolini,
Produzione Corte Ospitale di Rubiera, 2005

Chisciotte Fenicottero
Spettacolo teatrale di strada, Secondo festival letterario della Sardegna,
Gavoi, luglio 2005
. Produzione Cada Die Teatro (Cagliari)



All'indice delle Opere





Festival

Festival letterario "L'ISOLA DELLE STORIE"
Realizzazione della sezione Ragazzi del festival
Gavoi (NU), 2004 e 2005


Festival "TUTTESTORIE" 1^ edizione
Festival di letteratura per ragazzi
Cagliari, ottobre 2006, Tema: LE DOMANDE


Festival "TUTTESTORIE" 2^ edizione
Cagliari, ottobre 2007, Tema: LE DISOBBEDIENZE

Festival "TUTTESTORIE" 3^ edizione
Cagliari, ottobre 2008, Tema: GLI ANIMALI

Festival "TUTTESTORIE" 4^ edizione
Cagliari, ottobre 2009, Tema: I MUTAMENTI

Festival "TUTTESTORIE" 5^ edizione
Cagliari, ottobre 2010, Tema: LA NOTTE

Festival "TUTTESTORIE" 6^ edizione
Cagliari, ottobre 2011, Tema: I SEGRETI

Festival "TUTTESTORIE" 7^ edizione
Cagliari, ottobre 2012, Tema: L'INCOMPRENSIBILE

Festival "TUTTESTORIE" 8^ edizione
Cagliari, ottobre 2013, Tema: LA CASA

All'indice delle Opere


Multimedia interattivi
Stanza degli ospiti

ALBERO AZZURRO CD-i
Sceneggiatura del CD-i (un precursore del CD-rom), 1994
scaricabile in formato Word DOC (400 KB!)

NIRVANA X-ROM
Sceneggiatura integrale e Tavola delle Soluzioni
del CD-rom tratto dal film di G.Salvatores, 1996

RIMELANDIA
Sceneggiatura e testi del CD-rom di filastrocche
per bambini scritte con Roberto Piumini, 1997

SITO RAI BAMBINI
Un "canale" di Junior, il sito per bambini della RAI.
Progettato con Mela Cecchi, nel 2001

All'indice delle Opere


Questo spazio è destinato a ospitare cose
scritte da amici che trovano bello e utile esporle qui,
e che io trovo belle e utili.

IMMACOLATO
Racconto di VENCESLAO CEMBALO

LA PARTE DI ANTONIO
Racconto di VENCESLAO CEMBALO

I LIMONI SONO FINITI
Romanzo di VENCESLAO CEMBALO
PANGEA, 2002


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Accoglienza nella "Pagina Casa" di uno scrittore


 Un poeta per bambini e per vecchi?
Non so perché, o non ancora, o non del tutto. Forse perché gli adulti non stiano dando degna prova di sé, ormai da anni, nella Povera Patria? E convenga quindi a un poeta dirigere le forze a consolare quelli che adulti son stati, che non partano disperati, e rincuorare quelli che lo saranno, che mettano mano all'opera con buona lena e diversi intenti?
Forse per questo, forse no. Le nuove parole arrivano da sole, quando è il tempo: poi è compito degli oracoli, dei filosofi e dei preti interpretarle. Le parole per questa nuova qualifica d'onore, "poeta per bambini e per vecchi", mi sono giunte da poco, nell'inverno del 2010, con l'istantanea e felice certezza che stavolta non è necessario decifrarle, non subito. Per ora mi accontento (e molto) di saperlo e dirlo: poi verrà il tempo di capirlo e spiegarlo.

 Scrittore "per", va bene, ma di cosa?
Questo dunque è il sito web di uno scrittore "per". Se uno scrittore con la qualifica "per" sia uno scrittore vero, uno scrittore e basta, è annosa e noiosa questione che qui non tratterò: lascio a un breve Post Scriptum una delle mille possibili risposte.
Scrittore "per" dunque, va bene, ma di cosa? Scrittore soprattutto di libri, ma anche di televisione (o meglio Melevisione), teatro, qualche anno addietro di multimedia, qualche volta di saggi, di rado e marginalmente di cinema.
Parlo di generi di scrittura, non di supporto: il fatto che mi sia accaduto in questi ultimi anni di pubblicare poesie su magliette di festival, muri di reparti pediatrici, quotidiani nazionali, merendine Coop etc. è per me solo una felice estensione dei libri, un'espansione di respiro della poesia fuori di essi.

 Un sito amanuense
Questo sito è stato scritto e costruito da me stesso in lunghe notti di lunghi anni, dal '97, nel linguaggio amanuense dell'HTML, con qualche penna tecnologica all'inizio, qualche editor HTML, ma oggi ormai per lo più a mano libera. Non ha mai smesso d'essere aggiornato con notizie e scorci e approfondimenti delle nuove opere che il tempo mi porta. È un sito spartano, senza animazioni e form e applets e flash e java, solo testi: perché è il sito fatto a mano da un dilettante, e perché è il sito di lavoro di uno scrittore. Per contro infatti è sovrabbondante di testi.

 Una risorsa di lavoro
Dall'iniziale faccia un po' narcisa della "Personal Home Page" - allora di moda fra i pionieri del web e oggi credo sostituita del tutto da blog e social network - questo sito con gli anni ha mutato forma e funzione per diventare sempre più una risorsa di lavoro. È fonte di informazioni, materiali, note biografiche e bibliografiche, schede descrittive di incontri e conferenze, presentazioni e approfondimenti e ampi stralci di libri editi, articoli e saggi integrali, opere inedite, testi teatrali, sceneggiature interattive, curriculum, foto, contatti (Libro degli Ospiti) etc. Queste risorse sono oggi utilizzate con una certa intensità (circa 100 visite al giorno di media) principalmente per tre scopi:

 "Come si diventa scrittori"
Quando parlo coi bambini nelle scuole e mi chiedono quando e come si diventa scrittori rispondo così: si diventa scrittori in due passi, due volte.
Si comincia a diventar scrittori la prima volta che si scrive qualcosa che non ti ha chiesto nessuno: né la maestra, né nessun altro grande, né un amico. Se uno scrive qualcosa che gli è venuto in mente di scrivere ber bizza o bellezza, lui è già quasi scrittore. Gli manca solo una cosa importante: i lettori. Lettori veri, però, non i suoi famigliari o gli amici. I lettori veri sono i lettori sconosciuti. E dove si trovano i lettori sconosciuti? Nelle librerie.
Si finisce di diventare scrittori, col secondo passo, non appena quella cosa che si è scritta senza che nessuno ce la chiedesse diventa un libro che i lettori veri possono comprare nelle librerie.
Per ciò che mi riguarda, io colloco la prima di queste due tappe intorno al 1960, ai nove anni, appena un anno dopo l'età dell'oro, quando scrissi senza che alcuno me lo chiedesse una filastrocca poverella ma ben ritmata su fiori e aprile e colori, che il maestro di quarta elementare Professor Cammellini di Cagliari grandemente mi lodò e complimentò. Devo forse più di quando non sappia a quelle lodi pubbliche al cospetto della classe, ma dovevo ancora aspettare trentadue anni perché arrivasse la mia seconda tappa, la pubblicazione del libro di racconti "Angeli, lucertole, bambini dappertutto" nel 1992, con la Fatatrac, editore che da allora non ho mai abbandonato.

 Cosa disse Natalia quasi trent'anni fa
Non è questo il luogo delle note biografiche, che altrove sono sintetizzate in forme più esatte. Ma per finire questa presentazione, questa Accoglienza nel sito del mio lavoro, tra quella prima e quella seconda tappa del divenire scrittore, nell'oceano fra quelle due sponde lontanissime, voglio citare solo due cose. La prima è una rotta: la via tracciata da dieci anni di furiose e floride scritture per il teatro, di cui lascio ad altre pagine il racconto. E la seconda è appena un'isola, apparsa sul declinare di quella rotta, un presagio piccolo e illustre e forse per me fatale. Nel luglio del 1986, in risposta a tre piccole fiabe che le avevo spedito (che non ricordo e temo di aver perso) Natalia Ginzburg inaspettatamente mi rispose, scrivendo così:

    Caro Bruno Tognolini
    Le brevi fiabe che mi mandi mi sembrano graziose, scritte in uno stile nitido, molto letterario. Riguardo a un'eventuale pubblicazione, le trovo di difficilissima collocazione: dici di averle scritte per i ragazzi, ma in una collana per ragazzi non le vedrei.
    Non saprei che dirti se non di continuare a scrivere; della letterarietà ci si libera scrivendo. La difficoltà di scrivere fiabe oggi è enorme; la difficoltà di scrivere per ragazzi è enorme; la difficoltà di scrivere oggi, in generale, è enorme.
    Comunque si cerca di scrivere lo stesso.
    Ti rimando le fiabe e ancora ti auguro di continuare.
    Natalia Ginzburg

 Scrittore "per", ma per chi voglio io
"Non saprei che dirti se non di continuare a scrivere". Allora non lo sapevo ma avrei seguito quel consiglio. Dovevo aspettare ancora sei anni prima che la scrittura, con l'Albero Azzurro alla RAI, divenisse un lavoro che dà, oltre che sogno e conoscenza, anche da vivere. Da allora infatti ho la fortuna di vivere di quello che scrivo, e la ulteriore smisurata fortuna di scrivere quello che voglio: storie e rime. Su media e supporti diversi, sulla carta dei libri o sullo schermo della televisione, sui legni del teatro o sui bites dei nuovi media, ma storie e rime: non magazines o talk show o giochi a premi, non libri informativi o educativi per le scuole, non slogan o campagne. E per chi voglio: per i libri e il teatro e il cinema e la TV della RAI; non per Mediaset o la pubblicità.
"Finché dura", mi vien sempre da dire a questo punto, più per senso della misura che per scaramanzia. E per senso e misura del proprio destino, del rapporto fra ciò che ci si aspettava e ciò che si è avuto, mi vien da concludere che se pure finisse oggi, è stato già tanto.

