la forma
Una ciprea osservata dal dorso può essere approssimata a varie forme geometriche; esistono comunque, anche all’interno della stessa specie, variazioni interindividuali ed intergradi tra forme geometricamente vicine. In sintesi, si possono avere conchiglie di forma:

cilindrica

romboidale o deltoidale

globosa

ovale

piriforme

sferica

rostrata (attributo che sottende alla forma delle estremità, e che viene abitualmente usato in congiunzione con una forma)


Il rapporto tra altezza e lunghezza, la posizione dell’apice dorsale e le convessità costituiscono altresì caratteristiche peculiari della specie, rilevabili osservando gli esemplari di lato; per convenzione si posiziona la conchiglia con il lato sinistro verso l’osservatore. Sinteticamente, le forme del nicchio osservato di profilo si distinguono in:

arrotondata o regolare

gibbosa

enflata

cilindrica

compressa (dorso-ventralmente)


Spesso si usano associazioni di due forme, ad esempio ovale-cilindrica, quando si è in una situazione intermedia, o alternante tra le due.
margini e bordi
I margini o bordi sono quelle parti del nicchio che separano la base dal dorso. Possono essere percepibili al tatto, nel qual caso si definiscono callosi, o assumere una particolare ornamentazione, oppure essere semplicemente un prolungamento del dorso, nel qual caso si definiscono arrotondati. Esistono infiniti intergradi che collegano i margini arrotondati con quelli molto callosi, e nel corso delle descrizioni si è cercato di circoscrivere il grado di callosità, spesso diagnostico nel riconoscimento di specie simili, ed ancor più di sottospecie, descrivendolo in dettaglio. Nella tavola sono illustrati dei casi facilmente riconoscibili, anche se, all’interno della specie, si assiste spesso ad una discreta variabilità di questo parametro. Nella grande maggioranza dei casi, i margini sono da leggermente callosi a callosi: è difficile infatti che, soprattutto il margine labiale (margine destro o margine esterno) non sia visibilmente ispessito e percepibile al tatto. Il margine esterno (per semplicità viene anche definito labbro) può essere rotondo oppure appiattito superiormente o addirittura leggermente incavato, ed è solitamente più spesso del margine interno (o margine sinistro o columellare).
Le estremità sono gli apici anteriori e posteriori della conchiglia, e nella grande maggioranza dei casi sono più compenetrati con la struttura ispessita dei margini che non con il dorso. Per lo più sono debolmente pronunciate o pronunciate, talvolta possono mostrare una sorta di carenatura, che nelle conchiglie dette marginate riguarda tutto il contorno, in quelle con estremità pronunciate, protrudenti o rostrate può riguardare solo l’apice anteriore. In certi casi le estremità si prolungano assottigliandosi ed aprendosi in due parti “a coda di rondine”, e vengono dette appuntite. Nelle cipree poco callose, nelle quali il margine non risulta visibile dal dorso, le estremità coincidono con la fine del nicchio, e risultano poco pronunciate o arrotondate. La forma delle estremità è una caratteristica alquanto consistente, soggetta a poche variazioni all’interno della specie e della sottospecie, e pertanto validamente diagnostica.
colori e ornamenti
La conchiglia delle cipree si caratterizza per colorazioni spesso appariscenti tra le quali si riconoscono modalità relativamente costanti nella deposizione dei pigmenti. In alcuni casi la superficie proverbialmente liscia e lucente si solleva in ornamentazioni a rilievo, talora estese, talora localizzate.

bandeggiante: alternanza di fasce chiare e scure, traverse all’asse maggiore della conchiglia; in molte specie è tipica della colorazione giovanile, in alcune fa parte anche del pattern cromatico dell’adulto.

blotching (maculatura): ornamentazione a grandi macchie ben evidenti e delimitate, in genere più scure del colore del fondo; macchie cospicue possono essere presenti alle estremità (terminal blotches).

framing (incorniciatura): presenza, al di sopra dei margini, di una serie di macchie o punti addensati in una sorta di fascia che incornicia il dorso.

freckling (picchiettatura): macchiettatura irregolare, che non dà origine a zone o ornamentazioni particolari.

lacune (o lacunae): aree tondeggianti di assenza di pigmento nella regione del dorso, che appaiono come macchie chiare, biancastre, talora congiunte in superfici irregolari.

marmorizzatura: ornamentazione data da irregolari zone scure ad andamento irregolare su fondo più chiaro.

mottling (macchiettatura): punteggiatura scura sparsa su fondo più chiaro con punti che possono confluire e fondersi in macchie compatte.

ocellatura (ocelli): presenza di macchie circolari o tondeggianti con l’interno di un colore diverso dai margini, “simili” a occhi.

reticolatura: trama fitta di tracce scure che delimitano irregolari aree più chiare, spesso di forma poligonale.

speckling: diffusa punteggiatura data da piccoli punti chiari.

spotting: presenza di aree circolari di colore differente dal colore di fondo, dall’aspetto di macchie non fitte ma evidenti.

striatura: ornamentazione data da strisce longitudinali scure più o meno continue e parallele all’asse maggiore.

callo (callosità): ispessimento o espansione, soprattutto dei margini (talora del labbro), dovuto a massiccia deposizione di materiale conchigliare; contribuisce alla robustezza del nicchio.

costolatura (ribbing): presenza di forti rilievi arcuati e protendenti rispetto alla base, dall’aspetto di coste o costole.

crenulatura (pitting): serie di fini incisioni o fossette, in genere di forma semicircolare, sulla superficie conchigliare (è tipicamente crenulato il margine delle Erosaria).

pustulatura (pustole): presenza diffusa di evidenti rilievi o escrescenze di forma tondeggiante; se radi e di dimensioni particolarmente cospicue, tali emergenze si definiscono più propriamente tubercoli.
   
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