Cabinet PC autocostruiti da Stefano Pederzani

Costruisco cabinet per PC dal 1999. Questo mi ha costretto a lavorare con la lamiera di ferro, mentre la mia esperienza era fondamentalmente sul legno. Infatti costruisco mobili dal 1996. Forse questa mia (auto)formazione mi fa concepire la modularità di questi cabinets in modo simile a quello di piccoli mobili.
Ora credo di avere una certa esperienza anche nella lavorazione della lamiera, questa avventura mi ha insegnato molto, e ancora non è terminata.


Moduli a 3 dimensioni

Sin dall'inizio ho concepito la costruzione di un cabinet come una composizione modulare. La modularità sviluppata secondo 3 dimensioni, ognuna delle quali basati sulla misura di 30mm. Su questo concetto ho prodotto il Cabinet 2000, un minitower blu che ospitava un PC 486, il quale è quanto di più scomodo ci sia da montare e da sostituire le parti guaste.


Moduli a 2 dimensioni

Successivamente mi sono reso conto che la cosa migliore per risparmiare spazio è tornare al concetto di desktop. Se si hanno più PC, infatti, e si dispone di un mobiletto tipo HI-FI (nel mio caso ovviamente autocostruito) si possono impilare i PC e anche tenerli sotto la scrivania.
La scelta del desktop ha determinato l'annullamento completo della dimensione verticale nella modularità. Essa è ormai fissa a 128mm esterni (piedini esclusi) e conferisce, insieme all'alluminio delle facciate, un aspetto abbastanza simile all'hi-fi, da me adorato.
Contemporaneamente la larghezza del contenitore cabinet, scatole in cui montare i moduli adatti ad ospitare le parti, ha cominciato a contenere 14 misure da 30mm ciascuna, per un totale di 420mm interni. I lati, che per irrobustire la lamiera devono obbligatoriamente presentare una piega, occupano esternamente 10mm, ed ecco la larghezza totale di 440mm, anche questa molto paraganobile alla vecchia misura degli hi-fi. Molti hi-fi o videoregistratori, oggi, hanno uno standard largo da 420mm esterni, ma esistono anche tante altre misure pił strette, per cui inutile mettersi a uniformare... L'importante è restare comodi all'interno dei 45cm dei miei mobili.
Le misure modulari presentano quindi, dal 2004 in poi, una griglia interna di quadrati da 30mm di lato nel numero di 14 e di 15 in profondità, quindi 450 mm. Questo è dettato dalla necessità di ospitare una scheda madre con davanti un lettore CD, senza sovrapposizioni.

Questo Cabinet 2004 come si vede presenta anche l'innovazione della cornice di alluminio su tutti e quattri i lati della facciata del contenitore, relaizzata con un profilo di alluminio a "U", che serve, in alto, anche per incastrare la parte anteriore del coperchio.
Si vedono da sinistra verso destra:


La parte posteriore presenta il modulo Scheda Madre ed il modulo Alimentatore, che rimarrà pressoché uguale fino ai giorni nostri.


Cabinet 2005

Nel Cabinet 2005 si nota subito l'assenza di una cornice unica di alluminio, lasciando ad ogni singolo modulo l'onere di incorniciarsi. Questa scelta però ha gravemente indebolito la struttura, lasciando di fatto il pavimento ed il coperchio nelle parti anteriori come una lamiera senza pieghe. Un errore.
L'innovazione di questo modello è quella di separare i moduli che ospitano le parti tra davanti e dietro, separandoli con una barra di alluminio a "T" che serve ad incastrare detti moduli anziché avvitarli. Si voleva per facilitare il cambio dei moduli, ma in realtà si è rivelato molto più scomodo che svitare 4 viti. La sostituzione dei moduli è comunque un'operazione abbastanza rara, mentre la sostituzione della parti è ciò che conta, e con i modelli desktop scoperchiabili è abbastanza comoda. Purtroppo qui per gli hard disk non si può dire lo stesso, perché per loro è necessario estrarre il modulo, e quindi disincastrarlo dalla T suddetta.
In questo modello inoltre il coperchio anteriore, ovvero la parte superiore che copre i moduli anteriori, e fissa, perché si presume di estrarre i moduli e le parti dal davanti.


Cabinet 2008

Il cabinet 2008 torna al concetto di cornice del contenitore, come nel modello 2004. Questa volta la cornice nasconde pieghe di lamiere sia in alto che in basso. E qui sta il cuore della nuova struttura. L'intero contenitore è stato diviso in due parti: anteriore e posteriore. Entrambe presentano pieghe di lamiere da tutti i lati, per irrobustire la struttura.
Il modulo posteriore è scoperchiabile, per via della scheda madre che lo impone.
Il modulo anteriore ha un coperchio fisso, come nel 2005, ma su di esso si avvitano i moduli anteriori verso il basso, e quindi si ha un sopracoperchio che ha la funzione di coprire le viti e di montare la parte superiore della cornice. Esiste infatti uno spazio di 1mm tra la cornice di alluminio e la piega di lamiera di ferro dietro di essa, in cui si può incastrare una lamiera traforata per coprire gli spazi privi di moduli o gli hard disk.
Il pezzo forte è costituito proprio dagli hard disk. Le pieghe di lamiera orizzontali, superiore ed inferiore, con il loro profilo di alluminio che eventualmente fissa la lamiera traforata, riducono l'altezza del vano anteriore fino a 102mm. In questo spazio le "unità strette" trovano spazio direttamente, senza bisogno di moduli. Si infilano cioè hard disk, (i floppy sono obsoleti) e tutte le unità da 3'50 in verticale, fissandole dall'alto con due o tre viti.
Il modulo del pannellino frontale viene costruito in modo da imitare negli attacchi un floppy drive, e si fissa nello stesso modo.
Anche il modulo "unità larghe" ha gli stessi attacchi, e ospita ancora una volta due unità ottiche.


Qui vediamo il cabinet aperto dall'alto. Il PC è pronto per l'uso. Non resta che chiuderlo.


Qui lo vediamo in prospettiva. La parte anteriore del cabinet è chiusa comunque e la piastra viene utilizzata per fissare i dischi e le unità strette dall'alto con 3 viti.


Con questo coperchio anteriore copriamo le viti e completiamo la facciata. Il doppio profilo a "L" di alluminio fissa la parte alta della griglia.


Ecco montato il coperchio posteriore. È sempre grigliato; completamente o almeno nelle parti calde.


E infine il confronto con il Cabinet 2004. Ci assomiglia molto più del 2005. Un "ritorno" all' estetica iniziale.


Indice realizzato da Stefano C.L. Pederzani.
Indice aggiornato al 14/2/2010. Per ogni informazione scrivere a:
stefano.pederzani@tiscali.it
stefano.pederzani@alice.it