 Opere edite e inedite pubblicate online
Resta da dire un'ultima cosa, di sostanza quasi legale. Non sono un fautore del "copy right free", perché vivo del mio lavoro: così come un falegname non regalerebbe ai passanti, o non oltre misura, le sedie che fabbrica. Per questo motivo dei libri editi è pubblicato in questo sito quanto basta per un uso simile a quello che se ne fa in libreria: leggerne, in piedi e di passaggio, il tanto che basta per capire se acquisteremo quel libro oppure no. Se sì, è subito disponibile un link al sito Internet Bookshop, dove il libro, volendo, si può ordinare.
I rischi di pubblicare in rete materiali inediti (testi teatrali, sceneggiature di opere interattive, articoli, progetti, varie d'occasione) si affronteranno invece in altri modi: con stralci, scorci e tagli. O con un'alzata di spalle. O infine con la fiducia - non del tutto candida - che nessuno ne abuserà. Sono sempre stato convinto che appropriarsi delle idee altrui sia una sciocchezza: quand'anche si riesca a farle passare per nostre, cosa faremo quando ce ne chiederanno altre simili? Se rubi un'idea, avrai solo quella: se invece hai un buon rapporto con l'ideatore...

 Post Scriptum. Gli scrittori per bambini sono scrittori veri?
Da un'intervista apparsa nel 2011 sulla rivista Giunti "Vita Scolastica".
Quello del poeta per bambini è un mestiere. O meglio, una maestria, un'abilità applicata che si aggiunge e completa un'arte. Occorre essere un medico per fare il pediatra. L'arte è del medico, il mestiere del pediatra. Occorre essere poeta, per fare il poeta per bambini.
È vero: molti fra quelli che chiamiamo poeti (quasi tutti) non sono "per bambini". Ma anche molti poeti per bambini non sono poeti. Purtroppo - o forse per fortuna - non esistono lauree né albi. Dovrebbero essere gli editori ad attribuirli. E invece, mentre nessuno metterebbe mai il suo figliolo nelle mani di un pediatra che non è medico, tanti mettono in mano ai loro bambini libri di scrittori di versi che non sono poeti. Che fanno il mestiere senza averne l'arte.
In compenso però c'è un vantaggio. In un'ipotetica situazione d'emergenza, se un adulto sta male può ben affidarsi a un pediatra, se non c'è altri. Con maggiore sospetto, immagino, una mamma affiderebbe il suo neonato sofferente a un geriatra. L'arte alla base, la poesia, il minimo comune, gioca a favore di noi poeti per bambini almeno in questo: è mia confermata esperienza che le poesie per bambini funzionano a meraviglia anche coi grandi.


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La scrittura è un passo a tre


Tiziana Bruno, per il suo libro "Parole come stelle" (Edizioni Mammeonline, 2013) mi ha rivolto tre domande sulla creatività. La prima suonava così: "cos'è per te la scrittura?"
Una di quelle domande nude e crude come noccioli di frutta, che se cadono fuori tempo possono generare equamente un frondeggiare di sciocchezze o il silenzio. Ma forse per me era il tempo, e la risposta è sgorgata fluida e serena, in tre passi. Lasciando alla lettura del libro le altre due risposte, che vertevano sulla creatività infantile, riproduco qui questa prima.



Primo passo. La scrittura è un mezzo

All'inizio, quando ero ragazzino, undicenne, dodicenne, la scrittura era un mezzo. Orientato a un fine. Il fine era, credo, il riscatto da una condizione dolente di inadeguatezza al cospetto dei miei pari, di cui sentivo di patire. Scrivendo bene, bei temi d'italiano per esempio, venivo invece lodato pubblicamente, quei temi venivano letti davanti alla classe, teatro d'altre sconfitte. Dunque per caso, per indole, per espansione nella minore resistenza, come chi veda un suo riscatto più probabile nello sport, nello studio, nell'astuzia, e quella via persegua: così io ho perseguito la scrittura. E se scrivere bene era il mezzo per raggiungere quel fine, io cercavo di scrivere bene, sempre meglio.
Secondo passo. La scrittura è un fine Ma Amleto dice: "Ed ecco, invece, ho preso gusto all'opera. Poco a poco mi scordai che si trattava di mio padre assassinato, di mia madre prostituita, del mio trono. Andavo avanti a braccetto con le finzioni di un bell'argomento: e l'argomento... è bello!"
La scrittura è una Bella Incantatrice. Nel cercare di rendere sempre più bella la mia lingua e il suo canto, perché mi servisse, non mi avvedevo di cadere nel suo incanto, e la servivo. Si manifestava a mia insaputa la trasmutazione alchemica: del sasso in oro, per me del mezzo in fine. Benché in silenziosa, indigente superbia io seguitassi ad attendermi lodi per il mio scrivere, non erano ormai più quelle il vero scopo. Perché non se ne vedevano, o non di peso. Fossero state quelle lodi il fine, avrei prima o poi desistito: non l'ho fatto, dunque era altro. Forse questo: il fine di scrivere bene è scrivere bene. È bello e basta a se stesso.
A margine, l'eterogenesi dei fini: è bastato in realtà anche ad altro, a mia insaputa. Per esempio a ostinarmi così a lungo da farne, o doverne fare, il mio mestiere.

Terzo passo. La scrittura è un mezzo Ma ancora non mi avvedevo di cosa stava intanto accadendo. Un'altra forza era all'opera, non vista. Accanto all'estetica, l'etica. Accanto alla bellezza, la verità. Non scrivevo mai nulla che non fosse vero, vero per me. Che io non potessi non solo scrivere, ma sottoscrivere. E non per scelta o meritoria convinzione, solo per indole, per genotipo: semplicemente non potevo fare altro.
Così la scrittura, sotto la spinta gemella di quelle due forze, andava cambiando. E come Sisifo ignorava, nella vana fatica su e giù per la rupe, che intanto si faceva i muscoli, così io non mi accorsi che la scrittura maturava, diveniva pian piano adatta.
Adatta a cosa? Non lo sapevo. Non io.
Ma Apollo, o qualche orixà, o la Grazia, o la mia gente, o l'umano intero consesso, o gli antenati, insomma qualcuno là fuori mi teneva d'occhio. E quando ha visto che quella scrittura era ormai pronta per sopportare il peso, l'ha cavalcata. Se n'è servito: come un dio delle ossicine di uno sciamano che si sia fatto abbastanza abile a lanciarle. La mia scrittura è tornata a essere un mezzo, ma nelle sue mani.
Quella scrittura non è più per me, né in sé e per sé: è per qualcos'altro alla fonte, io non so cosa.
Ma so per chi è alla foce: è per gli altri.
Forse (i segni confortano) per tutti. Per i bambini e per i loro grandi.
E attenzione, non c'è superbia in questo, ma il contrario. Lo ha scritto Eliot nei Quattro Quartetti, una volta per tutte: "ciò che c'è da conquistare / con forza e sottomissione, è già stato scoperto / una volta e due e molte, da uomini / che non si può sperare di emulare".
Strenght and submission, forza e sottomissione, per giungere a una scrittura utile a tutti. Come tante scritture di tanti scrittori e poeti, che non posso sperare di emulare, son state utili a me per la mia vita. E allora si può azzardare un punto di mappa: io sto solo restituendo, almeno in parte, ciò che mi è stato dato. Solo portando, per il mio breve tratto di fiume, l'acqua più avanti. Quel fiume del testo che scorreva prima di me e scorrerà dopo, senza fine e senza mezzo: solo scorrere infinito di umana bellezza, quanta è possibile, di forza e sottomissione, di cura e compassione.



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Mostri dei testi scolastici

Ho ricevuto nel mio libro degli Ospiti questo messaggio (di cui ometto l'incipit di lodi al mio lavoro, estranee a questo contesto):


Data: 4/14/2013, 23:44
Nome: Marta
Numero: 1.265

LA TERRA STRETTA.
(...) Ora mio figlio deve svolgere un compito dato a scuola. Si tratta della filastrocca "La terra stretta". Nell'interpretazione riportata dal testo scolastico ("Stai per leggere", Loescher) i "mostri" sono creature malvagie che portano il male nella terra, questo male non potrà mai essere sconfitto ("sempre ammazzate e sempre più vive"). E' giusta questa interpretazione? Io e mio figlio non siamo d'accordo e pensiamo che lei non voleva comunicare questo con la sua filastrocca. Ci aiuti a svolgere il compito dato dalla prof.ssa. La ringrazio infinitamente.

Ecco di seguito la poesia in questione, che per anni ha vagato raminga sul web, come le altre mie RIME D'OCCASIONE, e che nel settembre 2013 troverà casa nel volume RIME RAMINGHE, edito da Salani.
RIMA DELLA TERRA STRETTA

C'era una volta uno stretto confine
Che separava due terre vicine
Una chiamata Paese del Noi
L'altra chiamata Paese del Voi
Per mille secoli queste due terre
Fecero gare, fecero guerre
Per chi correva più lento o veloce
Per chi contava le storie più belle
Per chi cantava con più bella voce
E per chi aveva più chiara la pelle
Ma in mezzo a loro c'eran creature
Che erano chiare ma erano scure
Erano buone ma anche cattive
Sempre ammazzate e sempre più vive
Non erano qua, non erano là
Come se stessero sempre a metà
Non erano Nostri, non erano Vostri
E li chiamarono Mostri


Che dire...

Nel momento in cui mandavo le mie Rime d'Occasione raminghe nel mondo (nel web), accettavo che ne affrontassero tutti i possibili rischi e destini. Non credo del resto che, una volta edite, avranno dal loro editore protezione maggiore: un editore autorizza l'inserimento di un brano di cui detiene i diritti in un testo scolastico, non interviene (non ne ha il tempo né forse il diritto) sull'eventuale commento che al brano sia affiancato.
Certo si dovrebbe sperare, e forse pretendere, che un autore-redattore di testi scolastici (parliamo della Loescher!) dia una lettura meno... ehm... frettolosa dei brani che sceglie.

