Furio Barzon, La Carta di Zurigo, Universale di Architettura, La Rivoluzione Informatica, n.129, Testo & Immagine, Torino 2003.
Un puzzle di riflessioni sulla Nuova Architettura del XXI sec.
Questo libro è il frutto della Conferenza di Zurigo dell'aprile 2000, sul tema delle nuove tecnologie digitali, indetta per la presentazione della versione internazionale della collana "IT Revolution in Architecture" diretta da A. Saggio. Il lavoro si snoda attorno ad una matrice costituita da nove parole chiave scelte dall'autore tra gli interventi di: P. Eisenman, D. De Kerckhove e A. Saggio. Consapevole di trattare argomenti di una ricerca appena iniziata contenente molte intuizioni ed incertezze, F. Barzon estrapola dall'intervento di P. Eisenman le parole-argomenti: giungla, nuovi algoritmi e trasgressione.
Giungla. Secondo Eisenman ci si può perdere nello spazio generato dal computer mentre non si ha la stessa sensazione di smarrimento in una stanza con le pareti. Usa il termine giungla con l'ottica spaziale per interpretare il virtuale. Nella giungla non si hanno piani di riferimento. "Non riusciamo a distinguere la terra dall'aria, dall'acqua, o la profondità dallo spazio delimitato". Si devono comprendere i nuovi comportamenti, le nuove relazioni spazio-tempo, che l'uomo adotta nello spazio virtuale per sviluppare nuovi algoritmi architettonici del computer per poi teorizzare nuove opere di architettura. Foto: Nox, The Oblique WTC, New York, 2001.
Nuovi Algoritmi. Sin dall'antichità il cambiamento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche ha provocato mutamenti architettonici. Le potenzialità dei computer di oggi nascondono altre possibilità operative che si scopriranno con nuovi strumenti informatici. Compito dell'architetto è sia dare forma ad un nuovo spazio che sta emergendo e in cui rendere possibile il passaggio, l'informazione, l'imprevedibile, sia realizzare nuovi strumenti cioè nuovi algoritmi per ottenere ambienti complessi necessari all'uomo contemporaneo. Foto: Ocean North, Ambient Amplifiers, Oslo, 2000.

Trasgressione. "Gli algoritmi importati dalla scienza aerospaziale, dalla produzione automobilistica e dagli effetti speciali cinematografici possono attualmente portare alla modificazione, alla trasformazione ed alla trasgressione della natura dell'architettura in una maniera che mette in questione e rende insostenibile quella stessa natura". Rientrano nell'architettura digitale le tecnologie ingegneristiche costruttive, dei nuovi materiali, dei processi produttivi, la ricerca ecologica sull'architettura come pelle interattiva dotata di avanzati sensori, software di disegno, le postazioni elettroniche della Rete. Foto: Diller+Scofidio, Blur Building, Yverdon-les-Bains, 2002.
Dal discorso di D. De Kerckhove lo scrittore separa le parole-concetto: spazio virtuale, visione tattile e total surround.
Spazio Virtuale. Essendo in atto la Rivoluzione Informatica si opera non solo con lo spazio fisico e con quello mentale ma se ne è aggiunto un altro da esplorare: lo spazio digitale o cyberspace o spazio virtuale. Lo spazio fisico riguarda i materiali, quello mentale è noto ai progettisti. Alcune ricerche stanno realizzando le nuove architetture di Internet che sono completamente virtuali. I tre spazi coincidono e si sovrappongono sullo schermo che, in futuro, dovrebbe trasformarsi in occhiali così, non avendo più limitazioni, la realtà virtuale girerà sui trecentosessanta gradi. Foto: LAB, i-tube mnemotic space, 1999.

Visione Tattile. "La realtà virtuale in 3D è la trascrizione della visione attraverso il tatto". La modalità percettiva sta diventando da visuale a tattile. La tecnologia digitale ("digitale" da dito) ha più legami con il tatto che con la visione, infatti quando si clicca su un'icona, su un link ipertestuale ecc. del computer si esegue un'operazione tattile: si preme. Foto: Ian+, New Tomhiro Museum, Azuma Village, 2001.

Total Surround. Nella realtà virtuale, fondamento dei valori per i nuovi ambienti, il retro è importante come il fronte. L'hyperarchitettura diventa senziente, la sua pelle sensibile ed intelligente. Foto: Diller+Scofidio, Eyebeam Museum of Art and Technology, New York, 2001.

