Leonardo e le Grigne

 

Leonardo da Vinci le ha dipinte spesso, generazioni di alpinisti hanno tracciato su di esse innumerevoli vie di arrampicata.

Le Grigne sono le montagne di casa, da Milano in sù, ma anche a nord delle Alpi la zona fantastica del Lago di Como è apprezzata per la sua magia coinvolgente.

Nei giorni limpidi di sole e di vento, Milano, città di pianura, appare circondata da un'intera catena montuosa interminabile all'orizzonte.

L'aria cristallina agisce da lente d'ingrandimento e dai piani alti della città come dai grattacieli o dal Duomo si vede distintamente la cerchia delle Alpi e, più vicine, le Alpi Orobie o Prealpi, con le belle cime frastagliate del Resegone e delle Grigne, così vicine che sembra di poterle raggiungere a piedi nonostante in realtà distino oltre cinquanta chilometri. Così deve averle viste Leonardo da Vinci negli anni trascorsi a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, tra il 1483 e il 1500. "La Grigna è la montagna più alta chabbi questi paesi, edè pelada", scriveva nei suoi appunti raccolti nel Codice Atlantico. Che sia la più alta non è sicuramente vero, perchè nella zona svettano montagne che la superano in quota, come il Pizzo Tre Signori e il Legnone, ma poichè è il primo grande risalto sopra la pianura, da Milano la Grigna appare indubbiamente la regina, il massiccio più elevato.

 

 

 

Leonardo visitò sicuramente il gruppo delle Grigne, come appare da suoi disegni e dai suoi appunti. La "busa diverso il lago la quale va sotto 200 schalini equi dogni tempo è diaccio e vento" che è con tutta verosomiglianza la Ghiacciaia del Moncodeno, sul versante est del Grignone (vedi nel sito MAGIA DEL SOTTOSUOLO), un'enorme ghiacciaia naturale che fornì per secoli ghiaccio a Milano d'estate, tagliato in blocchi, imballato nella paglia e trasportato a dorso di muli fino a Mandello, sul lago, poi su barche fino a Lecco dove veniva caricato sui carri per Milano.

Leonardo deve essere tornato ripetutamente in questi luoghi, oppure vi ha sostato a lungo, perchè gli scorci di queste montagne si ritrovano negli sfondi di molti suoi quadri, come La Vergine delle roccie.

Dai pendii meridionali della Grignetta si vede ancora, nonostante il moltiplicarsi delle costruzioni recenti, che hanno invaso la Brianza e quindi la Pianura, il fiume Adda serpeggiante tra i prati, un paesaggio molto simile allo sfondo della Gioconda nonostante questo venga generalmente considerato un paesaggio della Val d'Arno.