Ho risposto a Marta che lei e suo figlio hanno perfetta ragione a dubitare di quel commento, che interpreta la poesia ai suoi antipodi. Ho consigliato loro di portare alla professoressa, a sostegno di una lettura piùcorretta, e contraria a quella del testo scolastico, alcuni argomenti:
1) il verso esplicito, contenuto nella poesia stessa, "Erano buone ma anche cattive";
2) la figura dell'acqua fra fiume e mare, poco prima e poco dopo la foce, che è definita in italiano "acqua salmastra": fra ogni salato e ogni dolce c'è un salmastro, nella natura, nella cultura, nell'etica;
3) tutte le poesie del libro RIME CHIAROSCURE, di Carminati e Tognolini;
4) la magnifica lectio magistralis di Umberto Eco intitolata "HOSPES HOSTIS - Costruire il nemico" (21 maggio 2008)
E si potrebbe andare avanti all'infinito.

Il fatto è che la vita, e l'arte che la figura, sono superbamente, luminosamente complesse. I testi scolastici dovrebbero riconoscere, quando è additata in un testo, e proteggere come un bene, non stirare come una camicia, questa vitale complessità.


*     *     *     


Un mese dopo ho ricevuto sul Libro degli Ospiti la risposta dell'editore e della curatrice del libro di testo, che spiegavano le loro ragioni, e a cui ho risposto a mia volta. Chi fosse curioso di questo breve e interessante carteggio lo troverà qui.


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Preferirei di no

Alla fine del novembre 2013 ho ricevuto una mail da una grande agenzia internazionale di pubblicità che lavora per la Apple.
Si dichiaravano interessati a usare due mie poesie (Filastrocca dei quattro maghi del mondo e Filastrocca della meraviglia) per la loro prossima campagna pubblicitaria.
Santo cielo, mi sono detto: la Apple!
Non diceva di più. Per conoscere i dettagli avrei dovuto firmare e rispedirle il Confidentiality Agreement allegato.

Lusingato come un pavone e curioso come una puzzola, sono andato a rileggermi quelle due filastrocche per capire cosa mai gli Alti Elfi della Mela potessero aver trovato di adatto alla loro campagna.
Forse ho capito. Qualcosa nei primi dieci versi della Filastrocca della meraviglia, e negli ultimi dodici della Filastrocca dei quattro maghi del mondo (peraltro insopportabilmente lunga) dev'essergli parso utile.
In qualche modo la cosa non mi ha stupito: mi chiedevo solo quando sarebbe accaduto. Non è boria, solo coscienza artigiana: so bene che le mie filastrocche hanno dentro, come piccole "Intel Inside", le stesse schegge di tecnologie verbali, gli stessi nano-motori poetici che sono il pane dei miei cugini copywriters. E mi son sempre detto che in un'altra vita potrei fare il pubblicitario.

Appunto: in un'altra.
Lusingato come un pavone e refrattario come un mulo, ho risposto nella forma più kind and polite che ho potuto. Così:

"I deeply thank (*nome dell'agenzia*) for this opportunity. It does me honour, and makes me proud.
And sincerely, nothing against writing for advertising: a lot of great and worthy writers, much better than me, do it.
But personally, as far as I can, I'd prefer not to."


"Preferirei di no", come diceva il buon Bartleby. Per due ragioni.
La prima: io non le mando le ragazze a servire!
La seconda: avrei dovuto abiurare e far ritirare dalle librerie il mio adorato librino TOPO DOPO TOPO, per via di una certa risposta in rima che il Pifferaio dava al Borgomastro. Il gaglioffo gli aveva detto, grossomodo:
"Puoi scordarti che io ti paghi per aver liberato la città. Però... ho visto come incanti, con quel piffero. Ascolta: se tu suoni per me..., per il mio partito, il mio brand, la mia banca, la mia catena di negozi, la mia chiesa... potrai restare e ti pagherò.

Il pifferaio gli rispose come si può leggere qui.
Era venuta troppo bene quella poesia, non potevo buttarla via.
Tutto lì.


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Orlando a Mantova per piccoli e per grandi

Per il Festivaletteratura di Mantova mi son stati chiesti due interventi, , uno per i bambini e uno per i grandi, nel quadro del progetto speciale Furioso in Festa, che per due sere e due notti ha animato di voci, commenti, declamazioni, musiche e teatro le splendide sale di Palazzo Te. Qui due note, a monte dell'evento dei grandi e a valle di quello dei piccoli.


ACQUA D'OTTAVA, CARSICA E SORGIVA

Evento per gli adulti
Mantova, Palazzo Te, Sala degli Stucchi, venerdì 7 settembre 2012, ore 22:45


Questo articolo è stato pubblicato sul giornale del festival COLIBRÌ
Qui una recensione dell'evento scritta da Alberto Sebastiani sul blog Caffeletterario.Bo su Repubblica.it di Bologna.

L'ottava di Orlando è un'acqua di falda che scorre nascosta nella terra della nostra cultura, per zampillare in risorgive inaspettate. Qui dirò come l'ho scoperto, farò una mappa di questo fiume carsico e dei suoi affioramenti, come li ho scorti nella mia vita e nella mia terra.

Nella vita la prima sorgente fu al liceo. Non ne ho ricordi chiari ma indovino che già lì, sotto le doverose scrollate di spalle, segretamente quel canto mi avvincesse. L'affioramento successivo, il primo di cui ho memoria, è però un cofanetto del Reader's Digest con libro e dischi, "Le Pagine d'Oro della Poesia Italiana", che poco più che ventenne ereditai dei miei nonni. Nei suoi 45 giri figuravano sei canti dell'Orlando, detti da Albertazzi, Sbragia, Lupo, il grande Romolo Valli e l'inarrivabile Arnoldo Foà.
Terzo passaggio, materiale e culturale, è stato la mutazione del supporto: con la rivoluzione del walkman quei piccoli vinili, che non potevano andare in giro per il mondo, trasmigrarono nelle "musicassette". Per tutti gli anni '80 le ottave d'Orlando mi accompagnarono in cuffia nella furiosa stagione del teatro. Gli stessi anni in cui, mosso - attenzione! moto retrogrado, dall'oralità alla scrittura! - mosso da quell'incanto, finalmente lessi il poema per intero.
Nei primi anni '90 arrivarono i CD, una vasta collana Fonit-Cetra, comprata a costo di sacrifici: stessi attori ma molti più canti, ben quindici! Anche a quelli è toccato vagare con me nei viaggi per le prime ardenti imprese dopo il teatro, con gli editori, i multimedia, la RAI. Dal formato CDA quei canti, ormai digitali quindi atti alle migrazioni, passarono in MP3, e con questo veicolo al PC, all'iPod, al cellulare.
Ascoltavo le ottave ariostesche allora per puro piacere, senz'altri scopi, come dev'essere all'alba di una formazione. E le ascolto tuttora in diverse occasioni (la più rituale quando faccio i piatti), ammantando semiseriamente di fini mirati (il training del rimatore) quello che continua a essere il più puro e gaglioffo piacere del metro, della lingua, del racconto, e della voce che sa impastarli con sapienza, senza che mai nessuno sporga sugli altri.

Ma da un pezzo avevo iniziato ad accorgermi, per avvistamenti, che quel fiume carsico, oltre che nella mia storia personale, scorreva e trasmutava nella cultura del paese intorno a me.
DAMS, fine anni '70, esame di etnomusicologia con Roberto Leydi. Non sui suoi libri (sui libri si studiava ahimè assai poco), ma nelle "ricerche sul campo" che quei libri ci ispiravano, nelle sagre della mia terra sarda, ascoltando le gare poetiche, mimetizzata sotto astruse strutture melodiche, eccola! Riconosciuta: l'ottava! Ma come diavolo sarà arrivata lì? Non lo so, non mi interessa, ma è magnifico. La forma blank, lo schema genetico che quegli assidui ascolti mi avevano impresso, al presentarsi di un altro fenotipo ecco: scatta, "match the pattern", legge il codice e ri-conosce. E devo aggiungere: con che conforto! Un filo, una parentela finalmente legava le mie due culture. Non sono così separate: ci sono passaggi! E quindi forse anch'io potrò passare.

E di lì avanti, altrove, ovunque. In Toscana, la compagnia dei Maggi di Buti, che per alcuni anni ho seguito; in certo "cunti" siciliani di Mimmo Cuticchio; in certe stornellate marchigiane. Di nuovo in Sardegna: nel '99 scribacchio su un foglio una mia ottava e chiedo ai Tenores di Orune di cantarla. Con poche incertezze, dovute al jet-lag della lingua, scatta lo schema ribonucleico e la cosa riesce: un ibrido accettabile, vitale, ho un video che lo testimonia.
Intanto, infatti, tanto tuonò che piovve: tanto lessi che scrissi. O tanto ascoltai che suonai. Nel '96 la Fatatrac pubblica il mio primo poemetto in ottave, "La sera che la sera non venne". Che da allora, con altre opere simili, continua a essere letto e ristampato.
Ma questo non ha la minima importanza - benché tanti bambini, in quasi vent'anni, abbiano letto e sentito leggere quelle ottave, che per molti saranno le uniche della vita. Non hanno quei poemetti più importanza di quanta ne abbia una strofa qualunque dei Maggi cantata ora, o secoli fa, nei monti pisani, o un'ottava a contrasto in lingua sarda, o uno stornello, un rispetto, uno strambotto, una stringa degradata che riecheggi in qualche rap del grande Frankie HI-NRG. Un ruscello qualunque nel fiume, in quel cantare d'Orlando che trascorre nei secoli, acqua freatica segreta, di rapsodo in rapsodo.

A Mantova, nel Progetto Orlando, sarò orgoglioso d'essere solo uno di quegli innumeri rapsodi, testimone di quel fiume sepolto ma vivo, portatore della sua acqua.
Orlando a Mantova per piccoli e per grandi
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ORLANDO, DI CHE COSA STAI PARLANDO?

