Montagne e miniere
Uno
sguardo al passato economico di Ballabio e dell'Alta Valvarrone![]()
Nell'Archivio Comunale di Ballabio una serie di documenti (1875-1893) in merito alla costruzione dell'acquedotto dei 2 paesi (allora ben distinti in Ballabio inferiore e superiore) getta una luce precisa sul significato economico delle miniere operanti sul territorio, la cui società di gestione, proprietà di Giorgio Hanfrey, nativo di Londra ed abitante a Lerici, si accollò a suo tempo parte delle spese di canalizzazione dell'acqua.
Giorgio Hanfrey e la sua Società delle Miniere sono un punto importante di un'attività estrattiva che parte da molto lontano ed interessa, con alterne vicende e capitali per lo più esteri, tutta la Valsassina, come possiamo leggere nella "Relatione della città e stato di Milano" di Galeazzo Gualdo Priorato del 1666 :
"... Vi è poi la Valsasina, da dove, costeggiando il Lago di Como, s'entra nella Valtellina, nella quale si comprendono 48 ville, et è feudo del conte Giulio Monti ..."
Nella detta Valsasina vi sono miniere di ferro abbondantissime, e di questo se ne fa grandissimo negotio. Qui è l'edificio per far le palle di cannone, et altre opere spettanti alla guerra.
In alcune delle suddette altissime montagne si trovano miniere d'argento e di rame, e in altre si cava la terra della quale si fanno i cruccioli, che adoperano gli orefici per fonder l'oro, l'argento ed altri metalli...".


Agli inizi del Novecento l'avventura estrattiva durata alcuni secoli in questi luoghi può dirsi completamente esaurita. Rimangono testimonianze notevoli dell'ingegnosità e della costanza nella ricerca di una ricchezza che lentamente sfumò e si smarrì.
Oggi col recupero di questo parco archeominerario si intende riportare alla luce speranze e fatiche delle generazioni che ci hanno preceduto.