Le ultime tre parole-chiave sono estratte dall'intervento di A. Saggio e sono: interconnessione dinamica dei dati, modelli informatici, interattività; ma la premessa ne è supporto indispensabile perchè in architettura emergono nuovi temi: aree dismesse, nuovo urbanscape, coscienza ecologica, potenzialità dell'elettronica; inoltre essa è studiata per insinuarsi negli spazi interstiziali delle aree densamente edificate dove si può inserire nuovo verde, attrezzature per il tempo libero, luoghi di lavoro realizzando parti di città integrate e plurifunzionali. La Nuova Architettura non è più legata alla produzione in serie e all'oggettività ma assume un linguaggio simbolico, metaforico, quindi soggettivo dove predominano l'informazione/comunicazione e la ricerca estetica individuale. Nelle nuove architetture (Museo Ebraico a Berlino di Libeskind, Museo Guggenheim a Bilbao di Gehry) si dà per scontato che funzionino bene, il plusvalore è l'informazione, la loro capacità di comunicare.
Interconnessione Dinamica dei Dati. "Il centro della Rivoluzione Informatica non sono tanto le informazioni, il loro immenso numero o la loro perenne mutevolezza, quanto la capacità degli atomi informativi d'essere interconnessi, interrelati". Foto: Decoi Architects/Mark Goulthorpe, Paramorph Gateway, Londra 1999.

Modelli Informatici. Con l'elettronica l'informazione è stata strutturata in modelli che sono estremamente mobili perchè al variare delle informazioni generano risultati diversi. L'architettura deve comprendere questi modelli per poi concretizzarne le regole e trasformarsi, infatti essa, sin dai tempi antichi, reincarna, con le sue forme, i paradigmi scientifici e gli strumenti della propria epoca ottenendone una nuova estetica. Foto: ma0, Play, Roma, 2002.

Interattività. L'interattività processuale si può applicare nella produzione insediativa quando si utilizzano dati interconnessi e modificabili che riguardano la progettazione, la costruzione e la gestione in cui sono coinvolti un numero elevato di soggetti. Si riesce così ad ottenere un miglior risultato economico ed architettonico. Esiste poi l'interattività illusionistica che adotta sistemi di proiezione quasi all'interno della pelle dell'edificio, essi forniscono una realtà virtuale. "Queste tecnologie possono dare vitalità a situazioni degradate o in cui è impossibile intervenire (dai siti archeologici alle periferie degradate delle città) e fare delle nostre città centri pulsanti mutevoli e bellissimi, in una specie di barocco informatico". Si ha poi l'interattività fisica, usando i modelli informatici l'architettura può modificare il suo aspetto completamente o parzialmente realizzando i desideri dei suoi abitanti. Essa si trasforma al variare delle situazioni climatiche o ambientali, ne consegue che si modificano interattivamente sia meccanismi elettronici (luci, elettrodomestici, musiche, sistemi di controllo) sia gli stessi materiali (vetro, marmi) inserendo delle microfibre nei rivestimenti ne diversificano la grana, la porosità, la capacità di assorbimento del suono o del colore. "Ormai si comincia a lavorare anche su un'interattività emotiva, perchè, attraverso l'uso di sensori, non è solo il dato fisico che interagisce con l'architettura, ma anche alcune caratteristiche dello stato psicologico e della percezione delle persone". Foto: ETH, Institut fur Neuroinformatik, Ada, Neuchatel 2002.

Valutazioni del recensore. Inizialmente il lettore, abituato ad immaginare architetture fisiche più o meno accademiche, deve impegnarsi per comprendere quella progettata con i nuovi strumenti digitali; ma al termine della lettura, il volumetto ha raggiunto il suo scopo, il lettore si è costruito un nuovo paesaggio mentale ed è diventato consapevole che un tipo diverso di architettura non solo è possibile ma è sicuramente più adeguato alle nuove esigenze dell'uomo contemporaneo. Nonostante la frammentarietà (puzzle) la narrazione riesce a fornire un disegno complessivo delle caratteristiche principali della Nuova Architettura, oggi ancora prevalentemente di progetto essendo le realizzazioni sporadiche. E' necessario comprendere le regole, gli strumenti della Rivoluzione Informatica per guidarla e valorizzarla perchè come diceva Mies Van Der Rohe nel 1930: "Il tempo nuovo è una realtà; esiste indipendentemente dal fatto che noi lo accettiamo o lo rifiutiamo". Liberato dalle personali sovrastrutture mentali-architettoniche il lettore finisce per immergersi completamente nel nuovo cyberspace mentre le immagini proposte ne aiutano la comprensione e l'immaginazione che, ormai libera, le percepisce come statiche rispetto alla dinamicità, mutevolezza ed interattività descritte. Apprezzando la visione generale sui cambiamenti apportati dall'avvento dell'Information Technology, mi chiedevo quando sarebbe stata possibile la realizzazione diffusa di questa Nuova Architettura, cioè una sua costruzione fisica perchè quella solo virtuale è già sviluppata per Internet, i videogiochi, in alcuni allestimenti ecc. Sicuramente per evitare ulteriori ritardi se ne dovrà diffondere la conoscenza prima di tutto tra gli addetti ai lavori e ciò significherà scardinare le posizioni accademiche ancora dominanti; tipica situazione culturale di transizione che tutti i movimenti di Avanguardia hanno sempre dovuto affrontare. La seconda questione da cui dipenderà una diffusione più o meno rapida della Nuova Architettura sarà il costo di realizzazione ed il consumo energetico che poi sono le due facce della stessa medaglia: quella economica. Probabilmente fino a quando i costi di costruzione e quelli di gestione non diventeranno concorrenziali rispetto alle architetture tradizionali, la nuova estetica sarà solo per un'elite.