Evento per i bambini
Mantova, Palazzo Te, Sala Polivalente, venerdì 7 e sabato 8 settembre 2012, ore 18:30


Breve nota che presto espanderò in una trattazione più approfondita sulla rivista VITA SCOLASTICA della Giunti.
Nel corso del Festivaletteratura di Mantova, qualche giorno fa, si conduceva un esperimento, intitolato "FURIOSO IN FESTA". Il pubblico era invitato a seguire a sua scelta, nelle magnifiche sale ed esedre di Palazzo Te, un profluvio di eventi in simultanea, di commento, racconto, musica, teatro e altri e vari accostamenti all'Orlando Furioso di Ariosto.

Dentro questo esperimento, ho personalmente condotto un esperimento: oltre a un incontro notturno con gli adulti, che racconto in altre sede, due incontri con bambini sull'Orlando Furioso.

Alla proposta della direzione di Festivaletteratura avevo reagito, in un primo tempo, con fiere perplessità: poveri bambini, come si può parlare loro di Orlando Furioso? Della sua magnifica storia, e - per me inscindibile dalla storia, come le due ali di Senso e Suono in una poesia - della sua magnifica lingua?

Come è utile e bello che accada, pensandoci su, quelle iniziali perplessità da ostacolo son diventate risorsa, da problema tema, argomento stesso dell'incontro, che era esposto e giocato già nel titolo: "ORLANDO, DI CHE COSA STAI PARLANDO?"

Ho provato a raccontare ai bambini due episodi avvincenti dell'Orlando (Olimpia e l'Orca mostruosa, duelli con testa spaccate); e li ho raccontati - attenzione: questo era il cuore dell'esperimento, o della mission impossible - non con le solite parafrasi (usate per esempio da altri autori per bambini nello stesso contesto), ma facendo uso delle ottave originali. Naturalmente poche, otto o dieci, belle e potenti, soffermandosi a lungo su ognuna, interrompendole (ahimé) con qualche rapida traduzione in real time di lemmi arcaici (ma poi rileggendole intere!), con rinforzi di moderata pantomima, rimandi al fantasy attuale nel cinema e nei libri, etc.

L'intento era quello di ragionare coi bambini su due cose: le storie avvincenti d'un tempo in cui non c'era cinema; e soprattutto una lingua "incomprensibile", in quanto antica (il nonno dell'italiano che loro stessi parlano oggi) e in quanto poetica (ma perché i poeti complicano tanto le cose?). Però: com'è che allora, se quella lingua è così vecchia e incomprensibile, si legge ancora dopo cinquecento anni?

Bene, i risultati non sono stati deludenti, anzi: lampi di comprensione (e di piacere ludico nella prova superata dell'ardua comprensione) si coglievano negli occhi dei bambini più grandetti. La solita piccolina di quattro anni sacrosantamente si annoiava: ma nell'uditorio standard degli incontri con le scuole primarie, per esempio con insiemi omogenei di quarte e quinte, la proposta, ben dosata, funzionerà.
E credo proprio che "metterò in repertorio" quest'incursione nella lingua letteraria italiana nei miei incontri con le scuole.

La lingua è una creatura vivente: crescendo cambia. Ai bambini è mai accaduto di vedere fotografie dei loro genitori, dei loro nonni da piccoli? Non si riconoscono, vero? E da ragazzi? Forse qualcosa, nello sguardo, nel naso... Un po' si riconoscono e un po' no. Per la lingua è la stessa cosa: il nonno del nonno dell'italiano, che ora capiscono bene, non si capisce niente. "Orlando, di che cosa stai parlando?" Ma è vero? Proprio niente? Ascoltando bene, e facendosi portare da storie fiammanti e avvincenti come i film fantasy di oggi, con l'aiuto di qualcuno che ama e sa parlare quella lingua, qualcosa si capisce... E quando si capisce, ho visto coi miei occhi, ancora piace, doco cinque secoli. Insomma: il nonno è in forma.


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Uno scrittore amato dalle maestre?

Nicoletta Gramantieri, valorosa bibliotecaria della Salaborsa Ragazzi di Bologna e mia amica, a fine settembre 2013 mi scrive una mail che ha come oggetto "Effetto Tognolini". Racconta che le prenotazioni per i miei incontri con le scuole, programmati in Salaborsa per la primavera 2014, sono andate esaurite non in una settimana, come in genere accade, ma in poche ore. Seguite dalle proteste furiose delle maestre escluse.
Nicoletta conclude: "Effetto Tognolini. Ma quanto ti amano le insegnanti? Puoi essere fiero, narcisisticamente fiero, no?"
Le rispondo qui, perché è un racconto che mi sta a cuore, dopo tutti questi anni, fare a tutti.

Oggi sì, Gramantieri, ne sono fiero: professionalmente, e forse anche un po' narcisisticamente.
Ma per lungo tempo non è stato del tutto così. A lungo son stato afflitto da dubbi minacciosi, che suonavano come un vizio fatale, strutturale del mio lavoro: ero forse io dunque uno scrittore per bambini che piace più agli adulti che ai bambini?
E siccome molto per me si gioca sulle parole (sul Nome che forse descrive ma forse prescrive la Rosa), per anni ho cercato di risolvere questa incongruenza delle cose definendo le mie opere con queste parole: son libri per bambini "a mediazione adulta". Parole deboli e grigioline, in realtà, che non riuscivano a coprire la grigiolina frustrazione che i bambini, quando potevano scegliere da soli, i miei libri non li scegliessero mica tanto.
A poco serviva ripetermi, confortato da molte autorevolezze, che quando i bambini scelgono da soli finiscono obesi di snack e adoraratori del Signore delle Mosche: la grigiolina frustrazione, i dubbi di non fare davvero bene il mio lavoro restavano lì, ostinati e tediosi.
Ci sono voluti anni di pazienza, perché questo cambiasse.
Ora mi dicono ovunque vada che i bambini, quando lo leggono, vogliono per sé RIME DI RABBIA, lo vogliono in tasca.
Tanto per star sempre un po' in allarme, che fa bene allo spirito, nemmeno questo presunto "raggiungimento del target" mi lascia del tutto tranquillo. Ma lungo e vano sarebbe spiegare il perché di questa pervicace inquietudine, neanche io lo capisco (se non con Chiang Tzu, Libro XXVI, citato da Salinger: "Il saggio è pieno di ansietà e indecisione nell'intraprendere qualsiasi cosa, e perciò ha sempre successo").
Comunque via, lo ammetto: ora son più sereno, più in pace con l'efficacia del mio lavoro, col discreto conseguimento dei suoi scopi.
E come conseguenza (o chi lo sa, poiché non è ancora chiaro se il Nome segua o preceda la Rosa, forse come causa), poiché son cambiate le cose, ho cambiato le parole; ho abbandonato quella grigia rassegnata definizione di autore di libri per bambini "a mediazione adulta", e ora mi definisco, più contento, "scrittore per bambini e per i loro grandi". Indispettito e divertito che Radio Tre abbia trovato una definizione ancora più bella per la sua trasmissione "Piccola Radio": la radio "per bambini e per gli adulti a loro vicini". Esatto.
Ecco dunque: so di essere apprezzato dalle maestre (alcuni dicono adorato), in tutta Italia. Ma so anche quanti anni ci sono voluti. E quanta fedeltà a se stessi, a ciò che mi pareva bello prima di tutto, e subito dopo o quasi insieme giusto scrivere: senza inseguire mode ruffianelle, né verso le maestre (lo scrittore Grillo Parlante) né verso i bambini (lo scrittore Lucignolo). Perché la strada in fondo è sempre quella: fra Lucignolo e Grillo Parlante... corri Pinocchio!



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Sinossi di poesia disseminata

Benché io sia ormai buffamente acclamato Illustre Poeta Erede Di Gianni Rodari (a me sembra sempre di vedere passare un furgoncino scalcagnato con la dicitura "Rodari Giovanni ed Eredi"), di miei libri mi pare sempre di vederne in giro pochi. Pochi nei rendiconti annuali degli editori, radi nelle librerie, qualcuno in più nelle biblioteche, nessuno nelle classifiche di Liber... Mah! Un Illustre Poeta Erede senza libri - mi dicevo: come può essere?
Poi ho capito, finalmente: non lucrano grandi tirature di uova i miei allevamenti in batteria perché le cocche filastrocche hanno trovato la porticina del pollaio aperta e ora son tutte in giro per lo mondo. Via, in fuga dai libri...

  • sui muri: di un ambulatorio di ostetricia a Carpi, "illustrato" con Antonella Abbatiello (qui la poesia);
  • sui muri: del reparto pediatria di un ospedale di Cagliari, dove son stati spalmati i libri Farfalla e Maremé;
  • sui muri: di 6000 condomini di Bologna, dove son state affisse le locandine della Città Civile;
  • sui muri: della Ludoteca Casina Raffaello di Villa Borghese, a Roma (però gli ingrati l'hanno cancellata);
  • nei musei: per esempio negli illustri Musei Capitolini di Roma (qui con Antonella Abbatiello e Bernard Friot), nel marzo 2012;
  • sulle pagine web: come quella dei Nati per leggere, pagina ufficiale e profilo Facebook;
  • sulle pagine web: o come quella del blog Pelle a pelle, sull'importanza del contatto profondo tra genitore e bambino;
  • sui quotidiani: come quelle su l'Unità , ogni tre giorni dal marzo 2010 al marzo 2011;
  • sui quotidiani: come quelle che dall'8 maggio 2012 appaiono sul Canale Mamme de LaStampa.it;
  • sui quotidiani: come quelle che dal settembre 2012 appaiono su Pupù, inserto domenicale per bambini di Pubblico;
  • sui giornalini per i piccoli: come Giulio Coniglio da aprile 2006 e GBaby da febbraio 2011;
  • nei balletti: come Mamma Lingua in Ballet, rappresentato dalla scuola di danza Piccola Stella, a Cagliari il 9 giugno 2012;
  • negli eventi spettacolari: eccone uno (video e testo) fra i tanti scritti in sei anni di Festival Tuttestorie;
  • nella TV: 464 filastrocche scritte per la Melevisione; eccone una in video (qui il testo, e qui l'indice delle altre 463);
  • nelle canzoni: 70 scritte per la Melevisione; eccone una in video (qui il testo, e qui l'indice delle altre 69)
  • nelle canzoni: come l'album in versi Maremè cantato dai Rock'n Radio Social Sound di Firenze (non in commercio);
  • nelle canzoni: come il Malaugurio dei giocattoli, da Rime di Rabbia, cantato da Ugo Ferrari (versione provvisoria con chitarra);
  • nei cartoon: come questo tratto da Maremè a opera di due studenti del CSC di Torino;
  • nei fogli volanti: per matrimoni, librerie, pensionamenti, inaugurazioni, elezioni e altre mille bisogne della gente;
  • sulle merendine: come quelle della Coop con gadget filastrocca (poi migrate sul sito Alimentazione bambini);
  • sugli annunci di nascita: come questo, trovato in un incontro con una scuola delle Suore Marcelline;
  • sugli annunci di matrimonio: come questo, un popup realizzato dalla bottega artigiana "Dacosanascecosa" di Foggia;
  • sui siti per l'infanzia abusata: come questo, costruito dai neuropsichiatri del Centro TIAMA;
  • sulle magliette: una trovata in giro da Giorgio Scaramuzzino; una trovata a Foggia da me; una del Festival Tuttestorie 2010;
  • nelle insegne dei festival: come questa, apparsa all'ingresso (e sulle magliette) della 56^ Fiera dei Librai di Bergamo;
  • oltre che, naturalmente, su questo sito, che ormai ha 250 visite al giorno, e dove leggono e scaricano in tanti;
  • e poi altrove, sapranno loro dove.

  • In altri posti invece non le ho lasciate andare: per esempio nella pubblicità.
  • Filastrocche Galline in fuga dal pollaio dei libri.
    Buon per loro: che sciamino dove devono e possono. Qualcosa resterà.


    Mandano cartoline

    Ogni tanto mi arriva qualche segnale di ritorno. Dalle molte terre ignote dove vanno, mandano cartoline.
    Ecco cosa ne dice, per esempio, la maestra Anna (dal Libro degli Ospiti): Data: 13/11/2011, 9:26 pm
    Nome: Anna
    Numero: 950

    Carissimo Bruno,
    nel tuo constatare la fuga delle rime galline dal pollaio libresco, oltre alla consueta lettura poetica ed ironica di quel che ti succede, mi par di cogliere anche un certo dispiacere.
    Ma si sa che le uova provenienti da galline allevate a terra e lasciate libere di razzolare in giro son più buone! Ed ecco che mi viene da pensare agli altrove, ai luoghi segreti e nascosti in cui sono fuggite le tue cocche, seminando qua e là ovetti che a tempo debito si son schiusi/si schiuderanno:
    - nei cassetti della memoria di maestre e mamme e bibliotecarie, che a furia di leggerle e recitarle le portan sempre con sé
    - nelle orecchie di bimbi piccoli e grandi che ricevendole in regalo da voci adulte han poi imparato a regalarsele da sé
    - nei cuori e nelle orecchie e nella voce di quei bimbi che a scuola liberamente riempiono fogli di poesie per gioco, per leggerle alla maestra o ai compagni
    - nelle cartelle dei pc dei lettori di questo sito, che a volte le salvano, le mettono da parte per una futura occasione ("Mi viene in mente una filastrocca di Tognolini che sarebbe adatta, aspetta che guardo, l'ho proprio qua...")
    Quanto poi alla presenza dei tuoi libri nei luoghi canonici, Caro Illustre Poeta Erede, mi ha fatto pensare, nel mio piccolo, che nella mia libreria personale non ci son tutti. Dopo anni in cui le tue filastrocche e i tuoi articoli mi han nutrito sufficientemente, mi sono goduta "Lilim del tramonto" solo quest'estate (lettura particolarmente adatta al sole e mare di Sardegna che le facevan da contorno) e credo che arriverò anche agli altri, ma piano piano, come quando ti mangi un gelato così buono che per un po' non vuoi mangiar più nulla per conservarne ancora intatto e a lungo il sapore. E se le filastrocche mi piace leggerle e rileggerle e ripeterle degli altri tuoi scritti mi piace sapere di averne sempre ancora qualcuno da scoprire.


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    Mantra giaculatorie d'esercizio


    Nel mio cammino di lettore di versi e ascoltatore di canti ho incontrato, come tutti, alcune perle, che per anni e anni ho letto e riletto, ascoltato e riascoltato. Per il puro piacere di farlo, naturalmente. Alcune di queste perle sono "in voce": versi e brani di diversa natura detti da voci di diversa intenzione e provenienza.
    Questi brani - insieme a decine d'altri di cui ho notizia, e centinaia di cui non ne ho - sono l'acqua di falda che, portando sali, pigmenti e misteri, irriga la terra da cui nascono i versi che scrivo. Versi che, naturalmente, non assomigliano a quei brani più di quanto un fiore assomigli all'acqua e ai pigmenti che prende dalla terra.
    Da quando ho capito di quegli amati brani questo, ho continuato a leggerli e rileggerli (se ho solo il testo) e ascoltarli e riascoltarli (se li ho anche in audio), con un'intenzione diversa: chiamandoli fra me e me mantra giaculatorie d'esercizio.
    Un'applicazione sonora collegabile a Facebook, che ho scoperto da poco, mi ha dato l'estro di condividerne alcuni. Ed eccoli.


  • Invito al viaggio
  • The Ballad of Beautiful Words
  • Those are pearls
  • E mi tormenta il fortunato amore
  • Walking and falling
  • Litania


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    Il carteggio con Tullio De Mauro


    Nel marzo del 2012 Silvana Loiero, valorosa dirigente delle scuole primarie di San Lazzaro di Savena (per lei avevo scritto questo racconto di gratitudine su l'Unità), mi presentò una richiesta da poeta d'occasione che mi lasciò al tempo stesso lusingato e impaurito: una filastrocca per gli ottant'anni di Tullio De Mauro. Il linguista sarebbe stato festeggiato "a sorpresa" alla fine dell'annuale Convegno Nazionale GISCEL (Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica), a Reggio Emilia il 12 aprile 2012.
    Dunque una filastrocca per De Mauro? Per il Custode Superiore delle parole italiane? Io?
    Ero assai impensierito dal compito, come è sempre bene che sia: però sapevo anche che quando mi siedo al mio deschetto, se cala giù la Pasta Madre dell'idea, e se le mani cominciano a prendere i loro strumentini per lavorarla, i polsi poi smettono pure di tremare.
    Così è stato anche stavolta: mi son seduto, ho scritto, ho lasciato riposare, riscritto, limato e stuccato, spedito per dare in esame, corretto secondo consigli, ripristinato come dicevo io, insomma ho fatto il mio lavoro solito da suonatore Jones.
    Ed ecco cosa, la notte di quel 12 aprile, dopo la cena finale del convegno, a De Mauro è stato letto da una "giscellina" che era anche attrice.

    FILASTROCCA PER GLI OTTANT'ANNI DI TULLIO DE MAURO

    Per il compleanno del linguista, celebrato al Convegno Nazionale GISCEL, Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica, a Reggio Emilia il 12 aprile 2012


    Gnomo Grammatico, pastore di parole
    Che hai vegliato sulle loro transumanze
    Nelle steppe delle strade e delle scuole
    Negli intrichi di radici e desinenze
    Nel corrompersi, nel crescere stupendo
    Ora ascolta: qualcosa sta cambiando
    La lingua madre ormai è lingua moglie
    I suoi nomi sono pani sulle mense
    Un italiano delle pietre e delle foglie
    Le sue parole si fanno poche e immense
    Sanno come si chiamano le cose
    Perché vengano, che s'erano smarrite
    Perché vadano e ritornino preziose
    E allora grazie per averle custodite
    Contale ancora, fino all'ultima che arriva
    Le bocche muoiono
    La lingua è viva



    La filastrocca è subito diventata, secondo santo costume del lavoro, la 86^ nello scaffale delle mie RIME D'OCCASIONE.

    Nella notte Silvana Loiero, via Facebook, mi aveva già detto che il Professore aveva apprezzato, s'era commosso.
    L'indomani ho trovato nella mia posta elettronica questa lettera.

    From: Tullio De Mauro
    To: tognolini@alice.it
    Sent: Saturday, April 14, 2012 7:54 PM
    Subject: filastrocca e filastrocche


    Caro Tognolini, tra molte ondate d'affetto ieri sera sono stato sommerso anche dall'arrivo e lettura della Sua ondata.
    La filastrocca mi ha colpito e emozionato non solo per quanto è affettuosa e gentile nei miei confronti, ma perché dice bene quello che vorrei che tutti pensassero e sentissero delle nostre parole.
    Ma, poi, sono andato a vedere e rivedere nel Suo sito altre filastrocche e più d'una pareggia e supera quella che mi ha dedicato!
    Posso dire che eguagliano il Rodari migliore?
    Grazie, dunque, con molto affetto e molta ammirazione, Tullio De Mauro

    Inutile dire quanto io sia stato fiero e felice di questa lettera. Cui ho risposto il giorno dopo, per tentare di spiegare allo "Gnomo Grammatico" da dove veniva l'affetto che aveva colto dietro i miei versi.

    From: Bruno Tognolini
    To: Tullio De Mauro
    Sent: Sunday, April 15, 2012 10:41 AM
    Subject: Re: filastrocca e filastrocche


    (...) E' affetto non tanto o non solo per il Linguista Insigne, ma per l'Anziano di Bottega. Della mia bottega.
    Dietro quella poesia ci sono almeno dodici anni d'uso quotidiano degli strumenti che Lei ha messo a disposizione di chi scrive. Quegli strumenti che aggiustano strumenti, i diapason per accordare le chitarre.
    Prima il "cartaceo", il tomo azzurrino e fiorito del Suo dizionario Paravia. E poi il De Mauro digitale, su CD-rom.
    Sono un poeta smanettone di computer, ho sempre avuto una felice familiarità coi mezzi digitali. E il Suo Dizionario su CD-rom, per dodici anni, migliaia di volte è stato aperto sul mio desktop (deschetto d'artigiano), a soccorso per molti bisogni.
    La definizione dei lemmi, fra questi, era paradossalmente la meno frequentata: altri elementi di quel prezioso cassetto d'attrezzi, se avessero manici di legno, ora sarebbero duri e lucidi per l'uso. (...)

    Di seguito elencavo alcune forme di quest'assiduo uso: confidenze lecite con un Anziano di Bottega, ma improprie e noiose per i lettori.
    Ed ecco la risposta di De Mauro, che chiuse queste breve e per me luminoso carteggio.

    From: Tullio De Mauro
    To: Bruno Tognolini
    Sent: Sunday, April 15, 2012 11:26 AM
    Subject: Re: filastrocca e filastrocche


    (...) Ma ecco anche il mio rinnovato grazie per quello che mi dice da artista (nel senso più antico oltre che nel più recente) della parola e delle parole e che compensa le fatiche tediose del mettere in fila schede lessicografiche e conteggi di occorrenze di parole. Con molta simpatia e molto affetto, Tullio De Mauro



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    Filastrocche

  •  Mi capitava spesso, negli incontri in giro per le città, di recitare filastrocche scritte per la Melevisione e per altre occasioni. Dopo averle sentite molti mi chiedevano su che libri si potessero trovare. Dovevo rispondere che purtroppo quelle scritte per la Melevisione non si potevano trovare, perché la loro pubblicazione era impedita da incomprensibili resistenze della RAI. Ora l'editore Carlo Gallucci ha sciolto quel blocco, e 150 filastrocche, sceltissime fra le 500 che ho scritto in tredici anni per quel programma, sono in libreria nel bel libro FILASTROCCHE DELLA MELEVISIONE.

  • Restano un'ottantina di filastrocche che non si trovano (ancora) sui libri: il mio lavoro di "poeta per", le RIME D'OCCASIONE, scritte - su commissione o di mia sponte - per amici, compleanni, matrimoni, lutti, elezioni, librai disperati, scuole che inaugurano, siti web, bibliografie, progetti istituzionali, festival, biblioteche, eventi d'attualità e così via.

  • Per correttezza e gratitudine nei confronti dell'editore Gallucci, che finalmente le ha pubbicate in un libro, rimuovo dal sito la decina di filastrocche scritte per la Melevisione che da anni figuravano qui sotto, e che molti hanno scaricato e stampato (erano le più note e richieste: "Filastrocca per la morte del nonno", "Filastrocca delle brave maestre", "Filastrocca dei mutamenti", "Filastrocca dei segreti che pesano", etc.). Ora quelle, con 140 altre, si potranno trovare nel libro FILASTROCCHE DELLA MELEVISIONE.

  • Lascio invece qui nel sito, a disposizione di chi le voglia scaricare, stampare e usare, per un matrimonio, per un compleanno, per il pensionamento di un insegnante, o perché gli piacciono, soltanto le mie dilette...



  • RIME D'OCCASIONE


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    Per i lettori affezionati di LILIM DEL TRAMONTO, e per tutti.

    Chi possa e voglia - ascoltando in streaming o scaricando due file audio MP3 di circa 5 MB ciascuno - potrà sentire Gabriella Caramore parlare del romanzo LILIM DEL TRAMONTO, e l'attore Danilo De Girolamo leggerne due brani scelti. Il contributo è andato in onda nella puntata di sabato 26 dicembre 2009 del programma di Radio Tre UOMINI E PROFETI.

    UOMINI E PROFETI è uno dei gioielli di Radio Tre, un luminoso spazio di parola dove rabbini, imam, frati serafici e prelati animosi, storici e pastori e teologi e mistici mi hanno personalmente guidato per anni a "guardare il mondo con gli occhi delle fedi e le fedi con gli occhi del mondo". Anche, o forse soprattutto per un non credente, è una finestra aperta sul reame sconfinato dello spirito, quanto mai benedetta in un momento in cui gli uomini, torvi saracini e civilissimi europei, stanno di nuovo armando i loro dei come rozzi burattini da guerra.
    Gabriella Caramore, curatrice e conduttrice del programma, è sempre stata ai miei occhi un esempio, ai miei orecchi la sua voce profonda e colta, sorprendentemente serena e vasta, un conforto. Bene: un giorno, lo scorso settembre, in coda a una sua conferenza al festival di poesia di Seneghe, ho preso il coraggio a due mani e ho affrontato la molesta figura, che per quanto posso evito, dello scrittore che somministra un suo libro: le ho messo nelle mani LILIM DEL TRAMONTO, con tanto di dedica e numero di telefono. Una ragione c'era: la storia di Lilim deve qualcosa della sua luce a quella finestra sulle fedi e sul mondo, io volevo rispecchiarle uno scorcio delle visioni che può aver contribuito ad aprire, ed ero "quasi" certo che sarebbe stata apprezzato. Non del tutto sorpreso, ma molto felice, sono stato dunque quando Gabriella mi telefonò tempo dopo, facendomi le lodi del libro e dicendo che ne avrebbe parlato nel suo programma per Natale.
    Sabato 26 dicembre Gabriella Caramore ci ha raccontato la sua lettura di LILIM DEL TRAMONTO, e l'attore DaniloDe Girolamo ne ha letto due brani, scelti dalla Caramore stessa. Nel podcast del programma la puntata potrà essere ascoltata per intero per un periodo limitato di tempo. Ecco qui sotto, invece, ascoltabile in streaming o scaricabile in MP3, divisa in due brani per comodità di download, la sola parte del programma che riguarda il romanzo.

    LILIM DEL TRAMONTO A UOMINI E PROFETI - Prima parte (4,30 MB)
    LILIM DEL TRAMONTO A UOMINI E PROFETI - Seconda parte (5,68 MB)
    Non è, evidentemente, uno di quei "passaggi nei media" di cui vanno in caccia uffici stampa degli editori e agenti letterari, tutt'altro. Saremo stati in sette, mettiamo pure settanta volte sette, quel giorno in ascolto: ma per me è una specie di assunzione nel cielo dei laici illuminati che guardano con infinito amore e rispetto al mondo dello spirito.




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    La Melevisione


      Schede di presentazione e materiali informativi
      Progetto iniziale e SCALETTE e COPIONI

    De "La Melevisione" si può leggere in questo sito una serie di materiali informativi (progetti, presentazioni, schede storiche, descrizioni della struttura, dei personaggi, degli ambienti, indice della "Bibbia" etc.) e una scelta di scalette e copioni dal 1999 al 2010: solo pochi per ogni annata, pochi assaggi, perché quei testi appartengono alla RAI e non possono essere pubblicati per intero; e solo i miei testi perché questo è il mio sito, ma ne esistono sette volte tanti scritti dagli altri sette autori.

    Per una totale e profondissima informazione sul programma vi rimando alla VOCE "MELEVISIONE" DI WIKIPEDIA, curata con incredibile passione e perizia da un anziano professore di storia in pensione. Onore ai nonni.

    DODICESIMA EDIZIONE
    Dopo l'edizione 2010, travagliata da forti polemiche (vedi Gruppo Facebook "Salviamo il Fantabosco"), parte finalmente la scrittura per l'edizione 2011, ridotta a 45 puntate e non più in onda su RAI TRE ma sul canale tematico RAI YOYO.
    Ridotta e compressa, giocoforza, a causa del gran ritardo dell'avvio della produzione, a sua volta dovuto al blocco delle nomine RAI. Gli anni passati noi autori cominciavamo a scrivere le nostre 130 puntate in settembre, per andare in onda con le prime in novembre: quest'anno se ne scrivono 45 ,per andare in studio a registrare in aprile e in oda chissà, forse alla fine di maggio. Nel frattempo continueranno ad andare in onda, sul canale tematico digitale Rai Yoyo, per le regioni che lo ricevono, tre repliche al giorno tratte dalle vecchie edizioni, alle 8:30, 11:30 e 16:35.

    Ci dicono che l'edizione del prossimo anno 2012, partendo da settembre, cercherà di tornare alle 130 nuove puntate annuali. Per questo 2011 le nuove 45 puntate porteranno il totale a 1750 puntate dal 18/01/99 al dicembre 2011.

    UN PO' DI STORIA
    "La Melevisione", un programma televisivo per bambini in onda ogni giorno su RAITRE in orario pomeridiano, è conosciuta e amata dal suo pubblico, i bambini dai 4 agli 8 anni, ma anche - a quanto risulta - dai loro fratelli maggiori, mamme e babbi, nonni e zie.
    È un'opera di lungo, lunghissimo respiro: dal gennaio 1999 al maggio 2009 saranno state scritte e girate, come ho detto, oltre 1500 puntate originali. Ma molte altre sono andate in onda nelle estati sottoforma di repliche.
    È nata nel 1999 da un'idea di MELA CECCHI (autrice per undici anni de "L'Albero Azzurro") e mia. Dopo l'idea, però, si passa alla faticosa fabbricazione del mondo: nelle 100 puntate del primo anno i due autori (eccoli qui in una foto con Tonio Cartonio) hanno tracciato forme, confini, lingua, abitanti, leggi, usi e costumi di quel mondo.
    Poiché tutto pareva andare molto bene, la RAI ci ha proposto per il secondo anno, 2000-2001, non più 100 ma 180 puntate. Erano troppe per due soli autori, da ogni punto di vista: saremmo stati troppo stanchi e troppo ricchi per scrivere bene. Al grido di "lavorare meno, lavorare tutti", abbiamo chiamato con noi IANNA CARIOLI, MARTINA FORTI e VENCESLAO CEMBALO (ed eccoli tutti e quattro: da sinistra Mela, Martina, Venceslao e Ianna).
    Nel 2005 i cinque autori, stanchi e desiderosi di introdurre idee nuove, hanno chiamato altri due rinforzi: entrano nella squadra LUISA MATTIA (già autrice per un anno delle puntate di montaggio "Il Giornale del Fantabosco", in onda il sabato) e LORENZA CINGOLI (autrice per molti anni de "L'Albero Azzurro"). L'anno dopo, nel 2006, Mela Cecchi, antenata fondatrice, lascia la ciurma per felice stanchezza e ancor più felice desiderio di scrivere altre storie: dalla stessa porta entra LUCIA FRANCHITTI, già espertissima lettrice e redattrice dei nostri copioni da anni, negli studi RAI di Torino.

    "VI ABBIAMO CRESCIUTI NOI" (la stessa storia, raccontata meglio)
    Ecco la scheda storica che ho scritto per la cartella stampa del decimo compleanno di Melevisione.

    La Melevisione è nata bene dall'inizio, un parto d'amore. Nell'estate del '98 a Mela Cecchi il direttore di Rai Tre Francesco Pinto aveva chiesto di inventare un nuovo programma contenitore per bambini, in tutta libertà ma se possibile riutilizzando la scenografia di un bosco, avanzata quasi nuova da un programma precedente. Il bisogno aguzza l'ingegno, Bisogno e Ingegno in greco si chiamano Penìa e Poros, e sono i genitori di Amore: nacque l'idea amorosa di un Bosco Fiabesco dove sorge un Chiosco, in cui un Folletto mesce Bibite Squisite a una buffa compagnia di personaggi, che si incontrano lì per ristorarsi delle fatiche della fiaba.

    Mela Cecchi chiamò al lavoro Bruno Tognolini, fu steso il format, le linee guida del programma: la scaletta, le modalità linguistiche, i personaggi, i luoghi. Il capostruttura Roberto Nepote, che aveva con forza voluto l'impresa, pose al timone Mussi Bollini e la nave partì vento in poppa. Si fecero i provini, si formò la compagnia, si entrò in studio. Il 18 gennaio del 1999 andò in onda la puntata numero 1, "Con la carta si può". Streghe, Fate, Orchi, Lupi, Principi e Principesse, Gnomi e Geni avevano trovato un nido di fiaba impensabile nella TV.

    Tonio Cartonio, primo folletto conduttore, fratello grande del bambino spettatore, gli parlava occhi negli occhi aiutandolo a specchiare nelle vicende indiavolate della finzione i problemi, le scoperte, le paure della vita vera di "Città Laggiù". Si rinnovava con mezzi nuovi il vecchio compito millenario della Fiaba, che è specchio di comprensione della realtà.

    Passarono gli anni. Già dal secondo, a dar man forte nella scrittura dei 160 copioni annuali arrivarono altri autori: Janna Carioli, Martina Forti e Venceslao Cembalo. Maurizio Zecchin, lo scenografo, cominciò la titanica costruzione di mondi incantati a cui ancor oggi lavora. Alla regia colorata e irruenta di Pierluigi Pantini seguì, nel 2002, quella più profonda e sofisticata di Roberto Valentini. Le puntate erano scritte e realizzate con due semplici punti di forza: la maestria degli scrittori per bambini, e la "genitorialità diffusa" di chi racconta solo storie che potrebbe raccontare ai propri figli. Funzionò: nacque nei genitori italiani una fiducia speculare nel programma, cui affidavano i loro bambini "come se stessero con loro".

    Il programma crebbe tanto che ben presto, come i bambini a cui si rivolgeva, non stette più dentro i vestiti. I cartoni comperati in tutta Europa erano buoni come la frutta da cui la Melevisione pareva spremerli, ma la vicenda della puntata, la parte scritta e girata e prodotta in Rai, si rinforzava, frondeggiava, faticava a star dentro il compito del lancio di storie animate, voleva diventare storia lei. Mussi Bollini raccolse con coraggio questa istanza di crescita e fece il passo: nel 2003 si estrassero i cartoni dal programma, nacque la Melevisione "sitcom", una storia unica e fluida di 25 minuti.

    Da allora sono cambiati i registi, Enza Carpignano, Alfredo Franco, Rossella De Bonis, portando segni più chiari o più scuri, più svelti o quieti nella recitazione, nella ripresa, nel montaggio. Son cambiati gli attori, Orchi e Streghe e Geni sono andati e venuti, Tonio Cartonio, fratello empatico, ha lasciato il posto a Milo Cotogno, amico simpatico. Nuovi autori sono entrati nella squadra, Luisa Mattia, Lorenza Cingoli, Lucia Franchitti, portando nuovi fili colorati nell'intreccio dei temi e delle storie.

    Melevisione ha 10 anni e oltre 1600 puntate, è cresciuta: ora ha spalle più larghe e gambe più svelte. Forse più larga è la peripezia, l'intreccio buffo e drammatico delle vicende; forse più svelta - o solo più incarnata nella storia - la trama informativa, educativa, enciclopedica. Ma sempre identico è il gusto profondo di frutta, di vitamine naturali per le menti: cioè di storie allegre e profonde narrate da grandi che sanno narrare ai loro bambini, perché crescano bene.

    Dieci anni di Melevisione, infatti, vogliono dire anche questo: incontrare dei diciottenni che ti guardano con un sorriso fino alle orecchie quando gli dici "Ti abbiamo cresciuto noi"...




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    Incontri coi lettori

      Come si legge nella Pagina dei prossimi appuntamenti, gli incontri sono una parte cospicua del mio lavoro.

      Insegnanti, dirigenti, bibliotecari, librai, tutti i promotori d'eventi che desiderano invitarmi per incontri con bambini o adulti
      possono contattarmi scrivendo un messaggio sul LIBRO DEGLI OSPITI.
      Io risponderò, e continueremo il rapporto via e-mail.

      RACCOMANDAZIONE!!!
      Prima di farlo, però, è importante che consultino la...


      PAGINA INFORMATIVA DEGLI INCONTRI


      ... dove potranno farsi un'idea precisa di costi, date libere, contenuti, durate, numero dei partecipanti, e tutto ciò che occorre sapere prima di contattarmi.


     QUATTRO NUOVE MASTER CLASS 

    Poiché la transumanza poetica è oramai metà del mio lavoro, ho impegnato una lunga pausa fra gli incontri, in gennaio e febbraio 2013, oltre che nella messa in cantiere di nuovi libri, nella preparazione di QUATTRO NUOVE MASTER CLASS (tre nuove e una aggiornata e arricchita): quattro incontri specialistici per adulti, con fiorita dotazione di testi, immagini, audio e video in Powerpoint.

    Qui, nella Pagina Informativa degli Incontri,le descrizioni sintetiche, con dati tecnici e costi.
    E qui sotto quattro schede illustrate e approfondite, da usare anche come volantini informativi per gli utenti.



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    Schede biografiche e foto


       Altrove, in un'altra pagina, si può leggere una BIOGRAFIA dettagliata ma non aggiornata: completa per quanto riguarda studi e formazione, il decennio di lavori nel teatro, i multimedia e il cinema, ma ferma a molti anni fa per la televisione e i libri, documentati ampiamente (sono il presente) in altre sezioni del sito.

       Qui sotto, invece, le SCHEDE BIOGRAFICHE AGGIORNATE nelle forme sintetiche che occorrono nei contatti di lavoro. Quando le ho inserite in questo sito, nel lontano '97, poteva sembrare una guasconata, oggi la cosa è molto più normale: spesso basta aspettare. Organizzatori, promotori d'eventi, bibliotecari, insegnanti e chiunque per lavoro ne abbia bisogno, invece che per faticosi fax o ripetitive spedizioni e-mail, può prelevare da sé immediatamente in copia e incolla piccole note biografiche di diverse "pezzature" (20 righe, 10 righe, 5 righe), o scaricare una scheda bio-bibliografica impaginata in PDF e pronta per la stampa, o qualche foto in diverse risoluzioni JPG.



    FOTO
    Da scaricare per usi di documentazione e promozione (programmi, depliants, etc.)

    SCHEDA BIO-BIBLIOGRAFICA IN FORMATO RTF e IN FORMATO PDF
    Versione sintetica del curriculum con bibliografia aggiornata


    NOTE BIOGRAFICHE DA COPIARE E INCOLLARE

    Circa 400 battute, in tono leggero

    Come si impara a scrivere? Nascendo in Sardegna, studiando medicina per quattro anni, partendo per il Continente, studiando al DAMS per altri quattro, facendo teatro di gruppo per altri dieci, e poi Albero Azzurro per altri quattro e Melevisione per altri tredici, e scrivendo più di mille poesie, e trenta libri... Insomma: una fatica può essere anche un sogno?
    Altre e più serie notizie e testi su www.tognolini.com


    Circa 650 battute

    Bruno Tognolini, nato a Cagliari, ha studiato al DAMS di Bologna, dove ora vive (quando non è in viaggio per i mille incontri coi lettori). Dopo un decennio di teatro negli anni '80 (opere con Vacis, Paolini, Baliani), ora lavora a tempo pieno come scrittore "per bambini e per i loro grandi". È autore di programmi televisivi (4 anni di "Albero Azzurro" e 13 di "Melevisione"), di libri per bambini (con Salani, Giunti, Mondadori, RCS, Gallucci, Panini, il Castoro, Fatatrac, Topipittori, etc.), di teatro, multimedia, canzoni e altre narrazioni. Due volte Premio Andersen, nel 2007 e 2011, è finalista col libro "Nidi di note" anche nel prossimo 2013.
    Altre notizie e testi su www.tognolini.com


    Circa 700 battute, con breve scelta bibliografica

    Bruno Tognolini, nato a Cagliari nel 1951, ha studiato al DAMS di Bologna, dove ora vive (quando non è in viaggio per i mille incontri coi lettori). Dopo un decennio di teatro negli anni '80, ora lavora a tempo pieno come scrittore "per bambini e per i loro grandi". Due volte Premio Andersen (e finalista per il 2013), è autore di programmi TV (4 anni di "Albero Azzurro" e 13 di "Melevisione") e di una trentina di libri di narrativa e poesia (fra cui "Mal di pancia calabrone", 1995; "La sera che la sera non venne", 1996; "Mamma lingua" , 2002; "Leggimi forte", 2006; "Lunamoonda", 2008; "Rime di Rabbia", 2010; "Filastrocche della Melevisione", 2011; "Alfabeto delle fiabe" e "Rime chiaroscure", 2012).
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    Circa 1200 battute

    Bruno Tognolini è nato a Cagliari, si è laureato al DAMS di Bologna, e ora, quando non è in viaggio per i mille incontri coi lettori, vive in quella città. Dopo i lunghi anni del teatro (opere con Vacis, Paolini, Baliani), ora lavora a tempo pieno come scrittore "per bambini e per i loro grandi". In televisione per quattro anni è stato fra gli autori de "L'Albero Azzurro"; è stato ideatore e da tredici anni è fra gli autori de "La Melevisione" (RAI). È autore di opere teatrali (alcune tuttora in circuito), di opere multimediali (come "Nirvana X-ROM", adventure game dal film di G. Salvatores); di canzoni (come quelle per il film "Storia di una gabbianella" di E. D'Alò); ha scritto racconti e rime "d'occasione" per riviste, per libri, per gli usi e gli eventi più disparati (come le 500 filastrocche scritte in tredici anni per la Melevisione). Ma il suo primo e più grande amore restano i libri: una trentina di titoli dal '91 a oggi, romanzi, racconti e poesie, pubblicati con Salani, Giunti, Mondadori, RCS, Gallucci, Panini, il Castoro, Fatatrac, Topipittori, etc. Due volte Premio Andersen, nel 2007 e 2011, è finalista col libro "Nidi di note" anche nel prossimo 2013.
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    Circa 1300 battute, in tono leggero

    Bruno Tognolini è nato sotto la grande luce della Sardegna. Poiché però quella luce non bastava, è partito a cercare fortuna lontano lontano, nel Continente pieno di strade e occasioni. Ha cercato per tanti anni, e mentre cercava studiava al DAMS di Bologna, inventava e suonava e costruiva nel teatro di base, e cercava di scrivere sempre. Un giorno, appena uscito dal suo gruppo di teatro e assai impaurito di non saper far niente, ha incontrato la fortuna che cercava: è stato chiamato nella reggia della RAI a scrivere i testi del programma per bambini "L'Albero Azzurro". Per fortuna è stato chiamato la prima volta, ma non solo per fortuna la seconda e la terza e le altre: evidentemente, anche se a lui pareva di no, qualcosa aveva imparato. Da lì in poi, infatti, non si è più fermato, e ora è fiero di guadagnarsi da vivere scrivendo rime e storie "per bambini e per i loro grandi". Ha scritto per la TV (4 anni di "Albero Azzurro" e 13 di "Melevisione"), ha scritto libri, che restano il suo primo amore (una trentina di titoli con Salani, Giunti, Mondadori, RCS, Gallucci, Panini, il Castoro, Fatatrac, Topipittori, etc. Quando gli è stato chiesto ha scritto altre cose (teatro, canzoni, centinaia di rime e racconti d'occasione). Due volte Premio Andersen, nel 2007 e 2011, è finalista col libro "Nidi di note" anche nel prossimo 2013. E allora si è detto: bene, ho imparato.
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    Circa 2000 battute

    Bruno Tognolini è nato a Cagliari nel 1951. Dal '75 abita a Bologna, dove ha avuto luogo la sua formazione: dalla laurea DAMS (tesi con Giuliano Scabia e Andrea Canevaro) alla lunga stagione del teatro (1980-1990), dove ha collaborato come drammaturgo con Marco Baliani, Marco Paolini, Gabriele Vacis, e altri artisti e gruppi del teatro "di base" di quegli anni.

    Nel '90 il raggio delle sue scritture si apre dal teatro per ragazzi alla televisione: per quattro anni è tra gli autori del programma RAI per bambini "L'ALBERO AZZURRO", nel '98 è coautore del programma di RaiSat2 "MULTICLUB", e dal '99 è ideatore e coautore de "LA MELEVISIONE", programma quotidiano di Rai Tre (ora Rai Yo-yo).

    Nel '94, con un CD-i prodotto da RAI e Philips su "L'Albero Azzurro", si apre una breve stagione di media digitali. Scrive progetto e testi per diverse opere multimediali e interattive: tra cui nel '95 il CD-rom "RIMELANDIA", con filastrocche originali di Roberto Piumini e Tognolini stesso (Mondadori); nel '96 l'adventure game "NIRVANA X-ROM" (Cecchi Gori), tratto dal film "Nirvana" di G. Salvatores.

    Nel '98 un tangenziale incontro col cinema: scrive le filastrocche iniziali e i testi italiani delle canzoni per il film "SORIA DI UNA GABBIANELLA" di Enzo D'Alò.

    Buoni ultimi nell'elenco, ma primi nella sua predilezione e incessanti nella sua produzione, i libri: una trentina di titoli dal '91 a oggi, romanzi, racconti e poesie "per ragazzi, per bambini e per i loro grandi", pubblicati con Salani, Giunti, Mondadori, RCS, Gallucci, Panini, il Castoro, Fatatrac, Topipittori, etc. Nel '99 il suo primo libro non destinato all'infanzia: "LILIM DEL TRAMONTO", Salani, un romanzo per tutti; e nel 2008, sempre con Salani e sempre per tutti, "LUNAMOONDA".
    Due volte Premio Andersen, nel 2007 e 2011, è finalista col libro "Nidi di note" anche nel prossimo 2013.
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    Libro degli Ospiti

    Chi vuole scrivermi, dirmi, chiedermi qualcosa, PUÒ LASCIARE UN MESSAGGIO QUI, NEL MIO LIBRO DEGLI OSPITI.
    Ma prima vi prego di leggere questa breve nota.

    Il Libro degli Ospiti è una soglia importante per il mio lavoro.
    Lì le scuole, biblioteche e altre istituzioni prendono i primi contatti per gli incontri (i successivi seguono via mail).
    E lì i lettori mi scrivono i loro commenti, testimonianze e ringraziamenti.

    Ho messo online su questo sito TUTTI I MESSAGGI CHE HO RICEVUTO DAL 1997 FINO A OGGI.

    Migliaia e migliaia di lettere, a disposizione di chiunque voglia lanciare uno sguardo dall'alto su quella sconfinata intricata foresta che è il rapporto di corrispondenza e conversazione fra uno scrittore e il popolo dei suoi lettori. Vi si troveranno solo le lettere che ho ricevuto, non le mie risposte, che sono altrettante: anche se sembra difficile crederlo, io ho sempre risposto a tutti. Quelle migliaia di risposte, spesso giocoforza molto simili fra loro, non venivano registrate nel Guestbook, e quindi non ho potuto convertirle e pubblicarle. Ma non l'avrei fatto comunque, va bene così: è più importante ciò che i miei lettori hanno da dire a me, che non le mie risposte.

    Qualche anno fa tuttavia, poiché i messaggi di scrittori o aspiranti tali, con richieste di indicazioni editoriali, di consigli, di letture e giudizi su rime e testi, crescevano a vista d'occhio sopravanzando quelli dei lettori e delle scuole per gli incontri, ho dovuto correre ai ripari. In cima alla pagina del Libro degli Ospiti si troverà questa premessa:

    Purtroppo non mi è più possibile rispondere a tutti.
    E soprattutto leggere manoscritti e dare consigli di scrittura.

    La prima delle due affermazioni non è verace: in realtà continuo a rispondere a tutti.
    La seconda ahimè sì. Lasciando a una LETTERA AGLI ASPIRANTI SCRITTORI il compito di spiegarmi e scusarmi meglio, confermo: sarò felice e grato se troverò sul mio Libro degli Ospiti, oltre che chiamate agli incontri coi lettori, saluti, opinioni, pensieri personali. Ma non sono più in grado, purtroppo, di rispondere a chi mi chiede di leggere le sue opere.


    E-mail

    Per note ragioni, non è il caso che io lasci il mio attuale indirizzo di posta elettronica qui all'aperto, esposto a spamming, fishing, mass mailing e simili molestie.
    Chi vuole comunicare con me, per lavoro o per altro, potrà lasciarmi un messaggio nel LIBRO DEGLI OSPITI. Ogni nuovo messaggio inserito mi verrà segnalato con una e-mail. Finché posso, e con le riserve e implorazioni esposte sopra, cerco di rispondere alla maggior parte dei messaggi che appaiono sul Guestbook.

    Chi non ricevesse risposta dopo un numero ragionevole di giorni, e abbia motivo invece di attenderla, si assicuri di aver digitato correttamente il suo indirizzo e-mail: mi è accaduto più volte di scrivere risposte che tornavano indietro perché indirizzate a "sconosciuti". Eventualmente scriva un altro messaggio con l'indirizzo giusto.

    Ho aiutato decine di studenti che compilavano tesi di laurea o ricerche, sulla Melevisione o sui miei libri o su altro, con interviste telefoniche o faccia a faccia, e in taluni casi con spedizioni di materiali che non erano reperibili in commercio o scaricabili dal sito. Nei limiti del tempo che avrò a dsiposizione, lo farò ancora.



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    Ricerca nel sito

    Questo è un sito vasto e intricato, pieno di stanze come una biblioteca di Borges. Se non trovate una certa filastrocca, un certo libro, un certo articolo percorrendo gli indici stanza per stanza, inserite nel box qua sotto una o più parole che possano aiutare Google a cercarlo per voi (per esempio "filastrocca delle maestre", "dipende da come mi abbracci", "Festival Tuttestorie", etc.). Il motore di ricerca vi condurrà alle pagine in cui quelle parole sono contenute, e dove potrete localizzarle usando la funzione dei browser "Trova nella pagina".


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